Qui si sale

1899-47257Cari lettori, questo blog giace temporaneamente abbandonato perché la sua autrice è impegnata a scrivere giorno e notte la sua tesi di laurea e ne avrà per un’altra settimana.
Vi dico solo che mi trovo in un tale stato di stress e adrenalina che a colazione, invece del solito tè o caffè, bevo camomilla (sul serio)! Comunque, se reggo a questo ritmo, tra poco sarà tutto finito.

Qui a Bologna c’è un famoso santuario dedicato alla madonna, famoso perché si trova su un colle ed è collegato alla città da un portico lungo tre chilometri. Si tratta di un percorso molto bello perché, arrivati in cima, si gode di un ottimo panorama. Religiosi o meno, tutti i bolognesi sono soliti frequentare tale portico, anche solo per fare jogging. Tra gli studenti di ogni ordine e grado il portico è spesso citato in espressioni del tipo: “Se prendo la sufficienza in mate vado a san Luca in ginocchio”. Io non ho mai visto nessuno realizzare tale promessa ma ammetto che qualche viaggetto propiziatorio a san Luca, ai tempi del liceo, l’ho fatto anch’io con le mie amiche.
Senza contare il pellegrinaggio annuale con la parrocchia, capeggiato da vecchiette oranti che, in condizioni normali fanno fatica anche solo ad attraversare la strada, ma se si deve fare sei km (tre dei quali in salita) recitando il rosarioimprovvisamente diventano agili come giovincelle (della serie: la fede non smuove solo le montagne ma anche le vene varicose).
E anche in un mio primo appuntamento romantico il baldo giovane con cui uscivo mi portò su a san Luca (in una trattoria/bar e poi ad ammirare per ore il panorama notturno: un freddo che me lo ricordo ancora adesso).
Una volta, durante la discesa, io e la mia amica Laura incontrammo due turiste giapponesi, armate di macchina fotografica, le quali ci fecero capire che desideravano scattare una fotografia; io credevo che chiedessero a me o alla mia amica di riprendere loro; invece no, volevano che il soggetto della foto fossimo proprio io e la Laura; a volte sorrido pensando che tuttora (forse) in un album di fotografie in Giappone c’è una foto che ritrae me e lei in quanto esemplari di giovani bolognesi nel proprio habitat natural/culturale.

Ma cosa c’entra il portico di san Luca con la mia tesi? Be’, dovete sapere che l’ultimo tratto del portico si fa più ripido rispetto al percorso precedente e si conclude con una scalinata che, dopo tre km di salita a piedi, risulta davvero faticosa: quest’ultimo tratto è chiamato comunemente inferno, proprio per la fatica che comporta. Ma si sale comunque con buona volontà, perché è un inferno temporaneo, oltre il quale appare finalmente lo spiazzo del santuario e il termine della salita. È un bellissimo contrasto: dal portico stretto, scuro e ripido si approda a uno spazio luminoso e aperto, il cielo è la prima cosa che ti accoglie (perché i portici in generale, bisogna dire che son simpatici e comodi, ma anche stretti e sempre un po’ in ombra). Allora io in questo momento sono, diciamo pure, all’inferno. Ma il cielo è proprio a pochi metri, ci sto arrivando.

Tutto ciò giusto per dire che se in questi giorni latito, sapete dove sono…

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Questo è appunto l’arrivo, quando sei lì che arranchi mezzo strozzato dal fiatone e giustamente davanti a te vedi solo una grossa croce, ma ormai sei quasi arrivato…

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23 commenti on “Qui si sale”

  1. shytouchy ha detto:

    Hahaha, credo sia comune a molte di noi l’essere salite a S. Luca con l’amato bene. Della trattoria, che ora non c’è più, ricordo un buonissimo dolce al cioccolato… però è mooolto più romantico salire dai Brigoli che non dal portico… scendere di li invece… mai provato ballando?? Funziona!!

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  2. bigtildo ha detto:

    Ormai è da tanto che non vado a S.Luca , a piedi poi è tantissimo , ricordo anche quando c’era la funivia e ,di tanto in tanto , un viaggio lo facevo , il panorama è splendido e d’estate ci si rinfresca un po

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  3. kittymol77 ha detto:

    faticaccie dell’ultimo tratto di portico a parte(un passo alla volta, dai che ci sei quasi), a me hai fatto venir curiosità di andarci a fare questi 3 km sotto i portici. Dev’essere una cosa molto suggestiva. A Vicenza c’è qualcosa di simile per salire al santuario dei berici; non ho idea di quanti km siano ma avendo un’amico che ci abita proprio sotto, l’ho sperimento più di una volta il fiatone degli ultimi passi…

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  4. isabel49 ha detto:

    Che bellissimo posto, proprio un belvedere mozzafiato! La prossima escursione la farò lì. Non preoccuparti cara, pensa alla tesi, poi ci farai sapere, siamo tutti con te!
    Stai calma, chissà perchè anche se non ti conosco personalmente, sento che sei molto brava.
    Giornata serena.
    Annamaria

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  5. Masso57 ha detto:

    Intanto, passettino alla volta, sali sulla scala della tua laurea, tra auguri generali e complimenti da parte di tutti. Prenditi tutte le energie ed i tempi che ti servono.

    In quanto a San Luca, l’hai descritta benissimo: mi hai fatto anche ricordare che l’ultima volta che ci salii -turismo, non altri motivi che pure avrebbero meritato- mi venne un po’ di tristezza a vedere che da lassù, mentre Bologna ed il resto del paesaggio erano solatii, intorno alla mia cittadella iniziava una specie di cupolone di nebbia. Infatti al ritorno, passato il Reno, avrei preferito farmela a piedi….

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  6. ediaco ha detto:

    Che voglia mi hai fatto venire!!! Grazie! E’ tanto che non vado a San Luca e a piedi l’ho fatta una volta sola… Buon lavoro e grazie anche del commento!!!

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  7. commediorafo ha detto:

    A Verona teniamo separato l’amor sacro dall’amor profano: per quello sacro c’è il Santuario della Madonna di Lourdes da cui si vede la città. La zona è ricchissima di cartelli che ricordano che è un luogo sacro, per cui la voglia di lasciarsi andare con l’amata o con l’amata viene meno…
    Per l’amor profano si va a Castel San Pietro. La vista sul Teatro Romano, su Ponte Pietra e il centro città mi toglie ancora il fiato. Lì ci sono andati tutti i veronesi. C’è anche un gruppo su Facebook ad esso dedicato
    Massimo

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  8. castoretpollux ha detto:

    Meraviglioso…quest’estate piglio la moto e ci vado!

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  9. flaviablog ha detto:

    Molto suggestivo.Bello, mi piacerebbe vederlo di persona-

    Avrei postato la foto più grande, però!

    Se ti abbiamo fatto a modo nostro compagnia, metti tutti nostri nomi in calce alla tua tesi.

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  10. flalia ha detto:

    Shytouchy: sì son passata da lì ma non ballando… 😉

    Bigtildo: a me piace andarci ogni tanto, è una bella passeggiata e ci sono affezionata… peccato per lo stato dei portici che lascia sempre più a desiderare, ci sono molti punti scrostati, con delle scritte… andrebbe curato un po’ di più dato che è considerato uno dei “gioielli” cittadini… mi fa piacere avere dei lettori bolognesi su questo blogghino 🙂

    Kittymol: sì, di solito questi santuari un po’ fuori città e meta di pellegrinaggi da secoli sono molto suggestivi… e valgon bene un po’ di fiatone 😉

    Annamaria: grazie, cara Annamaria… ormai dormo tre ore x notte e x il resto scrivo ma dopodomani il supplizio sarà terminato… 😉

    Masso: a volte anche Bologna dai colli non si vede bene causa nebbia e smog insieme… cosa che mette una certa tristezza (più che altro per lo smog, la nebbia siam in pianura padana e ce la teniamo…)

    Ernesto: grazie 🙂 Come già detto, in Italia ci sono dei bellissimi santuari, ho un amico che se li sta visitando tutti… piacerebbe anche a me 🙂

    Massimo: accipicchia, che descrizione, mi piacerebbe vedere quel panorama, in questo caso scelgo l’amor profano! 🙂

    CastoretPollux: in moto non vale, però! 😉

    Flaviablog: ci hai preso… in questi giorni di clausura forzata, a parte qualche telefonata e qualche pranzo (l’ora d’aria) ogni tanto insieme ad amici, chi mi ha tenuto compagnia siete stati proprio voi amici blogger 🙂 Se fossi come quelli che inseriscono anche nelle tesi la pagina dei “ringraziamenti”, tu e gli altri amici e amiche ci andreste di diritto 🙂

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  11. melchisedec ha detto:

    Suggestivo il luogo che descrivi, Flalia, non solo sotto il profilo paesaggistico, ma anche sotto quello simbolico. Rende bene l’idea della fatica, dell’ultima, che ti incolla sulla sedia.
    Buon, anzi fruttuoso lavoro!

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  12. flalia ha detto:

    Mel: eh eh, l’intento era proprio quello, ogni tanto ho bisogno di tradurre in metafore la mia vita per capire a che punto sono 🙂

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  13. NataForseIeri ha detto:

    Ma che bello il tuo blog!
    Caspita sei al rush finale eh?
    Da un lato ti invidio e da un altro (quello codardo) no…
    Affacciarmi alla vita “vera” e al mondo del lavoro mi spaventa a morte, così bivacco ancora da “perfetta” 23enne fancazzista ai margini dell’università e vivo una vita edulcorata in una casa dove coabitiamo in 8.
    Ci ho fatto un blog su questo e a volte mi sento davvero la persona più strana del pianeta e a volte mi sembra tutto normalissimo…
    Ti faccio un grossissimo in bocca al lupo!!!!!
    Ti linko, così non ti perdo 😉

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  14. flaviablog ha detto:

    Mettici La Signorina ( in un angolino della copertina o sotto un’orecchia 🙂

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  15. flalia ha detto:

    NataForseIeri: ciao, che bel commento, grazie di avermi parlato di te, verrò a leggere 🙂 Riguardo al misto di desiderio e paura, se c’è una che può capirti sono io. In alcune fasi della mia vita sono stata così risucchiata dalla paura del futuro da restare praticamente paralizzata cercando di rimandare tutto al domani. Mi sono mancate delle guide solide, forse, mi son fatta da sola e questo toglie tanta sicurezza. Ma poi ho pensato che era così fastidioso e assurdo lasciarsi bloccare dalla paura… mi sono convinta che se sono a questo mondo significa che ci posso stare, non è troppo per me. E se vale per me, vale per tutti, te compresa 🙂

    Flaviablog: vedi, cara Rossana, il fatto è che per me la tesi, l’università e tutto il relativo ambaradàn rappresentano un tale schifo, un tale squallore, una tale miseria che la Signorina sulla mia tesi, a farla entrare, lei così bella e splendente, in quell’orrore, non ce la metterei neanche se mi pagasse 🙂 Adesso mi faccio la mia notte in bianco, ultimo (spero) tributo allo schifo universitario, domani porto il mio inutile parto (poco conta che io ne sia molto soddisfatta) alla megera isterica che dovrà darmi il suo assenso, dopodiché per me può anche andare tutto a fuoco (be’, magari dopo il giorno della laurea, già che ci siamo ;-)))

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  16. flaviablog ha detto:

    Ma no! Dopo, confetti rossi per tutti! 🙂

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  17. timeline ha detto:

    …poi sarà tutto in discesa…

    un sorriso

    Blue

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  18. NataForseIeri ha detto:

    Com’è andata con la megera isterica?
    Tutto bene? Spero di si, così almeno tre quarti dell’opera è fatta…
    Un abbraccio 😉

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  19. flalia ha detto:

    Tutto bene, ragazze, grazie 🙂 Ho scritto TUTTA la notte ininterrottamente (ok colpa mia che mi son ridotta all’ultimo) poi son arrivata da lei e, dopo varie peripezie (ho dovuto inseguirla e bloccarla strategicamente) ho avuto il suo consenso. E’ fatta… 🙂

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  20. ediaco ha detto:

    Sono molto felice per te! Brava!

    Grazie della segnalazione, non ci crederai ma oggi ho inviato la stessa intervista (davvero tra le parole più belle ascoltate in questi giorni) ad alcuni amici. In questa salita non siamo certo agli ultimi gradini… 😉 ciao!

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  21. flalia ha detto:

    Ernesto: che bella sintonia 🙂 Già, altro che salita, questa è una scalata…

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  22. latendarossa ha detto:

    Mi ha fatto pensare, questa tua ‘elevazione’ alla storica salita di Petrarca sul Mont Ventoux. E pensa te la tua foto che circola in Japan, magari la usano, che ne so, nei libri di testo delle università (scherzo) 😉

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  23. flalia ha detto:

    Marcello: eh eh, chissà 😉 L’ascesa di Petrarca al Mont Ventoux era uno dei cavalli di battaglia della mia prof. di lettere al liceo, la tirava sempre in ballo! Cosa mi hai fatto ricordare… 🙂

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