Il conservatore che c’è in me

Ma io dico: una poveretta che vive la sua vita sepolta in mezzo a quintali di libri, a spremersi le meningi per scrivere cose sensate e correggere bozze non sempre sensate, cerca di curare la sua interiorità e trova pure il modo di coltivare degli hobby, un giorno accende la tv e si trova davanti una certa “Cristina-sesta di seno-del Grande Fratello” che parla del suo seno, e pensa: Va be’, è la tv che è scema. Poi va a controllare la sua posta elettronica e nel portale del sito che la ospita si ritrova nuovamente davanti “Cristina-sesta di seno-del Grande Fratello”, e pensa: Va be’, è Libero che è scemo. Infine stamattina legge il quotidiano “Repubblica” e, fra una tragedia e l’altra, ritrova una foto di “Cristina-sesta di seno-del Grande Fratello”, stavolta mentre fa la doccia. Io sono una che difende sempre le donne a spada tratta, però insomma, si è mai vista una che quando si presenta alla gente, invece di dire come si chiama o cosa fa, dice che taglia di reggiseno porta (a parte che, ragazza mia, non c’è bisogno di specificarlo: si nota)? Che razza di merito è questo?! Anche sul versante maschile non siamo messi bene, comunque: ho fatto in tempo a intravedere un energumeno che di mestiere fa il surfista (è un mestiere?) e però non sa parlare in italiano (né, credo, in altre lingue conosciute).

Devo dire che tutto ciò mi è bastato per farmi un’idea e così, prima di tornare a studiare, mi son spostata un attimo su rete 4, per guardare la fine di Walker Texas Ranger. Ok, lo so, Chuck Norris è un repubblicano guerrafondaio amante delle armi eccetera e il telefilm in sé è noioso, ci sono sempre delle scazzottate che durano un sacco di tempo (cosa che mi ha sempre impedito di riuscire a seguire una puntata per intero!), ma quando mi capita mi collego per vedere il finale: fa lo stesso anche se non ho seguito la puntata e non so cos’è successo, mi piace vedere Walker Texas Ranger (sì, così tuttoattaccato) che, quando ormai ogni speranza sembra svanita e qualche innocente sta per morire, irrompe sulla scena con freddezza e decisione e salva la vittima. Se poi la vittima in questione è la sua fidanzata, mi piace ancora di più. Sarò stupida ma mi fa bene: da un lato, mi fa ridere il fatto che alla fine lui arriva sempre e risolve tutto; poi mi dà sollievo assistere al salvataggio in sé. Mi piace la semplicità dell’eroe che non delude le aspettative. Mi fa venire in mente una delle prime scene di “V for vendetta” (il fumetto), quando c’è Evey, questa dolce ragazzina che sta per essere violentata e uccisa in uno squallido vicolo londinese e improvvisamente arriva V che uccide i due cattivi e la porta via con sé. È stupendo il modo in cui Alan Moore (l’autore) fa intervenire V: ormai sembra tutto perduto e nel buio arriva invece la luce, il salvatore, con quel suo sorriso (fisso, perché indossa una maschera). Questa scena, vista anni fa, mi ha dato un imprinting. Poi di Walker Texas Ranger mi fa ridere anche la sigla d’inizio, questa sigla cantata (dallo stesso Chuck Norris) in stile country, con l’immagine di lui in formato gigante che sovrasta la città minuscola sullo sfondo (dando quell’idea di protezione) con la pistola in mano e l’espressione sicura (più americano di così…). Sarà come dice Stephen King, che in ognuno di noi c’è un conservatore che ogni tanto ha bisogno di essere rassicurato sul fatto che i “buoni” vincono sui “cattivi”; si vede che al conservatore che c’è in me basta il finale di Walker Texas Ranger (ci si accontenta di poco).

Tutto ciò mi fa venire in mente una mia stranezza: sebbene io sia sempre stata un maschiaccio e una personcina indipendente, e perfino un capobanda nell’ormai lontana infanzia, mi ricordo che alle elementari e forse fino in prima media, nel solito tema che ogni tanto periodicamente ci davano, su come immaginavamo il nostro futuro o quali progetti avevamo, io, tra le varie cose (tipo diventare una scrittrice – all’epoca avevo questo insano desiderio – o diventare un’astronauta, altro mio immenso sogno), descrivevo sempre il mio uomo (anzi: marito; ero in quest’ordine di idee) ideale: buono, simpatico, intelligente, gentile, un po’ imbranato, che sapesse imitare il canto del gallo, comprensivo e protettivo (cioè praticamente mio padre). Poi a un certo punto mi son chiesta: ma perché scrivo sempre comprensivo? Cosa sono io, una pazza che ha bisogno di un santo che la “comprenda” e ne tolleri le stranezze? Sì, era proprio così che lo intendevo. Ma… protettivo? Un giorno ci ho pensato su e mi son detta: ma perché protettivo? Da cosa mi dovrebbe proteggere? Sono forse in pericolo? Dopo attenta riflessione, quell’aggettivo (benché mi salisse spontaneo dal profondo) è stato cassato in quanto sintomo troppo manifesto di debolezza in un mondo in cui la fragilità (soprattutto femminile) non va più di moda o viene strumentalizzata, ma credo che in realtà questa strana propensione sopravviva in me e abbia attualmente trovato il suo sfogo momentaneo nella scena finale di Walker Texas Ranger e simili.

Tutti questi sproloqui sulla tv denunciano il fatto che, vivendo temporaneamente in clausura e senza svaghi, tendo ad accendere la tv più spesso del solito, cioè durante la merenda o dopo cena (nelle brevi pause di studio, insomma)… non vedo l’ora di tornare alla normalità.

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Qui a sinistra Walker Texas Ranger in versione “Dio con il fucile”: la città è al sicuro, mi sembra evidente!

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, voglio ringraziare Melchisedec che ha insignito questo blog del premio kreativ blogger, con una bellissima motivazione. Ci tengo a ringraziarlo qui per la stima che provo per lui e per segnalare il suo blog, uno dei miei preferiti. In base al regolamento del concorso dovrei segnalare altri sette blog che mi piacciono molto ma devo dire che alcuni li ho già segnalati in un’occasione analoga e dovrei ripetermi, altri che avrei voluto segnalare sono stati recentemente chiusi, abbandonati o privatizzati, altri ancora hanno già ricevuto lo stesso premio e infine ultimamente leggo così pochi blog che non ne trovo di nuovi da segnalare. I blog che ho tra i link sono i blog che seguo regolarmente e che secondo me meritano una visita. Uno, però, pur già indicato da Mel, ci tengo a segnalarlo, dato che non l’ho fatto nell’altra occasione, poiché ancora non lo conoscevo: Balsamo di carta scritta, di Flaviablog. Sta per chiudersi in questi giorni la pubblicazione dei racconti sulla scuola che Flavia/Rossana ha raccolto tra vari blogger e non; a me è sembrata un’idea bellissima perché il tema (i ricordi di scuola) ben si prestava a ispirare gli ottimi racconti che in effetti sono stati pubblicati.

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17 commenti on “Il conservatore che c’è in me”

  1. lucy1957 ha detto:

    Penso abbia ragione Stephen King, abbiamo bisogno di credere che i “buoni” vincono sui “cattivi.”
    Complimenti per il premio!
    Un abbraccio Lucia

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  2. castoretpollux ha detto:

    Scorrere i tuoi post rende proprio leggeri. Perchè nella semplicità, ironia e schiettezza, alla fine traspare la verità.

    Vi Veri Veniversum Vivus Vici (per rimanere in tema di V)

    E’ da un pò che la televisione l’accendo raramente. Ci sono troppe cose assurde. Il risalto che poi danno i media a fenomeni da baraccone peraltro poco educativi, mi disturba assai.
    Walker non lo reggo…mi mette tristezza. Chuck Norris me lo ricordo nei films di Bruce Lee, quando era nel pieno della forma fisica. Vedere le controfigure mi rattrista un pò…ma io vedo il tutto da karateka :-))))

    In tutti i modi credo che la figura di colui che accoglie e protegge sia un rifugio di calore. Ma la qualità più grande, come mi disse una persona una volta, è quella di saper trasformare le cose cattive in buone.

    Un saluto!

    _______________________

    P.S.: parteciperai alla mia piccola rassegna di racconti?

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  3. isabel49 ha detto:

    Quella concorrente di sesta misura, è volgare e di femminilità neanche l’ombra. I giornalisti, gli autori del programma la stanno strumentalizzando e la… “poveri noi”, ci sta e vuole proprio questo: essere notata e poco importa se si mostra in pose succinte e se la da in diretta. E’ un vero schifo, dovrebbero chiudere certi programmi. Adoro quel telefilm per lo stesso motivo citato da te, “i buoni vincono sui cattivi”, quell’attore è bravissimo. E’ un piacere leggere le tue riflessioni: è altrettanto un piacere commentarle.
    Con amicizia, Annamaria.

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  4. commediorafo ha detto:

    Non amo nè GF nè Chuck Norris, ma adoro le barzellette su di lui che girano in internet.
    Un saluto
    Massimo

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  5. melchisedec ha detto:

    Cara Flalia, appuro sempre che il quoziente culturale di siffatti tipi è infimo; tanto più dotati(pompati)fisicamente, quanto più microcerebrolesi.
    Tu sai che in modo graduale sto abbandonando Libero proprio per le notizie che riporta?
    Sarò libero di non leggere?
    Grrrrrrrrrrrrrrr
    Quanto alla serie di cui parli non so nulla.

    Grazie a te, per esserci.
    Creativa Flalia?
    Sì, una maga del creare o ri-creare con le parole il quotidiano autentico.

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  6. utente anonimo ha detto:

    Insisto: sei speciale 🙂
    D

    p.s.
    io ho i muscoli… quindi sarei microcerebroleso? E conta qualcosa che “microcerebroleso”, in realtà, significa che qualcuno è cerebroleso in maniera micro, ossia, quasi impercettibile? Forse posso stare più tranquillo?

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  7. bigtildo ha detto:

    Hai dimenticato di accendere la radio e sintonizzarti su radio24 e avresti sentito parlare di “Cristina-sesta di seno-del Grande Fratello” , c’è chi la chiama tv spazzatura e forse ha ragione ma visti gli ascolti , hanno ragione loro : è questa la tv che vogliamo

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  8. latendarossa ha detto:

    Chuck Norris sarà quel che vuoi ma anche per me (e mio fratello) è un mito. Più o meno anche io, a quell’ora vedo un pezzetto del suo telefilm e mi fa piacere, massì, vedere la reiterazione della lotta coi cattivoni di turno (dalla quale lui uscirà immancabilmente vincente, senza neanche un graffio). Sai che il culto – ebbene sì – di C. Norris ha dato vita ad una serie di libri che raccolgono frasi nelle quali i suoi fan gli attribuiscono le imprese più assurde? Del tipo…Quando l’uomo nero va a dormire, controlla che nell’armadio non ci sia Chuck Norris. Quando Chuck Norris fa una pessima figura in pubblico, tutti i presenti arrossiscono e si guardano le punte delle scarpe. Chuck Norris non può sentirsi in imbarazzo, ecc.

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  9. Fogliadivite ha detto:

    Che la tv, e leggevo più sù, pure la radio inneggi e propini donne con seni ingigantiti, surfisti gonfiati, bidelli filosofi, celentani vari che predicano, fa parte del vuoto pneumatico che c’è in giro, ovunque.
    Io non guardo praticamente la tv, a parte qualche programma su rai tre, e qualche film su sky, mi viene il nervoso quindi preferisco evitare.
    In merito all’uomo “che protegge”, credo faccia parte dell’istinto che ancora alberga nelle donne, deriviamo pur sempre dal popolo delle caverne, dove una donna senza un maschio che la proteggesse non avrebbe potuto allevare la prole. So bene che non c’è più nulla di naturale nel mondo, e che di uomini che sappiano proteggere una donna ce ne sono pochini, dato che vedo che la maggior parte di questi preferisce trovare una donna che semmai protegga loro. Per come la vedo io, ma ho 46 anni e sono un po’ passatella, che un uomo sia protettivo e rassicurante, è appena giusto. Per me i maschi sono maschi, e le femmine, femmine. E nulla centra con il farsi metter sotto, che è un’altra storia 🙂

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  10. Masso57 ha detto:

    Siamo, Chuck ed io, uomini del fare, quindi fàmose du’risate:

    http://welovechucknorris.blogspot.com/

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  11. calippa89 ha detto:

    wow ma complimenti!!!!!!!!!!!!! 😀
    per quanto riguarda la tv ………….. no comment….
    per quanto riguarda ranger non l’ho mai visto sinceramente, ma ricordo che mio nonno ci si accaniva e gli parlava anche o.O

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  12. castoretpollux ha detto:

    Non potevo esimermi…

    http://www.hkcinemagic.com/en/images/movie/large/chuck-norris-ans-bruce-lee_de6354484361aed096b985c6f03e5901.jpg

    Da destra: Chuck Norris, Bruce Lee e Bob Wall…oserei dire tre mostri sacri (e non parlo di films made in hong kong)…

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  13. flalia ha detto:

    Lucia: grazie! 🙂

    CastoretPollux: ah sì? Usa la controfigura? Ma pensa… Che “strana” la fotografia che hai linkato… com’erano giovani! 😉 Attenzione perché io sono stata una judoka… e a causa di una mossa “a sorpresa” ho pure rotto un braccio a mio zio…:-D
    Al momento sto scrivendo la tesi (e sono in ritardissimo) quindi non ho tempo di pensare a nient’altro, purtroppo… non so se farò in tempo a mandarti il racconto, l’iniziativa mi piace, però 🙂

    Annamaria: spero solo che il grande fratello non rispecchi la realtà ma sia solo una “gabbia” per eccezioni. Sinceramente non riesco a farmi un’idea di quanto sia rappresentativo o meno… Un abbraccio!

    Massimo: anch’io ho conosciuto prima le barzellette di lui!! Comunque preciso che non mi piace Chuck Norris in sé, mi piace vederlo salvare la gente ;-))

    Mel: su Libero hai ragione, vorrei cambiare anch’io ma non mi va di dover avvisare tutti del cambio mail…solo che ormai è inguardabile 😦

    D: eh eh, una simile arguta argomentazione ti scagiona automaticamente dal sospetto di essere micro o macro cerebroleso… Già che ci sono, preciso che il fatto che io coltivi la mia interiorità non significa che sia una rospa… ;-))

    Bigtildo: ci mancava pure la radio… pietà! ;-))

    Marcello: ah sì?! Ma pensa, non l’avrei mai detto 🙂 Però che attorno a Chuck Norris ci fosse pure tutta ‘sta letteratura non lo sapevo proprio! E’ vero, non solo non si fa neanche un graffio, ma risolve tutto in pochi secondi, tipo ne abbatte dieci alla volta a suon di calci e pugni! 😉

    fogliedivita: boh, forse dovrebbe essere così, ma non vedo grande convinzione in giro tra i diretti interessati… La mia relazione più significativa e duratura era improntata al fatto che io ero la colonna (anche economicamente) e lui si appoggiava. Tutto sommato penso che protezione e cura debbano essere reciproche 🙂

    Masso: grazie!! Quando vorrò farmi due risate su internet saprò dove andare!! 😀

    Calippa: be’, con tutto il rispetto per tuo nonno… non ti perdi niente ;-))

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  14. LanciaDeltablu ha detto:

    Conservare di per sé è un bel concetto. E’ quasi un peccato che a tale verbo abbiano conferito caratteristiche negative.E’ il consumismo dell’ideologia.
    La TV, internet, parte dei giornali servono a non pensare e la signorina che hai citato è come la soubrette che mandavano al fronte a far sognare i soldati, per far dimenticare loro la realtà.
    A molti uomini basta un calendario.

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  15. flalia ha detto:

    Silvano: ciao 🙂 Hai ragione, la penso esattamente come te… io amo conservare le cose, per esempio, oppure sono affezionata a certe abitudini, e fin da piccola mi son sentita affibbiare da mia madre l’epiteto di “conservatrice” detto come se fosse un grave crimine… :-))

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  16. utente anonimo ha detto:

    la cosa più assurda è che walker non perde mai il cappello.. MAI! 😀
    sandra

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  17. flalia ha detto:

    Sandra: già! Inoltre tutti i cattivi che gli sparano addosso (magari in dieci contemporaneamente da punti diversi) hanno una mira peggiore di quella di un bambino di 4 anni!! Non lo beccano mai (al massimo di striscio)!

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