Un anno istruttivo

Rieccoci qui, con un calendario nuovo da sfogliare e un’agenda bianca da riempire. Ammetto che uno dei motivi per cui bramavo l’arrivo del 2013 era poter cominciare a usare la mia nuova agenda.

Nei 15 giorni di semi-vacanza che ci hanno traghettato dal vecchio al nuovo anno, mi sono goduta la vita, dividendomi equamente e gioiosamente tra amici, parenti, me stessa e quel po’ di lavoro che non manca mai. Se avessi saputo vivere l’anno passato con lo stesso equilibrio con cui ho vissuto nel suo ultimo mese, sarei stata la Regina dell’Anno. Invece, il mio bilancio non è positivo; o almeno, non lo è in apparenza. Avevo concluso il 2011 con botti e scoppi d’entusiasmo: sì, tutto era stato un successo, in quell’anno, tutto facile e positivo. Il 2012 è stato l’opposto: ogni conquista anche minima ha richiesto sforzi esagerati per essere compiuta e posso collezionare un bel po’ di errori e “fallimenti”. Non sono stata capace di raggiungere un paio di obiettivi importanti che avrei dovuto conseguire anche perché mi ero impegnata con altri – non solo con me stessa – a farlo e ho commesso un bel po’ di errori di valutazione in diversi campi. Tutto questo mi ha gettato nello sconforto soprattutto da settembre in avanti; mi sono trovata in un vicolo cieco ed è stato complicato perché anche analizzando la situazione – cosa che spesso aiuta a trovare soluzioni o a ridimensionare il problema – vedevo solo che a causa di miei errori ero a un punto di non ritorno; difficile trovare rimedi. Infatti non rimedierò. Ho ammesso l’errore ed errore resterà. Posso solo andare avanti senza riuscire a correggerlo o riuscendoci solo in parte. Ma ora, se devo dirla tutta, considero più istruttivo questo faticoso anno appena passato rispetto a quello trionfale che lo aveva preceduto. Il 2011 mi aveva entusiasmata svelando ai miei stessi occhi talenti che non sapevo di avere e una nuova sicurezza inaspettata; gli sono grata. Il 2012 mi ha insegnato, duramente ma efficacemente, quali sono i miei limiti e dove è meglio che indirizzi le mie capacità e la mia professionalità. Ora so che non posso accettare qualunque lavoro perché non so fare tutto e non ci si improvvisa. Ho anche capito che, accettando certi lavori, mi sono sacrificata troppo per simpatia o condiscendenza verso chi me li aveva proposti; e ho sbagliato. Questo 2013 inizia dunque all’insegna di questa nuova consapevolezza. Ora so che cosa voglio e posso fare e dove è meglio che non mi cimenti. Ho anche soffocato troppo la mia creatività dietro ai suddetti lavori accademici; il 2013 sarà anche l’anno della creatività.

Ma l’anno appena trascorso mi ha portato anche tante cose belle, davvero tante, anche lavorativamente parlando. Ne cito solo due e che non riguardano il lavoro, però; la prima e più importante: l’Amicizia. Amicizie del passato sempre forti e persistenti, amicizie recenti che si sono consolidate diventando sempre più profonde e nuove amicizie che mi riempiono le giornate e i pensieri di nuovi colori. Sono felice e grata! Nella mia vita la priorità assoluta la do ai rapporti umani; se da quel lato le cose vanno bene – se ho delle relazioni significative e stabili con altri; se mi sento bene nelle mie reti di relazioni e nei contesti in cui mi muovo; se gusto la ricchezza che solo l’incontro affettuoso con altri miei simili può darmi; se non mi sento sola – allora posso affrontare tutto il resto con serenità.
La seconda: quest’anno ho fatto nuove esperienze, ho imparato nuove cose, il nuovo non mi fa più paura, anzi, sono curiosa, mi butto sempre! Oltre alle nuove attività sportive, c’è una grande cosa che ho da poco imparato: ho imparato a cucinare. Chiaramente la cucina “basic” – quella di sopravvivenza – la praticavo già; ma ultimamente ho imparato a fare dolci e piatti più complessi. E sono brava! Io che mi sono sempre ritenuta negata per la cucina ho scoperto non solo che i piatti mi vengono bene ma – e non lo avrei mai detto! – che cucinare mi rilassa, mi diverte e mi soddisfa in pieno. Senza contare la gioia di offrire agli amici ciò che è stato cucinato da me (è stata questa la molla che mi ha spinto a imparare); ma al capitolo “cucina” dedicherò un intero post!

Per ora, vi auguro buon anno nuovo… ma non come una che si affida vagamente al Fato, bensì augurando che ognuno di noi riesca a impegnarsi a fondo e con serenità nelle varie dimensioni delle nostre vite in modo da rendere il 2013 un buon anno grazie a quel che è nelle nostre personali possibilità.

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6 commenti on “Un anno istruttivo”

  1. paolo f ha detto:

    Che prosa sontuosa ed efficace: sei la mia scrittrice preferita, anzi, la mia preferita e basta! L’anno che è cominciato sarà ancora meglio, sarà la realizzazione di quel che abbiamo seminato. Sono felice con te 🙂

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  2. jenisha(Rosa) ha detto:

    Buon Anno..quelle poche volte che ho un minuto di leggerti…mi sbalordisco a come scrivi..bene..mi sembra di leggere Orianna Fallaci..io non arrivero mai a far un pensiero lindo..come te..scrivo di corsa..penso in due lingue..ma amo molto leggere.Dovresti fare la scrittrice.:-)bacio

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  3. melchisedec ha detto:

    Finalmente emergi dalle brume di gennaio. 🙂 Bel “resoconto”. Mi ritrovo in alcune note del tuo post. L’agenda(la mia è biblica), il calendario(la ricerca di uno sul quale registrare gli impegni)e la condiscendenza di cui parli. Personalmente devo imparare a dire:”Devo riflettere, prima di accettare”. Buon anno!

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  4. Ilaria ha detto:

    “Riflettere prima di accettare”, ecco hai sintetizzato benissimo quel che volevo dire. Sarà il mio motto! Buon anno, caro Mel 🙂

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