Nostalgia canaglia

Io ho un cassetto nel quale, nel corso degli anni, si è ammassato un po’ di tutto, dai quaderni delle elementari a sorpresine degli ovetti Kinder di vent’anni fa a conchiglie raccolte sulla spiaggia a fotografie sparpagliate, lettere e tanto altro ancora. In ogni caso, cose di un certo valore affettivo. Per me è una continua sorpresa anche perché dimentico ogni volta ciò che contiene, perciò andare ogni tanto a frugarci dentro è sempre un simpatico diversivo, quando mi annoio. È anche un tuffo nel passato; io mi emoziono a trovarmi in mano giochini o oggetti o quaderni che mi erano cari quando ero bambina.

Ieri ci ho trovato un dente. Un dente che un tempo fu mio e che mi fu tolto da un sadico dentista che poi me lo consegnò; mia madre, all’epoca, vedendo che stavo per buttarlo nella spazzatura, mi disse di conservarlo (I denti si conservano!). Già allora ero scettica, tuttavia da brava figlia obbedii, misi il dente in una busta sperando di non ritrovarlo più, infilai la busta nel cassetto e me ne dimenticai. Non è stata una gran bella sensazione, in effetti, ritrovarmelo in mano, ieri. E mi è venuto in mente questo strano e un po’ disgustoso vezzo di conservare parti del corpo (o affini), per es. dopo interventi chirurgici. Chi si tiene sul comodino i calcoli; chi porta a scuola, mostrandoli orgogliosamente, pezzi di cartilagini (come fece una mia compagna di liceo, reduce da un’operazione al menisco) galleggianti nell’apposito liquidino conservante… E perché non l’appendice, dico io? O un tumore, a questo punto (Salve, vi presento il mio tumore. Che ve ne pare?).

Tutto questo affetto per disgustosi accessori fisici che non ci appartengono più (e che non ci hanno procurato grandi piaceri, se è stato necessario eliminarli) e tanta poca gratitudine – spesso – per quelle fedeli parti del nostro corpo che insistono nel condividere con noi la vita (un naso storto, la pancetta di troppo…). Ma saremo strani?!

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20 commenti on “Nostalgia canaglia”

  1. undercoverman ha detto:

    Cara Ilaria, hai proprio ragione, siamo veramente strani. Il mio dente, del giudizio, l’ho buttato qualche anno fa, era, insieme a tante altre cose, dentro al mio cassetto. Il mio cassetto è a casa di mia madre, in quella che è stata la mia camera e che ora è diventata la sua. Ogni anno, lo apro e butto qualcosa, il fatto curioso è che la volta successiva mi chiedo “perché questo non l’ho buttato l’altra volta?” I ricordi mi fanno male. L’astuccio delle superiori, il compasso, la penna stilografica mai usata, le cento lire piccole, quelle assurde, te le ricordi? Ogni volta che torno in quella casa, butto qualcosa. Lo faccio sperando di riuscire a cancellare quello che ho perso, quello che non ho fatto, tutto il tempo sprecato ad aspettare quello che non è ancora arrivato.
    Vorrei poterti chiedere tante cose, senza risultare pesante od indiscreto. Sono preoccupato per la tua salute e non so se posso esserlo. Vorrei veramente, questa sera ancor di più, poterti regalare la mia di salute, ma il solo pensiero vale meno dell’idiozia di averlo pensato. Non trascurarti, sei una persona troppo in gamba per farlo.
    Scusami e dormi serena.
    Ciao.

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  2. flalia ha detto:

    Under, credo sia praticamente impossibile che tu riesca a risultare indiscreto… 🙂
    Allora anche tu hai un cassetto come il mio!
    L’astuccio delle superiori, il compasso, la penna stilografica mai usata, le cento lire piccole… sì sì, proprio quel genere di cose lì (avevo dimenticato l’esistenza di quelle minuscole 100 lire, me le hai fatte tornare in mente ma ci sono anche quelle!). Dunque, col passato (o meglio, col tempo che passa) non ho un gran bel rapporto. A volte, frugando in quel cassetto o rileggendo vecchi diari, provo quel sentimento di cui parli tu. Se mi guardo ora e ricordo come mi immaginavo allora a questa età, vedo che ho tradito completamente o quasi i sogni e le attese della bambina che ero. Un po’ io, un po’ la vita. Ma d’altra parte accetto di essere, nel presente, ciò che sono. Ho smesso di vivere aspettando il momento risolutivo, l’occasione della vita, la felicità. E da allora sono molto più serena, anche se tante cose non vanno. Un bel giorno ho pensato che questa felicità che ci sembra il fine o il senso della vita è in realtà una nostra invenzione, non perché non ci possa essere una grande felicità nella vita ma perché non ci è dovuta, cioè non è scritto da nessuna parte che viviamo per essere felici, il che non significa che la vita non possa comunque avere un senso e una bellezza, magari strana e dolorosa, ma molto importante. Poi a volte di fronte a quei cimelii d’infanzia o anche solo di fronte a certi pensieri, mi scoraggio anch’io, non son mica un’asceta. Boh, camminiamo nel buio, quindi è facile sbagliarsi e nessuno conosce veramente LA strada, credo… questo mi consola. Ecco perché anche quando ti senti così solo da sentirti morto non lo sei, e lo stesso vale per me 🙂
    Riguardo alla salute, va meglio, anche se oggi ho ritirato il referto degli esami del sangue e i valori erano tutti alterati, ma non di troppo (secondo me; il medico non c’era). Staremo a vedere! 😉 Grazie per il tuo interesse, un abbraccio 🙂

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  3. caterinapin ha detto:

    Anch’io ho un cassetto che chiamo “degli orrori”, non perché ci siano cose orribili dentro, ma perché son state assurte a simbolo di qualcosa che dovrebbe restare nella sola mente e non i quegli oggetti che privati del contesto del periodo son diventati persino ridicoli.
    Spille, ciondolini d’argento ossidato, molettine con la frutta, matite strane, gomme profumate, taccuini minuscoli mai usati dalla sottoscritta che scrive grandissimo, pupazzetti dei Kinder, la raccolta dei Puffi di gomma, assurdi braccialetti e un altro sacco di paccottiglia!
    Ci provo a buttarla, ma non ci riesco…….
    Mi sento patetica, ma non riesco a “buttare la mia adolescenza” (come se stesse fisicamente in quegli oggettini!), mha prima o poi ce la farò….

    A proposito, BUON 2008!!!!!!!!!!!

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  4. listen ha detto:

    Io credo che bisogna essere rispettosi riguardo al proprio passato perché, dopotutto, quello che siamo, adesso, è la somma di tutte le nostre scelte passate, le migliori che abbiamo escogitato, deciso, pensato.Magari anche sbagliando, però erano, le nostre scelte la nostra realtà che conteneva
    Il futuro.Come le scelte di adesso contengono ancora –sempre- il futuro. Non sottovalutare il tuo passato.Ciao.

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  5. OzzyRotten ha detto:

    Tanto per parlare di pinguedini e nasi storti che stanno sempre al loro posto e non si lamentano mai.
    Mi viene in mente uno di quei racconti che ho letto sui libri di Storia tempo fà: quando le braccia, per far dispetto allo stomaco, smisero di portare il cibo alla bocca, facendolo morire, ma morendo a loro volta.

    Benediko

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  6. latendarossa ha detto:

    Dovremmo conservare unghie e capelli. Conoscerai, penso, una vecchia canzone di Elio e Le Storie Tese, Silos, che sosteneva che in un futuro certe parti e secrezione superflue del nostro organismo sarebbe diventate risorsa energetica (eheh).
    Io mi sono disfato della pancetta perdendo quasi 20 kg, però, vedi, sarò cinico, ma non nutro nessun tipo di nostalgia per quella parte di me 😀
    La battuta sul tumore faceva mooolto Luttazzii sai?

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  7. Jedredd ha detto:

    Buona domenica:-)

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  8. flalia ha detto:

    Cate: eh eh, uguale… non so, nella recondita eventualità che un giorno mi sposi, credo che sarei capace di portarmi il cassetto con tutto il suo *inutile* contenuto nella nuova casa… ;-))
    Buon 2008 anche a te e a tua mamma che, da quanto ho capito, sta un po’ meglio… e allora, che vada sempre meglio 🙂 Un bacione!

    Listen: hai ragione. So che se sono così è a causa del mio passato, lo tengo sempre presente ma quando si ha la tendenza a restare troppo invischiati nel proprio passato, è salutare cercare di prendere un po’ le distanze magari scherzandoci su… ;-)) Grazie

    Ozzy: interessante questo aneddoto, grazie Ozzy. Ehm, il tuo aneddoto è molto serio, se applicato – per es. – alla società… ma a me ha fatto venire in mente un più prosaico raccontino di Gianni Rodari (ispirato a suo modo a Gogol), in cui si parla di un naso che, stanco di essere regolarmente tormentato dalle dita del suo proprietario (un bambino) un bel giorno decise di scappare… ;-))
    Ciao 🙂

    Marcello: Ooh, grazie, mi piace Luttazzi! 🙂 E anche Elio 😀 Però sulla pancetta son d’accordo, anche se un pochino non guasta… 😉

    Jedredd: ah, domani è domenica? 😉 In questi giorni mi sembra sia sempre domenica… Comunque buona domenica! :-))

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  9. GisyScerman ha detto:

    Eh noi siamo tante cose, e pure – anche se è pazzesco siamo soprattutto quello che ci hanno fatto e che abbiamo avuto o non avuto – e dire che l’unica realtà sembra sempre il presente, ma è un’illusione…siamo strani sì. Eccome, vivere è strano …

    Ho riscritto prima troppi errori !
    come al solito! cancella quello prima 🙂

    Ti abbraccio im maniera augurosa e calorosa per tutto il bene possibile per il nuovo anno !

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  10. flalia ha detto:

    Grazie, cara Gisy! Buon anno anche a te, veramente per tutto. Un bacio 🙂

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  11. sambigliong ha detto:

    sì che siamo strani, ognuno a suo modo (l’importante è rispettarle le stranezze: deli altri).
    un grande abbraccio e chissà che non ci si incontri, ché ho in mente una calata dalla tue parti nei prossimi mesi.
    buone cose e auguri
    remo

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  12. Masso57 ha detto:

    Beh, dai: io sono riuscito a buttare via un ponte dentario provvisorio che, adesso che si è spezzato quello finale, mi avrebbe fatto comodo (il mio dentista riaprirà il 14.1….)

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  13. utente anonimo ha detto:

    bhè sì direi decisamente che siamo perfettamente strani…
    un bacione anya
    e buona domenica
    ah… e anche
    BUON 2MILA8 🙂

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  14. utente anonimo ha detto:

    OPS HO DIMENTICATO LA FIRMA
    =p
    ANYA—1 BACIO !

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  15. Jedredd ha detto:

    Fino a qualche anno fa avevo più di un cassetto delle meraviglie, e poi non mi limitavo a guardare con curiosità e interesse fantasioso solo il mio, ma anche quello degli altri di casa, quante cose ci trovavo, e mi divertivo sempre. 🙂
    Mia Madre, conservava “i resti”, e la prendevo in giro, da quando conservo un ricciolo di mio nipotino, dei suoi primi capelli, non lo faccio più, ma di mio non conservo nulla, e non potrei mai farlo.;-)
    Felice anno nuovo!!!
    Buon 2008
    Un bacioide:-)

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  16. PaoloFerrucci ha detto:

    Ilaria, avrei voluto avere anch’io un cassetto con le testimonianze della mia infanzia! Ma è andato perduto tutto, tranne qualche disegno in cui sceneggiavo le avventure di una banda di gnomi dei boschi. Un gran peccato, davvero :-**

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  17. latendarossa ha detto:

    Beh forse già lo dissi, ma io trovo molto più sensuale una donna con una lieve pancetta che una donna alla quale si possono contare le costole… 😀
    Ehii Buon Annooooooo ^__^

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  18. flalia ha detto:

    Remo: davvero? Allora ti aspetto! 🙂
    Augurissimi per tutto 🙂

    Masso: ecco, le poche volte che servono davvero, sono le uniche in cui ce ne siamo sbarazzati! Coraggio… e comunque: Buon 2008 🙂

    Anya: grazie, cara Anya, auguro anche a te un anno migliore, un anno pieno d’amore per te stessa… Un bacio 🙂

    Jedredd: be’, conservare ciocche di capelli delle persone amate è molto ottocentesco! 🙂
    Buon anno nuovo anche a te, caro Jedredd… 🙂

    Paolo: infatti, che peccato! Allora in te bambino c’era un potenziale fumettista, chissà! Mi piacerebbe vedere quei disegni… Un bacio :-)*

    Marcello: sì, concordo, e vale anche per gli uomini (secondo me)… Buon anno (ti auguro di riuscire a mantenere quei tuoi propositi, e che da lì ti arrivino tante cose belle) 🙂

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  19. lauraetlory ha detto:

    Un altro vezzo molto di moda è quello di mostrare cicatrici. Proprio oggi una mia amica che è stata operata di addominoplastica mi ha presa da una parte e mi ha mostrato la ferita, una “sleppa” da fianco a fianco! Si, siamo davvero strani!
    Baci
    Lory

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  20. flalia ha detto:

    Lory: sì! Hai ragione! Quello forse è ancora più strano…

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