Autodenuncia di stupidità

Una “perla” odierna di Auro Bulbarelli, telecronista del Giro d’Italia su rai 3:
Che tappa meravigliosa, questa, cari telespettatori! Spero che siate tutti davanti agli schermi delle vostre tv!
E dove, se no? Se siamo tele-spettatori, Auro mio…

Da ciò comunque si desume che nonostante gli ultimi scandali e a dispetto anche di tutto il lavoro che devo fare e che mi impedisce di aggiornare il blog, anche quest’anno non riesco a resistere: a una certa ora del pomeriggio accendo la tv, benché con aria più scettica e rassegnata del solito, e seguo le ultime fasi della tappa quotidiana. A volte, come oggi, rischio quasi di emozionarmi leggermente; riesco quasi a dimenticare che sto guardando dei drogati su due ruote e a crederci: credere che sia tutto vero.

Non sono forse terribilmente stupida? Così, con questo post mi autodenuncio.

Aveva ragione Bulbarelli: se tutto fosse regolare, la tappa di oggi sarebbe stata davvero mozzafiato; solo qualche anno fa credo che mi sarebbero venute le lacrime agli occhi dall’emozione. Ma oggi, dopo il caso Basso (ultimo e non ultimo di una lunga serie) e soprattutto dopo la reticenza, anzi l’omertà, che ho osservato tra tutti i ciclisti intervistati sul caso (e che sono lì a sgambettare solo perché finora non sono stati “fregati”, per dirla alla Pantani, cioè: scoperti, per dirla correttamente), io non ci credo più. Certo, vivo lo stesso. Ma lo sport dovrebbe essere un gioco, un’esperienza piacevole ed emozionante, per quanto faticosa; sia per chi lo pratica, sia per chi lo segue da appassionato. E invece non è più così e un altro piccolo grande piacere – l’ennesimo – ci è stato tolto. Pensate che sono pure juventina e capirete in che stato mi trovo. Potrei darmi all’ippica; ma anche lì gonfiano i cavalli come mucche, poveretti. Tornerò ai miei studi, allora, e mi collegherò nostalgicamente al Giro giusto così, per avere un rimpianto, per nutrire la mia malinconia.

Forse non vi interessa lo sport; allora pensate, per capire il senso del post, a come vi sentireste se scopriste che il vostro artista preferito (cantante, musicista, scrittore, pizzaiolo) vi ha costantemente ingannati; quelle opere che vi hanno emozionato e commosso fino alle lacrime non erano farina del suo sacco. Le canzoni le cantava in playback, i romanzi glieli scriveva un altro, le paradisiache pizze erano surgelate e riscaldate al momento. E provate a immaginare che questo non valga solo per il vostro artista preferito, ma per quasi tutti; cioè che tutto il sistema in cui il truffatore è collocato sia marcio in ogni sua parte. Anche se potete vivere senza quei romanzi o quella musica vi sentirete ingannati, defraudati delle vostre emozioni: delusi, insomma. Che poi il paragone è imperfetto: nel caso del finto romanziere, potreste sempre diventare ammiratori del “vero” romanziere (quello che scriveva i romanzi per conto del truffatore); ma nel caso dello sport cosa devo fare: ammirare una droga? O chi si droga meglio, riuscendo a farla franca? (A non farsi fregare?)

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16 commenti on “Autodenuncia di stupidità”

  1. commediorafo ha detto:

    Sai bene cara Flalia che ti capisco benissimo!
    Pure io oggi ho guardato l’impresa di un ciclista piccino picciò che è andato a vincere, ho apprezzato l’esultanza del suo compagno di squadra quando lui ha vinto, ho sgranato gli occhi quando Savoldelli ha recuperato 50 secondi in discesa, l’ho ammirato quando si è tolto i galloni da capitano facendo da gregario allo splendido Eddy Mazzoleni, ho esultato quando quest’ultimo ha indossato solo virtualmente la maglia rosa, ho ammirato il ragazzino lussemburghese in maglia bianca lassù coi primi, ho sofferto con il “mio” Damiano…
    Poi ho visto un ciclista che da corridore discreto che era è diventato da un istante all’altro un cannibale (è un termine abbastanza ciclistico, per chi non lo sapesse…) e pure io ho scosso la testa. C’è qualcosa che non va…
    Comunque sai bene che un modo per non accendere la TV e guardare il Giro c’è! 😉
    Massimo

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  2. diegodandrea ha detto:

    E beh… io che ti seguo (e ti apprezzo) oramai da un bel pò, aspettavo proprio questo post… che dire, quest’anno l’inganno è quasi beffa; le ultime intervisteconfessionifiume e gli ultimi outing fanno quasi rabbia: troppo tempo e troppe emozioni truffate!
    Va beh… ciò detto, c’è poco da fare… io scelgo di essere ingenuo e (di tanto in tanto) butterò anch’io un occhio… perché a fronte di tutte le porcherie, non scorderò mai le frasi lette sull’asfalto di molti passi alpini e soprattutto sul mitico Stelvio… parole scritte con passione per incitare gli eroi a conquistare l’Olimpo!
    Bacio D

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  3. caterinapin ha detto:

    Io il ciclismo non riesco a seguirlo alla tv, dopo pochi minuti mi addormento sempre…
    Ma forse è solo un fatto di orario, dopo pranzo si sa……………..
    Un abbraccio
    Cate

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  4. melpunk66 ha detto:

    vuoi mettere, uno che si chiama auro bulbarelli!

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  5. Decano ha detto:

    C’è un conflitto fra passione e mercato.artisti gonfiati,calciatori strapagati,falsi miti e miseria vera, è così da anni.un po’ alla volta finiranno per farcela passare come la migliore realtà possibile 😦

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  6. ondalungablu ha detto:

    bisogna vedere che fanno a parità di droga…

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  7. flalia ha detto:

    Massimo: ecco, tutte le cose che hai scritto e che ti hanno fatto emozionare… quelle! Savoldelli e Mazzoleni, Riccò (che è pure emiliano!), il gesto di Piepoli… ma sarà tutto “vero”? Perché poi, come scrivi e come dicevamo ieri, vedi un Di Luca trasformarsi da un anno all’altro, inaspettatamente, in Cannibale (anch’io ho pensato ovviamente a questo termine, osservando come pedalava) e pensi: no, è impossibile.
    Sì, sicuramente “quel” modo mi darebbe più soddisfazione, almeno una persona vera la incontrerei, anche se non corre più in bici ma scrive commedie! ;-))

    Diego: eh eh… guarda, mi sono trattenuta… Sai cosa volevo scrivere d’impulso, quando è scoppiato il caso del finto pentimento di Basso? Ma non sono un’impulsiva e non mi andava di scrivere a caldo… Qualcosa, però, dovevo pur dirla, prima o poi… 😉
    Però hai ragione: la passione dei veri tifosi, nonostante tutto, ti fa pensare che valga ancora la pena provare a crederci…

    Caterina: a volte il sonno evita feroci delusioni e ci fa sentire meglio! 🙂

    Melpunk: l’hai detto! E sapessi quante ne dice! Però mi è simpatico!

    Ciao Decano! E’ così, sono questi maledetti soldi che stanno rovinando tutto… be’, io purtroppo è come se avessi sbagliato epoca, ma non mi arrenderò mai a questa realtà, e infatti ho tanti piccoli modi per resistere… Ciao! 🙂

    No, Ondalungablu, questo discorso non fa per me… E poi, allora se tutti si drogano, tanto varrebbe che nessuno lo facesse! ;-D

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  8. melchisedec ha detto:

    L’esempio dell’artista che “inganna” calza a pennello Flalia e rende benissimo il senso del post. Personalmente non seguo il ciclismo, ma ugualmente si rimane sconcertati, perchè viene tradita l’idea di fondo dello sport, della sfida a sè e agli altri con le sole proprie forze.

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  9. lauraetlory ha detto:

    Voglio regalarti una piccola chicca: lui si chiama Guglielmo e davanti ai cinegiornali (non c’è ancora la tv quando lui è bambino) sgrana gli occhioni neri e si incanta sulle imprese di Fausto Coppi e Gino Bartali. Lui è dalla parte di Coppi, è convinto che la famosa borraccia sia stato Fausto a passarla a Gino. Comunque, appena ha l’età per farlo, si inventa mille lavoretti (non ultimo quello di entrare nei palazzi crollati a causa dell’ultimo bombardamento di Frascati e raccogliere le maniglie delle porte per poi rivenderle ad un ferrivecchi). Rischia anche la pelle, ma la bicicletta che vuole a tutti i costi alla fine è sua. Felice come una pasqua, compra una maglia, un cappellino, pantaloncini, scarpa, si depila le gambe come i suoi idoli. Non si cura delle prese in giro della sua famiglia che, quando lo vede uscire bardato in quel modo, dice che sembra un pagliaccio. Lui ha una passione. Si allena allo spasimo, ha buone doti di passista, resistenza. Entra in una piccola società di dilettanti. Ma non ha un allenatore, non sa niente di alimentazione, di proteine, carboidrati, di metabolismo. Prima di un allenamento compra una “ciriola” (un tipo di panino), lo farcisce di burro e zucchero, la ingurgita e poi via, a pedalare. Lui non lo sa, non può saperlo, ma ha il diabete fin da bambino. E’ un miracolo che sia vivo (lo resterà ancora a lungo, ma non abbastanza) ma tutto quello che riesce a pensare è di essere un brocco perché, finita la scarica di energia fornita dal panino, vede tutto nero, si deve fermare. Sono sempre gli altri a vincere. E’ la delusione più grande della sua giovane vita. Ci ha provato, partecipa ad un giro d’Italia per dilettanti, non lo vince ma lo corre, tutto, immaginandosi le telecronache di voci mitiche della televisione mentre affronta i passi di montagna, chino sul manubrio, gli occhi fissi all’asfalto, pregando che non si faccia tutto nero all’improvviso. Ma succede, sempre. Non vince niente, se non la sfida con se stesso: il giro lo finisce tutto, senza ritirarsi. Poi appende la bici al chiodo. Guglielmo era mio padre. Di essere diabetico lo scoprì quando aveva 45 anni. A 56 se n’è andato, per un ‘altra terribile malattia. Per me il ciclismo è lui, la sua passione, i pomeriggi passati a seguire Gimondi, Merckx, Bitossi, Hinduraine e tutti gli altri miti. Lui non ha fatto in tempo a sapere che erano quasi tutti (tutti?) dopati. E sono contenta così, almeno il sogno di quelle imprese non glielo hanno rubato.
    Laura

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  10. utente anonimo ha detto:

    anche io ci casco tutti gli anni, ma mi consola il fatto che tutti quelli che sospettavo di essere drogatissimi poi vengono confermati (tipo Riis). Mi ricordo di un corridore che in un giro dieci anni fa arrivò quinto, improvvisamente. Sparito. Totalmente. In pochi mesi.

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  11. biancac ha detto:

    Conoscendo ormai le tue passioni, mi aspettavo proprio questo post…

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  12. Lucilla810 ha detto:

    Saranno anche drogati, ma quando li ho visti passare nella tappa reggio emila-lido di camaiore sembravano dei bradipi inerpicati su per la montagna. Si vede che gli avevan dato poco nandrolone!
    Bacio.

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  13. flalia ha detto:

    Esatto, caro Mel, hai centrato il punto; non capisco che gusto ci sia a vincere con l’inganno…

    Laura: sono senza parole… 🙂
    Grazie per questo ricordo, soprattutto perché si tratta di tuo padre. Ecco, questo che hai descritto è lo sport per un vero appassionato. L’impresa del Giro dei dilettanti portato a termine in quelle condizioni vale più di tante parole! (Mio padre da piccolo era per Bartali: sarebbe stata una bella lotta! Tra l’altro, anche lui arrivava sempre ultimo, ma percé era una schiappa. Una schiappa felice!)

    Giacomino: lo stesso che capita a me! Anch’io “prevedo” i dopati futuri incriminati! Che tristezza, però! Ciao 🙂

    Bianca: anch’io aspettavo di riuscire a scriverlo! Ciao, bentornata 🙂

    Lucilla: mi hai fatto scompisciare col tuo commento! Dei bradipi su per la montagna… 😀

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  14. Cosimopiovasco ha detto:

    Ciao, Flalia, lieto della conoscenza… sono arrivato qui da Commediorafo seguendo il filo della comune passione ciclistica…
    Ho commentato anche sul blog di Laura (che linka il suo commento qui)… non lo riporto perché è lungo, ma potrebbe interessare anche a te leggerlo…
    Un sorriso, tuo
    Cosimo Piovasco di Rondò

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  15. flalia ha detto:

    Ciao Cosimo, benvenuto 🙂
    Sì, ci siamo incrociati talvolta da Massimo e con quel tuo nick è difficile dimenticarti! Ho letto il tuo commento da Laura (incastrato in una interessante disputa socio-religiosa!) e concordo anche se ritengo che il doping attuale purtroppo non sia, per diffusione e “qualità”, paragonabile a quello di allora. Cioè quell’ingenuità di cui parla Laura credo avesse allora motivo di esistere.

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  16. ondalungablu ha detto:

    oh nemmeno per me…infatti era ironico…

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