E siamo a Primavera!

Rieccomi! Sono stata un attimo fagocitata da questa meravigliosa Vita che tutti noi abbiamo il privilegio di (appunto) vivere. E tra le tante cose degli ultimi giorni, come ogni anno ho passato buon tempo alla Bologna Children’s Book Fair (che poi sarebbe la solita Fiera del Libro per Ragazzi), gioendo poiché, a differenza di altre fiere parecchio disertate in questi tempi di crisi, era affollata mi sembra come gli altri anni; cioè tantissimo. Cosa dire? Per me è un po’ il mio Paese dei Balocchi. Oltre all’interesse professionale, è ogni volta entusiasmante vagare nei meandri dei vari padiglioni, curiosare tra gli stand di editori provenienti da tutto il mondo, scoprire nuovi illustratori e libri ancora non tradotti e conoscere anche qualche nuova persona, meglio se straniera. Inoltre è stato qui in Fiera che, nel lontano 2004, sostenni il colloquio per il primo lavoro bello della mia vita; ogni anno, da allora, quasi mi rivedo, seduta su un divanetto, un po’ emozionata ma soprattutto grintosa, e ancora lì a parlare e mettercela tutta senza accorgermi che avevo già convinto l’editore e potevo anche rilassarmi.

A dire il vero non c’è qualcosa che quest’anno mi sia rimasto particolarmente impresso, a parte alcuni volumi con illustrazioni eccezionali visti e sfogliati nello stand coreano e che forse in Italia non vedremo mai. Impressionante vedere la quantità di roba i cui diritti erano stati acquistati dalle case editrici francesi, senza sorpresa peraltro, e quando vedo ciò ogni volta mi chiedo perché non vado in Francia.

Per il resto, tutto come al solito:

  • mi sono persa costantemente e pervicacemente; non ho senso dell’orientamento nei posti chiusi e la tragedia è che non sono intellettualmente in grado di leggere una mappa, nonostante io dovunque vada provveda sempre a procurarmi una mappa. In Fiera te la mettono direttamente in mano all’ingresso, ti ritrovi questo lenzuolone con su segnati tutti i padiglioni coi percorsi e tutte le cose importanti ma credere che io, con quel lenzuolone o anche con lenzuola più piccole, sia in grado di raggiungere un punto B partendo da un punto A, è pura illusione. Tuttavia ho dalla mia parte la cieca fiducia che “tutte le strade portano a Roma” e effettivamente, vagando a casaccio, sono riuscita comunque a raggiungere l’amica che mi aspettava al Caffè degli illustratori in tempi sufficientemente ragionevoli.
  • All’ora di pranzo si creano queste file tortuose e senza fine presso ogni bar presente (e sono tanti), e devi decidere se fare la fila annoiandoti a morte e perdendo tempo o rimandare il pranzo di un’ora col rischio di collassare. Certo, la soluzione più ragionevole è mangiare prima dell’avvento della folla affamata, ma a quell’ora ero imprigionata in una peraltro piacevolissima tavola rotonda.
  • Tavola rotonda, questa, moderata da un amico il quale ha rivelato che da militare aveva acquistato e letto Little Women (non esattamente una lettura da militare). Fu scoperto dal capitano dopo una sessione di smontaggio e rimontaggio fucile al termine della quale il mio amico, avendo finito per primo, non aveva resistito alla bramosia di immergersi nel romanzo che lo aveva rapito; il capitano anziché restare perplesso, giustamente pensò bene di affidargli l’incarico di traduttore dall’inglese, cosa che procurò al mio amico innegabili vantaggi.
  • Infine c’è questa perla della mia prof. del liceo. Sì, io e la mia migliore amica siamo rimaste in contatto con parecchie professoresse, dalle medie al liceo, la cui funzione nella nostra vita è quella di farci da Super-Io. Nei passi importanti che facciamo, potete stare certi che una di queste entità professorali si paleserà per dirci la sua e possibilmente per farci sentire in colpa. L’ultima è che la mia amica si è fidanzata; quando lo ha detto alla nostra prof. del liceo – che abbiamo sempre considerato donna spregiudicata e anticonformista benché “altamente borghese” – costei le avrebbe intimato: “Ora devi assolutamente sposarti! Subito! Per una donna oggi il matrimonio è TUTTO!”.

E ditemi se non ho ragione io a dire che s’è aperto da qualche parte un varco temporale tra gli anni ’50 e la nostra era!

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6 commenti on “E siamo a Primavera!”

  1. rossana ha detto:

    Concordo con la prof: “il matrimonio è tutto!
    A una condizione: che abbia come unica ragione il “patrimonio”.
    Insomma, diffcile trovare delle prof “borghesi” che, per quanto rivoluzionarie, si limitano di solito a esserlo in salotto o a una opportuna convention fra prof.
    Come afferma perentorio un amico molto ma molto gay: i matrimoni si fanno per i patrimoni.
    Tutto il resto non richiede certificazioni.

    Ti ci vedo, comunque, a gironzolare in fiera fra stand di libri coreani.
    Mai pensato di trasferirti davvero in Francia?
    Anmche l’Inghilterra non è male, da questo punto di vista…

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    • Ilaria ha detto:

      L’Inghilterra alla Letteratura per Ragazzi ha dato tutto e dà ancora tanto, ma io non ci vivrei mai (dopo l’esperienza di mia sorella e di altri amici, poi…). La Francia invece so per certo che sarebbe davvero la mia terra d’elezione, mi sono sempre sentita “francese” dentro e quando ci sono stata ho visto le mie aspettative (già alle stelle) addirittura superate. Anche l’esperienza di alcuni amici che si sono trasferiti a vivere e lavorare lì mi conferma che in Francia vivere è BELLO. Non avrei neanche problemi con la lingua (il mio inglese è pietoso, il mio francese è ottimo). Tuttavia… perché cavolo me ne devo andare dal mio paese? Io voglio (contribuire a) creare qualcosa qui dove ce n’è bisogno. Voglio far crescere le cose qui. Poi si fa sempre in tempo a saltare su un treno ed espatriare. Per me però sarebbe davvero dura lasciare qui i miei affetti, io sono come un uccellino che ha bisogno del suo nido povero ma caldo! Però non escludo niente.

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  2. paolo f ha detto:

    Un bellissimo inizio di primavera: stand di libri e tanti colori, e tanto movimento (così lo ricordo nelle ultime edizioni), e il sole che entra dalle vetrate:-)

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  3. M.T. ha detto:

    Trovata qualche novità interessante?

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  4. […] come gli altri anni; cioè tantissimo. Cosa dire? Per me è un po’ il mio Paese dei Balocchi. continua a leggere: https://alidargento.wordpress.com/2012/03/22/1570 Categories: Editoria, Letteratura […]

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