Forse

Cormorani nella nebbia

Un giorno di novembre quattro amiche – fino a pochi mesi prima liceali, ora da poco matricole all’università –  salirono in macchina e si inoltrarono nella nebbia della Bassa Padana per cercare cormorani. Era nato tutto per scherzo, come spesso capita; una volta era stato nominato il cormorano, in una situazione giocosa, era a poco a poco divenuto un leitmotiv nelle loro conversazioni, fino a meritare una ricerca più approfondita e il desiderio di un incontro.
L’occasione di una gita sul Po, di un giorno passato a chiacchierare in intimità, strappato alla nuova vita vorticosa di universitarie, pareva poi un’occasione troppo ghiotta per essere sprecata.

Di quel giorno ricordo (una delle quattro ero ovviamente io) soprattutto il senso di infinita possibilità che si apriva con certezza davanti a ognuna di noi, come se quella nebbia che ci avvolgeva mentre la attraversavamo a fatica dovesse necessariamente dischiudersi, poco più oltre, su una realtà nitida e splendente: il nostro futuro.

Il giorno trascorse in riva al Po, tra risa, chiacchiere più e meno serie, esplorazioni e continui falsi allarmi (ogni secondo a qualcuna pareva di avere adocchiato un cormorano, il che causava trambusto, passaggi frenetici di binocoli e dispiegamento di macchine fotografiche, con successiva cocente delusione: il cormorano si rivelava sempre qualcosa d’altro, spesso neanche un uccello di altro tipo – di solito un tacchino – ma un riflesso sull’acqua o sulla riva opposta, dovuto ai capricci delle luci e delle ombre).

Ben presto, adocchiare finti cormorani si rivelò molto divertente. Sarebbe stata quasi una delusione trovare finalmente un cormorano vero, forse.

Infine, dopo esserci perse più volte tra le brume e avere vagato tra acquitrini e canneti, verso sera siamo tornate a casa; ci eravamo divertite moltissimo e soprattutto ci eravamo scambiate confidenze con un’intensità e una sincerità maggiore del solito, tra le quali spiccavano i Progetti per il Futuro, che, data la nostra età e il recente entusiasmo universitario, non sembravano avere quasi più niente a che fare con i sogni vaghi dell’adolescenza; parevano invece così concreti, e quindi autorevoli, e quindi pressoché certi.
Ora, dopo alcuni anni, ben pochi di quei progetti si sono realizzati e il futuro di allora, divenuto presente, non è affatto così nitido e colorato come pareva quel giorno. C’è ancora tanta nebbia, ci sarà sempre, e nessun cormorano; ma l’amicizia è rimasta la stessa e può darsi che i tacchini siano più divertenti dei cormorani, forse.

Annunci

16 commenti on “Forse”

  1. commediorafo ha detto:

    Credo che farò una stampa di questo post e la porterò sempre con me, così quando qualcuno conosciuto da poco mi chiederà “cosa ti piace leggere?” gliela farò vedere…
    Massimo

    Mi piace

  2. melchisedec ha detto:

    Avrete modo di fare un’esperienza simile, magari senza nebbia. Se l’amicizia c’è, meglio che nulla!

    Mi piace

  3. PaoloFerrucci ha detto:

    Ilaria, ho qualche riserva sulle ultime considerazioni del tuo bel post. Condivido l’esperienza che il futuro di allora (a 20 anni), divenuto presente (a 30), non è così nitido e colorato come pareva quel giorno: accadde così anche a me, quando raggiunsi la tua età tutto era ancora incerto e nebuloso, con ombre che si profilavano all’orizzonte. Ma non condivido l’affermazione che c’è tanta nebbia “e ci sarà sempre”: non è affatto detto che ci sarà sempre, anzi. Basandomi sull’esperienza e su quello che penso di sapere di te (sono convinto che tu sia un libro aperto), la nebbia si dissiperà certamente. E’ una legge fisica: quando si hanno certe doti si arriva a realizzare la propria umanità e i desideri più importanti. Io ci sono arrivato in ritardo, perché alla tua età – per vari fattori negativi – ero ancora al palo, con una laurea tardiva e brutte esperienze alle spalle e una credibilità vicina allo zero. Ma ci sono arrivato, e alla grande, grazie a Dio.
    La nebbia non ci sarà sempre, Ilaria, te lo posso garantire.

    Mi piace

  4. flalia ha detto:

    Massimo: be’, allora io mi stampo questo tuo commento, da leggere nei momenti di scoraggiamento. Grazie 🙂

    Mel: già, magari in estate 🙂

    Paolo: grazie. Però la mia non era necessariamente una considerazione amara o scoraggiata; intendevo dire che la “nebbia” è implicita nella condizione esistenziale adulta, bisogna sempre farci i conti, ma forse è anche meglio che non se fosse tutto perfetto. Però… pensandoci bene, anche una bella atmosfera limpida non è affatto male. Speriamo…
    Grazie per incoraggiarmi sempre :-*

    Mi piace

  5. diegodandrea ha detto:

    Secondo me, quando si fanno certe riflessioni, c’è sempre il rischio di finire per commettere un errore: scambiare ciò che “si fa” (o si farà) con ciò che “si è”.

    Ad ogni modo, benché tu abbia sostituito aquile con cormorani e polli con tacchini, ti sono grato per aver implicitamente mollato un calcio negli stinchi a quell’odioso di Anthony De Mello.

    Ciao D

    Mi piace

  6. flalia ha detto:

    Diego: ih ih, non ci avevo pensato! Mi sono grata anch’io, allora… 😉
    La tua distinzione mi ha fatto riflettere, in effetti non sono affatto esente da questo rischio, purtroppo…

    Mi piace

  7. caterinapin ha detto:

    Credo che la nebbia si incontri spesso a banchi (sia quella vera che quella metaforica) e sono quindi convinta che quel tuo “ci sarà per sempre” sia inteso in quel senso.
    Un alternarsi di momenti “chiari” e di momenti “nebulosi” che rendono l’esistenza un grande contenitore di sensazioni ed emozioni diverse.
    Tu Ilaria sei una persona bellissima che vive la propria vita ponendosi domande alle quali non sempre c’è una risposta, ma in fondo è anche per questo che vale la pena di essere vissuta, non ti pare?
    Il futuro è sempre un passo avanti a noi e ci aspetta con tutte le sue incognite…

    Mi piace

  8. biancac ha detto:

    Sono un po’ perplessa, sai? Questa nebbia di cui parli sei sicura che ci sia? E soprattutto che sia obbligatorio vederci sempre chiaro? Certo, a 20 anni tutto sembra colorato e si pensa che ogni cosa sarà nitida, ma io credo moltissimo nelle capacità individuali e più che nebbbia a 30 anni forse vedevo ombre. Ma sono riuscita a fare molto ma soprattutto ad “essere” e da quel che leggo da te credo che le tue doti umane e le tue competenze ti guideranno dove desideri. Stanne certa.

    Mi piace

  9. flalia ha detto:

    Caterina: sì, esatto, intendevo proprio dire questo: il sereno si alternerà sempre alla nebbia, non potrò mai sfuggirle del tutto, e probabilmente non voglio neppure… 😉
    Le tue considerazioni finali le trovo molto belle 🙂

    Bianca: grazie, spero che tu abbia ragione! 🙂 Ma comunque il riferimento alla nebbia non voleva essere triste, forse ora tendo a vedere le cose così perché sono in una fase di “assestamento di rotta”, ma sono fiduciosa… Grazie, un abbraccio 🙂

    Mi piace

  10. listen ha detto:

    In genere si sottostimano i tempi di realizzazione (non so se è il tuo caso) e il non arrivare al traguardo x nel tempo y ci deprime…comunque qualsiasi progetto viene “aggiustato” in corso d ‘opera.O messo da parte. Senza per questo sentirci colpevoli di chissà quali manchevolezze.Ciao.

    Mi piace

  11. flalia ha detto:

    Listen: è vero. Comunque, mi sono accorta che ultimamente si vede che mi spiego male perché vengo fraintesa… Questo post, per esempio, è stato recepito da tutti come un post triste o scoraggiato… ma per me è il contrario! Non ho scritto che sono infelice perché non ho raggiunto certi traguardi, ma che sono felice nonostante non li abbia raggiunti… anche se ovviamente spero comunque in futuro di conseguire qualcosa di ciò che mi ero riproposta, questo sì, ma non lo vivo con angoscia… Sono una persona che non aspetta di essere felice solo quando tutto è perfetto, ma che si lascia sorprendere dalle cose e accetta tranquillamente di vivere tra “tacchini” anziché tra “cormorani”, immaginando che comunque prima o poi un “cormorano” forse arriverà. Non mi interessa di avere una vita che rispetti pedissequamente tutti i miei programmi e non aspetto la perfezione per essere felice… sono felice e basta, anche se posso avere i miei momenti bui, le mie malinconie, ma di base sono sempre contenta di essere al mondo e mi sento al posto giusto 🙂
    Chissà se ora è più chiaro… mi sa che le metafore non sono il mio forte!! ;-))
    Un abbraccio e buon weekend! 🙂

    Mi piace

  12. lauraetlory ha detto:

    La vita è fatta di progetti che vengono sistematicamente delusi dalla realtà. Però qualcuno dei nostri sogni si avvera e allora abbiamo la certezza che è valsa la pena sognare…
    Un abbraccio
    Lory

    Mi piace

  13. flalia ha detto:

    Lory: sognare, darsi da fare, ottenere ciò che si voleva, altre volte invece restare delusi, amareggiati: credo che tutto ciò sia il bello della vita 🙂
    Un abbraccione, cara Lory!

    Mi piace

  14. barbara34 ha detto:

    molto bello questo post Ilaria, e bella l’esperienza di ricerca di qualcosa di raro e legato più all’immaginazione e alla capacità “visionaria” che vi ha consentito di scambiarvi le vostre aspirazioni sul futuro. Io poi amo molto le metafore per le loro ampie capacità di interpretazione. Molto bella anche la foto. L’hai fatta tu? 🙂

    Mi piace

  15. flalia ha detto:

    Ciao, Barbara. No, non l’ho fatta io, ma la sentivo in sintonia col post.
    Bello il riferimento all’immaginazione nel tuo commento, per me è così, l’immaginazione fa parte integrante della vita, è un’esperienza e quindi ha un peso molto importante e spesso è uno strumento che ci aiuta a comprendere meglio le nostre scelte, le situazioni in cui ci troviamo… ecco perché non mi pare un post triste. Comunque, anch’io amo le metafore, perché fanno sprizzare in ognuno di noi qualcosa di diverso, sono come un piccolo ponte tra immaginarii differenti. Un bacio 🙂

    Mi piace

  16. lauraetlory ha detto:

    Bel ricordo. Grazie di averlo condiviso. Ho sempre subito il fascino della nebbia, nonostante non faccia parte dei miei panorami (nata e cresciuta a Roma, dove la nebbia e’ un evento quanto mai raro). Credo che abbia una magia particolare, direi celtica. Nella nebbia tutto appare possibile, il confine tra realta’ e fantasia, tra ragione e istinto si assottiglia e allora capita di veder scivolare sulle acque la barca sacra con cui le sacerdotesse della Dea Madre riuscivano a varcare le soglie di Avalon. La nebbia ci regala il piacere dell’indefinito e rende tutto possibile. Per questo nei paesi dove ama palesarsi, tutte le forme d’arte appaiono permeate di un senso del mistero che a noi mediterranei, abituati al chiaro-scuro netto del nostro sole e’ per sempre negato.
    Laura

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...