Inquietanti teorie

post-27_2016-2

L’inquietante teoria di mio padre riguardo a tutti questi pensionati in giro col cane è che il suddetto animale sia stato comprato appositamente dalle mogli per “togliersi dai piedi i mariti e tenerli il più possibile fuori di casa”. Se no non si spiega, dice lui, osservando come in genere il pensionato maschio strattoni perlopiù il cane con nervosismo e malagrazia mista a un ché di rassegnato.


Infausta notizia

Su “La repubblica” di domenica ho letto la lettera di un signore che si lamentava del fatto che, con il malefico digitale terrestre, il televideo rai è praticamente dimezzato, snaturato e privo di ogni attrattiva. Quella misteriosa attrattiva che – non so se lo avete notato – avvince in particolare gli esemplari maschili del genere umano, ipnotizzandoli in lunghe sedute davanti alla tv, magari con audio azzerato, intenti a leggere minuziosamente le ultime notizie, le preziose informazioni meteo, i risultati sportivi e financo l’elenco delle farmacie di turno la domenica (anche se è lunedì e non devono acquistare medicine). Mio padre è uno di questi. Lui, che non guarda mai la tv tranne il canonico tg all’ora dei pasti, e che usa quotidianamente internet, è capace di passare mezzore col telecomando in mano davanti all’oracolo televideo. Pensavo fosse una stranezza sua; invece qualche tempo fa, parlando con amiche, è emerso che non sono pochi gli uomini di ogni età che subiscono la fascinazione di tale mezzo. Perciò non mi stupisco che l’autore dell’accorata lettera a “La Repubblica” sia un uomo. E ora chi glielo dice al mio papi che tra un po’ dovrà trovare un altro modo per rilassarsi?


Brontolo un po’ ma alla fine son contenta…

E così mi sono fatta una lunga fila di un’ora e un quarto per votare, tempo impiegato utilmente a decidere quale candidato scegliere e a orecchiare poi i discorsi dei miei compagni di fila. Inutile dire che trattavasi di anziani, alcuni di un’anzianità sconcertante, come un paio di signore arrivate in carrozzina e parecchi altri che si reggevano a bastoni o stampelle. Il che da un lato ha suscitato sì in me la consueta ammirazione (Che bravi i nostri vecchi, sempre presenti, che senso civico, che esempio!), ma dall’altro anche un’insofferenza. Sono i vecchi che mandano avanti tutto, qui. Anche la politica; guardiamo alle elezioni, alle assemblee politiche e a occasioni come le primarie: vecchi a perdita d’occhio. Chi mette su ogni anno il baraccone delle Feste dell’Unità, chi cucina a tutto spiano negli stand, chi monta tutto? Loro. Non ce l’ho con gli anziani; tra l’altro, se loro spadroneggiano è perché noi giovani dormiamo, o ci disinteressiamo, o stiamo davanti a un computer. Però mi è salita una tristezza. Sarà anche che per mezzora ho ascoltato un gruppetto di vecchi dietro me parlare di pressione, di punture, di malanni vari e stilare un elenco dei compagni morti di recente. E sarà che questi vecchi provengono perlopiù dalle fila dell’ex pci e sono abituati a votare tutti diligentemente come gli è stato detto. Quindi se in sezione si dice che bisogna votare Pinco Pallino, tutti votano Pinco Pallino (in questo caso Bersani) perché è da una vita che sono abituati a seguire le direttive di partito e non riescono ad abituarsi molto bene al fatto che i tempi sono cambiati e non ci sono più direttive (se no a cosa servono le primarie?).

Però come non sorridere di fronte a una coppia di anziani, ognuno arrancante sulla sua stampella, con lei che tutta orgogliosa e con un sorriso dolcissimo, esclamava a ogni piè sospinto, rivolta a noi ancora in fila:

– Siamo stati proprio bravi, proprio bravi, nè? Pur con tre gambe, siam venuti a votare! –.

Un’altra cosa che mi ha colpito è che il tenore dei commenti, in fila, era il seguente:

– Eeh, stavolta proprio non volevo venire, ma poi, insomma, mi sarebbe venuto il rimorso–

– Eh già, se non voti, ti senti in colpa, son qui per questo, se no restavo a casa –

– Almeno così noi abbiamo fatto il nostro dovere, adesso tocca a lorsignori fare il loro, io ho la coscienza a posto! –.

Ecco, siccome anch’io ero lì con le stesse motivazioni, ho avuto come l’impressione di un popolo di votanti spinti dal timore del senso di colpa più che dall’entusiasmo (com’era invece agli inizi). Speriamo che ai vertici capiscano tutto ciò.

E infine, come non ridere di fronte al gadget lasciato ai votanti? Una molletta da bucato verde-Lega con su scritto: “Ci tengo”. Ma non sarebbe stata meglio una spillina, così te la attacchi alla borsa e ci vai in giro, per esempio? Che andare con una molletta per i panni, io l’ho fatto, ma perché ho poco senso del pudore…
Vi prego, voglio conoscere l’autore di tale genialata! Cosa mi significa un ciappino per stendere i panni? A me ha solo fatto venire in mente la fatica di stendere un bucato (odio i lavori di casa). E poi, quel colore… se non vuoi metterci un po’ di rosso, almeno scegli un’altra tonalità di verde. Quasi quasi mi propongo come curatrice della comunicazione del PD, perché come comunicazione non ci siamo mica tanto. Ciò non toglie che mi sono attaccata quel ciappo alla tracolla della borsa e ci sono andata in giro, sperando di non essere scambiata per una fan di Calderoli & C.

E anche questa è andata. Il candidato l’ho scelto; domani vado a scegliere la cucina.