Cercasi antennisti

Ragazzi, posso approfittare biecamente di voi?

Domanda: se io devo collegare al decoder del digitale terrestre sia la tv sia il videoregistratore, mi servono due cavi rf in/out oltre al cavo dell’antenna che parte dal muro?

Cioè io farei così: collego tramite due cavi scart il tv al decoder e il vcr al decoder. Poi inserisco la presa dell’antenna (quella che parte dal muro) non più nel vcr ma nell’ant in del decoder. A questo punto m’incasino un po’… secondo me dovrei collegare un cavo rf dalla presa out del decoder alla in del vcr e poi con un altro cavetto rf dovrei collegare l’out del vcr all’in del tv.
Non faccio la prova prima perché non mi va di comprare un cavetto in più se non mi serve. Ho già fatto il collegamento del televisorino della cucina e il bello è che seguendo pedissequamente le istruzioni non funzionava, mettendo le spine di testa mia sì (c’era un errore di stampa) ma col videoregistratore non son sicura. Help me, se potete e sapete!


Infausta notizia

Su “La repubblica” di domenica ho letto la lettera di un signore che si lamentava del fatto che, con il malefico digitale terrestre, il televideo rai è praticamente dimezzato, snaturato e privo di ogni attrattiva. Quella misteriosa attrattiva che – non so se lo avete notato – avvince in particolare gli esemplari maschili del genere umano, ipnotizzandoli in lunghe sedute davanti alla tv, magari con audio azzerato, intenti a leggere minuziosamente le ultime notizie, le preziose informazioni meteo, i risultati sportivi e financo l’elenco delle farmacie di turno la domenica (anche se è lunedì e non devono acquistare medicine). Mio padre è uno di questi. Lui, che non guarda mai la tv tranne il canonico tg all’ora dei pasti, e che usa quotidianamente internet, è capace di passare mezzore col telecomando in mano davanti all’oracolo televideo. Pensavo fosse una stranezza sua; invece qualche tempo fa, parlando con amiche, è emerso che non sono pochi gli uomini di ogni età che subiscono la fascinazione di tale mezzo. Perciò non mi stupisco che l’autore dell’accorata lettera a “La Repubblica” sia un uomo. E ora chi glielo dice al mio papi che tra un po’ dovrà trovare un altro modo per rilassarsi?