Il rocker che non ti aspetti

post-23_2016

Curiosando tra i miei cd mi sono imbattuta nel vecchio “Acme” dei Jon Spencer Blues Explosion, l’ho inserito nello stereo ed è partito il ricordo di un mio momento clou. Io a Reggio Emilia per il loro concerto che si sarebbe tenuto proprio quella sera; nel primo pomeriggio ero lì che camminavo per le stradine del centro ‒ deserte perché allora non si chiamava Caronte ma faceva caldo lo stesso e tutti stavano tappati in casa, stile “Mezzogiorno di fuoco” ‒, volto l’angolo e mi trovo davanti Jon Spencer in persona, solo soletto, che aveva avuto la mia stessa idea (era vestito come in questa foto, salvo per il giubbino di jeans che era più scuro). Nel cuore mi è partito un battito in più ma, quando mi è passato accanto, gli ho solo sorriso, neanche fosse un amico di quelli che incontri ogni giorno. All’epoca non c’erano smartphone né diavolerie varie (e se anche fossero esistiti non li avrei usati) ma l’immagine è rimasta nitida nella mia memoria, non tanto per l’avere incontrato il “personaggio”, che non mi cambia niente, ma così, perché il fatto di voltare l’angolo di una stradina di Reggio Emilia e incrociare Jon Spencer mi è sembrato così surreale da risultare simpaticissimo.

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9 commenti on “Il rocker che non ti aspetti”

  1. recensioni53 ha detto:

    Una mia amica tanti anni fa a New York ha incrociato per strada Mick Jagger ed è rimasta male perchè lo ha trovato così minutino e dall’aspetto “così malatino” da far crollare tutto l’innamoramento che aveva per lui. D’accordo a New York ti aspetti di incontrare un personaggio così famoso e a Reggio Emilia no ma anche la sorpresa della mia amica è stata grande!!!.
    La casualità, come dici tu, è una cosa così strana….

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    • Ilaria ha detto:

      In effetti molti di questi tipi che passano per affascinanti, se facessero un altro mestiere (per es. il dipendente comunale… 😛 ) non se li filerebbe nessuno! Sì, che sia a New York o a Reggio la sorpresa c’è!

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  2. viccavdo ha detto:

    Io una volta (gita di terza media) ho incontrato Limahl, il cantante dei Kajagoogoo, noto per la colonna sonora di Never Ending Story. Poi una sera a cena ho beccato Gerry Scotti e in piazza a Vigevano ho incrociato Ignazio La Russa con moglie e figli. In tutti e tre i casi credo che a te sia andata moooolto meglio. Gran bel disco Acme/Acme+. Insieme a Orange il mio preferito di Jon. Un abbraccio. Riccardo

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  3. recensioni53 ha detto:

    Beh allora io ho visto Borghezio ai Navigli. E mi voleva anche dare un volantino…….

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  4. Ilaria ha detto:

    Eeeehhh, ragazzi, dalle stelle alle “stalle”! 😉 Se volto l’angolo e vedo un politico nostrano non sarebbe poi così piacevole come sorpresa!!! ^_^

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  5. ornella ha detto:

    Evvabbene. Allora racconto anch’io come una mattina, all’alba, ho incontrato Claudio Villa.
    Anni ’80 ( forse ’84? ) , vacanze in Calabria, albergo a picco sulla scogliera di Copanello, golfo di Squillace. A metà luglio, festa al paese soprastante, Stalettì, grande attesa per la partecipazione del Reuccio. Io, di per me, poteva essere pure l’imperatore della Cina, non me ne importava proprio….
    Durante la notte gran baccano sotto la mia camera, accidenti a loro, ma ero in vacanza , mi girai e mi riaddormentai . Ma al sorgere del sole ero sveglia, una cerimonia che non avrei perso per niente al mondo, la pallina del sole che si sbalzava dal mare al centro del golfo…
    Guardai giù dalla terrazzino e che ti vidi? Claudio Villa che faceva piegamenti e flessioni sulla terrazza sotto la mia. Io in camicia da notte estiva. Lui in calzoncini e canottiera. Ho egregiamente finto di non essere imbarazzata quando alzò lo sguardo e disse buongiorno. Scambiammo due parole sullo splendore del paesaggio e sullo spettacolo della sera precedente. A colazione ci fu occasione di un “confronto” tra il reuccio e la stella emergente del Sanremo dell’anno , pure lui ospite dell’albergo, Eros Ramazzotti.
    Claudio partì subito dopo, da solo, in moto, verso Roma. A nord si profilava un temporale. Non importa, disse, a me la pioggia piace.
    Tutto sommato lo credevo un gran borioso, e si rivelò persona cortese e alla mano. Di Ramazzotti non ricordo parola. Ma forse la sua era solo timidezza.

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