Vietato eccellere

daliyhaDaliyah Marie, bibliotecaria per un giorno alla Library of Congress, con la direttrice Carla Hayden (prima donna nella storia a dirigere la gloriosa Biblioteca)

Ieri, sfogliando Repubblica: dopo avere superato i vari allarme gelo, melodrammi politici, diversi omicidi efferati tra cui due paginone pruriginose dedicate a un paio di assassini adolescenti, con giornalisti che si improvvisano psicologi (come se non avessimo già abbastanza psicologi veri), mi imbatto in due foto che mostrano una bella bambina dal sorriso simpatico.
Oh no, non sarà successo qualcosa a questa piccola?
No, fortunatamente la bimba non è stata rapita né uccisa; mi trovo di fronte a un raro caso di Bella Notizia. Leggo infatti che la piccola Daliyah Marie, quattrenne di Gainesville (Georgia), è felice poiché ha potuto visitare la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nella quale ha anche vestito gli abiti della “bibliotecaria per un giorno”. Questo grazie alla sua passione per la lettura: Daliyah infatti ha imparato a leggere all’età di due anni e mezzo e ha già letto circa mille libri. Non è l’unica, in quanto partecipa come tanti bambini al programma “1000 Books Before Kindergarten (1000 libri entro l’inizio della prima elementare), un progetto lanciato nel 2015 per «incoraggiare le famiglie a passare più tempo assieme, promuovendo la lettura negli asili» e che invoglia i bambini a leggere mille libri prima del loro ingresso nella scuola materna (sic nell’articolo: in realtà è la scuola elementare, errore che ho corretto anche a inizio citazione)”.

Subito mi immedesimo nella gioia della piccola; anch’io sono stata una bambina lettrice (anche se non così precoce) e posso solo immaginare come mi sarei sentita contenta nel vivere una giornata come quella che è stata concessa a Daliyah. Da appassionata lettrice di Roald Dahl, poi, non può che stagliarsi nella mia mente Matilda, sorellina cartacea di Daliyah, come lei lettrice precocissima che nei libri trova anche la chiave per sopravvivere in condizioni ostili e migliorare la sua esistenza.
Eppure, più vado avanti nella lettura, più l’articolo assume toni negativi, arrivando perfino a gettare ombre sulla madre di Daliyah, accusandola di protagonismo. Sul fondo della pagina, poi, ecco la lapidaria chiosa firmata dall’intellettuale di turno che è purtroppo un insegnante: una pietra tombale sulla gioia di Daliyah e sulla nostra di ingenui lettori (e te pareva che si potesse leggere una vera bella notizia su un giornale italico? No, mi ero illusa). La punitiva e feroce chiosa si intitola così: “Non troverà la felicità tra le pagine. Mandatela a giocare in cortile”.

Quindi laddove negli USA la piccola Daliyah viene accolta come ospite d’onore nella prima biblioteca d’America, qui da noi, giustamente, nel paese dell’analfabetismo di ritorno, tra un po’ viene messa alla gogna e considerata una vittima di violenza.

dahliya2
A visitare la Library of Congress con la Direttrice in persona a fare da guida? Orrore… che vada in cortile!

Fonti:
–  l’articolo italiano: qui
–  l’invettiva lodoliana: qui
– l’articolo originale del Washington Post di cui l’articolo italiano è una parafrasi approssimativa (con almeno un errore grossolano di traduzione: un conto è leggere 1.000 libri prima della scuola dell’infanzia, ben diverso è leggerli prima dell’inizio della primaria) e distorta; nell’articolo originale non sono presenti i toni giudicatori e moralistici presenti nel nostro articolo: qui
– Il progetto  1,000 Books Before Kindergarten (direi che con buona pace di Lodoli possiamo lasciare tranquillo il Telefono Azzurro):qui

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12 commenti on “Vietato eccellere”

  1. melchisedec ha detto:

    Il pensiero unico vuole l’appiattimento anche nella rappresentazione collettiva della fanciullezza. Ma poi quale cortile? Esistono ancora?

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    • Ilaria ha detto:

      Pensa che la prima frase in assoluto che ho imparato a scrivere a scuola (la maestra usava il metodo globale) è stata: “I bimbi giocano in cortile”! Il primo giorno di scuola entrammo in classe e trovammo questa frase scritta su un cartellone, che poi per giorni ci siamo impegnati a copiare sui nostri quaderni. Io ho sempre giocato in cortile… e anche letto tanto da sola. E tuttora sono così: mi piace stare con gli altri ma amo anche molto avere i miei momenti di solitudine nei quali leggere e pensare. Ho imparato da piccola…

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  2. recensioni53 ha detto:

    I cortili sono pochi, gli psicologi sono aumentati e tutti sconoscono il valore del ….dubbio….

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    • Ilaria ha detto:

      Che poi spesso e volentieri nei cortili trovi cartelli del genere… (notare la scrittina spiritosa in risposta… che tanto per restare in tema potremmo trasformare in “e allora leggo”) 😉

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  3. dolcezze di mamma ha detto:

    Non mi sorprendo. La lettura è un optional, dannoso per giunta, visto che ti spinge a pensare. Meglio giocare ai videogiochi, così impari come dà soddisfazione eliminare un nemico e fai un po’ di pratica nel caso voglia fare di peggio. Oltre tutto leggendo ti rovini pure gli occhi (sic!)

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  4. ornella ha detto:

    Evidentemente il giornalista italiano non si è reso conto di darsi la zappa sui piedi. Mandiamo tutti i bambini a giocare in cortile, e tra qualche anno nessuno leggerà più nemmeno i giornali. I quali, mi risulta, hanno già visto diminuire drasticamente il numero di lettori.

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  5. ornella ha detto:

    Ah , ecco, l’autore dell’invettiva è Marco Lodoli, coautore con Renzi della riforma per La Buona Scuola….. si spiega tutto.

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    • Ilaria ha detto:

      Ah sì? Non sapevo avesse anche questa perla nel suo curriculum! 😉 Chissà perché sui quotidiani “l’intellettuale” deve sempre giocare il ruolo del bacchettone.
      I quotidiani vanno perdendo lettori e dovrebbero seriamente rifletterci…

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  6. M.T. ha detto:

    Hai ragione: una bella notizia.
    E hai ragione di nuovo: figurati se in Italia non si getta fango su tutto.
    Il vero giornalista dovrebbe riportare i fatti e basta, non sputare sentenze. E poi chi ha scritto il pezzo, che ne sa se la bambina gioca o no in cortile? Se si legge tanto, non è detto che si faccia solo quello: io ho letto e leggo abbastanza (per abbastanza intendo più di venti libri l’anno, senza contare giornali, riviste, e pagine internet), ma ho anche sempre fatto sport e attività all’aperto. E poi chi lo dice che non si può trovare la felicità leggendo? La felicità è personale e la si può trovare in qualsiasi cosa, o anche qui si vuole imporre cosa rende felici e cosa no?
    Non parliamo del vietato eccellere: in Italia il merito viene schifato e si preferisce l’apparire, fare i furbi e andare avanti grazie a raccomandazioni.
    Trovo sempre più attuale 1984 di Orwell.

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    • Ilaria ha detto:

      Ma infatti… Anch’io sono sempre stata una fervida lettrice ma ho sempre anche giocato tanto in cortile e all’aria aperta. E la felicità… ognuno sarà libero di trovarla dove vuole.
      A me poi dispiace proprio vedere che, quando si trova qualcuno che si distingue per merito e passione in qualcosa, dà quasi fastidio.

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      • M.T. ha detto:

        Purtroppo è una cosa largamente diffusa in Italia: leggere e sapere sono elementi visti non solo con fastidio, ma anche con schifo. E non ci si domandi perché il paese va così male.

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