Così carina, così sequestrabile

Ieri pomeriggio camminavo tranquilla per strada, in centro, quando un uomo, col tono affabile da complimento, mi ha apostrofata così: “Stai attenta, ché così carina rischi di essere sequestrata”. Credo di averlo guardato con aria terrorizzata, poiché la mia mente aveva completamente trascurato il “carina” per concentrarsi sul “sequestrata” e – stordita dalla dissonanza cognitiva per cui capivo che mi era stato fatto (nelle intenzioni) un complimento ma che suonava malissimo – lo fissavo chiedendomi: che cavolo ha detto ‘sto qui? Mi ha augurato di venire sequestrata (e orrendamente torturata, poiché è evidente che si riferiva a questo orrore qui)? Mi sta minacciando di sequestrarmi?
Leggendo il terrore nel mio sguardo, l’uomo si è sentito in dovere di precisare: “Era solo per dire che sei bella”.
Per non fare la parte dell’altezzosa o quella della femminista rompiscatole e pedante che non sono, l’ho ringraziato ma, ridendo, a mo’ di battuta gli ho detto: “Be’, la prossima volta è meglio se si ferma alla prima parte del complimento, però, perché la seconda fa paura. Se proprio vuole fare un complimento a una sconosciuta.” Lui si è messo a ridere, mi ha dato ragione e io sono scappata ho proseguito il mio cammino.

Ma quel “complimento” mi è rimasto sul gozzo.

Mi sembra emergere da quello stesso clima violento, sessista e pervasivo al quale appartengono anche le accuse vomitevoli rivolte alla Boldrini (e attorno alle quali è emersa una polemica assurda – tra i cosiddetti difensori della libertà di parola e i suoi presunti censori; come se fosse questo il punto! – che evita accuratamente di entrare nel merito di quegli insulti); gli insulti e le battute a sfondo sessuale che capita costantemente di sentire tra adolescenti in giro, di leggere su internet o per es. alla radio; al quale appartengono le varie uscite razziste e omofobe che leggiamo quotidianamente sui giornali, a volte provenienti anche da uomini politici (vedi certi leghisti contro il ministro Kyenge); fino ad arrivare a ciò che sta dietro a veri e propri reati come gli assassinii di donne (fidanzate, mogli, amanti).

Cosa c’è nella mente di un uomo normalissimo che ascolta al tg un tremendo fatto di cronaca e lo utilizza per fare un complimento con – ne sono sicura – le migliori intenzioni?
In realtà a me sembra (magari però mi sbaglio perché ragiono da donna?) che è quasi come se mi avesse detto: sei bella e allora meriteresti di essere sequestrata (e incatenata e violentata, come le ragazze del fatto di cronaca). Per di più in quello scambio ho avuto come l’impressione che, nelle vesti e coi toni di un gentile dottor Jeckyll, in realtà un perverso Mr. Hide mi stesse comunicando le sue odiose fantasie. Mi è anche tornata in mente una battuta che la mia migliore amica pronunciava sempre quando, da adolescenti, uscivamo tra ragazze e magari qualcuna di noi, salutando le altre e dovendo tornare a casa da sola col buio, esprimeva qualche timore:
“Ma figurati… [brutta come sei] non corri nessun rischio, se incontri un violentatore è lui che scappa”. L’idea è un po’ la stessa al contrario, se ci pensate bene. Infatti, purtroppo, le prime a usare battute sessiste e denigratorie verso le donne sono, spesso, le donne stesse. A dimostrazione che è una questione di cultura in cui siamo immersi, non di genere sessuale di appartenenza. Francamente, non so come se ne esce. L’educazione, la scuola, le iniziative di vario tipo, certo; ma a volte ho l’impressione che siano gocce in mezzo a un mare di melma. E sappiate che sono in genere una tipa molto “sportiva”, abituata a battutacce di tutti i tipi, anche a causa dell’ambiente (un po’ maschilista) che frequento, e di cui rido allegramente; non sono una femminista e tantomeno una “paranoica”… Ma mi sembra che si stia un po’ passando il segno, su tante cose (penso anche al razzismo e all’omofobia dilaganti e in modo spavaldo). Se perfino una “tranquilla” come me comincia a preoccuparsi…

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9 commenti on “Così carina, così sequestrabile”

  1. Rosa Jenisha. ha detto:

    Ecco aspettavo qualcuno che parlasse in modo di quel fatto delle tre donne sequeatrate,non ne ha parlato nessuno sai,pochi,quasi non reale come notizia,io sarei scappata di filata…:-) sempre bei post.notte.

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    • Ilaria ha detto:

      Ciao Rosa! Sì, quel fatto di cronaca è davvero spaventevole, non solo per il rapimento ma anche per come quelle povere ragazze sono state trattate durante la prigionia. Ecco, non mi sembra proprio un caso da evocare per fare un complimento a una donna…! Un bacio a te e alla tua piccola!

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  2. paolo f ha detto:

    Speriamo che nessuna donna venga più sequestrata (mi riferisco alla donna perché più debole per definizione, ma l’auspicio va esteso a tutti), né le venga fatta violenza.
    La bellezza, per me, non può suscitare pensieri o battute di quel tipo: quando accade è davvero retaggio di una cultura/modo di pensare arcaico e deviato.
    La bellezza in senso lato è un bene supremo, che va salvaguardato come merita!

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    • Ilaria ha detto:

      E’ quella cultura che mi fa paura. Sembra solo retaggio di un passato ormai andato, ma non è così. I discorsi che orecchio per strada o in giro, i commenti su facebook o in rete, certi fatti di cronaca… mi fanno pensare che una certa mentalità è ancora molto (troppo) presente. Sono d’accordo con te 🙂

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  3. M.T. ha detto:

    Mi scappa: ma che battuta del cavolo! (mi sono moderato)
    Per fare un complimento ci sono altri modi; se poi si voleva fare i brillanti e divertenti, strada completamente sbagliata.
    Molti non lo vogliono ammettere, ma c’è molto degrado nella nostra società, che parte dalla sopraffazione e dalla mancanza di rispetto, considerazione e tatto verso il prossimo.

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  4. tiddi ha detto:

    Ho riflettuto sull’immediato, spontaneo fastidio che mi ha provocato leggere quella frase prima di leggere tutto il post. Allora ho ricordato l’antica consuetudine del “rapimento” d’amore che serviva per sancire l’obbligo di un matrimonio per altri versi ostacolato, ed erano rapimenti consenzienti, quando non addirittura pretesi… e ho disancorato il complimento dal contesto attuale e mi ha dato meno fastidio. Credo che il degrado morale della società porti inevitabilmente a contemplare ogni cosa in un controluce sempre più buio con il rischio di oscurare anche la buonafede e i sentimenti positivi se manifestati in un modo appena appena sciocco o puerile. Se ogni volta che torni a casa devi passare in mezzo ai lupi, alla fine avrai i brividi anche al brontolio di un barboncino. E’ un aspetto del nostro vivere attuale che ultimamente mi da parecchio da pensare. Se impera l’offesa, vi viene risucchiato anche l’inoffensivo se anche solo minimamente vulnerabile al sospetto.

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    • Ilaria ha detto:

      E’ vero… E’ importante riconoscere le intenzioni che stanno dietro alle frasi o ai comportamenti e distinguere la malvagità dalla buona fede (per quanto male espressa). Mi rendo anche conto che risentiamo ancora, anche nel parlare, di certi retaggi che fino a poco tempo fa erano quasi la norma (vedi l’esempio iniziale che fai) ed è ovvio che per ancora un po’ sarà così… non si cambia la mentalità collettiva in un soffio. Per questo non sono la “femminista” che salta su alla minima parola che potrebbe risultare offensiva. Però, detto tutto ciò, quell’affermazione un brividino di disagio me lo ha suscitato, eccome!

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