La coperta contesa

Un paio di giorni fa ho deciso di portare in lavanderia una bella coperta di pura lana vergine 100% (come vedrete, conoscere a memoria le etichette di quella coperta mi ha salvata) che ho ereditato da mia nonna, nonostante mia madre mi implorasse di non farlo; non ho idea del perché mia madre sia convinta che portare indumenti o coperte in lavanderia significhi destinarli alla rovina e alla perdizione. D’altra parte questa coperta nella mia lavatrice non entrava neanche. E poi sull’etichetta campeggiano simboli di allarme del tipo che se la coperta toccasse l’acqua si autodistruggerebbe nel giro di mezzo minuto.

Be’, oggi sono andata a ritirarla. In negozio c’era una signora diversa da quella cui avevo affidato la mia coperta l’altro giorno.
– Buongiorno signora. Dovrei ritirare una coperta che ho portato qui due giorni fa. –
La signora ha chiesto il mio cognome e si è messa a cercare tra i panni pronti.
– Di che colore è la sua coperta? –, mi ha chiesto.
– È rosa – ho risposto, adocchiandola nel frattempo. – Ecco, signora, l’ho vista, è lì alla sua sinistra. Qui, guardi. –
– Questa? Ecco qui. Però qui c’è scritto Minetti. –
Minetti? Ma di tutti i modi in cui si può storpiare il mio cognome, proprio “Minetti”?
– Be’, si vede che la sua collega avrà scritto male il mio cognome [o legge troppi giornali scandalistici], comunque la coperta è la mia. –
– Ah no! Qui il cognome non corrisponde! E poi la coperta non è neanche rosa. –
– Ma come non è rosa? Certo che lo è. È che la busta di plastica nella quale l’avete avvolta è un po’ scura e falsa il colore. –
– Eh, questo lo dice lei, questo lo dice lei. Io non posso dare una coperta così, al primo che passa! –

Morale della favola: nonostante non faccia Minetti di cognome, sono riuscita a portarmi a casa la mia legittima coperta. Non prima però di essere stata sottoposta a uno stringente interrogatorio nel quale ho dovuto mostrare di conoscere dettagli sul conto della mia coperta che nessuno avrebbe potuto sapere se non chi la conosceva bene.

E ditemi un po’ se non è rosa! Metto la foto perché vado fiera di questa coperta che dopo avere riscaldato mia nonna nelle notti d’inverno, da stasera (proprio oggi sono tre anni esatti che la mia nonna non c’è più) riscalderà e conforterà me!

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8 commenti on “La coperta contesa”

  1. M.T. ha detto:

    Mi sa che aveva ragione tua mamma 😉

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  2. Lucyette ha detto:

    Certo che in effetti l’ho sempre pensato anch’io, e questo episodio me lo riconferma: non è molto molto sicuro, lasciare capi in tintoria avendo come unica garanzia quella di un cognome scritto su un bigliettino…
    Qui da noi non ti danno ricevute da esibire o cose del genere: e se io porto in tintoria un capo costosissimo, e magari qualcuno lo viene a sapere, e poi lo va a ritirare spacciandosi per me? Okay, è paranoico, ma in teoria potrebbe succedere…

    Bellissima la coperta! Ma sai che anche mia nonna ne aveva una, molto simile ma sul marroncino-beige? Adesso la abbiamo al mare.
    E a proposito di somiglianze… il letto è Ikea, vero? Ho visto giusto? Perché allora è identico al mio (solo che il mio è di un colore diverso, ed è a una piazza 😉

    Una preghierina per tua nonna, nel giorno del suo… ehm… “anniversario” (oh: lo chiamano così… >.>)

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    • Ilaria ha detto:

      Grazie per la preghierina 🙂
      Sì, il letto è Ikea, non ricordo il nome, mi sembra Aneboda, semplicissimo come design e mi piace molto! La mia casa è tutta arredata metà con mobili Ikea (quelli che ho acquistato io quando ci sono venuta) e metà con mobili della nonna (lei è mancata proprio mentre io mettevo su casa…)! Infatti si intravede anche una immancabile Billy (l’unica stanza della casa in cui non ho una libreria è il bagno) 😉
      Per i capi, anch’io spesso ho pensato al fatto che è facile rubarli, come anche in altri negozi dove porti una cosa ad aggiustare, per es., e non ti rilasciano un bigliettino o una ricevuta. Che poi, appunto, basterebbe poco: lasciare un biglietto numerato o appunto la ricevuta!

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  3. M.T. ha detto:

    Hai librerie anche in cucina 😉 ?

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  4. pensierini ha detto:

    Se vogliamo proprio essere pignoli, la coperta è color salmone, non certo rosa confetto… 😉 Scherzo, s’intende!

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