Punti di vista

E comunque, cercando di sorridere un po’, i tragici fatti di questi giorni hanno offerto alla mia famiglia un notevole ribaltamento di punti di vista. Dovete sapere che una decina di giorni fa mia sorella, dopo avere trascorso ben sette mesi qui a Bologna, si è trasferita a Nairobi, dove suo marito si trovava già dallo scorso settembre. Ovviamente, non appena ha prenotato il viaggio, a Nairobi c’è stato un attentato con morti e feriti a una chiesa durante una messa, con approfonditi articoli su quotidiani e tg che ci informavano che in questo periodo grandi quantità di esplosivo dalla Libia stanno raggiungendo Kenya e Nigeria per finire nelle mani dei gruppi integralisti e così via. A quel punto mia sorella è stata subissata di cori e suppliche di non partire da parte di tutta la famiglia, ma lei, testona dura, al grido di: “Se uno deve morire muore anche nel letto di casa mentre se non è il tuo momento possono anche spararti addosso ma sopravviverai!” si è involata decisa verso Nairobi. Bene. Da quando è partita, qui in Italia si sono susseguiti: una gambizzazione a Genova più vari segnali di rinascita del terrorismo sparsi qua e là; un attentato (di qualunque matrice sia) orribile e inaudito a una scuola a Brindisi; la nostra regione squassata dal terremoto. Quando domenica, ancora sconvolti dalla notte insonne, io e i miei genitori ci siamo ritrovati insieme per pranzo, abbiamo scoperto che tutti e tre, durante le scosse notturne, ci eravamo ritrovati a pensare: “Meno male che almeno Linda è al sicuro in Kenya!”. Come cambiano le prospettive…

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5 commenti on “Punti di vista”

  1. M.T. ha detto:

    Non è che forse era tua sorella a tener lontani i guai? Ci sarebbe da fare un pensiero sul convincerla a ritornare… 😛

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  2. Lucyette ha detto:

    LOL 😀

    Ma… è andata in Kenya per sempre, in pianta stabile? Certo che è un bel salto, eh! Quante ore d’areo ci vanno, per tornare a casa?

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    • Ilaria ha detto:

      “Sempre” è una parola grossa, per mia sorella. Diciamo che adesso cerca lavoro là (forse insegnerà in un college anglicano!) e suo marito sembra stia anche lui trovando lavoro… poi si vedrà: dipende da che lavoro trova, come va ecc. Però diciamo che l’intenzione è di restare là. Il viaggio è lungo: anche senza fare scali strani ci si mette sulle 12 ore (considerando anche il treno Malpensa-Bologna e lo scalo obbligatorio al Cairo). E soprattutto è costoso 😦

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  3. Jenisha ha detto:

    🙂 cambiano i punti di vista .. Nairobi ho un amica che ci scriviamo in inglese per imparare l’inglese..è povera , ma bella penso..Ciao Ilaria.

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