Quando la terra trema

Ieri sera – alla faccia di tutti i forzati del “divertimento del sabato sera” – ero orgogliosamente a letto alle 23,30 in punto e avevo regolato la sveglia alle ore 8 di questa mattina. Non mi sembrava vero: finalmente avevo davanti a me otto ore e mezzo di meraviglioso sonno. Davvero un tesoro per me, di questi tempi.

Di ore ne ho dormite quattro e mezzo. Alle ore 4,04 infatti, sono stata svegliata di soprassalto e ho aperto gli occhi in un letto che sobbalzava, con un rumore vibrante di mobili che si spostavano, lo stenditoio che sbatteva contro l’armadio dentro il quale tutti gli attaccapanni tintinnavano scontrandosi tra loro. Era il terremoto; la scossa più forte e lunga che abbia mai sentito in tutta la mia vita. In quegli interminabili secondi che mi sono sembrati lunghissimi, ho avuto il tempo di: svegliarmi e realizzare che c’era il terremoto, chiedermi cosa fare, decidere di restare lì dov’ero fidandomi di chi, cinquant’anni fa, ha costruito il condominio nel quale abito (all’ultimo piano). A dirla tutta, se non sono scappata è stato anche perché a causa della scossa i miei occhiali sono caduti dal comodino; l’idea di cercarli per terra col pavimento sobbalzante mi ha indotto a restarmene più dignitosamente a letto finché la scossa non fosse passata. Per la prima volta ho sperimentato direttamente l’angoscia che un terremoto può provocare: improvvisamente ti senti un animalino spaurito, impotente e in balìa di una forza che non puoi controllare né prevedere. Avevo paura che il soffitto mi crollasse addosso e di non potere scappare (anche se razionalmente mi ritenevo al sicuro); una sensazione bruttissima.
E pensavo alla mia prof. di scienze del liceo: una volta ci disse che noi a Bologna possiamo stare tranquilli, riguardo al terremoto; perché, essendo la pianura padana una zona alluvionale, noi emiliani e lombardi non corriamo grossi rischi. Questa sua affermazione è entrata allora nella mia testa e vi si è appuntata come un dogma: nel corso degli ultimi anni in realtà ci sono stati ogni tanto dei piccoli terremoti (in effetti nessuno grave) ma questo dogma in me è rimasto, più radicato di tanti altri; e infatti tutte le volte che ho sentito delle scosse non mi sono spaventata; ma nessuna è mai stata forte come quella di stanotte. Perciò stanotte, subito dopo la scossa più forte, sono corsa in salotto e ho acceso la tv con la paura che da qualche parte in Italia si stesse verificando una tragedia, una nuova “L’Aquila”. Se la pianura padana non può essere l’epicentro di un terremoto, allora la scossa che sentiamo è il risentimento di qualche grosso terremoto altrove? Lo ha detto la Prof.! Ecco qual era la mia paura. Del resto, ricordo che mio padre mi ha sempre raccontato che quando nel 1976 c’è stato il terremoto in Friuli, anche a Bologna lo si sentì distintamente. In tv dicevano che l’epicentro era proprio qui, invece, tra Bologna e Ferrara. I miei amici erano tutti su twitter e facebook, lo sapevo. Ma sapevo anche che se avessi acceso il pc avrei passato tutto il resto della notte lì. Sono tornata a letto, ma non ho più dormito. Ho sentito altre scosse, più deboli, di “assestamento”, ma sempre abbastanza forti da far vibrare il letto e l’armadio. Ok, la gente normale in caso di scosse guarda il lampadario, io l’armadio! Ogni scossa mi faceva tornare l’ansia, non perché mi sentissi in un reale pericolo, ma come un qualcosa di atavico che si svegliava dentro me. Inoltre pensavo di nuovo agli abitanti de L’Aquila, ai loro racconti sullo stress che provavano prima del terremoto del 6 aprile, quando per mesi si svegliavano la notte a causa delle scosse. Solo adesso comprendo pienamente a quale stress si riferivano; l’idea di poter sentire scosse del genere ogni notte sarebbe davvero uno stress assoluto. Solo ora ho compreso pienamente quale angoscia un terremoto può indurre nelle persone.

Al mattino sono cominciate le telefonate e gli sms con amici e parenti. Tutti bene. A Ferrara e provincia un po’ meno. Alcune vittime, purtroppo. Anche alcuni monumenti storici rimasti danneggiati. Che dire… tra ieri (l’orribile attentato alla scuola di Brindisi) e oggi, questo weekend è fatto solo di angoscia e tensione. Bleah.

P.S.: devo dire che, come già notato in altre circostanze, in caso di disgrazie e calamità i social network come twitter e facebook sono utilissimi: ti danno la possibilità di capire subito cosa sta succedendo e se le persone che conosci stanno bene! Ecco, lo abbiamo constatato già più volte… non c’è bisogno di insistere con le disgrazie!!! 😉

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17 commenti on “Quando la terra trema”

  1. ediaco ha detto:

    Ti capisco bene! Anch’io, che stanotte ero a Cesena, e abito all’ultimo piano di un condominio, sno stato svegliato dal terremoto e ho subito pensato a eventi più lontani… Poi, al mattino, visto l’epicentro, ho mandato un messaggio a un amico che sta proprio tra Bologna e Ferrara… E sono tornato tranquillo perchè tanto “la Pianura Padana non può tremare più di tanto”!!!
    Ora sono sul treno per Roma, non quello prenotato però: puoi immaginare il caos ferroviario… La cosa più curiosa è stato quando, alla stazione di Cesena, due giapponesi mi hanno chiesto se c’era stato un terremoto, e di quale intensità… Poverini, anche in vacanza gli tocca… 🙂
    Ciao!!

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  2. paolo f ha detto:

    Io l’ho sentito appena appena, ma è bastato a inquietarmi e a farmi perdere quei dieci minuti di sonno, Dopodiché, son ornato nel mondo dei sogni. Ma è stato terribile, ho visto poi: mamma che tristezza!

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    • Ilaria ha detto:

      Già. Speriamo almeno che sia finita. Ci sono state scosse e scossette per tutto il giorno… e ora la notte che arriva mi fa un po’ paura, non solo per me ma per chi è sfollato o sta nei paesini più gravemente colpiti. Che stress :-S

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  3. rossana ha detto:

    Ilaria, capisco molto bene ciò che hai provato stanotte.
    Una sensazione che hai descritto così bene da raccontare ciò che provai per la prima volta nel terremoto del Fiuli, nel ’76. Abitavo allora a un quarto piano e la prima lunghissima scossa, pur non essendo di notte, mi lasciò per giorni un senso di totale spaesamento.
    E’ terribile il “sentire” di non poter far niente per fermare il pavimento che ti si muove oscillando sotto i piedi.
    Stanotte la scossa, certo più attenuata, si è sentita distintamente anche qui.
    Pure il mio letto vibrava e si muoveva, e ho avvertito poi due altre scosse, più lievi.
    Insomma, L’Aquila è tornata anche nei miei pensieri e stamattina pensavo anche a te e a Masso, e a tutti gli amici che non conosco ma so abitare in Emilia.
    Spero che non vi siano altre scosse e che stanotte tu stia già dormendo tranquilla e serena.

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    • Ilaria ha detto:

      Grazie Ross, sì qui tutto ok, devo dire che le scosse si sono susseguite per tutta la giornata di domenica e al momento di andare a letto ero un po’ in ansia. Credo che il terremoto di notte faccia paura il doppio. Purtroppo ieri ho ricevuto tante brutte notizie da parte di colleghi e/o amici che abitano nei paesi della provincia (e uno proprio a Bondeno): alcuni con la casa inagibile e molti hanno raccontato di crolli di monumenti storici che la tv non ha segnalato ma che noi qui conosciamo bene… 😦

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  4. melchisedec ha detto:

    Ci siamo “pensati” vicendevolmente, Ilaria. Tutto bene? Un abbraccio

    Sei stata prudente. 🙂

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  5. Lucyette ha detto:

    Io questa volta ho avuto paura. Tanta. E in genere non mi spavento mai, per i terremoti.
    A Pavia si è sentito forte: la cosa che mi ha colpita di più, sono state le tapparelle che sbatacchiavano nei “cardini” come quando c’è vento forte; ma non c’era un filo di vento, quella notte. Nella casa di fronte a me, i vicini avevano dimenticato di fissare le gelosie alla finestra, e anche quelle sbatacchiavano facendo ancor più rumore.

    Ho avuto paura perché mi sembrava improbabile che l’epicentro fosse proprio qui a Pavia, che per l’appunto non è una zona fortemente sismica. Ho temuto che l’epicentro fosse stato molto più lontano, e come te mi immaginavo una seconda Aquila. Nello specifico, avevo paura che il terremoto potesse esser stato più forte nei pressi di Torino, dove abitano i miei. E Twitter è stato favoloso, da questo punto di vista: perché a un certo punto mi ha scritto un amico di Torino, aveva sentito il terremoto ma era stata una scossa leggerissima – e mi son tolta un peso dallo stomaco, ho tirato un sospiro di sollievo…

    Poi ci sono state un po’ di altre scosse nella giornata: le ho sentite tutte. E stavolta, per la prima volta in vita mia, posso dire che questo terremoto deve avermi veramente impressionata, a livello inconscio.
    Questa notte, mentre cercavo di addormentarmi, c’erano di nuovo le tapparelle che sbatacchiavano e le gelosie che sbattevano. Sfido: c’era il diluvio! C’era un vento fortissimo che faceva vibrare le persiane: tutto normale, ordinaria amministrazione.
    Ma ogni volta che stavo per addormentarmi, e sentivo le tapparelle che vibravano, mi risvegliavo improvvisamente e mi dicevo “oddio, c’è un’altra scossa?”.
    E mi sono sentita molto stupida a rigirarmi nel letto per ore ed ore per paura di un terremoto; ma…

    Io, veramente, non ho avuto paura per me, tutto subito.
    Principalmente ho avuto paura per i miei genitori: e alle quattro del mattino, non potevo neanche telefonar loro per chiedere “scusa, mamma: dormivi, vero? Tutto okay?” ;-D
    Sì, insomma: stavolta, per la prima volta, ho avuto paura.
    Speriamo questa sera di riuscire ad addormentarmi senza troppi patemi d’animo… 😉

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  6. Ilaria ha detto:

    Anch’io come te, le altre volte non mi sono mai spaventata ma stavolta sì! E anch’io domenica sera (dopo che per tutto il giorno ci sono state scosse) continuavo a sentire vibrare le tapparelle e i vetri come quando c’erano le scosse e invece era il temporale… e di solito quando mi metto a letto mi addormento subito come un sasso, mentre invece continuavo a temere di sentire nuove scosse e mi veniva l’ansia… I miei genitori per fortuna abitano a dieci minuti di distanza da me e potevo essere ragionevolmente certa che se non era crollata la mia casa anche la loro fosse a posto, ma ero in ansia per amici che abitano vicino a Ferrara (ieri ho poi scoperto che alcuni se la sono vista realmente brutta), per te e per l’Italia…
    Comunque ieri una mia amica mi ha detto che da quando c’è stato il terremoto le è venuta una nausea e ancora ce l’aveva ieri… Anch’io sono certa che questo terremoto mi ha colpito nel profondo…

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    • Lucyette ha detto:

      Nausea. Ne vogliamo parlare?
      Io ieri sera stavo piuttosto male: niente di che, ma avevo una nausea fastidiosetta.
      Ho scoperto su Twitter che NON ero l’unica, è pieno di gente nella mia stessa situazione; ed ho scoperto che NON dipende dall’impressionabilità del singolo… ma dipende proprio dal terremoto!!!
      Continuano ad esserci “piccole” scosse di assestamento (dico “piccole” perché io sono a Pavia: qui sono quasi impercettibili). Eppure ci sono. E, a quanto pare… chi magari ha già la tendenza a soffrire il mal d’auto per i fatti suoi, alla lunga lo patisce, tutto questo scuotimento della terra che gli si muove da sotto i piedi. Magari non si accorge coscientemente del fatto che c’è stata un’altra scossa; però, l’organismo se ne rende conto… e alla lunga, vien la nausea.
      Quindi: conforta la tua amica; non ha la nausea perché è impressionabile: ha la nausea perché è come stare su una barca in mare mosso… >__>

      Disse quella che è nauseata ancora adesso (e parlavo con altra gente, qui a Pavia, che ha lo stesso identico problema)

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      • Ilaria ha detto:

        Ma sai che non ne avevo idea di questa correlazione? Poveretta, le ho ripetuto più volte: “Ma vedrai che sarà la tensione…” e lei insisteva: “Ma no, è proprio una nausea strana, diversa da quando sono in ansia”. Aveva ragione lei!!! Adesso le telefono, grazie Lucy (e spero che vi passi, io per fortuna non ce l’ho)! 🙂

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      • Lucyette ha detto:

        Eh, altro che tensione… 😀
        Peraltro questo pomeriggio ne ho trovato un altro: un amico che aveva da due giorni un vago senso di nausea inspiegabile, e si chiedeva perché…

        C’è da dire che io sono particolarmente predisposta: soffro il mal d’auto, il mal di mare, il mal di treno, il mal di mezzi pubblici, mi danno fastidio gli ascensori troppo molleggiati tipo quelli degli ospedali… ogni tanto, scherzando, dicevo “prima o poi, comincerò a soffrire anche del mal di rotazione terrestre, di questo passo!”.
        Non credevo che ciò fosse possibile, ma a quanto pare mi ci sto avvicinando a grandi passi… :-\

        Tanta solidarietà alla tua amica! Povera!

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  7. Ilaria ha detto:

    @Ernesto: articolo molto interessante; ieri ero a cena con alcuni collaboratori, tra cui uno ingegnere, il quale spiegando come sia potuto cadere (uccidendo due persone) un capannone industriale costruito solo dieci anni fa, ha spiegato appunto che essendo noi classificati come “zona 3” quel capannone non era tenuto a seguire particolari accortezze antisismiche (anche se secondo me almeno le nuove costruzioni dovrebbero essere tutte antisismiche poiché, come si è visto, il Terremoto non sta a consultare le nostre mappe e i nostri manuali per decidere dove colpire). Secondo lui però un terremoto superiore a 6, come il nostro, non è più da zona 3… mah, ho capito che purtroppo il dogma della mia prof. non è poi così infallibile!

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    • ediaco ha detto:

      Già… D’altra parte le classificazioni le fanno in base ai dati statistici, in base ai terremoti accaduti, quindi sempre ex post… 😦
      Sto sentendo anch’io alcune persone coinvolte e sento di una rete meravigliosa di solidarietà! È un bel segno, per tutti, oggi… 🙂

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      • Ilaria ha detto:

        Hai ragione sulla solidarietà, ci sono persone che spalancano le proprie case o alberghi per chi è rimasto senza, persone che si danno da fare in ogni piccolo o grande modo… Anche noi nel nostro piccolo ci stiamo attivando come gruppo, è davvero una cosa che vince anche la paura e il pessimismo, una forza che monta dal basso e non ti fa sentire solo. Spero che questa forza riesca davvero a dare coraggio a chi sta patendo maggiomente i danni di questo terremoto.

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