Modi di sprecare il tempo

Ieri, verso metà mattina, ero immersa in un testo sul Cinquecento quando ho sentito un vociare dalle scale. A volte i miei vicini scambiano quattro chiacchiere incrociandosi tra un pianerottolo e l’altro. Tuttavia quello non mi sembrava proprio il tono da “quattro chiacchiere”. Passato del tempo, arrivata l’ora di preparare il pranzo scaldarmi una scaloppina avanzata, le voci erano ancora lì; decisamente non era una amabile conversazione, ma mi son ben guardata dal prestare orecchio, non volevo saperne nulla. Ho acceso invece lo stereo e fatto partire i Rolling Stones. Nei giorni scorsi avevo messo su questa raccolta di hits degli Stones riesumata tra i miei cd e il risultato è che da circa quattro giorni ascolto solo loro e li ballo pure; una bella botta d’energia in questo assedio bianco. Ritornata alla mia scrivania, il litigio sulle scale, sospeso durante l’ora del pranzo, era già ripreso. Mentre poi mi preparavo per uscire, ho iniziato a temere che per quando fossi stata pronta quelli non avrebbero ancora finito; insomma si faceva sempre più probabile la prospettiva di dovere affrontare il nugolo di vicini litiganti e venire interpellata. Inutilmente ho temporeggiato sulla soglia del mio appartamento, sperando in una “pausa merenda” durante la quale poter sfrecciare giù dalle scale indisturbata. Macché merenda, quelli continuavano e io non potevo più aspettare, avevo una riunione importante e dovevo raggiungere il dipartimento in bici nella città ancora in molti punti ghiacciata. Così, scese le scale, sono arrivata al fatidico primo piano, dove i litiganti erano raccolti. Divisi su due fronti, al mio apparire, hanno voltato tutti il viso verso me (aiuto!). Io ho cercato di cavarmela con un Buonasera, ci vediamo!, ma è stato inutile. La Vicina Rognosa del secondo piano – quella che, ho scoperto poi, ha provocato tutta la discussione – mi si è parata di fronte chiedendomi, col tono del tipo “qualunque cosa tu risponda potrà essere rivolta contro di te”:

«Hai visto o non hai visto l’uomo delle pulizie venire a pulire le scale negli ultimi martedì?»

Oddio, cosa rispondo adesso? Dove vorrà andare a parare, questa?, mi sono chiesta in quei tragici secondi cercando disperatamente con lo sguardo la Signora Gentile del primo piano e il Vicino Tuttofare Buono per capire loro da che parte stessero. [Il Vicino Tuttofare Buono è stato da me identificato così fin dal primo momento in cui ho messo piede nel mio condominio; ho questa spontanea attitudine, tutte le volte che mi inserisco in un nuovo gruppo, a individuare subito la persona di riferimento nei casi di difficoltà. E il Vicino Tuttofare Buono è la salda roccia cui riparare in caso per es. di allagamento casa, ragni grossi o imprevisti casalinghi vari. Ho già avuto modo di testarlo nel corso di questo anno e mezzo, restandone enormemente soddisfatta. Ovviamente anch’io cerco di essere una Brava Vicina, nell’ambito delle mie competenze, sia chiaro!]. Alla fine mi sono pronunciata; un po’ mentendo:

«Il signore delle pulizie? Be’, è venuto tutti i martedì. Forse forse – ma potrei sbagliare – può darsi che non sia venuto martedì scorso, ma era il martedì della neve, nessuno è andato al lavoro…».

La Rognosa, che ovviamente sostiene che il tale signore ogni tanto faccia il furbo e salti dei martedì, si è messa a sbraitare sul “difendere i fannulloni pagati coi nostri soldi” e via dicendo. Secondo lei bisognerebbe denunciarlo subito all’amministratrice di condominio affinché venga licenziato. Sembrava di essere alle elementari, quando il perfettino di turno minacciava ogni secondo di “dirlo alla maestra”.

Il Salomone (o il Centrista) che c’è in me ha affermato che non è giusto che paghiamo un fannullone ma che magari, visto che non siamo sicuri di queste presunte assenze ingiustificate, prima di chiamare in causa l’amministratrice sarebbe meglio parlare direttamente con lui, chiedergli se ha fatto delle assenze o no e, se sì, perché (può avere avuto dei motivi diversi dalla pigrizia, nel caso), facendogli così capire che è osservato e vedere come si comporta. Mi sembra una cosa normale, no? Ma ciò non ha placato il litigio; io però ho salutato e mentre pedalavo verso il dipartimento pensavo all’assurdità di perdere tutto un pomeriggio per un litigio del genere. Per me il tempo è prezioso; a volte mi capita di ripromettermi di fare un giro per il web di “un quarto d’ora” e dopo poco mi accorgo che invece è già passata un’ora; e mi sento in colpa, perché di certo in quell’ora potevo fare qualcosa di più costruttivo. Ebbene, confronto allo sprecare quasi un’intera giornata a dare aria alla bocca sulle scale, mi sono sentita un po’ meno in colpa per i miei sprechi. Almeno io, tempo per litigare, non ne perdo mai!

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9 commenti on “Modi di sprecare il tempo”

  1. Massenzio ha detto:

    Ilaria, capisco il tuo atteggiamento, ma ad occhio la tipa litigiosa non voleva sapere davvero se il tizio fosse venuto o meno, ma cercava solamente di trovare qualcuno che avvalorasse la sua tesi, giusta o sbagliata che fosse. Fai bene a sentirti una spanna superiore a siffatte genti.

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    • Ilaria ha detto:

      Sì, lo so… e infatti non le ho dato ragione (anche perché ce ne sarebbe da dire su di lei…!). Non è che mi sento superiore, è che davvero perdere un giorno di vita a litigare sul nulla mi ha lasciata sbalordita!

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  2. ediaco ha detto:

    Condivido! Anch’io preferisco sprecare il tempo in altri modi… 🙂

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  3. masticone ha detto:

    sei adorabile…

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  4. melchisedec ha detto:

    Chi perde del tempo in questo modo deve avere seri problemi con se stesso; spesso il concentrarsi ossessivamente su un fatto, nella fattispecie sull’uomo delle pulizie, è un modo come un altro per “gridare” agli altri il proprio disagio. Si preferisce sentenziare sugli altri, quando gli imputati siamo proprio noi.

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