Macchinina bianca

Cara macchinina bianca, sempre un po’ sporchina, vecchietta ma ligia al tuo dovere; e dal carattere allegro e positivo, poiché affrontavi chilometri e chilometri di autostrada più volte a settimana – e mi piace pensare che quelli che preferivi erano quelli verso Bologna, verso me –, ieri ci siamo viste per l’ultima volta e io non lo sapevo. Per l’ultima volta sono salita su di te salutando il tuo proprietario e partendo verso casa dei nostri amici, col nostro mah jong e la felicità di una ennesima bella serata davanti. E quando a fine serata mi hai lasciata davanti a casa, io ho indugiato un po’ per scrutare nel buio tra i sedili, nel posto-che-inghiotte-tutto, per controllare che non ci fosse scivolato niente, nessuna pedina o dado. E poi ho salutato il tuo proprietario, gli ho detto come al solito Chiamami quando arrivi a casa, resto sveglia!, ma pensando che quella preoccupazione si sarebbe rivelata come sempre inutile. E invece… non ti vedrò più. Giaci accartocciata presso un demolitore e tra un po’ più non sarai. Però sei stata grande. Fino all’ultimo hai fatto il tuo dovere, hai protetto quanto di più prezioso ho al mondo… il mio Migliore Amico; sacrificandoti tu, piccola utilitaria umile ma fiera, davanti al macchinone sportivo dai fanali a scomparsa che rapace ti ha aggredita. Ti ricorderò sempre quando, sotto casa, fissavo con impazienza ed eccitazione l’imbocco della strada aspettando il momento in cui ti avrei vista svoltare dalla via Emilia e avanzare verso me! Peccato solo che non ti ho scattato mai neanche una fotografia; credevo di avere tempo.

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4 commenti on “Macchinina bianca”

  1. missmeletta ha detto:

    OOH poverina……. anch’io anni fa scrissi una lettera al nostro Maggiolone Jeans arancione che finì dallo sfasciacarrozze…… in quel caso molto probabilmente ci finì per ripicca della famiglia o dei compari di un simpatico “ladruncolo” che mia madre di cui mia madre ne agevolò la cattura inseguendolo dopo aver udito le grida della vicina di sotto, che se lo ritrovò in casa munito di coltello. Era la Genova degli anni 80……………..

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  2. melchisedec ha detto:

    E’ tristissimo perdere un’auto e per giunta vederla ridotta a scatolame fuori uso; conta che il tuo amico stia bene.

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