Tappe di una migrazione forzata, avventurosa, divertente, entusiasmante

Era una tranquilla, pigra, serata di novembre – il 9, per la precisione – e io stavo facendo un giretto nel web in attesa di andare a dormire quando ricevo sulla home page di facebook un allarmante aggiornamento da parte di Lucyette, amica blogger splinderiana e amica di facebook: gira voce che Splinder stia per chiudere, probabilmente una bufala ma non sarà meglio mettere in salvo i nostri blog? La serata da noiosa diventa improvvisamente adrenalinica: con Lucyette in testa a fare da apripista e a guidare la trasmigrazione, io e altre “blogger facebookiane” cominciamo a darci da fare per salvare i nostri rispettivi blog, facendo le ore piccole, confrontandoci con scambi serrati di istruzioni, come se non ci fosse un domani benché la data dell’Apocalisse splinderiana sia prevista per il 24 novembre. Alla fine, nonostante gravi ostacoli posti dal “formato dell’ora”, riusciamo tutte in qualche modo a esportare i nostri blog su iobloggo, mettiamo un template a caso e ci diamo la buonanotte soddisfatte.

Durante la notte sogno il mio blog e al mattino comincio a mettere in allarme tramite messaggi privati gli amici blogger splinderiani; quasi tutti sono già stati allertati e quei pochi che se ne stavano tranquilli a vivere la loro vita spensierata vengono inesorabilmente raggiunti dal passaparola e cadono nel panico. La Terra Promessa resta ancora iobloggo in quanto il passaggio è comodo, anche se come piattaforma sembra traballante quasi come splinder. Elargisco comunque istruzioni ad hoc a chi ne ha bisogno tra i miei contatti e l’esodo funziona.
Ma quello stesso pomeriggio, sempre la nostra indomita Lucyette, in procinto di uscire per fare commissioni, decide invece così su due piedi di tentare il Grande Passo, quello che fino a quel momento era vagheggiato dai più ma come un’ambizione troppo difficile da realizzare: il trasferimento di tutto il blog su wordpress. Sempre supportata moralmente – ma con ben poca efficacia pratica – da noi amici di facebook (ragazzi, io non amo molto facebook, ma questa è stata forse l’unica volta in cui si è rivelato veramente utile e anche divertente) Lucyette si è lanciata in installazioni in locale, attivazioni di plugin, lettura di file illeggibili… le ore passavano e le sue sorti restavano appese a un filo, e noi con lei. Si susseguivano momenti di esaltazione e abissi di delusione; per ben due volte si è esultato per la meta raggiunta, ma la meta non era ancora stata realmente conquistata. A sbloccare la situazione e a salvare Lucyette è stato l’ormai mitico Anthony del supporto tecnico di wordpress che, contattato dalla nostra ormai esasperata blogger, è intervenuto dalla lontana America per sistemare le cose.

A quel punto la nostra Lucy, entrata nel mondo wordpress (un mondo in cui il Supporto Tecnico non è una pura entità astratta e inarrivabile ma esiste, risponde e risolve i problemi nel giro di due ore), si guarda intorno, comincia a prendere possesso del territorio e contagia col suo entusiasmo chiunque, compreso chi, come me, aveva escluso di poter mai riuscire con le sue sole forze a compiere una simile impresa. Arrivano poi le istruzioni di Viviana a facilitare il tutto, e insomma eccomi qua, ci son riuscita anch’io. Ce l’ho fatta e penso che anche voi abbiate provato la mia stessa emozione e soddisfazione nel ritrovare, dopo fatica e patemi (tutte le procedure sconosciute col pc mi mettono ansia!), il vostro blog tutto trasportato qui, su questa bella e solida piattaforma, che all’inizio sembra un po’ fredda, un po’ rigida, ma è solo questione di scoprirne tutte le funzionalità e arrivare a padroneggiarle, penso.

[Diciamo anche che dopo avere impiegato due giorni di vita a smanettare al pc come un’ossessa mi aspetto che WordPress sia una piattaforma eterna.]

Come scritto nel mio lontano, penultimo, post, avevo già in mente da tempo di emigrare qui, avevo già aperto il mio account e sperimentato un po’ in questi mesi, ma non riuscivo a ripartire da zero lasciando il mio “Ali d’argento” su splinder; e al tempo stesso non riuscivo più a scrivere lì perché mi sentivo stretta, col desiderio di cambiare aria. La mia vita è cambiata tanto in questo anno e mezzo e sentivo di dover cambiare anche casa per il mio blog. Perciò benedico questa presunta chiusura di Splinder: vera o falsa che sia, mi ha costretta comunque a spostarmi e a compiere il salto. E proprio mentre rischiavo di perdere il mio blog mi sono resa conto di quanto gli sono affezionata; tutta quella fibrillazione, giorni spesi a salvarlo e ad aiutare altri blogger a salvare il loro, mi ha sbloccata finalmente e dunque ok, ci sono, il mio volo riparte da qui ed è bello essere di nuovo tutti sulla stessa piattaforma!

Resto in trepidante attesa del 24 novembre: sono curiosa di vedere cosa succederà. Si rivelerà essere un giorno come gli altri o vedremo dissolversi nel nulla i nostri blog d’origine?

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8 commenti on “Tappe di una migrazione forzata, avventurosa, divertente, entusiasmante”

  1. melchisedec ha detto:

    Finalmente Ilaria torna a scrivere! Sono davvero contento.
    Alcune considerazioni sono d’obbligo.
    Ultimamente i blogger di Splinder siamo stati un po’ demotivati, ciascuno per ragioni proprie, eppure la ventilata ipotesi della chiusura ha messo in moto una specie di attivismo che da un lato ci ha spinto a diffondere il tam tam del default di Splinder tra gli splinderiani e i propri lettori, dall’altro un’azione di solidale aiuto a chi, pur volendo salvare il proprio blog, non è esperto di “trasferimenti”. Personalmente sono tra quelli che ha ricevuto più che dato, mi sono limitato a diffondere la notizia e parte delle informazioni che potevano essere utili; come dicevo ho ricevuto dai blogger preziose informazioni e consigli utilissimi, che mi rendono soddisfatto del risultato raggiunto. WP è una piattaforma distensiva, dove sembra si gridi poco e si ha la possibilità di esprimere al meglio “se stessi” in relazione al mondo.
    Pubblicamente ringrazio qui Ilaria per l’aiuto disinteressato che mi ha dato, permettendomi di salvare il mio vecchio blog; certo c’è qualche post doppio, qualcheduno sembra rimasto su Splinder, ma, dopo le ore trascorse per il trasferimento, attualmente non ho l’energia per rifare tutto da capo. I vecchi post li ho sempre archiviati in supporti esterni, quindi comunque sono salvi. Pazientemente ripulirò il nuovo blog del “di più”.
    Infine un augurio a Ilaria: buon “bloggaggio”! 🙂

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  2. vnnvvvn ha detto:

    eheheh 🙂
    Non credo nell’apocalisse del 24 ma credo che non esisterà più splinder come lo conosciamo noi.

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  3. paolo f ha detto:

    Sono felice che sei approdata qui con le tue ali d’argento e che hai ripreso a postare!
    Ti ho messa in cima alla mia lista di link-rss, anche se a rigore di ordine alfabetico ti sarebbe toccato il secondo posto: ho forzato la gerarchia semplicemente perché sei il numero uno! 😉

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  4. ediaco ha detto:

    🙂
    una vera avventura!!!
    Del cui successo ho beneficiato anch’io, grazie!
    E soprattutto benritrovata e buona scrittura! 🙂

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  5. paolo f ha detto:

    Pardon. “la” numero uno…

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  6. 'povna ha detto:

    Eccomi anche io nel nuovo condominio. Splinder non esiste già più come lo conosciamo, per il semplice motivo che un sacco di gente se ne è andata. Come sia accaduto, sarà materia ancora di riflessioni. Fatto sta che siamo qui, finalmente, e che wp è davvero un bel mondo…
    Buon reinizio di avventura, dunque, a te e a tutti noi!

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  7. Ilaria ha detto:

    Oddio mi ero dimenticata come funziona un blog… mi ero dimenticata di RISPONDERE ai commenti!!!

    @Mel: grazie a te! E comunque sottolinei un aspetto che ha colpito molto favorevolmente anche me, e cioè la solidarietà e il senso di comunità che è scattato tra i bloggers splinderiani quando la notizia (oggi confermata) ha cominciato a diffondersi. E’ stato bello aiutarsi a vicenda, assicurarsi di non perdere amici per strada e devo dire che mentre mi davo da fare per salvare il mio blog mi sono resa conto di quanto ancora ci tenessi, di quanto questo blog sia importante per me. Anche per questo non mi dispiace affatto tutto il trambusto che ci ha improvvisamente travolti!

    @Viv (più semplice…): proprio oggi abbiamo avuto la conferma che la chiusura ci sarà; come ho scritto su facebook mi chiedo se non sia stato lo svuotamento della piattaforma ad accelerare o far prendere questa decisione… boh!

    @Paolo: ah ah, grazie 🙂 Devo a te se già da tempo avevo aperto l’account qui e avevo cominciato a conoscere questa piattaforma. E ora siamo di nuovo “vicini di casa”! 🙂

    @Ernesto: grazie e bentrovato anche a te su wordpress. Bello ricreare qui la nostra piccola comunità splinderiana 🙂

    @Povna: Concordo su tutto! Buon reinizio anche a te 🙂

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  8. […] della tecnologia, e Povna si lanciava in osservazioni sociologiche; mentre Ilaria commentava la solidale amicizia fra perfetti sconosciuti, e Claudio leggeva la chiusura di Splinder come un preludio della morte… mentre tutti gli […]

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