Evasore per una notte

Certe cose non si dovrebbero fare la domenica sera quando tutti gli uffici sono chiusi e non puoi chiedere informazioni, lo so; eppure, benché mi avessero detto che la scadenza era il 20 gennaio 2011, ieri sera prima di andare a letto mi è venuto lo sghiribizzo di preparare i documenti per la tarsu (sì, la tassa dei rifiuti, siam sempre lì): sono andata sul sito del comune per scaricare l’apposito modulo con l’intenzione di compilarlo per poi inviarlo via fax al mattino dopo e togliermi il pensiero. Ma qui mi è caduto l’occhio al link delle F.A.Q., l’ho cliccato, ho letto e… mi è venuto un colpo! Da quel che ho letto si evinceva che, avendo io attivato le utenze di luce e gas nel 2009, anche se mi sono trasferita effettivamente nel 2010 avrei dovuto presentare la denuncia all’ufficio entrate entro il gennaio 2010, non 2011!

– Omioddio sono un evasore fiscale! –, ho esclamato con disperazione. Un evasore fiscale!, continuavo a ripetermi mentre maledicevo la mia idea di controllare i moduli delle tasse a mezzanotte e trangugiavo un boccetto di melissa per tentare di calmarmi. Mentre cercavo di addormentarmi nonostante mi si fosse trasferito fastidiosamente il cuore nella pancia, mi venivano in mente tutte le facce di quei brutti ceffi truffatori a vario titolo (cricca&C.) che vediamo nei vari tg e provavo un tale senso di vergogna all’idea di poter essere assimilata a loro, anche se solo per una piccola tarsu! Non vedevo l’ora che fosse mattina per chiarire la faccenda con l’ufficio entrate e nel frattempo mi sentivo come Snoopy quando, non riuscendo a dormire la notte per essere stato deferito al grande Bracchetto (temibile quanto indefinita massima autorità canina) davanti a cui avrebbe dovuto presentarsi il giorno dopo, esclama:
– Quando ti sta per succedere qualcosa di brutto, non dovrebbe esserci una notte, prima…
–. Santissima verità.

Finalmente mi sono addormentata e ho dormito il sonno del colpevole, costellato di case fuori norma, poliziotti e carcere, con io che gridavo inascoltata: – Ero in buona fede! –.
Stamattina alle otto e trenta ho finalmente potuto parlare con l’ufficio delle entrate e ho spiegato il mio caso; mi è stato risposto che basterà presentare il modulo entro il 2011 come previsto ma specificando che il locale era a disposizione dal giugno 2009: per quei sei mesi “fuori legge” pagherò una semplice mora del 10%.

– Quindi io non risulto un evasore fiscale ma solo un’ignorante e una sprovveduta in buona fede? –, ho chiesto alla gentile impiegata.
– Esatto, proprio così! –, mi ha rassicurata lei.

P.S.: ciò che resta inevasa è però la seguente domanda: qual è il femminile di “evasore”?

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9 commenti on “Evasore per una notte”

  1. Lucyette ha detto:

    Evasitrice? Evasora? Evasoritrice?Beh, in ogni caso non lo sei… quindi, tutto bene quel che finisce bene! 😀

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  2. altarf ha detto:

    A orecchio conierei "evasora" ."Evasoressa"  o "evasotrice" mi sembrano poco musicali. A meno che non si consideri il nome evasore promiscuo ( come tigre, boa, fenicottero, giraffa… ) per cui si potrebbe dire "l'evasore donna" o "l'evasore uomo". La soluzione più semplice è la prima , come panettiere / panettiera. Probabilmente il femminile non esiste perché , come in tanti altri casi, le donne avevano poco a che fare con il denaro, nei vecchi tempi. A queste cose ci pensavano sempre gli uomini.Un saluto. Chissà che sogni hai fatto. A mie spese ho imparato che quando rientro tardi , è meglio  non ritirare  nemmeno la posta (ammesso che ce ne sia). Alle dieci di sera "unicuique die sufficit nequitia sua" . Spero che la mia memoria latina non mi abbia tradito. Ornella 

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  3. Masso57 ha detto:

    Acc….se stuzzichi Hera (che da noi incassa la Tarsu/Tia), la prossima cenere potresti essere tu…

    [solo 10%? A me per una bolletta pagata in ritardo -ero in ferie- hanno applicato un tasso che mi ha fatto pensare più al pizzo…]

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  4. flalia ha detto:

    Lucyette: a me verrebbe "evasora", ma in ogni caso suona sempre male! Vabbe', meglio non saperlo perché tanto non lo sono né lo sarò mai!Ornella: invece io ho la brutta abitudine che magari di certe cose non mi occupo mai durante il giorno, poi ecco che quando ormai devo andare a letto comincio a sentire questo gran bisogno di occuparmene, ma sarà meglio evitare!Masso: ih ih, non mettermi paura che finché si parla del 10% va anche bene… pensa che sul sito diceva che se ti scoprono loro ti applicano il 150%! In quel caso, altro che cenere…

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  5. kittymol77 ha detto:

    mi sa che nemmeno io avrei dovuto leggere 'sto post a quest'ora. Mi ha ricordato gli incubi vissuti 2 anni fa, quando mi arrivò una cartella Equitalia che mi imputava il mancato pagamento dei rifiuti nella casa che ho lasciato 5 anni fa. Cifra astronomica e non dovuta ma che, per farla annullare dimostrando appunto che avevo lasciato quella casa 3 anni prima, mi è costata giorni da incubo a base di uffici, carte recuperate e bracci di ferro con impiegati dalla logica inesistente (fortuna che ho la mania di non buttare una ricevuta nemmeno sotto tortura), ect ect. Il tutt per sentirmi dire che dovevo pagare e poi mi avrebbero rimborsato (documenti alla mano). La cosa mi ha insegnato come intimidire il direttore locale di Equitalia: gli ho tirato su una tale scena da oscar sull'etica e la morale del suo ruolo e sul suo uso arbitrario del potere (firma le emissioni delle cartelle, può ben annullarne una se ha in mano la prova che è sbagliata, no?) che alla fine ha dovuto cedere e annullarmi la cartella. Ma che fatica farsi rispettare però…

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  6. MrsCraddock ha detto:

    "Evaditrice", raro e desueto.Ma tu, per fortuna, non lo sei.Un abbraccio.

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  7. flalia ha detto:

    Kittymol: Be', con la tua capacità dialettica unita a indignazione lo credo che l'hai avuta vinta! Io prima ero sempre timidina per queste cose, ma sono molto migliorata! In questo caso però avevo torto 😦MrsCraddock: ih ih, le donne non dovrebbero evadere le tasse anche solo per non essere definite con queste parole dal suono brutto: evasora, evaditrice… naaah! Un abbraccio 🙂

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  8. HappyCactus ha detto:

    Purtroppo triangolarsi in italia tra le mille norme e usi e consuetudini è da diventare matti.La questione principale è che serve tempo e costanza, come l'esempio di Kittymol ha dimostrato. E per lo più quando ti dicono "non si può", spesso è che si può ma non c'è troppa voglia di farlo.

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  9. flalia ha detto:

    Happycactus: ciao 🙂 Dici bene: tempo e costanza… solo che le questioni burocratiche mi rendono impaziente e insofferente!

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