Il sacchetto della spazzatura

Ognuno di noi nella vita avrà coniato le sue speciali leggi di Murphy da aggiungere a quella originaria; l’esperienza quotidiana non lesina mai nequizie e contrattempi che ci siano d’ispirazione. Una delle mie leggi più certe è la seguente:

se esco di casa nelle migliori condizioni, non incontrerò nessuno; se esco di casa con almeno un sacchetto della spazzatura incontrerò il mondo.

All’inizio pensavo fosse un caso; invece è proprio automatico. Che poi, per via della raccolta differenziata, i sacchetti sono sempre due o tre per volta; che uno dice, vedendomi aprire il cancello con notevoli equilibrismi: ma questa non vive da sola? Come fa a produrre tanta spazzatura? Se ci fosse un James Stewart alla finestra, sospetterebbe subito che io sia una serial killer.

È che io m’imbarazzo sempre un po’ a incontrare qualcuno avendo in mano il sacchetto della spazzatura. Perché poi noto che, mentre chiacchieriamo – perché il corollario della suddetta legge è che quel qualcuno che incontro in tali circostanze ha sempre voglia di attaccar bottone, mentre se lo incontrassi senza sacchetto si limiterebbe a un rapido Ciao – a lui o lei cade con regolarità lo sguardo verso il mio imbarazzante sacchetto. Oggi, per esempio: ho incontrato l’elettricista, che è anche un amico di famiglia; mentre ci raccontavamo le vacanze ecco che lui ogni tanto guardava il mio sacchetto della spazzatura, che era un normalissimo sacchetto del supermercato contenente bottiglie di plastica schiacciate, dignitosissimo nel suo ruolo e anche parecchio discreto.

L’altro giorno, poi, l’episodio più increscioso. Scendevo le scale reggendo ben quattro sacchetti, due dei quali piuttosto ingombranti: organico, carta, plastica e vetro. Ho sentito un uomo uscire dall’appartamento al piano rialzato, dove abita una signora molto anziana, salutandola con tono di voce molto educato ed elegante. Ho cominciato a rallentare in modo che uscisse dal portone prima del mio arrivo, ma quello si vede che tergiversava, così, quando io sono arrivata al suo piano, lui era ancora lì, che richiudeva la sua valigetta dopo averci infilato qualcosa e si apprestava a scendere la breve rampa di scale che lo separava dal portone. Un tipo vestito tutto elegante, in abito scuro, tutto ben ravviato anche se fuori faceva caldo. Ha sollevato lo sguardo e mi ha vista: uno spettacolo pietoso, una ragazza esile oberata da ben quattro sacconi di forma irregolare (sì, li piego bene gli involucri, ma alcuni oppongono resistenza!) e chiaramente imbarazzata.

– Eh eh, buongiooorno… –, ho proferito con risatina isterica, mentre dentro me inveivo contro la mia personale legge di Murphy. Speravo che lui continuasse a scendere, infilasse il portone e se ne andasse, invece è sceso, ha aperto il portone ed è restato lì ben dritto a tenermelo aperto per farmi passare.

Lo so, è esagerato, ma ho avuto quasi un mancamento. Ho dovuto scendere la rampa di scale davanti a quest’uomo così elegante e anche avvenente che mi fissava sorridendo, cercando di procedere io stessa con la massima eleganza nonostante dovessi gestire questi quattro sacchi che oscillavano per conto loro come dotati di vita propria. E ovviamente non potevamo scendere tutti e cinque – io e i sacchetti – frontalmente, perché non c’era abbastanza spazio tra la ringhiera e il muro; quindi scendevo obliqua, pregando almeno di non cadere, ma cercando di sorridere con naturalezza.

– Eh eh, graaazie… –, gli ho detto passandogli accanto e sperando almeno di non urtarlo con un sacchetto.

A quel punto mi avventavo verso il pulsante del tiro per aprire il cancello e sgattaiolare via; macché, mentre scattavo tra tiro e cancello, quello è corso verso il cancello e di nuovo me l’ha tenuto aperto. Ormai rassegnata, ho compiuto di nuovo la mia sfilata e l’ho di nuovo ringraziato, stavolta proprio ridendo come una scema. Quando ha saputo perché ridevo, la sua risposta è stata:

– Ma guardi che la spazzatura la buttiamo tutti, prima o poi, ma non tutti con questo bel sorriso – (avevo sorriso tutto il tempo per darmi un tono).

E così finalmente ci siamo salutati e avviati ciascuno verso la propria meta: io verso i cassonetti, lui verso una bmw fiammante. Così è la vita.

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15 commenti on “Il sacchetto della spazzatura”

  1. altarf ha detto:

    Che dire ? Una soluzione sarebbe eliminare la spazzatura di sera, dopo cena. Col buio i sacchetti si vedono meno. Però devi tenerla in casa tutto il giorno, e a volte è proprio impossibile. Nel mio condominio c'è l'ascensore e questo facilita, in quanto gli incontri sulle scale sono molto rari.Con l'ascensore si scende in garage, si tira fuori la macchina , si chiude il portellone, si apre il bagagliaio e  vi si mette il sacchetto della spazzatura  con l'intenzione di fermarsi al primo cassonetto.Poi, dopo qualche giorno…. ma che strano odore in questa macchina, ma veramente, senti , sembra quasi di melone….. Odddio!!! La spazzatura!!! E' ancora là, nel bagagliaio….Da quella volta vado a depositare in bicicletta, oppure a piedi. Per mia fortuna in macchina viaggio quasi sempre da sola. Due notti in garage con tutti i finestrini aperti e una confezione di deodorante al pino hanno riabilitato la mia immagine, e quella dell'automobile. Spero di non avervi annoiato. Sogni d'oro a tutti .Ornella PS: però un incontro ravvicinato con un cavaliere in giacca e cravatta, e una bmw fiammante … non è mica da buttare!

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  2. melchisedec ha detto:

    Flalia, hai raccontato una scena molto comica, mi sembra quasi di assistere alla scena.
    La spazzatura è in fondo qualcosa di personale; negli ultimi tempi siamo abituati a vederla debordante dai cassonetti(almeno a Pa!)e quasi quasi abbiamo fatto l’abitudine a legarla alla crisi/smaltimento.
    Però i resti che gettiamo via testimoniano una parte delle nostre abitudini, che non vogliamo sbandierare ai quattro venti.
    Poi, nel tuo caso, si aggiunge la presenza dell’uomo distinto a rendere il tutto più imbarazzante.

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  3. kittymol77 ha detto:

    Meno male che ci sei tu! avevo giusto necessità di una lettura esilarante stamattina per rimettermi in carreggiata. Qui abbiamo poca scelta sui tempi: rifiuti differenziati e vietato portarli ai diversi contenitori in giorni non prefissati. Lunedì umido, martedì carta, mercoledì umido, giovedì vetro e lattine, venerdì umido, sabato rifiuti ingombranti. E sempre fra le 8 di sera e le 7 di mattina, mai in orari a caso durante il giorno. Mi sa che vivo in un condominio nazista…Però è indubbiamente comodo portare i rifiuti di sera: di solito controllo che siano tutti a cena e col favor delle tenebre…Splash!

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  4. flalia ha detto:

    Ornella: ahah, mi hai fatta morir dal ridere 😉 Che organizzazione, però, con l'ascensore in garage: occultamento perfetto!P.S.: ma soprattutto io mi chiedo cosa ci faceva una persona del genere dalla mia vicina, una semplice anziana pensionata. Chissà chi era (a forza di abitare in un condominio di curiosi lo sto diventando anch'io!)…Melchisedec: grazie , Mel! Qui se lasci un sacchetto fuori dal cassonetto o non hai differenziato ti multano, quindi è tutto occultato, forse questo mi esacerba ancor di più l'imbarazzo a mostrare il mio sacchetto, non so! ;-))Kittymol: eh, mamma mia, che regime "dittatoriale"! No, noi siamo liberi sui tempi (almeno quello) ma tutto dev'essere rigorosamente differenziato e messo ben dentro il cassonetto, guai a lasciare un sacchetto fuori. Pensavo che fosse una cosa un po' teorica e non ci fossero controlli, invece conosco dei "trasgressori" che sono stati multati davvero!

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  5. utente anonimo ha detto:

    Però che incontri che hai fatto a buttare la spazzatura 🙂 hai fatto colpo!Proprio divertente questo raccontino… non conoscevo questo blog ma tornerò presto a commentare, me gusta mucho! 🙂

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  6. Masso57 ha detto:

    Se vuoi, ti regalo il mio vicino (nella mia galleria di soprannomi, definito “Rigoletto”) che in quei tuoi sacchi ci guarderebbe dentro, magari facendo battutine solo a lui comprensibili…ed il brutto è che lo incontro perennemente, al di là delle stagioni, degli orarii, del meteo…

    @ Ornella: anche a me è successo di portarmi il sacco del pattume addirittura in vacanza, avevo riciclato una sporta del supermercato ed è finita nel baule della macchina, me ne sono accorto solo all’arrivo. Quando si dice aver cura dei proprii rifiuti…]

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  7. flalia ha detto:

    Lorenzo: grazie, benvenuto! 🙂Masso: ah ah, mi fa ridere questa cosa dei sacchetti dimenticati che vi portate dietroIn quanto a Rigoletto, non ti preoccupare che i dintorni dei cassonetti sono sempre presidiati da umarells curiosissimi pronti a ispezionarne il contenuto appena un poveretto ci aggiunge qualcosa… non si scappa!

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  8. latendarossa ha detto:

    La risposta al mistero è: i tuoi sacchetti sono così deliziosi che è impossibile non buttarci l'occhio. Oppure: l'uomo distinto è un agente dei servizi segreti austriaci che è stato incaricato di vigilare su di te, vogliono capire come fai a produrre così tanti sacchetti.

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  9. Murasakishikibu ha detto:

    Mettiamola così: uno dei vantaggi dell'insegnamento è che quando esci la mattina alle sette (portando via il tuo quotidiano sacchetto di questo o di quello) davvero non incontri nessuno, e quand'anche tu lo incontrassi, difficilmente colui / colei attaccherebbe bottone… soprattutto se hai l'accortezza di sceglierti una sede un po' lontana.Naturalmente l'unica volta che ho fatto una supplenza breve in una scuola a cento metri da casa mia ho incrociato un trio di scolari in bicicletta proprio mentre stavo portando via il risultato di una pulizia della cantina e dunque ero bella, pulita, in ordine  e ben vestita come chiunque quando ha appena pulito la cantina…

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  10. ziacris ha detto:

    E ti va bene quando da un qualche sacco di spazzatura non ti cade qualcosa per terra, di solito un pezzetto di carta o un involucro di plastica, per me è un classico, sembra che questa spazzatura viva d vita propria

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  11. missmeletta ha detto:

    Come sempre i tuoi post riescono a strapparmi una risata!!! Io odio portare la spazzatura, è proprio una cosa che non sopporto, infatti delego sempre il marito, anche perchè nella mia salita collinare in mattoni rossi non ci sono i bidoni della differenziata indi per cui… raccogliamo tutto nei vari bidoni ikea e poi il marito parte con lo scooter e va a gettare tutto nelle campane ecologiche. Mi capita purtroppo di dover gettare l'organico, compito ingrato… io ho il terrore che nonostante i 200 giri di spaghetto o i 200 nodi ai lacci mi si apra il sacchetto… sono perfino arrivata al punto di legarlo con il nastro adesivo ah ah !!! Noi poi in Liguria abbiamo un problema in più….. da inizio inverno a primavera inoltrata…. I CARCIOFI!!!!  Belli spinosi, che tu agguanti il sacchetto con la solita non curanza e ti ritrovi le dita ad un colabrodo…. oppure mentre scendi le scale ti ritrovi ad urlare perchè la legnosissima spina appuntita ha rotto il sacchetto e ti si è conficcata in una gamba!!!!! … e infine non ti dico io tra bisognini delle gatte e pannolozzi del pupo (fortunatamente uso spesso i lavabili) che scia lascio!!!

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  12. Masso57 ha detto:

    Ilaria, ma dove sei sparita? Sei caduta anche tu in un cassonetto? 🙂

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  13. Darthy ha detto:

    Non capisco tutte queste fisime nel buttare i sacchetti della spazzatura. Certo, se da un sacchetto spuntasse fuori il braccio di un cadavere che hai appena fatto a pezzi potrebbe essere un tantino imbarazzante ma di sicuro sarebbe un ottimo spunto di conversazione. Ah, comunque, i cadaveri vanno nell'organico.

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  14. kittymol77 ha detto:

    flalia, ma si può sapere dove ti sei imboscata? penserai mica di lasciarci con il sacchetto della spazzatura fino a Natale, vero? Dai, su…Intuisco delle novità (lavoro?amori nuovi?) e la curiosità mi uccide…

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  15. flalia ha detto:

    Marcello: ih ih, la seconda può anche darsi! 😉Murasaki: eh eh, la legge di Murphy è sempre pronta a colpire, però in linea di massima hai ragione sull'orario!Ziacris: sì, dillo a mio padre… lui certe volte lascia una scia di gocce dal sacchetto magari bucato… e mia madre che gli dà il tormento! 😉MrsApple: ih ih, povera, hai effettivamente il compito più ingrato: l'organico (e che organico!)… a casa dei miei, il delegato a portar via qualunque tipo di spazzatura è sempre stato mio padre… 😉Darthy: ah ah, grazie del suggerimento! 😉Masso e Kittymol: eh, ragazzi, no, non sono caduta in un cassonetto, ero intenta a fare altre cose in giro, più o meno Kittymol ci ha preso E' stata un'estatona! Ma ora son tornata… mi mancava il mio blogghino!

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