Infide missive

Le lettere tra familiari sono state a lungo la mia croce. Io le odio, quelle lettere. Le odio perché mi hanno sempre creato dei grossi problemi tra cui anche delle terribili emicranie e spiacevoli sensi di colpa. Ci sono delle famiglie in cui le persone non si parlano molto, allora ogni tanto, quando uno ha qualcosa di grosso da dire a un altro – in genere qualcosa di negativo e pesante – e non riesce più a tenerselo dentro, gli scrive una lettera. Come una vera e propria trappola, gliela fa trovare quando e dove meno se l’aspetta, basta che sia un orario e un posto scomodo. Il poveretto, ignaro di quel che gli sta per capitare, per esempio, si avvia verso il letto a tarda ora, col solo desiderio di dormire, e vi trova una lettera. Ogni fibra del suo cervello lo prega di ignorarla almeno fino all’indomani, ma ovviamente ciò è fuori discussione: è assolutamente impossibile poter prendere sonno sapendo che c’è una lettera che devi leggere, una lettera scritta da un familiare che probabilmente – dato che ti vuole bene… – ha da recriminare qualcosa di molto brutto contro di te. E così leggi la lettera, che può anche constare di diversi fogli protocollo scritti fittamente a mano, per ritrovarti poi scosso da lacrime di rabbia o dolore, dal senso di colpa e dal terribile interrogativo: cosa faccio adesso? Rispondo con un’altra lettera? Rispondo a voce, affrontando il familiare vis à vis? Faccio finta di niente e non rispondo proprio?

Solo da pochi anni sono riuscita a porre fine a questa insopportabile usanza familiare, attraverso un atto dimostrativo di protesta: ricevuta l’ennesima lettera, senza leggerla l’ho platealmente strappata davanti alla mittente (mia madre), ho strappato poi qualunque pezzo di carta trovassi nei pressi, urlando che le cose bisognava dirsele a voce e guardandosi in faccia. Se qualcuno mi avesse mai di nuovo scritto su un maledetto pezzo di carta per esprimere qualche recriminazione, sarebbe incorso nella mia ira funesta. Quel giorno mia madre, non senza essersi prima offesa perché avevo strappato senza neanche leggerla quella lettera che le era costata tanto tempo e fatica, capì e si arrese; mio padre e mia sorella pure. E da quel momento la mia famiglia ha imparato a comunicare chiaramente a voce anche le cose spiacevoli.

Ma il resto del mondo no. E grazie ai malefici sms – o nei casi migliori, alle mail – molti scrivono cose che farebbero molta più fatica a dire di persona, lasciando il povero destinatario ancora più solo, davanti a uno schermo crudele.

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6 commenti on “Infide missive”

  1. melchisedec ha detto:

    Deve essere stato motivo di grande sofferenza, una sfuriata verbale si supera meglio, con una lettera si sta a rimuginare e a covare dentro sentimenti non sempre “belli”. Hai fatto strabene!

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  2. utente anonimo ha detto:

    Ciao flalia, bentornata. Anche se con un post un pochino amaro !Quanto alle lettere di tua madre, mi ricordano il libro Cuore: il padre e la madre di Enrico scrivevano direttamente nel suo diario, e ricordo rimproveri acerbi al fanciullo che aveva urtato una donna per strada, o "mancato di rispetto" alla madre. Se ti può consolare, a casa mia dei problemi importanti non si è mai parlato, né scritto. Tutte le crisi sono state affrontate nel totale silenzio, e per farsi notare anche noi ( io e mio fratello ) abbiamo dovuto compiere scelte plateali, piangere , urlacchiare un bel po'. Con successivi sensi di colpa. Chissà perché, tra persone che dovrebbero conoscersi e volersi bene, esiste  questo pudore  a esprimere sentimenti e pensieri , estremamente dannoso per la serenità e sanità mentale di tutti. Penso che tu sia stata molto coraggiosa ad affrontare il problema come hai fatto. Anche i figli devono educare e far crescere i genitori.Non dare ascolto ai messaggi velenosi. La cosa migliore è DISCONFERMARE, lasciandoli con un palmo di naso. Con affetto, Ornella 

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  3. kittymol77 ha detto:

    Sai che mi sono infuriata al pensiero di trovare lettere sparse per casa da familiari (o amici)infidi? Già alle prime righe ho pensato:"Se qualcuno mi facesse una cosa simile brucerei prima la lettera e poi la casa". Ammiro la furia (il fuoco vitale della ribellione) che te l'ha fatta fare a pezzi. Capita spesso che chi dice di "volerti bene" sia un manipolatore, uno che usa l'affetto quale mezzo per fare ostaggi con cui misurare il proprio potere o per costruirsi una corte di servi adoranti. Il mezzo (o i contesti, cioè il dirtelo magari a voce ma di fronte a testimoni ignari che amplifichino il loro senso di potere e affossino meglio la tua autostima) è il vero messaggio, chiaro più delle parole dette o scritte. Le lettere, le mails o gli sms, cioè il non affrontarti a viso aperto per mandarti – magari giustamente – a quel paese, sono pugnalate alla schiena che sottrae chi li usa da possibili ritorsioni, una specie di garanzia che,lasciandoti solo, si realizzi figurativamente in te il terrore infantile dell'abbandono. Ti rendono improvvisamente piccolo e dipendente, anche se sei un adulto. L'sms (o le lettere) per non dire di persona cose sgradevoli, ti isolano da un affetto, su cui magari fai affidamento rivelandosi essere, anziché un salvagente che ti salva, un'arma con cui legarti e trascinarti a mare. Diffidare di quelli che "io non litigo mai con nessuno": stai certo che sono degli aguzzini. Esibiscono un'irreale dolcezza per occultare meglio la perfidia che li abita  e che vorrebbe, con l'arma dell'amore, fare quanti più ostaggi possibile. Rifiutarsi al gioco, bruciare lettere e cestinare mails e sms. Non rispondere, negare da quel momento la loro stessa esistenza, ripagare con la stessa moneta. La miglior vendetta (familiari a parte, ché si suppone che almeno in famiglia pre-esista sincerità affettiva) è il silenzio. Tanto, chi non ti ama libero, non ti ama affatto.

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  4. marinz ha detto:

    Non mi è mai capitato di trovare una lettere di un famigliare ad attendermi perchè non si riusciva a parlare di qualcosa, però mi è capitato di leggere mail con i concetti che scrivi in questo post.La tecnologia sicuramente ha aiutato a fare passi avanti la società ma, su alcune cose, ha facilitato l'uso della comunicazione con il problema di evitare un discorso diretto con l'interessato.Capita anche usando social network o chat dove ognuno si inventa "il ruolo" che preferisce nascondendosi dietro schermo e tastiera.Sicuramente via sms dire qualcosa è davvero difficile oppure si scrivono 4 messaggi tutti attaccati :o)Un sorriso 🙂

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  5. utente anonimo ha detto:

    Forse non hai fatto i conti con situazioni, fatti e persone che proprio non ascoltano, non ce la fanno. Prendono una posizione e vanno avanti con quella, anche dei genitori belli come avevo io.

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  6. flalia ha detto:

    Intanto preciso che questa cosa dell'sms non è successa a me, fortunatamente, forse perché con amici/fidanzati/conoscenti cerco di instaurare rapporti basati sulla schiettezza (per quanto il/la vile possa sempre capitare). Ma ascoltando esperienze altrui e soprattutto leggendo di recente alcuni dati scientifici sull'uso di cellulari e social network è emersa questa cosa: sempre più persone tendono a usare sms e e-mail per dire cose che a voce farebbero molta più fatica a dire. Lo trovo orrendo! Conosco almeno tre persone che dopo relazioni lunghe sono state lasciate via sms… e se lo posso capire forse a quindici anni, dai venti in su assolutamente NO Prendiamoci le nostre responsabilità!Melchisedec: infatti, una lettera nega la comunicazione diretta, ti lascia solo con un peso, le parole scritte hanno una rigidità diversa da quelle pronunciate a voce, e in certe occasioni non vanno proprio bene.Ornella: anche nella mia era un po' così, soprattutto quando io e mia sorella eravamo adolescenti; per paura di smuovere le cose, si taceva; ma il silenzio non fa mai bene, se ci si ama. Comunque a proposito di Cuore, è vero, cosa mi hai ricordato! Ho amato quel libro fin da bambina, ma detestavo quella famiglia, sempre a scrivere sul suo diario, perfino la sorella maggiore! Mi ricordo un inizio di una di queste "prediche scritte": il padre che diceva a Enrico di essere molto scontento di lui perché aveva risposto male alla mamma (e via una tirata infinita sul valore della madre che si sacrifica eccetera): povero Enrico!!!Kittymol: è vero, mi è capitato di conoscere persone che sembravano sempre sorridenti ed eteree e poi invece ti stangavano in mille modi subdoli… Io alle lettere dei familiari all'epoca non ho mai risposto con altre lettere… al limite rispondevo a voce, se rispondevo. Si finiva sempre per litigare e urlare… per fortuna è passato!Marinz: ti assicuro che anche con sms puoi assestare dei brutti colpi! Adesso coi social network accade questa "bella" () novità: conosci un ragazzo di persona e per qualche motivo si percepisce che ci si trova simpatici: un tempo ci si scambiava il numero di telefono e ci si contattava (previo panico di fronte al telefono all'idea di chiamare); adesso mi è già capitato un paio di volte che lui ti chiede l'amicizia su facebook… "Cioè, fammi capire" – dico io dentro me – "Ci siamo conosciuti prima nel reale che nel virtuale e dobbiamo continuare a conoscerci su facebook anziché vederci????". Orrore!!!Luca: be', i miei, opportunamente "stimolati" (tramite vari atti dimostrativi e plateali) sono un po' cambiati, ma è vero che molti se sono impostati in un modo difficilmente cambiano…

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