Per una ecologia della parola

Oggi mio padre mi ha letto, tutto contento, alcuni passi del discorso tenuto pochi giorni fa dal nuovo rettore dell’università di Bologna, Ivano Dionigi, in occasione dell’inaugurazione del 922° anno accademico della nostra università. I passi che papi mi ha segnalato sono piaciuti molto anche a me (la fonte è il quotidiano “Avvenire”). Eccoli:

«All’università bisogna parlare bene. Noi dobbiamo recuperare una vera e propria ecologia della parola. Parlare bene, come diceva Platone, oltre a essere una bella cosa in sé, fa bene anche all’anima. […] L’università deve essere antidoto al videoanalfabetismo imperante, contraltare a una certa modernità frettolosa e affannosa.»

Il rettore ha poi richiamato la «responsabilità formativa dei docenti» – qualcosa di più, cioè, del mero “ripetere pappardelle riscaldate” a lezione – e ha proposto «tre stili e percorsi vincolanti: la parola nel suo rigore contro il rischio di una “babele linguistica”; la memoria contro il provincialismo per cui crediamo solo a ciò che vediamo; infine il ritorno al reale per spiegare ai giovani la bellezza e la durezza della realtà, dello studio, del lavoro e della vita».

Mi sento in totale sintonia con queste parole, e credo che non valgano solo per il mondo universitario ma per ognuno di noi, anche nelle nostre relazioni con gli altri. Tanto più valgono per chi svolge un ruolo educativo, di qualunque tipo. Ma devo dire che leggendo questo intervento mi è venuto in mente lo stile del professor Melchisedec, a cui dedico questo post!

P.S.: ci tengo a dire che quando qualche giorno fa ho dato il benvenuto all’amica neve… non credevo che mi avrebbe preso tanto sul serio!!! Siamo in tilt!!! 

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5 commenti on “Per una ecologia della parola”

  1. commediorafo ha detto:

    Senza farlo apposta ho parlato dell’argomento sul mio blog ed è successo un finimondo, per cui non aggiungo altro…
    Un sorriso
    Massimo

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  2. latendarossa ha detto:

    In efeti la parola dovessi riscoprirla, è importonte parlarre bene e mettìere cura in cio che dicciamo, xkè ki nn sa parlare nn sa pensare, ki nn parla bene nn pensa bene!

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  3. flalia ha detto:

    Massimo: già, è come un prolungamento del tuo post, dato che prima di saper usare bene le parole è meglio conoscere un po’ di grammatica 😉

    Marcello: eh eh, tu pensi bene anche quando ti esprimi male! ;-))

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  4. melchisedec ha detto:

    Che onore, Flalia! Mentre leggevo, non mi ero ancora accorto del mio nome in rosso. Non ho nulla da aggiungere, posso soltanto confermare.
    L’ uso ecologico della parola DEVE avvenire a tutti i livelli.
    Non ci sono deroghe… se non nel nostro privato, fatto anche di leggerezza, ironia, "buontemponismo".

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  5. flalia ha detto:

    Melchisedec: certo, il linguaggio è anche gioco! 😉

    Paolo: già, anzi facciamo un po’ di silenzio per accoglierla meglio 🙂

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