La chiave di Barbablù

Finora andare a vivere da sola si sta rivelando solo una immensa fonte di spese, perdite di tempo, stress e seccature. La casa è come la chiave di Barbablù: non è mai pronta e a volte penso che non lo sarà mai, mentre soldi e tempo in particolare non sono più sotto il mio controllo e questa cosa mi fa impazzire (presente quel fastidioso pizzicorino al cervello?). Sono reduce da una decina di giorni intensi, durante i quali non sono riuscita ad aprire un libro. Credo che l’ultima volta che non ho aperto un libro per così tanto tempo risalga a quando ero ancora analfabeta. E mi è mancato tantissimo. Inguaribilmente ottimista, cerco di dirmi che gli aspetti positivi della vita da single arriveranno più tardi. Ma sinceramente ne dubito. Ne dubito profondamente.

Comunque la bella notizia è la seguente: dopo aver passato un’estenuante domenica a tinteggiare vanamente una casa che non vuole essere tinteggiata, il tutto a digiuno da tre giorni per un esame che dovevo fare, martedì scorso ho fatto il suddetto esame e la diagnosi è che la mia malattia è in remissione! Vi dico solo che la casa mi ha stancata così tanto, fisicamente e mentalmente, che quando martedì sono approdata sul lettino dell’endoscopista, solitamente temuto e aborrito, il mio unico pensiero è stato: “Che bello stare distesi. Adesso mi riposo un po’”. Chi se ne importava se quello intanto mi infilava tubi in organi poco simpatici del corpo: poté più la spossatezza che dieci flebo di valium! E vi assicuro che sentire la parola: remissione; leggere sul referto la parola: remissione; vedere con i miei occhi sul monitor i miei visceri risanati… vale più di cento stupide case da sistemare! Un’isola di felicità in un mare di depressione, ma pur sempre Felicità!

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9 commenti on “La chiave di Barbablù”

  1. latendarossa ha detto:

    Felicitazioni per la tua remissione, termine che da sempre avevo associato ai peccati. Ora scopro che si può dire remissione, senza avere necessariamente un link intertestuale al peccato. Fichissimo.
    Sulla stanchezza per la casa…ma come! Ti consideravo ispiratrice della mia (pigra) volontà di seguire le tue orme, ma mi stai entrando in una fase di revisionismo. Non va bene.

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  2. flalia ha detto:

    Eh, caro Marcello, al momento non sono certo in vena di consigliare a qualcuno l’uscita da casa… ma vedremo in seguito, quando (e se) mi sarò assestata… 😉

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  3. ferrucci ha detto:

    Il tuo pessimismo (sulla futura vita da single) si spiega con al fatica che stai facendo per sistemare la tua nuova casa: fatica fatta non solo di lavoro di braccia, ma anche di trattative, attese, piccoli ostacoli operativi e logistici ecc., tutte cose che un po’ logorano. Io lo so per esperienza, avendo cambiato tanti luoghi. E’ vero che hai cambiato casa anche tu con la tua famiglia, ma sei sempre rimasta nell’alveo rassicurante del tuo amato (e bellissimo) quartiere; io invece ho cambiato regione a 5 anni (dal sud a nord), poi cambiato casa nel ’73 e nell’86; poi, nel ’90 uscito dalla famiglia mi son parcheggiato per 1 anno a Riolo Terme, in un miniappartamento da vacanza; poi son tornato nel mio paese in altro piccolo appartamento per un altro anno; poi son andato a vivere in città e ci son rimasto per 11 anni; dopodiché son salito sull’Appennino tosco-romagnolo, a un tiro di schioppo (è il caso di dirlo, visto che qui pullula di cacciatori) dalla provincia di Firenze. Tutti questi cambiamenti e spostamenti hanno comportato tali e tante fatiche che oggi traslocare è la cosa che ho meno voglia di fare, anche se andare in una città come Bologna non mi dispiacerebbe. E nei traslochi che ho fatto in autonomia, cioè dal ’90, l’unica volta in cui ho ingaggiato una ditta è stato nel 2003, cioè l’ultima volta, perché avevo accumulato tante di quelle cose che non si poteva fare altrimenti. Gli altri traslochi li ho fatti personalmente, con l’aiuto di qualche familiare!

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  4. ferrucci ha detto:

    Non ho accennato alla tua magnifica remissione perché ho avuto il privilegio di gioirne personalmente con te (che qualcuno non pensi che mi sia sfuggita questa meravigliosa notizia!)

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  5. flalia ha detto:

    Paolo: sì, è come dici tu, non è la fatica, è il fatto che capita sempre qualche imprevisto che fa rimandare il tutto e non sembra mai che tutta questa lunga preparazione finirà! E non è solo la casa, è tutto l’insieme di cose che sai… ma per fortuna mi sono già ripresa (l’alternativa è marcire nell’autocompatimento… non mi sembra molto praticabile!). E poi, cavolo, sono in remissione e tutto il resto passa in secondo piano 🙂

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  6. melchisedec ha detto:

    Sono davvero felice!
    Evviva la tua salute!
    Per la casa… ce n’è sempre una, quindi tieni sempre un gruzzoletto da parte per gli immancabili imprevisti.

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  7. flalia ha detto:

    Melchisedec: grazie, Mel Per la casa, me ne sono accorta, altro che gruzzoletto, qua come niente ti partono i soldi che è una bellezza! Confido nell’assestamento prossimo venturo 😉

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  8. Murasakishikibu ha detto:

    Rallegramenti! Mi sembra un gran bel regalo di Natale ^___^

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  9. flalia ha detto:

    Murasaki: altrochè! E’ vero! Grazie

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