Brontolo un po’ ma alla fine son contenta…

E così mi sono fatta una lunga fila di un’ora e un quarto per votare, tempo impiegato utilmente a decidere quale candidato scegliere e a orecchiare poi i discorsi dei miei compagni di fila. Inutile dire che trattavasi di anziani, alcuni di un’anzianità sconcertante, come un paio di signore arrivate in carrozzina e parecchi altri che si reggevano a bastoni o stampelle. Il che da un lato ha suscitato sì in me la consueta ammirazione (Che bravi i nostri vecchi, sempre presenti, che senso civico, che esempio!), ma dall’altro anche un’insofferenza. Sono i vecchi che mandano avanti tutto, qui. Anche la politica; guardiamo alle elezioni, alle assemblee politiche e a occasioni come le primarie: vecchi a perdita d’occhio. Chi mette su ogni anno il baraccone delle Feste dell’Unità, chi cucina a tutto spiano negli stand, chi monta tutto? Loro. Non ce l’ho con gli anziani; tra l’altro, se loro spadroneggiano è perché noi giovani dormiamo, o ci disinteressiamo, o stiamo davanti a un computer. Però mi è salita una tristezza. Sarà anche che per mezzora ho ascoltato un gruppetto di vecchi dietro me parlare di pressione, di punture, di malanni vari e stilare un elenco dei compagni morti di recente. E sarà che questi vecchi provengono perlopiù dalle fila dell’ex pci e sono abituati a votare tutti diligentemente come gli è stato detto. Quindi se in sezione si dice che bisogna votare Pinco Pallino, tutti votano Pinco Pallino (in questo caso Bersani) perché è da una vita che sono abituati a seguire le direttive di partito e non riescono ad abituarsi molto bene al fatto che i tempi sono cambiati e non ci sono più direttive (se no a cosa servono le primarie?).

Però come non sorridere di fronte a una coppia di anziani, ognuno arrancante sulla sua stampella, con lei che tutta orgogliosa e con un sorriso dolcissimo, esclamava a ogni piè sospinto, rivolta a noi ancora in fila:

– Siamo stati proprio bravi, proprio bravi, nè? Pur con tre gambe, siam venuti a votare! –.

Un’altra cosa che mi ha colpito è che il tenore dei commenti, in fila, era il seguente:

– Eeh, stavolta proprio non volevo venire, ma poi, insomma, mi sarebbe venuto il rimorso–

– Eh già, se non voti, ti senti in colpa, son qui per questo, se no restavo a casa –

– Almeno così noi abbiamo fatto il nostro dovere, adesso tocca a lorsignori fare il loro, io ho la coscienza a posto! –.

Ecco, siccome anch’io ero lì con le stesse motivazioni, ho avuto come l’impressione di un popolo di votanti spinti dal timore del senso di colpa più che dall’entusiasmo (com’era invece agli inizi). Speriamo che ai vertici capiscano tutto ciò.

E infine, come non ridere di fronte al gadget lasciato ai votanti? Una molletta da bucato verde-Lega con su scritto: “Ci tengo”. Ma non sarebbe stata meglio una spillina, così te la attacchi alla borsa e ci vai in giro, per esempio? Che andare con una molletta per i panni, io l’ho fatto, ma perché ho poco senso del pudore…
Vi prego, voglio conoscere l’autore di tale genialata! Cosa mi significa un ciappino per stendere i panni? A me ha solo fatto venire in mente la fatica di stendere un bucato (odio i lavori di casa). E poi, quel colore… se non vuoi metterci un po’ di rosso, almeno scegli un’altra tonalità di verde. Quasi quasi mi propongo come curatrice della comunicazione del PD, perché come comunicazione non ci siamo mica tanto. Ciò non toglie che mi sono attaccata quel ciappo alla tracolla della borsa e ci sono andata in giro, sperando di non essere scambiata per una fan di Calderoli & C.

E anche questa è andata. Il candidato l’ho scelto; domani vado a scegliere la cucina.

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7 commenti on “Brontolo un po’ ma alla fine son contenta…”

  1. ferrucci ha detto:

    Concordo con te sulla genialata del "ciapetto": proprio stamattina ho steso il bucato e mi son reso conto di quanto sia efficace come strumento propagandistico!
    Ora non mi stupisco dell’età media dei votanti della c.d. "sinistra" (ma come la mettiamo con la Binetti?): l’età avanzata dovrebbe conferire saggezza e senso di responsabilità, quindi dovremmo essere in buone mani – confortati anche dal fatto che l’età media si allunga e le terapie mediche a volte fanno miracoli. Viva(no) gli zii e i nonni, dunque, se i giovani ancora non riescono a spuntarla!

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  2. kittymol77 ha detto:

    anche da me in fila c’erano in prevalenza "vecchi". Voglio pensare che ho sbagliato ora e che i "giovani" sono andati a votare in orari diversi. Meglio scegliere la cucina…

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  3. latendarossa ha detto:

    Una cosa alla volta. Prima il dovere poi il piacere (spero non sia maschilismo pensare che per una donna la scelta della cucina costituisca un piacere). In effetti però…la molletta potevano farla roscia!

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  4. flalia ha detto:

    Paolo: sì, infatti mi chiedevo: e quando tutti questi vecchi non ci saranno più? :-O

    Kittymol: sì, spero anch’io negli orari… Mio padre invece sostiene che i giovani votano in maggioranza a destra… chissà! 😦

    Marcello: non è maschilismo, ero felice anch’io all’idea, però non immaginavo che fosse così massacrante mettere insieme una semplice cucina! Comunque più o meno ce l’ho fatta 😉

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  5. melchisedec ha detto:

    Lo confesso: mi seccava andare a votare. Non ho fiducia. In nessuno di essi.

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  6. flalia ha detto:

    Melchisedec: già, è difficile avere fiducia, ma coltivo sempre la speranza di piacevoli sorprese! 🙂

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  7. sally06 ha detto:

    difficile avere fiducia ma è importante provare a serbarne per questi momenti… e alla fine essere contenti coome dici tu

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