La maestrina dalla penna usb

Sarà che, pur disoccupata, sono un’educatrice e ho la deformazione professionale, ma secondo me quando qualcuno non sa fare qualcosa e chiede aiuto, bisogna insegnargli come si fa la tal cosa anziché farla al posto suo, affinché diventi autonomo e indipendente. Ma siccome nessuno è profeta in patria, tale mio lodevole atteggiamento viene regolarmente boicottato proprio dai miei stessi genitori, che tra l’altro, essendo insegnanti, dovrebbero essere invece i primi a “mettersi in riga”. Diciamo che i suddetti genitori, pur non essendo ancora “anziani” e utilizzando il computer per scrivere, cadono nel panico di fronte a qualsiasi cosa che non sia l’accensione/spegnimento e le operazioni più elementari da fare col computer stesso o con il videoregistratore (il lettore dvd è per loro un’entità minacciosa che giace accanto al videoregistratore e del cui misterioso funzionamento, nonché della sua fruizione, sono io l’unica sacerdotessa).

Io, che invece ho la fissa del fatto che tutti debbano saper far funzionare le cose che hanno intorno, non mi rassegno a non spiegare come si fa una registrazione programmata o la scannerizzazione di un documento; anche se sarebbe per me più comodo svolgere io, nel giro di mezzo minuto, l’operazione richiesta, faccio invece sedere la vittima (ehm… il discente) davanti al pc o gli piazzo il telecomando in mano e, stando alle sue spalle, pretendo che, seguendo le mie istruzioni, sia lui/lei a eseguire materialmente le operazioni, nell’illusione che l’agire in prima persona lo aiuti a memorizzare più facilmente le operazioni da svolgere. Ma ciò non avviene, e la volta successiva verrà di nuovo invocato il mio nome per risolvere il medesimo problema.

Tempo fa, animata da un prorompente impeto didattico e in previsione della mia dipartita da casa (finché si tratta di aiutare quando si è nella stessa casa ok, ma l’idea di dover accorrere da casa mia per ogni minimo intoppo, no!), ho redatto un utilissimo “Manuale per incompetenti informatici” (sic) in formato word che ho salvato in bella vista nei documenti del pc fisso (quello usato dai miei): in esso ho spiegato, tappa per tappa e senza dare nulla per scontato, i passi esatti da compiere per svolgere alcune operazioni che ogni tanto mi richiedono, in primis la tanto temuta scannerizzazione. Ebbene, credete che quell’ottimo manualino, di cui vado anche piuttosto fiera, venga mai consultato all’occorrenza? Macché, al grido di “Meno male che Ilaria c’è” (così, testuale, il mio papi ieri), si continua a ricorrere all’aiuto della sottoscritta. Certo, sbuffo un po’ (“Papi, ma perché non consulti il mio manuale? Almeno provaci, no??? Adesso ci provi qui sotto i miei occhi!”)… ma non nego che mi faccia piacere sentirmi investita di un tale sapere quasi esoterico, che in realtà non ho più di tanto. Loro restano incompetenti, ma la mia autostima ne esce leggermente rinforzata.

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18 commenti on “La maestrina dalla penna usb”

  1. commediorafo ha detto:

    “La maestrina dalla penna usb” e “Meno male che Ilaria c’è” sono stupendi. Se poi a quest’ultimo associamo la figura del… papi, il tutto diventa ancor più divertente!
    Massimo
    PS
    Visto che io col computer me la cavo malino, potresti mandarmi il manuale?

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  2. utente anonimo ha detto:

    Credo che siamo tutti un po’ “maestrini compiaciuti”…

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  3. latendarossa ha detto:

    Concordo col commento di commediografo. Anche io e mio fratello abbiamo svolto in tutti questi anni una certa attività didattica per ciò che concerne apparecchi e strumenti vari. Con scarsi risultati. E’ come se le istruzioni e le nostre spiegazioni fossero in svedese!

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  4. flalia ha detto:

    Paolo: eh, già… piccoli “peccati d’orgoglio” ;-))

    Massimo e Marcello: eh eh, accipicchia, non avevo notato il pericoloso accostamento… comunque sapete qual è la cosa che proprio non mando giù, di questo scandalo berlusconiano? Il fatto che non posso più usare in pace il termine “papi”!!! :-/ Ma il mio papi è il mio papi e almeno questo nome Berluscaccio non me lo può scippare, uffi!!! 😀

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  5. MrsApple ha detto:

    …oh come ti capisco io mi trovo nella stessa identica situazione con genitori, parenti e colleghi!!! Rassegnamoci!
    La tua filosofia è ottima è infatti la stessa di Chi diceva che se uno ha fame non è utile dargli del pesce ma regalargli una canna e insegnargli a pescare!!!

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  6. melchisedec ha detto:

    Noto che il “dramma” è comune in molte famiglie. Sarà che siamo “Italiani”?
    Troppo forte la scenetta da te descritta.
    Io, in questi contesti, sono odioso e già il tono della voce fa fuggire gli “allievi”.
    🙂

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  7. commediorafo ha detto:

    Lanternarossa: hai messo una g di troppo 😉
    Massimo

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  8. autobiogrquanto ha detto:

    Flalia, mi sento molto tuo papà: il tuo post ha descritto nei dettagli la mia condizione. Negli ultimi mesi sono un po’ migliorato, ma il problema di fondo rimane.
    Non voglio cercare motivazioni generazionali, ma quando la tua autostima cresce, quella dei tuoi decresce. Si avvitano in una masochistica compiacenza della propria incapacità, compensata dal piacere di vederti; un manuale non ha il calore della tua presenza.
    Un ciao immenso.
    Angelo

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  9. ferrucci ha detto:

    Ti ci vedo molto nelle vesti della vestale, cara Flalia: una tunica bianca (magari trasparente…) accanto a un braciere di fiamma sacra: saresti perfetta.
    Un bacio :-*

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  10. kittymol77 ha detto:

    Ecco, a me succede con un paio di amiche…E non è la stessa cosa. Più che far aumentare la mia autostima, me la fanno decrescere. Ogni volta mi chiedo perché la volta precedente abbia perso letteralmente ore visti gli esiti poco gratificanti. E non c’è manuale che tenga: si scrivono tutto come se fossero a lezione, tranne non capire cosa significa quando consultano i loro stessi appunti. Posso passarle a te?

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  11. ferrucci ha detto:

    Anch’io preferisco, quando insegno a qualcuno a fare operazioni, che sia il discente a effettuarla sotto la mia guida: è molto più efficace e dà più soddisfazioni. Tu poi, sei un’insegnante per vocazione e per formazione: nulla di meglio per chiunque abbia la fortuna di trovarsi sotto le tue cure!

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  12. flalia ha detto:

    Mrs Apple: benvenuta Esatto, è proprio quella, la mia filosofia!

    Mel: eh, sì, quel tipo di "allievi" è particolarmente recalcitrante!

    Angelo: mi piace questa tua spiegazione… un abbraccione

    Kittymol: ehm… ne ho già abbastanza, grazieee… Comunque, se con i genitori e simili sono indulgente, con le persone della nostra età mooolto meno… non dico che sia un obbligo saper usare un computer, però dai, almeno un po’ di curiosità e vivacità mentale, io mi sono stupita, all’università, del numero di ventenni analfabete in fatto di informatica!

    Paolo: sì, magari un braciere "digitale", come certi caminetti finti che ci sono in giro, per restare in tema…
    Eh eh, è vero, io sono nata con la vocazione per l’insegnamento, peccato che a un certo punto abbia sbagliato strada!

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  13. isabel49 ha detto:

    Credo che i tuoi genitori si rifiutino di imparare, potrebbero… ma quel loro chiedere li rende felici perchè godono della tuapresenza o della tua voce da maestrina. Lo facevano anche i miei, ed io puntualmente mi infastidivo quando la cosa l’avevo già spiegata, poi compresi che era una dimostrazione d’affetto, anzi una richiesta di attenzioni. Allora non lo sapevo, ora comprendo e sapessi quanto mi mancano quelle richieste.
    Buona giornata cara, un saluto.

    annamaria

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  14. utente anonimo ha detto:

    Ciao Ilaria,

    che caos insegnare qualcosa ai genitori… prima di tutto devono accettare il fatto stesso che tu possa insegnargli qualcosa (io sto cercando di allenarmi fin d’ora con i bambini…); poi tu che insegni devi riuscire a spogliarti di qualunque superiorità (eh, sono finalmente io che vi insegno…) e alla fine di questo processo di spoliazione della propria preziosissima importanza, ci sono cose efettivamente un po’ complicate che farebbero perdere la pazienza a chiunque! Parlo ovviamente di come si svolgono le cose tra me e i miei genitori… beh, almeno al tua autostima ne esce rafforzata, la mia in genere esce triturata da questo confronto…
    buona giornata!
    Angela

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  15. castoretpollux ha detto:

    ahahahahah…grandissima! Come ti capisco!

    "se qualcuno ha fame, non dargli sel riso, ma insegnagli a coltivarlo!!"

    Sei Confuciana…e anche un pò la Bodishatva dell’informatica…ti soffermi lungo la via dell’illuminazione computeristica per porgere la mano agli attardati affinchè possano sempre vedere il led del monitor acceso!

    :-)))))

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  16. lauraetlory ha detto:

    Il manuale per incompetenti informatici va immediatamente divulgato, stampato, pubblicato, diffuso. Ilaria, sei grande!

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  17. lauraetlory ha detto:

    E del digitale terrestre, ne vogliamo parlare? Abito a Roma con genitori e suoceri dall’altra parte della città. Immaginate che tormento quando, almeno una volta alla settimana, a qualcuno sparisce il segnale? Sono disperata a tal punto da meditare un’iniziativa del tipo: un televisore di ultima generazione a ogni anziano del paese. Fate la vostra offerta.
    Lory

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  18. flalia ha detto:

    Eh eh, grazie per la comprensione, amici e amiche! Lory, hai ragione per il digitale terrestre, spero che da noi arrivi il più tardi possibile!!!
    Cara Angela, mi sa che il rapporto figli/genitori resterà sempre un po’ complicato, ma tutto sommato… preferisco questo alla freddezza che vedo in certe famiglie!

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