Studio sulle ragioni della mia felicità

Io ho un quadernino che ho intitolato “Studio sulle ragioni della mia felicità”. Il titolo suona ambizioso e l’ho scelto più che altro per motivi “estetici” (mi piace come suona); in realtà su questo quadernino scrivo circa ogni giorno le cose belle che mi sono successe, gli scambi positivi avuti con le persone, le sensazioni positive che ho provato e i motivi permanenti che ho per essere felice. Se lo sfoglio, vedo che accanto a qualche grande evento davvero eclatante che spicca tra gli altri, le annotazioni più frequenti potrebbero suonare piuttosto banali. È davvero felice una persona che ha vissuto una giornata in cui ha avuto un bello scambio di sorrisi col suo fornaio, ha scambiato quattro chiacchiere con la nuova vicina di casa, ha ricevuto la telefonata della sua migliore amica, ha cantato a squarciagola e ballato per un’ora, ha trovato in fumetteria quell’albo arretrato che aspettava da tanto, ha pedalato in bicicletta sentendo il vento che le accarezzava il viso, ha fatto la lavatrice e ora ha il suo bucato tutto bello profumato eccetera eccetera? Mi pare già di sentire il solito bene informato che esclama: Se mai questa è serenità, non felicità!, o l’amico-del-mondo che mi ricorda le disgrazie che purtroppo affliggono l’umanità. Però, ecco, se qualcuno mi chiede se sono felice io rispondo di sì. Ciò non toglie che la settimana scorsa ho pianto due giorni di seguito e ho giaciuto a letto per altri due giorni stremata da cotanto dolore (questa la voglio raccontare perché è buffa, a “bocce ferme”!) e che quando vedo la faccia di Giacobbo sorridermi dalla copertina del suo temibile libro sull’imminente fine del mondo penso che in fondo in fondo, tutto sommato, venga pure, questa fine. Ma nel frattempo non smettiamo di sorridere, ché motivi ce ne sono, che la crisi c’è sempre stata e la precarietà non è cosa solo di oggi.

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5 commenti on “Studio sulle ragioni della mia felicità”

  1. ediaco ha detto:

    Bellissimo! Il quaderno e il post… 😉

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  2. kittymol77 ha detto:

    sì che è bella, questa felicità delle piccole cose quotidiane. E poi, non dicono forse “gli antichi saggi”, che la felicità non dipenda da cose esterne ma da una nostra precisa scelta sul come sentirci di fronte alle cose che ci succedono? Ecco, sai essere felice di esistere (pedalando con il vento fra i capelli, chiacchierando con il fornaio, ect)…Ti pare poco?

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  3. melchisedec ha detto:

    Mi piace un sacco il titolo che hai dato al tuo quadernino; sì, è vero, il titolo richiama il grande Giacomo, ma è proprio per questo riferimento sottinteso e al contempo antitetico che suscita simpatia. E’ motivo di saggezza partecipare nel e del mondo, in tutti i modi possibili. Col sorriso e la lacrima, con la fragranza del pane caldo o per la voce di chi ci chiama. Che poi uno possa avere il proprio muro del pianto personale mi pare giusto. Che vita sarebbe? Una noia mortale.
    C’è stata una fase della mia vita in cui ho tenuto un quaderno simile, ma vi registravo solo grandi eventi, epocali direi, almeno per la mia vita. L’ho conservato, chissà che non lo rimetta di nuovo in circolazione!

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  4. latendarossa ha detto:

    L’amico-del-mondo che mi ricorda agli altri, quando sono felici, le disgrazie che purtroppo affliggono l’umanità si comporta semplicemente da idiota o al massimo da invidioso dell’altrui felicità.
    Pensavo che il faccione di Giacccccobbbbbo fosse la causa di tanta desolazione… 🙂
    Ma il titolo del libretto è davvero carino.

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  5. flalia ha detto:

    Ernesto: grazie 🙂

    Kittymol: sì, guarda, ero un po’ scettica ma ultimamente mi sono resa conto che davvero l’atteggiamento conta tantissimo… una stessa cosa affrontata con un atteggiamento diverso, viene interpretata in modo molto diverso! Cioè: non basta avere il “pensiero positivo” per risolvere i problemi, però sicuramente aiuta…

    Melchisedec: provaci, a me succede di averne più bisogno soprattutto nei momenti di cambiamento come questo, forse inconsciamente per aggrapparmi a qualche certezza o darmi coraggio e fiducia…

    Marcello: Giacobbo è un virus dalle molte sfaccettature… se dovessi applicare a lui le stesse modalità “Voyager-style” mi verrebbe il dubbio che sia un alieno… 🙂

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