Follie contemporanee

 

Ditemi voi se vi sembra normale questo:

Cerimonie di laurea: un invito al rispetto
I laureandi, i familiari e i convenuti alle lauree sono invitati a mantenere un atteggiamento corretto e rispettoso, conforme alla dignità del momento istituzionale, evitando manifestazioni inurbane.

In particolare sono da evitare:
– il lancio di farina, uova, coriandoli e altri prodotti che possano sporcare o danneggiare gli edifici, cortili e portici
– l’abbandono di bottiglie o altri oggetti di vetro al di fuori degli apposititi contenitori
– l’affissione sui muri di locandine, foto e messaggi di alcun tipo
– gli schiamazzi ed i cori che possano disturbare il regolare svolgimento delle attività in corso.

Il Preside della Facoltà ringrazia per la collaborazione che certamente non mancherà.                                                                                      

(avviso ufficiale tratto dal sito della mia facoltà).

Nei periodi delle lauree, a chi frequenta la zona universitaria può capitare di dover camminare su uova rotte, cocci di bottiglie e altre schifezze di provenienza non ben identificata, ascoltando canzoncine di “festeggiamento” infarcite di parolacce e imbattendosi in neolaureati in mutande ma col capo cinto della classica corona d’alloro, al centro di infiniti cortei urlanti e gaudenti costituiti da amici e parenti momentaneamente incapaci di intendere e di volere.
Ecco perché i presidi di facoltà si trovano costretti a diramare avvisi ridicoli e regolarmente disattesi, come questo che ho riportato.

Sono impressionanti le bolge di parenti e amici che affollano la mia facoltà durante le sessioni di laurea, peggio che ai matrimoni. Me ne sono sempre chiesta il perché. Inutile dire che io mi presenterò da sola (o forse solo con la mia dada di quand’ero piccola, che ci tiene tanto a essere presente).

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15 commenti on “Follie contemporanee”

  1. kittymol77 ha detto:

    Beh…sì…Se poi succede nel periodo di carnevale c’è da evitare con cura la zona adiacente l’università: il rischio è di venir investito da “regalini” lanciati maldestramente a causa eccesso alcoolico in corso…Però…non so…E’ vero che a volte sfiorano il patetico, tanto esagerano. Ma forse è un rituale cui molti non sanno rinunciare, ormai è anche questa “tradizione”. Da dementi e sfigati, ma pur sempre tradizione. Non mi è facile schierarmi pro o contro a pensarci ora…

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  2. elewitch ha detto:

    concordo. Ho fatto da sola 30 esami, che senso ha il codazzo per l’evento alla fine meno importante? anch’io vorrei andarci sola ma non penso ci riuscirò

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  3. melchisedec ha detto:

    Ma neanche i tuoi genitori presenti?
    Perdonami, se mi permetto, ma penso che ai genitori faccia piacere essere lì con te.
    Quanto alla baraonda… gr grrrrrrrr!
    Ha fatto bene il Preside.

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  4. calippa89 ha detto:

    anch’io ho sempre pensato di laurearmi lontana da tutto e tutti! al massimo il festeggiamento lo si può fare dopo… ma nn dev’esserci nessuno nel ‘durante’… eppure, ora che anch’io vedo ‘questi atteggiamenti inurbani’.. non so… penso che tutto sommato piacerebbe anche a me passare un giorno spensierato come quello…
    un beso ^^

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  5. utente anonimo ha detto:

    Che vergogna, Flalia, è la corrività dei tempi…
    Quando mi laureai, avevo al seguito solo due persone e la sala era una bibliotechina scalcinata (con le veneziane alle finestre tutte storte e mezzo schiantate!): ma dicono che oggi si faccia tutto più in pompa…

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  6. commediorafo ha detto:

    Io ho smesso di andare all’università per non subire il rito della laurea, pensa un po’… (Sarà vero? Chissà…). A Verona c’erano stati problemi simili per le lauree in medicina. La facoltà è nell’ospedale. Ti lascio immaginare i disagi per i degenti e i loro famigliari
    Massimo

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  7. flalia ha detto:

    Kittymol: non voglio fare la snob (anche se con questo post lo sembro :-D), ma in un’epoca in cui tra l’altro la laurea è una cosa normalissima (non è più come un tempo, dove laurearsi non era affatto la regola) certi festeggiamenti in pompa magna mi sembrano davvero sopra le righe… oltre che pericolosi per i passanti!! ;-))

    Elewitch: eh eh, anch’io faccio il discorso degli esami… la laurea la vedo solo come l’esame finale…

    Mel: infatti i miei premono per esserci… e vabbe’, preferivo andarci da sola ma chiuderò un occhio per i genitori e la dada… 🙂

    Calippa: ma infatti anch’io una cenetta con gli amici intimi la farò, ma senza eccessi! ;-))

    Paolo: tu però mi devi festeggiare, non si scappa… un po’ di merito per la mia tesi ce l’hai anche tu 🙂

    Massimo: sì, infatti, in un ospedale non mi sembra proprio il caso… Boh, io ho avuto un percorso tortuoso ma alla fine ce l’ho fatta. Ora comincia il difficile 😀

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  8. Lucyette ha detto:

    O.o
    Lancio di uova?!

    Devo dire che qui da noi sono molto più morigerati, allora. I cori con parolacce ci sono, e pure le corone di alloro e il tocco, ma per il resto sono tutti molto più civili: di uova per strada non ne ho ancora mai viste 😛

    Comunque, ehm, no, non mi sembra molto normale >.>

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  9. utente anonimo ha detto:

    Non mi pare proprio “normale” ma d’altronde se si guarda il parlamento,
    bottiglie stappate,insulti ,rutti e mortadella e neanche per festeggiare una laurea….!Devo dire che ,in quel di Torino,(parlo di qualche anno fa)alla leurea dei miei figli a cui eravamo ,all’ultimo posto,presenti l’atmosfera anzi era piuttosto barbosa e sottilmente snob.
    Tinti

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  10. melchisedec ha detto:

    Oh, bene Flalia! 🙂

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  11. flaviablog ha detto:

    Sì, è una cosa che non ho mai capito…
    Una persona dovrebbe, a fine percorso, essere più matura, preparata, capace…grande.
    Lo sforzo è costato tempo ed impegno e lo si festeggia facendo i deficienti ( l’equivalente delle due patate e la carota sul vassoio per la novella sposa).
    Mi irrita tantissimo.
    E’ inelegante.
    E idiota.
    Metterei la foto del laureato in mutande in corona d’alloro nel suo studio se diverrà un professionista. Esattamente nell’anticamera, nella sala d’aspetto.
    Dal dentista, dall’avvocato, dal commercialista…così vedi in che mani ti sei messa. E fai ancora tempo ad andartene. Si può fare il buffone in tutte le occasioni, ma non in amore e sul lavoro. Dovrebbe essere vietato dalla legge.

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  12. latendarossa ha detto:

    A Padova, quando ci sono stato, un amico mi raccontò dei riti “goliardici” a cui vengono sottoposti i neodottori e neodottoresse: appunto girare per la città seminudi, o dover leggere papiri in rima chiaramenti non celebrativi e redatti dagli amici…la cosa mi colpì assai.
    Fortuna che da me si è più cauti. Anche se mi è capitato qualche volta, stando in commissione, di assistere a lanci di coriandoli, bandiera del Brasile 2 metri x 2, fischietti e trombette, spumanti stappati manco fosse il podio del Gran Premio di MonteCarlo e robe così…

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  13. listen ha detto:

    Secondo me anche tu festeggierai più o meno goliardicamente…

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  14. CloseTheDoor ha detto:

    io mi sono iscritta all’università nel 1993 (l’ho anche finita, eh! 😉

    e queste scritte ci sono sempre state.

    we are in Italy ;-(

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  15. flalia ha detto:

    Lucyette: col fatto che a Bologna c’è un’antica tradizione goliardica, certi eccessi vengono giustificati… Ma se la goliardia aveva senso tempo fa, oggi risulta un po’ patetica perché fuori contesto, dunque fastidiosa… Be’, pazienza, l’importante è avere i riflessi pronti in caso di mira non eccelsa nel lancio 😉

    Tinti: insomma, come al solito niente mezze misure, eh? 😉

    Flavia: ih ih, mi fa ridere la foto del laureato in mutande! Comunque anche a me fa un po’ impressione che dopo tanti sforzi un poveretto debba ricevere canzonacce orribili e sberleffi vari…!

    Marcello: so che in queste cose Bologna e Padova sono le più scatenate perché è “tradizione”… purtroppo 😉

    Listen: più che altro tirerò finalmente un grosso respiro di sollievo 🙂

    Close The Door: be’, sì, il 1993 è epoca contemporanea… ;-)) Lo so, ci sono sempre ma fanno un po’ impressione 🙂

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