Camminare in una nuvola

Ieri ho scoperto che qualche tempo fa è morta suor Erminia, la mia suora dell’asilo, una donna stupenda ed esuberante, una forza della natura, che ci portava a fare le capriole giù dalla collinetta vicino alla scuola, incurante delle proteste delle mamme per i nostri grembiulini bianchi che diventavano verdi per l’erba; si rotolava con noi anche lei, a gambe e velo all’aria, quindi diventava verde come noi. Quando le presentavo i miei disegni con tutto il colore che fuoriusciva dai bordi non solo non mi rimproverava, come faceva la terribile suor Anna Maria, ma lodava il mio spirito ribelle dicendomi: diventerai un’artista!

Ci fu un periodo nel quale mi era venuta la fissazione di strappare via il velo alle suore; sapete come possono essere fastidiosi i bambini quando s’impuntano ossessivamente su una cosa: puntavo una suora; mi acquattavo alle spalle della ignara preda; afferravo il velo con le dita e zack!, davo un rapido strattone; poi scappavo prima che la poveretta riuscisse ad acciuffarmi. Be’, le altre suore (giustamente) perdevano le staffe emettendo urli belluini o facendomi una sfuriata dopo avermi inseguita per tutta la scuola; lei mi sgridava, sì, ma faticando a trattenere una risata.

Era l’unica persona adulta, oltre a mio padre e alla mia dada, capace di sopportare la mia vivacità e, quando proprio esageravo e non poteva non punirmi, il massimo che faceva era mettermi a sedere su un mobiletto alto senza una scarpa: cosa che a me piaceva moltissimo perché in vita mia non mi trovavo mai così in alto come quand’ero in punizione sull’armadietto; inoltre stare senza una scarpa era particolarmente eccitante perché avevo un piede al caldo e uno all’aria e non so perché questa sensazione di “piede esposto” mi piaceva; infine adoravo essere al centro dell’attenzione per qualche “crimine” commesso e lì lo ero, eroina di tutti i bambini.

Io ero una che scappava sempre; ma certe volte mi veniva voglia di coccole e lei lo capiva; perciò quando stanca dopo ore di corse, salti, scherzi e lotte con i maschi mi avvicinavo a lei con una certa espressione, lei si metteva a sedere, lasciava che mi arrampicassi sul suo grembo e mi teneva lì accoccolata accarezzandomi i capelli dicendomi che in fondo ero proprio una brava bambina (eh eh, cuore di suora…).

Come un po’ tutte le suore era dotata di una memoria formidabile: anche a distanza di anni si ricordava di me e di ogni suo alunno; e quando, dopo essere stata trasferita, passava da Bologna, benché fossimo ormai cresciuti (adolescenti brufolosi o universitari ricoperti di finti stracci), lei ci riconosceva e, per quanto potessimo ribellarci, ci stritolava in un caldo abbraccio. Con quel suo sorriso felice.

Fu lei a dirmi che la nebbia è come una nuvola bassa e questa cosa che quando c’è la nebbia è come camminare in una nuvola del cielo mi è rimasta così impressa che, per tutti gli anni del liceo, quando al mattino uscivo di casa alle 7,15 per prendere l’autobus, e d’inverno non vedevo neanche l’altro lato della strada causa nebbia, che me la sentivo anche penetrare tutta dentro i vestiti ‒ nonostante cappuccio, sciarpa e cappotto ‒ a disturbare il mio corpo ancora caldo di letto, ero nonostante tutto felice, perché pensavo che a me piace moltissimo guardare le nuvole nel cielo; e stare nella nebbia è come stare dentro una nuvola; lo ha detto suor Erminia.

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15 commenti on “Camminare in una nuvola”

  1. melchisedec ha detto:

    Hai un modo così tenero di raccontare che fai emozionare chi legge. Ancora una volta, come mi è capitato leggendo il tuo racconto sui ricordi scolastici, mi sono fatto piccolo piccolo, entrando in quella scuola per osservare te e suor Erminia.
    ma certo che eri tremenda!
    ma a quale ordine appartiene suor Erminia? Sono un appassionato di ordini religiosi.
    🙂

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  2. flalia ha detto:

    Mel: grazie 🙂 Era una Figlia di Maria Ausiliatrice, quindi una suora salesiana. La mia è una parrocchia di Salesiani (preti e suore)=San Giovanni Bosco, il santo dei giovani e della gioia di vivere 🙂

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  3. melchisedec ha detto:

    Lo immaginavo. Io, invece, ho avuto a che fare con francescane e cappuccini. Ogni tanto li rivedo.
    🙂

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  4. commediorafo ha detto:

    Mamma mia, riesci ancora a stupirmi! Non riuscendo ad arrivare a tanta grazia e delicatezza nello scrivere mi rifaccio con un po’ di saputelleria:
    il camminare in una nuvola mi ricorda il libro di Erri D Luca Una nuvola come tappeto . E’ una rilettura di alcuni brani dell’Antico Testamento tradotti da De Luca stesso dopo aver imparato l’ebraico da autodidatta. Fa riferimento al salmo 105, versetto 39, dove si dice stese una nube per proteggerli. Il soggetto è Dio, e le persone da proteggere sono gli ebrei in fuga nel deserto, anche se la sua traduzione si discosta un po’ da quella ufficiale. ma questa è un’altra storia…
    Chissà se suor Erminia pensava allo stesso salmo quando diceva che essere nella nebbia è come camminare in una nuvola…
    Massimo

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  5. isabel49 ha detto:

    Una narrazione tenera ed emozionante. Mi sembra di vedere Suor Erminia che mi sorride, anzi scorgo te monella con il grembiulino sporco d’erba. Mi piace il paragone con la nuvola, nebbia come nuvola dove rifugiarsi, che grande insegnante la suora della tua infanzia! Un abbraccio, cara, ti auguro una notte bellissima. Annamaria*

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  6. utente anonimo ha detto:

    Concordo con Melchisedec…hai un modo molto tenero di raccontare.

    Mi fai ricordare le scuole medie dalle suore. Io però ho memorie diverse. Mi rammento solo la suora di musica…mi ha fatto una testa tanta col solfeggio!

    La nebbia…è vero…ti senti quasi come in cielo…visto che non puoi volarci dentro, almeno è lei che scende fra i mortali 🙂

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  7. flalia ha detto:

    Massimo: non conoscevo quel libro, adesso son curiosa. Ha imparato l’ebraico da autodidatta?! Che bravo, è una lingua difficilissima da apprendere anche con un maestro! E’ vero, l’immagine della nube credo sia abbastanza ricorrente nella Bibbia ed è molto bella. Chissà se suor Erminia pensava più alla Bibbia o più all’atmosfera nel dirmi quella cosa… ;-))

    Isabel: grazie Annamaria, buonanotte anche a te 🙂

    CastoretPollux: io sono stata dalle suore solo alla scuola dell’infanzia (fino ai 5 anni). Dalle elementari in poi sono andata alla scuola pubblica, quindi non ho altri ricordi di maestre-suore!
    Tutte le metafore relative al cielo, all’aria e all’universo mi piacciono perché è come se elevassero qualcosa dentro me. Ma per me camminare nella nuvola non era solo una metafora, ne ero convinta, e un po’ lo sono ancora!

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  8. camelia1944 ha detto:

    E’ stato piacevolissimo leggerti, da questo post è venuto fuori quello che avresti voluto dire di persona a questa simpatica suora. Lei aveva predetto che saresti diventata un’artista, non pensando in quel momento che al suo trapasso, tu le avresti dedicato uno spazio web.
    Nella tua nuvola ci sarà sempre spazio per suor Erminia.
    Un sorriso.
    Rosa

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  9. Masso57 ha detto:

    Sweet and delicate…è incredibile come tu possa, partendo da un tuo ricordo personale, portare tutti al centro della scena..insomma, scrivi a colori…

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  10. daphnee ha detto:

    Molto bello il tuo ricordo ed il tuo modo di raccontare.Anch’io ho avuto una suora che ho amato tanto:suor Letteria.Era dolcissima..Una volta mi diede uno schiaffo perchè invece di aspettare l’arrivo di mio padre nel salone d’attesa, andai in una classe a disegnare alla lavagna.Mi cercarono per mare e monti,avevo ribellato un istituto.Quando mi trovò mi abbracciò e mi diede uno schiaffo. Dopo qualche giorno mi chiese scusa, avevo più o meno otto anni..
    Per diverso tempo sono andata a trovarla,poi credo l’abbiano trasferita e di lei non seppi più nulla.Mi rimangono come suo ricordo le immaginette dei santi che collezionavo. Oggi mi sembrano ancora più belle anche se tutte ingiallite

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  11. caterinapin ha detto:

    Che bel ricordo Ilaria!
    Un racconto lieve e dolcissimo, ma allegro e pieno di vita.
    Beata te che hai avuto una così bella esperienza! Io in prima elementare dalle suore ne ho subìte di tutti i colori… 😦

    Suor Erminia doveva essere davvero speciale…
    Un abbraccio cara 😉

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  12. flalia ha detto:

    Rosa: benvenuta e grazie 🙂

    Grazie, Masso. Il mio problema è che non mi sento all’altezza di tenere un blog dove mi metta a parlare di cose più grandi di me; ma questo mi costringe a una soluzione forzatamente egocentrica come il partire da me… se riesco a renderlo interessante è una piccola consolazione 🙂

    Daphnee: ciao, benvenuta! Le nostre due suore hanno in comune due nomi desueti; Letteria in particolare non l’ho mai sentito! 🙂

    Cate: mia sorella per es. capitò con una suora “cattiva”, poveretta… forse più simile alla tua! Le suore son pur sempre persone, “purtroppo”!! 😀

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  13. magellano83 ha detto:

    Bel ricordo. Anche io ho vissuto una cosa simile…

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  14. listen ha detto:

    Hai un modo così fresco di raccontare le cose che è davvero un piacere leggerti.Quoto quindi tutti i commenti…

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  15. flalia ha detto:

    Ciao Magellano, benvenuto 🙂 E’ una fortuna incontrare belle persone che restano nel nostro cuore.

    Grazie Listen, mi fa piacere darti un po’ di piacere 😉

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