C’è tempo!

Mi piacerebbe raccontare le mie vicissitudini con le agenzie immobiliari e parlare delle simpatiche casine che sto visitando (strappando tempo al tempo che non ho, perché cercare casa sarebbe da considerarsi un lavoro di per sé, ho scoperto); di come sia ormai molto abile nel vedere le cose con gli occhi del realismo fantastico (ormai per deformazione tipica dell’aspirante acquirente di case non vedo – pur standoci dentro – davanti a me solo un appartamento spoglio e con lavori da fare  ma vedo quel medesimo appartamento tutto bello splendente, arredato come piacerebbe a me (e qui – almeno per il momento – siamo proprio nel fantastico puro) e con me che offro il tè da perfetta padrona di casa agli ospiti che inviterò spesso e volentieri); oppure potrei narrare qualche aneddoto divertente che non manca mai di allietare le mie simpatiche giornate.

Vorrei, ma non posso.

E sapete perché? Per colpa del mio difetto principale, il mio peggior Nemico, quello contro cui finora ho sempre avuto le armi spuntate, e cioè: la mia irrimediabile (per ora) tendenza a procrastinare sempre fino all’ultimo le cose che devo fare.

Se io posso rimandare una faccenda a domani pur potendola fare oggi, state certi che la rimanderò. Ma io faccio di peggio. Io rimando al domani anche ciò che avrei dovuto fare ieri! Il mio slogan (clamorosamente errato) è: c’è tempo!

Quindi non stupiamoci se, a forza di ripetere C’è tempo!, a un certo punto mi ritrovo regolarmente con l’acqua alla gola, assediata da doveri che, iniziandoli prima, avrei potuto sbrigare con calma e senza problemi; affondata dai classici imprevisti che decidono di piombarti addosso tutti insieme (e tu te la sei cercata perché, se ti fossi messa avanti con le altre cose, gli imprevisti sarebbero bazzecole), aggredita dall’ansia perfino di notte, nei sogni.

E in tutto ciò, quel che mi fa impazzire è che continuo a dirmi: Ah! Se lo avessi fatto prima a quest’ora non sarei ridotta così! Sempre lo stesso errore! La prossima volta non succederà, non rimanderò più!, ma tale saggio proponimento è però immediatamente seguito dal subdolo retropensiero che lo vanifica sul nascere: In fondo tutte le altre volte m’è sempre andata bene,  si vede che son fatta così, funziono bene sotto pressione, quindi… non preoccupiamoci troppo… C’È TEMPO!

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20 commenti on “C’è tempo!”

  1. ATMAVICTUS ha detto:

    Probabilmente sei fatta così, come dici, e mi sembra, da come concludi nel post, che sei riuscita sempre a cavartela. Dal canto mio, sono invece uno che anticipa le cose da fare e anche questo è un problema, Flalia. Rimando le incombenze, ciò che non mi piace di solito.
    Bella giornata!
    (Però la casa…dai, è importante! :-))

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  2. Masso57 ha detto:

    Ne conosco uno. fatto così (e che con l’avanzare dell’età peggiora,oltretutto). Per dirtene una, quest’anno ho presentato il 730 per via telematica perchè quando l’ho finito l’ufficio aveva già chiuso al pubblico…….Sulle case, occhio: anzi, appena avrò tempo magari farò un post con la traduzione in italiano corrente dei termini che usano le agenzie immobiliari (per esempio, “camera a due letti” significa spesso che ce ne stanno si due, ma a castello……)

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  3. Fogliadivite ha detto:

    io al contrario sono frenetica, per me è sempre troppo tardi anche quello che ho fatto “ieri”, magari ci andrebbe una sana via di mezzo :-), a riuscirci!

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  4. diegodandrea ha detto:

    Ilaria, solo tè, o c’è la speranza anche di un buon caffè???
    🙂

    Bacio D

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  5. commediorafo ha detto:

    Mamma mia, brutta cosa i “se”.
    Se tu agissi diversamente forse non saresti più tu.
    Sarebbe un peccato, no?
    Ad ogni modo ti consiglio di non rimandare mai a domani quello che puoi fare dopodomani!
    Massimo

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  6. flalia ha detto:

    Vis: eh, anch’io rimando ciò che non mi piace, e dire che fin da quando ero in fasce mi è stata inculcata in testa la frase: prima il dovere, poi il piacere! :-/

    Masso: sì, infatti, caro Masso, mi sto accorgendo che gli agenti immobiliari usano un linguaggio tutto loro e inoltre, contrariamente alle compravendite normali, qui è tutto ambiguo, per non dire segreto! Non hai mai le carte in gioco belle chiare davanti agli occhi. Ora, io sono un’ingenua (posso presentare un’autocertificazione, se necessario), quindi… è tutto molto complicato! ;-))

    Fogliadivite: il fatto è che dietro questo mio comportamento non c’è solo una riprovevole pigrizia (che pure c’è e va debellata) ma anche una resistenza all’idea del dover fare e del dover correre, del dover regalare tanto tempo di vita a meccanismi sociali che non voglio mi/ci soffochino.

    Diego: ma sicuro, come no? 😉 Io stessa mi divido equamente tra caffè e tè e in più l’ospite è sacro! :-)))

    Massimo: ih ih, non c’è pericolo che lo faccia!! 😀

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  7. isabel49 ha detto:

    Questa è la tua natura, quindi se anche ti dicessi che stai sbagliando non servirebbe a nulla, sinchè non ci si sbatte la testa non si cambia. I mutamenti caratteriali arrivano col tempo, comunque un tè con i pasticcini me lo dovrai offrire, quando la casa sarà pronta. Un bacio, carissima, seguito da un abbraccio.

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  8. flaviablog ha detto:

    Io vado da un estremo all’altro. Se qualcosa mi piace, mi ci butto. Se non mi piace, se posso, la evito o la faccio all’ultimo minuto. Se è qualcosa che mi piace e mi preoccupa nel contempo, allora ho tempi biblici, come te.

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  9. listen ha detto:

    E poi alla fine il tempo non basta mai…e nemmeno puoi chiederlo in prestito, non ci sono banche del tempo… evidentemente nessuno ne ha.Una banca che vende il tempo, ecco cosa risolleverebbe l’economia!

    Listen

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  10. kittymol77 ha detto:

    Secondo me vai benissimo così…Forse (FORSE) proprio a dover cambiare qualcosa, limerei giusto un filino di senso di colpa. Ma anche su quello mi sembra che ce la stai facendo alla grande. Alla fine, che altro tempo esiste se non il nostro proprio tempo? quello che decide quando, dove, perché, senza tenere in alcun conto tutte le nostre agende mentali, i nostri conteggi di ore e minuti. Quando sarà quel giorno, quell’ora, le cose sarnno fatte sempre come dovevano essere fatte. No?

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  11. latendarossa ha detto:

    Eh sai, si tratta di stabilire delle priorità. Ma credo che tu non è che non sappia che certe cose vanno fatte. E’ che le rimandi. E, inoltre, mi ha fatto sorridere il fatto che tu rimandi a domani quello che dovevi fare ieri. Sarà mica una forma di pigrizia? Tu però non mi sembri pigra.
    Va beh per risolvere questo tuo problemino…c’è tempo no? 😉

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  12. flalia ha detto:

    Isabel: eh eh, speriamo di riuscire a cambiare prima di sbattere la testa…:-)

    Flaviablog: ecco, hai detto bene: se mi piace E mi preoccupa. E’ lì il problema.

    Listen: magari! Però allora sì che scialacqueremmo il tempo a volontà, mi sa… 🙂

    Kittymol: ehm, sì, diciamo così (speriamo…). Oggi son già più ottimista rispetto a quando ho scritto il post 🙂

    Marcello: sì, c’è un po’ di pigrizia, o forse di edonismo (l’anteporre il piacere al dovere); ma penso sia anche una questione di ansia: Flavia nel suo commento ha usato l’espressione giusta: le cose che rimando di più sono quelle che mi piacciono e mi mettono ansia insieme (vedi: tesi, tanto per dirne una)… Ma intendo lavorarci su! 🙂

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  13. caterinapin ha detto:

    Sono fatta esamettamente come te, sono una procrastinatrice nata!
    Anch’io all’insegna del “c’è tempo”, mi riduco sempre all’ultimo, impazzendo poi per recuperare!
    Credo sia un fatto caratteriale che difficilmente si riesce a correggere o ad estirpare, bisogna conviverci e cercare almeno di smussare gli angoli!
    Un bacio cara 😉

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  14. flalia ha detto:

    Cate: dici che resteremo così per sempre? Anche da vecchie resteremo due procrastinatrici improvvide? Se è così non mi sforzo neanche un po’ per cambiare…;-))

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  15. caterinapin ha detto:

    Temo proprio di si, cara Ilaria…
    Saremo due vecchiette che invece di arrivare ore e ore prima dal dottore, entreremo affannate nell’anticamera dell’ambulatorio, per prendere il numeretto all’ultimo istante. Aspettando però moooolto meno tempo di tutte quelle, diverse da noi, che sono arrivate lì secoli prima…
    :))))))

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  16. sariti ha detto:

    questo post avrei potuto scriverlo io…anch’io sono come te, faccio sempre tutto all’ultimo momento ripetendomi che tanto c’e’ sempre tempo…

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  17. flalia ha detto:

    Cate: ih ih, figurati che dal mio dottore certe vecchiette si portano i ferri e il filo e si mettono a sferruzzare in sala d’attesa, chiacchierando tra loro 😀

    Sariti: be’, sapere di essere in buona compagnia… aiuta 🙂

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  18. utente anonimo ha detto:

    Le ultime righe, se mi è permesso, mi hanno fatto sorridere.
    Perchè se per alcune cose sono uno che risolve immediatamente senza rimandare, per altre sono invece esattamente come te.
    Dilaziono e quindi sorrido, riconoscendo le stesse sensazioni e gli stessi pensieri.
    Non saprei dire se è una cosa buona o meno. Sottolineo che non sto affatto criticando. Anzi, semmai critico me stesso.
    Il dirmi “c’è tempo” alle volte mi fa sentire in armonia con l’ordine naturale delle cose. Con la casualità. Non per niente leggo di zen e cerco di diventare zen (o meglio cercavo di farlo, ora sto attraversando una fase di rifiuto). Ma l’altra faccia della medaglia, è che “lasciare tempo”, cela un pericolo incombente. Ovvero acquisire piano piano la consapevolezza che il tempo non è importante. In effetti per il proprio ego di per sè non lo è affatto. Però non si vive di solo ego ed in certe cose il “giusto tempo” è basilare per la felicità.

    Castor et Pollux

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  19. flalia ha detto:

    Castoretpollux: l’intento dei miei post consiste per lo più nel far ridere, quindi sorridi pure 😉
    Recentemente ho letto che non è il tempo che passa, ma siamo noi che passiamo. Forse questa prospettiva si adatta meglio alle nostre esigenze 😉

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  20. […] che mi frullano in testa, ma sempre per questa famosa legge del “C’è tempo”, già spiegata qui, mi trovo a dover scrivere entro lunedì una relazione che ovviamente ho iniziato a comporre solo […]

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