Oasi di pace

Mi piace l’autunno, il suo clima, i colori. Quando siedo alla mia scrivania di fronte alla finestra, se guardo davanti a me vedo solo le fronde degli alberi che s’intrecciano fra loro, con foglie che percorrono tutte le sfumature dal verde al rosso, e che frusciando agitate dal vento – come oggi, che c’è un vento forte e audace – creano un sottofondo piacevole e riposante. Non è difficile immaginare che bisbiglino qualcosa le une alle altre, non è difficile immaginare nulla riguardo agli alberi, non mi stupisce il fatto che siano spesso stati al centro di mitologie, credenze e leggende suggestive.

In questi giorni ho dovuto affrontare un po’ di problemi e sono sempre ansiosa e nervosa, la tensione non si decide a mollare la presa anche se ormai non ce n’è più motivo; così stamattina presto mi sono alzata e sono corsa fuori, per camminare nel mio verde quartiere, su tappeti di foglie colorate che scricchiolano sotto i miei piedi, sotto alberi possenti e protettivi, sotto un cielo azzurro rapidamente percorso da nuvole bianche e grigie, nessuna destinata a restare.

Mi sono poi seduta su una panchina nel parco semideserto, col vento frizzolino che mi spettinava simpaticamente (non ho mai avuto i capelli così lunghi come in questo periodo), a contemplare il cielo gli alberi l’erba il torrente che scorreva tranquillo, senza soluzione di continuità, come un unico Tutto, così come in effetti è; chinandomi in avanti ho poi osservato la perfezione dei fili d’erba, di alcuni piccoli fiorellini che si notano solo appunto inginocchiandosi a terra, avvicinandosi a loro.

Tutto questo ha suscitato finalmente un senso di pace nel mio cuore, come sapevo sarebbe successo.

Ben poco può consolare più della natura (nei suoi aspetti “pacifici”), ben poco al mondo è più tormentato, violato e maltrattato. Spesso è solo una precaria isola assediata tutt’intorno dalla città cieca, puzzolente e forsennata.

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24 commenti on “Oasi di pace”

  1. PaoloFerrucci ha detto:

    Io voglio rifiutare quello che è cieco, puzzolente e forsennato… Tranne forse la natura, che a quanto dicono è pure cieca: ma è il disegno sottostante che conta, quello dell’ordine e della comunione del tutto. :)*

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  2. flaviablog ha detto:

    #1 quoto.

    Bella foto, riposante. Anch’io mi ricreo così. In rete faccio un po’ di cagnara, sì, mi diverto. In città però alterno vetrine e bar eleganti, a giardini e baretti modesti. Mi basta un the. Con il cane si notano anche le minuterie. Lui è molto piccolo e si stupisce di cose piccole come lui, così che mi fermo e guardo anch’io, quel minimondo che dimentichiamo, bello o brutto che sia.
    Qui fa freddino, ma in alcuni punti del prato ( nelle aiuole sotto casa o in altri giardini) c’è ancora , stranamente, la malva.
    I capelli lunghi accarezzano e proteggono, un po’.

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  3. kittymol77 ha detto:

    Dopo la pace che solo l’ambiente naturale sa portare, ci sono alcune persone. La sintonia con il circostante è come una sinfonia che viaggia nell’aria e, alcune persone, ne sanno cogliere le vibrazioni, hanno la straordinaria capacità di tradurle per renderle udibili a tutti.Namastè.

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  4. diegodandrea ha detto:

    “sotto un cielo azzurro rapidamente percorso da nuvole bianche e grigie, nessuna destinata a restare”
    Che meraviglia!!!
    Un bacio d’autunno
    Diego

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  5. Jedredd ha detto:

    Mancava da tanto tempo, su questo blog, il verbo spettinare, prima lo usavi tantissimo, secondo me, è un indizio di qualcosa che riprende a girare bene, dopo tanta fatica.;-)
    Bellissimo post… sentirsi un tutto con la natura è una splendida sensazione.:-)
    Bacioidi

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  6. listen ha detto:

    Ah…che bel post rilassante! Nessuna crociata e nessuna lamentazione biblica su uomini e donne… rilassante e stuzzicante nella sua apparente semplcità.

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  7. commediorafo ha detto:

    Quanto vorrei essere stato un vento frizzolino…
    Massimo

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  8. melchisedec ha detto:

    A leggere il tuo post… confermo la scelta/imposizione di vivere fuori città.
    🙂 Buona domenica!

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  9. lauraetlory ha detto:

    Sono d’accordo con Listen, il tuo post è rilassante e, dopo una settimana come quella che è appena trascorsa, è davvero un toccasana. Quasi, quasi esco a fare una passeggiata anch’io.
    Un bacio
    Lory

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  10. latendarossa ha detto:

    Mi viene in mente una riflessione di Flaiano a proposito della natura nella quale i cittadini vanno a ristorarsi: tutti cercano la tranquillità e la calma, e andandoci, fanno di tutto per cacciarle via queste cose!
    Nel tuo caso, Flalia, fortunatamente così non è. Anche io amo i colori autunnali, caldi e armonici!

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  11. flalia ha detto:

    Paolo: eh, non a caso ho specificato “la natura nei suoi aspetti pacifici”), ché la natura sono anche i tornado, i terremoti, le malattie… ma penso anch’io che ciò che sta sotto anche a quel caos apparente, è un ordine inscritto in essa… quel che non ha giustificazioni è invece il disordine provocato fin troppo consapevolmente da noi uomini…

    Flaviablog: io non ho cani da portare a spasso ma piace molto anche a me camminare, cammino molto, infatti. Per il centro cittadino, per il mio quartiere di periferia, e solo camminando puoi notare dettagli e cose che altrimenti non noteresti mai, tutta quella vita minuta di persone, piante e animali che si svolge incessantemente. Uno dei miei personaggi preferiti e in cui mi identifico tanto, non a caso, è Marcovaldo di Calvino… 🙂

    Kittymol: infatti, quando ho scritto “poco può consolare di più…”, in quel “poco” (che in realtà è così tanto, è la ricchezza più grande che possiamo avere) ci sono quelle persone speciali che spero ognuno di noi possa avere accanto nella vita… Pensa che quando sono così ansiosa a volte cedo e vado a comprarmi in erboristeria le gocce omeopatiche contro l’ansia, ma alla fine l’unica cosa che mi calma davvero istantaneamente è l’abbraccio di chi amo…

    Diego: eh eh, era bello vedere queste nuvole che galoppavano nel cielo, cercando di intravedervi un’eloquente metafora! Un abbraccio 🙂

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  12. flalia ha detto:

    Jedredd: davvero? Non ci avevo fatto caso! Be’, “spettinare” è proprio un verbo bellissimo, ti dà l’idea dell’ordine un po’ grigio che viene spezzato ma senta traumi. Io adoro il vento mentre altre mie amiche lo odiano proprio perché scompiglia la messa in piega!! 😉

    Listen: eh eh, piacerebbe anche a me scrivere sempre post sereni e rilassanti, ma non sono sempre così serena e rilassata… ;-))

    Massimo: eh eh, che birichino, anzi biricchino, come dicono qui a Bologna… ;-))

    Melchisedec:infatti, come scrissi già in passato, è anche un mio obiettivo quello di trasferirmi fuori città; leggere certi tuoi post me lo conferma ulteriormente… Per me l’ideale è la dimensione paesino.

    Lory: sperimento su me stessa (e penso possa valere per tutti) che ogni tanto bisogna sapersi prendere delle pause (anche quando sembra impossibile) perché è meglio prendersi una pausa per prevenire lo stress e i malanni conseguenti, piuttosto che doversi prendere la pausa “forzata” quando si sta già male!! 😉 E considera che io non devo gestire le Letteriadi, quindi non sarò mai stressata quanto te! ;-)))
    Un bacione!

    Marcello: ih ih, tipo quando vanno tutti a fare il picnic nello stesso posto o tutti in agriturismo o al mare contemporaneamente… non a caso, l’unico periodo in cui mi godo la città è agosto… Son d’accordo con Flaiano!! :-))

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  13. flaviablog ha detto:

    Marcovaldo è un bel cuore. Lo amo anch’io.

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  14. nenaB ha detto:

    Capisco esattamente cosa provi…io purtroppo raramente riesco a trovare la serenità e la pace nella natura. Forse perchè sono caotica quanto la città:P. A volte come una persona, che stimavo tanto, ha detto: “La natura mi fa un po’ paura”.
    Quando la tensione sale e sono stanca anche io mi rifugio nella pace della mia camera, ma a volte devo lo stesso andare, in mezzo alla natura; in montagna, in un paesino di cui vi parlerò. Li con il meraviglioso panorama dei monti e con il cielo, durante la notte, che è pieno di stelle, ritrovo la pace e ritorno a caricarmi. Anche poi con l’aiuto del mio migliore amico.:)

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  15. Jedredd ha detto:

    Si, Ilaria, usavi tanto dire che ti piaceva il vento quando ti spettina i capelli che, nell’intervista di Laura e Lory, non so se ricordi, ti avevo simpaticamente paragonato ad una principessa spettinata.:-)

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  16. commediorafo ha detto:

    Si dice biricchino anche qua…
    Massimo

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  17. flaviablog ha detto:

    …però ha ragione Marcello, Flaiano diceva bene (e con grande ironia, è uno degli scrittori italiani che preferisco, in assoluto…)

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  18. flalia ha detto:

    Flaviablog: l’ironia di Flaiano funziona perché è unita all’intelligenza, infatti. Anche a me piace quel tipo di ironia 🙂

    Serena: sai, penso che ognuno abbia o possa trovare il posto giusto per lui/lei. In “Io e Annie” Woody Allen, alla sola proposta di andare in campagna per rilassarsi, inorridisce: come potrebbe rilassarsi in tutto quel silenzio, interrotto solo da un fastidioso cinguettio di uccellini? Meglio (per lui) il traffico di New York! ;-)) Anche per me la mia stanza, con le cose che mi sono care, è un rifugio. E l’amicizia e l’amore lo sono ancora di più! Aspetto il racconto sul tuo paesino! Un bacio

    Jedredd: sì, mi ricordo l’intervista, be’, se spettinata=felice, ho una buona scusa per girare spettinata 😀

    Massimo: ah bene, sai che i birichini originariamente erano una banda di malfattori?! :-O

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  19. Masso57 ha detto:

    un post decisamente tonificante, ci voleva: grazie.

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  20. flalia ha detto:

    Grazie a te per questo bel commento, Masso, sono in un periodo un po’ così così e anche un semplice commento come il tuo mi rincuora 🙂

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  21. latendarossa ha detto:

    Ehi ehi che succede?

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  22. commediorafo ha detto:

    Azz, questa non la sapevo!
    Mi documenterò…

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  23. diegodandrea ha detto:

    Buon giorno Ilaria 🙂

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  24. flalia ha detto:

    Marcello: succede che mi sento come Toto Cutugno a Sanremo… 😉 Ma adesso mi riprendo, eh? 🙂

    Diego: 🙂

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