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1157122728Piazza Sant’Oronzo a Lecce, dove stava il mio papi

Settembre: è tempo di convegni e così, dopo un bel convegno a Urbino, mio padre è stato ben quattro giorni in quel di Lecce. Il problema è che ci vorrebbe ritornare subito da turista con tutta la famiglia. Dire che è tornato entusiasta è dire poco. È da ieri sera che sento decantare e vedo (tramite foto e guida turistica) le meraviglie di questa città (definita “la Firenze barocca”), di cui personalmente ho visto solo la stazione ferroviaria dieci anni fa ma che a questo punto ho voglia di visitare.

Per coloro che, come mio padre, arrivavano da lontano, l’organizzazione ha prenotato il treno dell’andata il giorno prima dell’inizio del convegno e quello di ritorno il giorno dopo la fine, in modo da consentire ai viaggiatori di arrivare con calma e di potersi riposare dopo il viaggio senza mettersi subito al “lavoro” o senza dover ripartire con affanno. Altra particolarità: anziché avere prenotato stanze in hotel (come avviene di solito) gli organizzatori hanno sistemato la maggior parte dei partecipanti in Bed&Breakfast, una scelta un po’ insolita ma che si è rivelata azzeccata. Sia mio padre sia i suoi colleghi hanno goduto di un’ospitalità che è andata ben oltre gli obblighi formali di un qualunque buon B&B. La padrona di casa di mio padre, come quasi tutti gli altri, è venuta ad aspettarlo in stazione per accompagnarlo a casa (non era tenuta a farlo), gli ha offerto prelibatezze varie e ha conversato affabilmente con lui, dandogli consigli sui monumenti da visitare. Anche per strada, ogni volta che il papi o i suoi colleghi hanno chiesto informazioni, hanno trovato persone che oltre a dare l’informazione si son prese la briga di accompagnarli! Perciò, dal punto di vista Gentilezza & Ospitalità, il papi e colleghi son stati fortunati (oppure a Lecce c’è inspiegabilmente un tasso di generosità superiore alla norma).

Poi, dopo essersi sistemato e avendo un pomeriggio libero, il papi, armato di guida, ha cominciato a visitare il centro della città. Cominciamo col dire che il suo b&b si affacciava su una piazza centrale e mio padre, uscendo, si trovava davanti un anfiteatro romano (così, tanto per gradire!). A un certo punto ha messo via la guida perché ogni 200 metri incappava in qualche nuovo monumento, accanto al quale un discreto cartello ne illustrava la storia e le caratteristiche. Lui che non ama molto l’arte barocca è invece rimasto davvero folgorato dalla ricchezza e dalla bellezza dei monumenti, ricchissimi di dettagli, lavoratissimi e fatti con una pietra speciale, di un colore particolare, tra il bianco e l’ambrato, che si chiama appunto pietra leccese perché è tipica di quella zona.

Il centro storico è completamente pedonalizzato, chiuso alle automobili (cosa che qui a Bologna pare un miraggio e che personalmente collego al livello di civiltà di una città) e, anche la sera, pieno di vita. Il papi era un po’ preoccupato all’idea di girare da solo col buio in una città sconosciuta (memore di un altro convegno a Bari, nel quale gli stessi baresi avevano vietato ai partecipanti di gironzolare per la città da soli e di addentrarsi nella “città vecchia”, che è tabù) e invece si è trovato a girellare con un collega per le strade di un centro bene illuminato, pieno di gente tranquilla che passeggiava, con tanti giovani, e con i monumenti illuminati da una luce dorata che li valorizzava anche a quell’ora. Aggiungiamo pure che, mentre qui abbiamo già indossato sciarpe e cappotti, là si girava in maniche di camicia o con la giacca, e che perfino la vegetazione non è rimasta esente da lodi sperticate (mi si parla di un incontro ravvicinato con un albero di Ficus secolare, la cui radice è alta quanto un uomo, ohibò).

Insomma, tutti questi professoroni si son salutati ripromettendosi di tornare a visitare Lecce con le famiglie, io mi fido di cotanto entusiasmo e segnalo la cosa sul blog: invece di partire per l’Egitto o le Canarie, facciamo prima una capatina a Lecce: è più sicuro, economico e si rischia al massimo una piacevole sindrome di Stendhal.

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12 commenti on “Messaggio promozionale”

  1. flaviablog ha detto:

    Io adoro il Barocco.

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  2. listen ha detto:

    Lecce è parte di alcuni ricordi molto piacevoli, ed quella piazza seppur per i brevi momenti di una visita turistica ne sono stati parte.

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  3. listen ha detto:

    quel ‘”ed” non è invece parte dei ricordi.

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  4. latendarossa ha detto:

    E poi ci si stupisce delle bellezze architettoniche e culturali del nostro sud (concordo sui centri storici senza auto)! Lecce la Firenze barocca, bella come definizione.
    E dire che a Bari l’anno scorso girai di notte da solo e arrivai incolume in Hotel.

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  5. melchisedec ha detto:

    Più chic l’Egitto, carissima. Vuoi mettere? Ci si apre la bocca meglio a pronunciare paesi “esotici”… nell’immaginario.
    Non conosco Lecce.
    🙂

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  6. flalia ha detto:

    Flaviablog: anche a me non dispiace; mi piace anche la letteratura dell’epoca barocca.

    Listen: be’, penso propro che troverò il modo di andare a visitarla anch’io, a questo punto… 🙂

    Marcello: il fatto è che ci sono città, come appunto Firenze o Venezia o altre, decantate fino alla nausea, ma ce ne sono tante che magari non hanno tutta questa fama (io sinceramente Lecce non l’ho mai sentita tanto nominare come meta turistica) e che meritano di essere visitate… solo che l’elenco è lungo!! 🙂

    Melchisedec: eh sì, più chic e più alla moda (così ci si ritrova lo stesso tra italiani…). Io l’Italia pian pianino la sto conoscendo, almeno da turista. Al sud mi sono ancora spinta poco (a parte una mitica settimana proprio in Sicilia per un convegno pirandelliano e una vacanza in Puglia) ma intendo provvedere (cerco di procedere con metodo)!

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  7. ediaco ha detto:

    Sì, Lecce è bellissima! La piazza della Cattedrale, poi, lascia senza fiato. Specie se vi entri per la prima volta di notte… Roba che non si dimentica…
    Complimenti per la fine degli esami e buon lavoro per la tesi!!!

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  8. Jedredd ha detto:

    Tu, sai che non sono così superficiale, ma per me, in questo momento, dire Lecce significa, “Lecce – Cagliari 2-0”, Sigh… Sob… si torna a soffrire Ila, ma non potevo nascere tifoso di un’altra squadra!;-)
    Un abbraccio:-)

    Ps Scusa la domanda, ti è mai capitato di seguire tuo padre in questi convegni, o non ti piace l’idea?

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  9. flalia ha detto:

    Ernesto: a questo punto son curiosa!! Grazie per i complimenti e gli auguri! 🙂

    Jedredd: e allora guarda dov’è il mio Bologna! 😉
    No, mio padre ci va da solo per non creare imbarazzi con le spese, nel senso che siccome,soprattutto in passato, c’erano prof che approfittavano delle spese pagate per “infilarci” anche la moglie,se mio padre si facesse accompagnare da mia madre lei ovviamente si pagherebbe da sé le sue spese,ma gli darebbe fastidio che qualcuno potesse sospettare il contrario.Poi lì vanno per lavorare,stanno sempre lì ad ascoltare o tenere relazioni e a mangiare, non potrebbe dedicarsi a fare il turista con la famiglia.Però nei posti che gli piacciono o anche nella città dove insegna ci ha sempre portate in vacanza, ma distinguendo appunto le due cose.Lui insegna ad Arezzo e così conosco molto bene la Toscana,perché a poco a poco l’abbiamo visitata tutta!

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  10. utente anonimo ha detto:

    Il guaio di Lecce, come il guaio – per esempio – di Trieste, è non tanto l’essere lontana, ma fuori mano.

    Voglio però dire che Lecce e altri posti d’Italia vanno visti senz’altro, ma il piacere di andare in un altro paese (non parlo dei plasticosi luoghi di vacanza in Egitto o Canarie) a volte non risponde ad altro desiderio che… di andare in un altro paese, di sentire parlare un’altra lingua, di vedere altre facce e sperimentare e anche subire altre abitudini.

    Annarita

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  11. flalia ha detto:

    Annarita: sì, sono d’accordo, la mia finale era una battuta, sono la prima a voler conoscere anche altri paesi, ma in modo magari un po’ più sensato del ritrovarsi tutti nello stesso villaggio turistico 😉

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  12. aleike ha detto:

    Avevo sempre sentito parlare di Lecce e ne ero curiosissima. Prima dell’estate sono riuscita a visitarla, e’ veramente bella e da’ un senso di allegria. Non ebbi tempo di approfondire ma, fra l’altro, passai davanti ad una libreria che mi intrigo’ moltissimo. Appena puoi, vacci che merita veramente.:o)

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