Di vanità, di belle fole e strani pensieri

Circa un anno e mezzo fa mi è nata una vicina di casa (grazie alla quale per alcuni mesi ho trascorso alcune notti insonni) e qualche settimana dopo è nata un’altra vicina di casa, che abita tre piani sopra di me (il che mi ha permesso di dormire regolarmente). Ora queste due vicine di casa sono diventate amiche (oggi ho potuto osservarle mentre si contendevano un triciclo: quando l’una riusciva a salirci, l’altra piangeva e viceversa, finché non è spuntato un secondo triciclo, il che ha permesso a entrambe di scambiarsi baci e abbracci prima di montare ognuna sul suo bolide per scorrazzare, ora appaiate ora ciascuna per i fatti suoi, per tutto il cortile) e, assieme agli altri bambini del caseggiato, popolano il cortile facendolo risuonare di urla, strilli, risate, pianti, litigi. Per me, che tra pochi giorni darò finalmente gli ultimi due esami universitari e quindi sono reclusa in casa a studiare non avendone la minima voglia, è una gioia ascoltare (e, ogni tanto, guardare) tutto questo movimento di persone felici; persone con i loro dolori e le loro sofferenze, certo, ma di sicuro più capaci di tanti altri di godersi la vita scoprendola sempre nuova. Persone che possono anche essere molto crudeli tra loro, come ben sappiamo, ma senza una vera intenzionalità e con la capacità di chiedere scusa. Come alcune di queste persone incantevoli, gioiose e fiduciose possano poi trasformarsi, crescendo, in certi orrendi individui gretti, grigi, violenti e prepotenti come quelli che popolano le cronache dei giornali e spesso anche la nostra vita quotidiana, è un mistero che neanche centomila manuali di pedagogia riusciranno a spiegare.

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9 commenti on “Di vanità, di belle fole e strani pensieri”

  1. PaoloFerrucci ha detto:

    E’ un mistero che ha sempre turbato anche me. La convivenza, i valori di riferimento, il carattere e le inclinazioni, le qualità genitoriali. E l’aggressività che sarebbe insita in ogni essere umano, dicono…

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  2. Masso57 ha detto:

    Dubbio da niente, il tuo…hai ragione, anche per me è un mistero, non ho mai capito quale metamorfosi possa avvenire, e soprattutto perchè. Temo siano domande senza possibile risposta, credo che l’unica cosa plausibile sia sperare di limitare i danni….
    Ma tu studia, dai che sei ad un metro dal traguardo!

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  3. commediorafo ha detto:

    per una bambola o un robot
    magari litigano un pò
    ma col ditino ad alta voce
    almeno loro, eh, fanno la pace…

    Non è da me citare Povia, ma questa volta ci stava…
    Massimo

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  4. caterinapin ha detto:

    Mi son posta la stessa domanda qualche settimana fa, osservando il figlio indemoniato dei miei vicini di casa (quello che piange come una sirena dei pompieri a 4 anni suonati tutte le notti e che dorme ancora in stanza con i genitori e il nuovo bebé arrivato, il perché non è noto, dato che possiedono un appartamento con TRE stanze da letto!!!) che litigava con un altro bimbo in cortile. Il motivo della contesa: un sasso!
    Quando alla fine l’ha avuta vinta a calci e spinte, lo ha gettato a terra senza più degnarlo di uno sguardo e mettendosi a gridare alla mamma che voleva il gelato.
    Non oso immaginare cosa diventerà suo fratello…
    Sul motivo per cui anche gli animi più puri si guastino, non saprei rispondere, ma non per questo mi intristisco di meno…

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  5. melchisedec ha detto:

    E magari uno resta incantato a mirarli… un po’ alla Leopardi.
    Le motivazioni possono essere tante e tutte suggestive, ma qui non è il luogo adatto e poi, anche quando, il mistero rimane ugualmente.
    Nel piccolo e nel quotidiano c’è la tensione al miglioramento “progressivo”.
    Dai, studia e concludi! 🙂

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  6. latendarossa ha detto:

    La splendida incognita che è la natura umana. Banalità del male e banalità del male: il fatto, cioè, che possiamo essere mostruosi o angelici, o contemporaneamente le cose.

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  7. flalia ha detto:

    Paolo: sì, certo, però mi chiedo cos’è che scatta e quando. Per es. penso ai bambini delle elementari: la maestra ti parla della pace nel mondo, dell’amore per l’ambiente, del volersi tutti bene senza razzismo e bla bla: i bambini sono entusiasti, sognano davvero la pace tra le persone, si impegnano, fanno disegni, ne parlano a casa, rimproverano i genitori se “sgarrano” (ad es. non differenziando la spazzatura) eccetera. Credono in quegli ideali. Poi a un certo punto te li ritrovi chi bullo, chi a momenti t’investe col Suv megainquinante, quell’altro è una guardia padana o peggio va in giro a sprangare qualcuno… boh…

    Masso: ecco, hai centrato il punto… e la risposta è boh! 😉 Torno a studiare, vah… 😀

    Massimo: eh eh, il mago delle citazioni ha colpito ancora! Amo questa tua capacità…:-)

    Cate: ehm, diciamo che i tuoi vicini sono dei casi limite, anzi hanno dei genitori al limite della patria potestà (pensando anche ai post che hai scritto)! In quel caso, la risposta è piuttosto evidente, purtroppo per te!

    Melchisedec: sì, non sono pessimista quanto il vecchio Giacomo, e neanche studiosa quanto lui! 😛

    Marcello: mi pare di notare che la tua piega filosofica si stia accentuando ultimamente, sai? E’ una fortuna! 🙂

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  8. listen ha detto:

    Sorniona Flalia…sai che non avevo considerato che i vicini potessero nascere?…ma solo trovarli, appunto come vicini..? Bella inquadratura, questa qui.

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  9. flalia ha detto:

    Listen: eh eh, i vicini sono pur sempre esseri umani e pertanto si riproducono anch’essi, generando… nuovi vicini! 😀 A parte gli scherzi, è vero, di solito non si usa quell’espressione (ma piuttosto: “I miei vicini hanno avuto un figlio”):-)

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