Ogni cosa al suo posto

Ragazzi, sono commossa. Io, da sempre in lotta contro l’inesorabile passare del tempo che tutto travolge e porta via, oggi ho avuto la prova della persistenza delle piccole cose (ché quelle grandi sappiamo che possono persistere ma è la dissolvenza dei dettagli che solitamente mi sgomenta).

Stamattina, per cambiare la batteria del mio orologio da polso, sono andata da un orologiaio che si trova nella strada in cui ho abitato nei miei primi dieci anni di vita. Il negozio si trova in una mini-galleria, all’interno di un edificio, sulla quale si affacciano altri negozietti e al centro, lungo il corridoio, c’è un baretto, anzi un semplice bancone da bar con dietro il barista.
Fu davanti a questo bancone che vidi per la prima volta nella mia vita un’immagine un po’ erotica che mi turbò.

Giunta alla mia veneranda età mi rendo conto che tale immagine è praticamente innocente, ma all’epoca avevo circa quattro o al massimo cinque anni ed ero facile allo scandalo verso i comportamenti non ortodossi (dal mio limitato punto di vista) degli adulti, come ogni bambino che si rispetti.

Raffigurava una candelina accesa tenuta stretta tra un paio di seni prorompenti (non si vedevano integralmente ovviamente, al punto che da bambina all’inizio avevo pensato che si trattasse di un’altra parte del corpo e solo dopo attento studio pervenni alla verità) ed era appesa su una colonnina nel muro alle spalle del barista, in evidenza. All’epoca l’immagine mi provocò interrogativi piuttosto sconvolgenti, qualche sogghigno, alcune fantasie ardite, un modo diverso di guardare le mie Barbie e un certo stupore: non si vergognava, quel barista, di tenere davanti a tutti una foto di quel genere? (quel povero barista non sa di essere stato in quel momento considerato da me alla stregua di un criminale e tale il suo ricordo si è cristallizzato nella mia mente).
Considerate poi che, essendo quel posto di fronte alla mia casa di allora, ci passavo praticamente ogni giorno e davo sempre un’occhiatina divertita alla cartolina. Questa cartolina in qualche modo ha significato molto per me.

Da allora, di acqua ne è passata sotto i ponti ma il ricordo di quell’immagine (in quanto collegato a una “prima volta”) è rimasto vivo nella mia mente.

Bene, quando stamattina sono passata di lì, dopo anni, mi è venuto automatico lo stesso gesto di allora: girare la testa e cercare la cartolina con lo sguardo. Ma nel farlo ero convinta che non ci sarebbe stata.

E invece c’era.

Era lì. Sopra e sotto erano appese altre due cartoline da luoghi di vacanza, ma al centro restava lei, nella stessa identica posizione di allora. Mi sono sentita letteralmente investita da una cascata di ricordi e sensazioni direttamente dal passato, è stato inebriante, un’epifania piena di tenerezza.
Una fragile cartolina appesa a una parete ha resistito e resiste agli assalti del tempo.


Ora non chiediamoci cosa mai avrà pensato l’ignaro barista (era sempre lui, sempre vestito di bianco, con la stessa espressione un po’ malinconica!) vedendo una giovane donna soffermarsi a contemplare chiaramente quell’immagine per un lasso di tempo che spero sia stato breve nella realtà ma a me è parso lungo!

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20 commenti on “Ogni cosa al suo posto”

  1. OzzyRotten ha detto:

    Veneranda età? Acqua sotto i ponti?
    Ma scusa, io ho sempre pensato di essere quasi tuo coetaneo, eppure mi scandalizzo sempre a guardare le donnine nude nelle cartoline “made in caraibi” e “Tanti saluti dal Paradiso”!

    Non è che sopravanzi troppo con gli anni, amica mia? :-))

    Benediko

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  2. PaoloFerrucci ha detto:

    Ilaria, prima hai giocato dicendo “la veneranda età”, poi ti sei tradita dicendo “giovane donna”.
    Be’, questa giovane donna è un sogno che vorrei percorrere all’indietro, tornando sui banchi di scuola per poterti cercare.
    Un bacio :-*

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  3. listen ha detto:

    Flalia, non mi stupisco della persistenza dell’ immagine: i capolavori sono immortali. Magari da piccola avresti tolto la “t” da questa parola ma con la coscienza di persona matura converrai con me…

    Sempre originale nei tuoi post.
    Listen

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  4. flalia ha detto:

    Ozzy: Be’, dai, “veneranda” era ironico e di acqua sotto i ponti in 25 anni ne è pur passata… 😉 e diciamo che la “soglia di scandalo” si è molto alzata, altrimenti dovrei vivere scandalizzata!! 😀
    (comunque su quelle orride cartoline tipo “Saluti da Rimini” con una sfilza di sederi in primo piano son d’accordo con te! Quella del mio barista però è un po’ più raffinata…).
    Un abbraccio, caro Ozzy 🙂

    Paolo: wow! Grazie… mi mancavano un po’ questi commenti appassionati. Un bacio a te :-*

    Listen: ih ih, annoverare quella “cosa” tra i capolavori mi sembra un po’ troppo ma il concetto è quello… :-))

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  5. melchisedec ha detto:

    Ma vedi che fantasie dell’illustratore o fotografo! Certamente per una bambina deve essere sconvolgente quest’immagine.
    Stupisce che, nonostante sia passato del tempo, la cartolina si trovi ancora lì.
    🙂

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  6. lauraetlory ha detto:

    La cartolina è sempre là… e magari chissà quante altre cose importanti quel barista avrà buttato alle ortiche. C’è da riflettere.
    Un bacio
    Lory

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  7. flaviablog ha detto:

    Quel barista ha forse pochi punti …fermi nella vita. Pochi, ma stabili ed uno è vagheggiare sulle tette. E il suo baretto, visto che è ancora lì a gestirlo.
    Oppure chissà, bisogna vedere *chi* mandò al barista quella cartolina. Ogni cosa ha un significato/valore generico ed uno personale, simbolico. Io mi disfo a volte di cose che non mi servono/piacciono più che hanno una loro utilità per altri, nel mentre tengo ciarpame inutile che mi ricorda qualcosa o qualcuno…

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  8. OzzyRotten ha detto:

    Io sono per promuovere una lega contro l’imbecillità (manco l’oscenità, bada bene) dei deretani in fila al mare.

    Urtano il mio senso estetico.

    Un abbraccio anche a te.

    Benediko

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  9. flalia ha detto:

    Mel: infatti, è scolorita e porta i segni del tempo ma c’è. Forse anche il barista, come me, si affeziona ai piccoli oggetti della propria vita…

    Lory: chissà, speriamo di no! Ok, il soggetto della cartolina non è il massimo ma… io gli do fiducia! 😉

    Flavia: sì, anch’io mi affeziono alle cose anche quando sono ormai “ciarpame inutile”, ecco perché questo piccolo episodio mi ha colpito!

    Ozzy: nel caso dovessi costituire quella lega considerami iscritta… 😉

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  10. melchisedec ha detto:

    Chè siccome io sono monello, ti incateno liberamente… 🙂

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  11. flalia ha detto:

    Aaah! Odio le catene! 😉 Però questa poetica mi piace, quindi mi lascio liberamente incatenare… grazie Mel! 🙂

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  12. Annalisa55 ha detto:

    Forse è una cartolina nuova, arrivata la settimana scorsa, ed è stata messa lì dov’era l’altra, che si era un po’ appannata col vapore e i fumi, ma al barista spiaceva buttarla, e solo quando è arrivata quella nuova ha tolta quella vecchia, ma non l’ha gettata via, no. La cartolina del venticinquesimo adesso l’ha ripulita un po’ e ce l’ha in casa, attaccata al calendario. Ma non so quale potrebbe essere il calendario.

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  13. flalia ha detto:

    Annalisa: ciao, benvenuta 🙂
    No, la cartolina è sempre quella, un po’ scolorita dal tempo, sì, ma non potrei confonderla con nessun’altra! Quell’uomo sembra il tipico brav’uomo, tenere una cartolina con sopra un paio di seni non sarà il massimo della raffinatezza ma neanche un motivo di condanna! 🙂

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  14. latendarossa ha detto:

    Ahah ma che simpatico aneddoto! Come in un romanzo di Musil: I turbamenti della giovane Flalia.
    E’ bello riscoprire una parte di passato e, soprattutto, constatare che resiste, tenacemente, allo scorrere del tempo.
    Mi hai fatto pensare a quelle cartoline grezzissime che a volte si veono nei tabacchini, appunto con quell’erotismo un po’ alla buona.

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  15. flalia ha detto:

    Marcello: ih ih, I turbamenti della giovane Flalia suona bene, eh? 😀
    Ecco, esatto, “erotismo un po’ alla buona”, stile barbiere d’altri tempi! 🙂

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  16. Jedredd ha detto:

    Per un momento, la cartolina dal barista, come la “maddalenine”, per un personaggio di Proust? Si, sembrerebbe di si! 😉
    Un abbraccio:-)

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  17. commediorafo ha detto:

    Non sei l’unica a cui l’immagine di un paio di seni prorompenti evoca ricordi… … … …
    Massimo

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  18. flalia ha detto:

    Massimo: eh eh, non ne dubito… 😉

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  19. AntonioSabino ha detto:

    Bel post, mi ha fatto tornare in mente tante cose che voglio vedere se ritroverò adesso dove erano allora. Un saluto e complimenti per il blog.
    Antonio

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  20. flalia ha detto:

    Antonio: ciao, benvenuto qui e grazie! 🙂

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