L’indirizzo ce l’ho… [rintracciarti è un gran problema…]

Sono reduce da un tremendo stress, adesso mi sfogo, così vi spiego anche come sia possibile peggiorare una situazione mentre si sta cercando di migliorarla… eh eh, io, modestamente, sono una specialista in questo genere di cose!

Dovete sapere che i membri della mia famiglia non sono accomunati da niente se non dall’affetto reciproco e da una profonda avversione verso l’automobile. Mia madre ha la patente ma non l’ha mai usata, mia sorella ce l’ha ma non guida quasi mai, io non ho la patente. L’unico motorizzato è mio padre, il quale però odia guidare e usa la macchina solo quando è assolutamente costretto. In pratica, l’automobile viene utilizzata per piccoli percorsi ben conosciuti (tipo per accompagnare mia madre alle visite mediche o al centro commerciale) e, una volta l’anno, per andare a Riccione.
Per tutti gli altri spostamenti vengono usate le gambe, la bicicletta e i mezzi pubblici. E viviamo benissimo.

MA… l’imprevisto può sempre capitare! E, quando capita, mio padre rischia il collasso, l’infarto e la morte sul colpo. Ecco perché di solito l’unica a infliggergli tali colpi è mia madre – con le sue pretese di essere accompagnata dappertutto – mentre io e mia sorella abbiamo pietà e ci organizziamo in altro modo, anche a costo di percorrere itinerari scomodissimi e arzigogolati con i mezzi pubblici nonostante in automobile impiegheremmo un terzo del tempo. Pur di non vedere mio padre strangolato dall’angoscia sono pronta a sacrificarmi (o a prendere la patente, incubo che prevedo di dover affrontare a breve).

Anche stavolta ho cercato in ogni modo di evitare il ricorso al mio povero genitore ma purtroppo non ci sono riuscita. Non sto tanto bene e ho dovuto prenotare con urgenza delle analisi del sangue. Pensate che in tutta Bologna e provincia non c’è posto fino al 12 maggio! Siamo tutti molto controllati a livello di salute, devo pensare… L’unico posto libero era mercoledì (dopodomani) a Bentivoglio, un paese della provincia. Messa alle strette, ho prenotato l’appuntamento, pensando: male che vada prenderò una corriera. Ma poi ho scoperto che le corriere passano a orari assurdi, e io mercoledì devo anche andare a Rimini, quindi era impossibile ricorrere alla corriera e perfino un amico che si era reso disponibile ad accompagnarmi ha scoperto di avere un impegno proprio mercoledì, quindi… mi son sentita morire.

Ho perso mezza mattina a trovare su internet tutti gli itinerari più facili e lineari per arrivare a Bentivoglio, dopodiché, armata di cartine, mappe stradali, satellitari e astrali, ho bussato allo studio del mio ignaro padre e, esordendo con un
– Papi, non preoccuparti, è tutto programmato e facilissimo! –, gli ho poi comunicato la ferale notizia.

Sbiancamento improvviso del volto, contrazione dei lineamenti in una maschera d’angoscia, espressione spersa all’idea che proprio io – la figlia che non lo mette mai in questi guai – lo gettassi in un simile incubo…

Superato lo shock, gli ho indicato, col dito sulla mappa e con mille spiegazioni dettagliate, il percorso nel modo più preciso e rassicurante; gli ho garantito che sarò un Secondo impeccabile, aguzzando la vista per individuare i cartelli direzionali a grande distanza (farò finta di non essere miope!) in modo da comunicargli con largo anticipo quando deve svoltare (perché fondamentalmente è questo il suo problema, quello di trovarsi sperduto in un dedalo di strade sconosciute a riflettere su dove svoltare mentre una fila di automobilisti impazienti strombazzano e lo mandano a quel paese per la sua indecisione); gli ho ricordato che io, al contrario di mia madre, non gli metto ansia, comprendo il suo blocco psicologico (è normalissimo avere un blocco psicologico!, ho garantito) e che se anche sbagliassimo strada o ci ritrovassimo ad affrontare trenta volte la stessa rotonda o a dover rientrare in tangenziale per dieci volte per non avere imbroccato l’uscita giusta non mi scomporrei minimamente, non ci sarebbe nessun problema, arriviamo quando arriviamo, non ci corre dietro nessuno… be’, alla fine mi sembra che si sia calmato. Sono io che ora sono ansiosa, agitata e angosciata! Tutto ciò mi ha messo in una situazione di stress incontrollabile e, stando già poco bene, lo stress è la prima cosa da evitare, nel mio caso. Quindi, col senno di poi, traggo la conclusione che sarebbe stato molto meglio pazientare e prenotare gli esami il 12 ma stando col cuore tranquillo, piuttosto che riuscire a fissarli presto ma creando tutto questo scombussolamento psicologico a mio padre, scombussolamento che, come un boomerang atomico, si è completamente ripercosso su di me perché mi è dispiaciuto averlo messo in ansia e perché lui mi ha trasmesso tutta quella tensione.

Bene, ora spero di calmarmi (e spero anche di arrivare mercoledì alle 8,15 all’ospedale di Bentivoglio… spero di non trascorrere quella mattina dispersa nella pianura padana con un padre fuori di testa rinchiusi nella nostra povera e innocente Punto).

Una cosa è certa: a mio padre occorrerebbe un navigatore satellitare, ma usando così poco l’automobile mi pare una spesa inutile, tuttavia, dopo questo episodio, ci faccio davvero un pensierino.

Voi avete qualche blocco psicologico? Vi auguro di no!

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19 commenti on “L’indirizzo ce l’ho… [rintracciarti è un gran problema…]”

  1. Masso57 ha detto:

    Ne ho a pacchi, in particolare proprio quando si tratta di guidare. E le circostanze non mi aiutano: se tu pensi che proprio a Bologna, solo per aver sbagliato una rotonda, anzichè trovarmi in via Zanardi mi ritrovai a pietire informazioni all’Arcoveggio…..
    Comunque, il sito che fornisce le indicazioni per me migliori (anche troppo, chiacchiere tipo “a 15 metri voltare a sinistra” sono fuorvianti…) è quello di viamichelin.
    Comunque, se fai la via di Corticella, da Bologna ci arrivi in un quarto d’ora di strada normale, evita l’autostrada…..

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  2. melchisedec ha detto:

    E allora Auguriiiiiiii! Dai, andrà tutto per il meglio! Un abbraccio.

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  3. latendarossa ha detto:

    Oh cavolo, spero che stì esami non siano legati a niente di grave! Neanche io amo guidare, infatti, alla veneranda età di 33 anni, non mai preso la patente! Cavolo resisti dai, manca solo una settimana!

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  4. latendarossa ha detto:

    Ma scusa, Flalia, e prendere un taxi? Costerebbe troppo? Non so, un amico-corteggiatore-cuggino patentato?

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  5. flalia ha detto:

    Masso: grazieee!! Mi chiedevo proprio se ci convenisse prendere l’autostrada o andare da Corticella (anche a me sembrava la strada più comoda)!! Infatti ho trovato entrambi gli itinerari proprio grazie al sito viamichelin (scoperto oggi), in effetti ti dice passo passo la strada da seguire. Certe rotonde effettivamente sono un incubo, se ne sbagli una rischi di non raccapezzarti più (su questo il paparino non ha tutti i torti…). Grazie per il suggerimento e la comprensione :-))

    Mel: grazie, Mel, il bello è che la preoccupazione per la strada ha fatto passare del tutto in secondo piano la preoccupazione per la salute… 😉

    Marcello: davverooo? Anche tu senza patente?? Ma è fantastico, sai che siamo delle mosche bianche, vero? Sono sollevata, mi sento così stupida e inadatta a volte…
    Per la salute non è niente di grave, devo solo tenere sotto controllo la situazione. Riguardo al taxi… sono più di 20 km, mi costerebbe un patrimonio, se solo per andare da casa mia alla stazione (un tragitto che richiede molto meno tempo) mi spillano una cifra assurda… L’amico patentato c’era ma ha dato forfait (giustificato) e comunque di solito cerco di non pesare sugli amici: se ho scelto di non prendere la patente non posso farlo “pagare” agli altri… Vi farò sapere com’è andata… 🙂

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  6. lauraetlory ha detto:

    Se parliamo di “blocchi” potremmo mettere su una fiera. Ma adesso comincia a far caldo e stare tutto il giorno sotto una tenda… c’è da star male sul serio.
    Per tuo padre consiglio di mettere nello stereo un bel cd di musica classica. A volte aiuta.
    In bocca al lupo.
    Lory

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  7. listen ha detto:

    Guidare è piacevole, almeno in certe circostanze.Altre volte, quando vedi sfrecciare le auto a velocità da brivido, realizzi che il concetto di sicurezza è un termine molto vago per tante persone.
    E’ una bella idea quella del navigatore: se tuo padre è appassionato di hi-tech magari ci gira tutto il giorno per provare le mappe…

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  8. flalia ha detto:

    Lory: mah… mi sa che è un caso disperato, ha ascoltato il suo amato jazz ma non mi pare ne abbia tratto molto sollievo… Crepi il lupo!

    Listen: no, guarda, mio padre e la tecnologia sono agli antipodi… Mio padre si trova bene con i suoi libri, i suoi scritti, la sua musica, gli amici della parrocchia, la sua famiglia e la natura. Cioè con un sacco di cose belle. E’ il lato pratico-tecnologico che gli manca ma non si può avere tutto nella vita e preferisco avere un padre così anche se a volte mi fa veramente disperare. Per es., potrei aprire un intero blog sul rapporto problematico tra mio padre e il computer. Basta che appaia una finestrina o che una minima cosa sembri essere diversa dal solito che lui cade nel panico, mi sento chiamare disperatamente, corro attraversando la casa in ambasce e scopro che… non è successo niente! Il lato positivo è che nella mia famiglia sono considerata l’Esperta di informatica, mentre anch’io ci capisco poco in realtà… 😉

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  9. girliegirl ha detto:

    patente presa a diciotto anni e tre mesi, all’attivo un numero di chilometri impressionante e praticamente qualunque tipo di vettura, dalla mia prima smart piccolapiccolapiccola al furgone della ditta. insomma. niente blocchi, no?

    sì! 😀
    sono in uk in trasferta e non riesco a guidare al contrario!
    primo tentativo: apro la portiera, mi accomodo sul sedile e. ok, dovevo sedermi dall’altra parte. secondo tentativo: apro la portiera dall’altra parte, mi siedo e. ok, immagino di non poter incrociare le braccia ogni volta che cambio marcia. terzo tentativo: metto in moto e percorro ben dieci metri, sino al primo stop. panico. panico vero, non riesco a capire come svoltare, sono ferma da dieci minuti tipo vecchino col cappello, e il mio (poco) paziente amico e istruttore di guida sta ridendo come un cretino. quarto tentativo: riesco a svoltare, e percorrere un centinaio di metri. sbandando. continuo a tirare a destra, è più forte di me, finirò col fare un centrone con un autobus. e qui gli autobus sono grossi. O_o

    conclusione: niente auto, per ora. continuerò a provare (forse) e (forse) prima o poi riuscirò ad affrontare… la rotonda al contrario! che è un po’ come il mostro dell’ultimo livello nei videogiochi 😐

    auguri per gli esami e baci 🙂

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  10. commediorafo ha detto:

    Vuoi il numero del mio Tenente Colonnello?
    Massimo

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  11. flalia ha detto:

    Alice: povera! Be’, mi sa che per me sarà già tanto se riuscirò a imparare a guidare in Italia nel nostro verso, guidare in Gran Bretagna mi sembra fuori dalla mia portata… Stai attenta! 😉
    Crepi il lupo e baci a te 🙂

    Massimo: ma magari! Lui sì che saprebbe prendere in pugno la situazione senza crearsi (e crearmi) patemi d’animo… 😉 Comunque ormai so la strada a memoria, a forza di controllare… se riusciamo a perderci significa che siamo dei casi disperati!!! Un abbraccio 🙂

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  12. listen ha detto:

    Trovo molo delicata la descrizione di tuo padre e probabilmente non credo che lui amerà molto questi tempi veloci e, troppo spesso, superficiali.E’ un discorso generale.Una Buona notte.

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  13. flalia ha detto:

    Grazie, Listen e grazie a tutti per gli incoraggiamenti, in particolare, di nuovo, a Masso che mi ha suggerito la strada (avevi proprio ragione, ci abbiamo messo pochissimo e non si poteva sbagliare, sempre dritto!)… Missione compiuta, i Michelozzi (crasi tra il mio cognome – Micheletti – e Fantozzi), come ci chiamiamo noi nelle situazioni di imbranataggine spinta (cioè praticamente sempre), ce l’hanno fatta! Ora sono in partenza per Rimini, a presto! 🙂

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  14. aleike ha detto:

    Io sono la FOTOCOPIA di tuo padre.Guido senza problemi in citta’ ma dove conosco la strada, se faccio strade nuove, sudore e palpitazioni, ma e’ fuori discussione guidare, sola a maggior ragione, su autostrade, raccordi etc, proprio per il motivo di tuo padre, non per paura di non vedere l’uscita, ma per la CERTEZZA di non vederla, di sbagliarla, di vederla dopo e fare marcia indietro laddove la cosa e’ vagamente rischiosa.Uh, come lo capisco!D’altronde ho preso a fatica la patente a ben 29 anni!

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  15. Jedredd ha detto:

    Sono un motoredipendente, senza un mezzo di trasporto a benzina/gasolio non vado da nessuna parte, se mi muovo per più metri sui miei piedi, lo faccio per sport, posso anche correre per chilometri e chilometri nello stesso spazio, sempre per allenamento, ma se devo spostarmi ho bisogno di un motore. Dall’età di quattordici anni ho quasi sempre adoperato motociclette o automobili. Sto pensando di tornare al vecchio amore per le due ruote, per una Custom, o per uno Scooter… e la mia prossima vacanza, ( non ho la più pallida idea di quando sarà )? E’ pensata per esser fatta su di un camper! Sono tremendo e nocivo per l’ambiente!;-)

    Un bacioide

    PS Auguri per gli esami anche da parte mia, con un abbraccio.:-)

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  16. Masso57 ha detto:

    Certo che con una giornata così, stare a Rimini e dover lavorare un qualche blocco lo metterebbe a chiunque…

    [felice di esserti stato d’aiuto, e grato per le tue belle parole]

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  17. LaVostraProf ha detto:

    A me piace guidare 🙂
    Se qualche volta hai bisogno, in due, tre ore dalle tue parti ci arrivo 🙂
    (e anche a me piacerebbe da matti un navigatore satellitare!)

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  18. flalia ha detto:

    Aleike: mi sa che il navigatore sia davvero un grosso aiuto, in questi casi… Ciao! 🙂

    Jedredd: sei nocivissimo, Jedredd!! 😉 Io odio tutto ciò che è motorizzato… Un abbraccione!

    Masso: ci hai preso, Masso… immagina andare almeno tre giorni a settimana a Rimini e vedere il mare solo dal treno… perché devo lavorare!! Ciao 🙂

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  19. flalia ha detto:

    La vostra prof: eh eh, grazie! 🙂 Comunque mi sa che purtroppo il prossimo anno proverò a prendere la patente (notare la cautela insita nel “proverò”…) e chissà… magari scopro che guidare piace anche a me!! Ciao!

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