Come si fa a non essere felici?

Questa è stata la prima pasqua trascorsa in compagnia di mia nonna ma senza mia zia. È stato stranissimo entrare in casa e non trovare la zia sulla sua poltrona; era sempre lei la prima che baciavo all’arrivo e l’ultima che salutavo quando dovevo ripartire.
Adesso c’è un suo ritratto incorniciato, appoggiato sul mobile del salotto in mezzo ad altre fotografie. Una delle poche foto che possediamo di lei, dato che non amava farsi fotografare; era troppo vanitosa e sosteneva di non essere per niente fotogenica: nessuna foto avrebbe potuto renderle veramente giustizia.
Ma questo vale per tutti ed è una cosa bellissima, secondo me: non puoi mai ingabbiare lo splendore delle persone, neppure con le migliori intenzioni.

In treno ho incontrato l’Uomo più Gentile del Mondo: essendo chiaramente deciso a porgere aiuto benché io non avessi bagaglio, si è offerto di aiutarmi a sollevare (per appoggiarlo sull’apposito ripiano)… il mio cappottino!
– Grazie, ce la faccio da sola –, è stata la mia ridicola risposta (appartengo anch’io alla categoria dei Gentili-a-ogni-costo).
Non contento, il gentleman, dopo che mi sono seduta di fronte a lui, mi ha offerto più volte di scambiarci di posto, nel caso l’essere seduta al contrario rispetto alla direzione del treno mi desse fastidio. Non riusciva a convincersi che invece non mi dava nessun fastidio, e siccome credeva che io mi impuntassi per gentilezza nei suoi confronti siamo stati impegnati in queste profferte e dinieghi per alcuni minuti (alla fine ognuno, esausto, è rimasto al suo posto).
Poi entrambi ci siamo messi a leggere; io un romanzo per ragazzi, lui un libro erudito di argomento filosofico.
A metà del viaggio si è accomodata al suo fianco una signora, dotata di voluminoso bagaglio che il nostro cavaliere è stato ben contento di poter sistemare (con mia grande gioia, dato che mi ero sentita quasi in colpa per non essermi potuta fare aiutare prima, considerando che tra l’altro adoro essere aiutata in queste circostanze); poi questa signora, chissà perché, ogni volta che oltrepassavamo un corso d’acqua – fiume o rigagnolo che fosse – ci chiedeva se ne conoscevamo il nome, mettendoci così di fronte alla nostra terribile ignoranza (il gentleman cadeva nello sconforto più puro, quando non sapeva la risposta, e io stavo sulle spine per lui): è da quando sono nata che percorro in treno, più volte l’anno, la tratta Bologna – Piacenza eppure ho saputo riconoscere solo il fiume Parma e il Po. Mi sto ancora chiedendo come si chiami il fiume che attraversiamo vicino a Reggio (che sia l’Enza?). Tra un fiume e l‘altro questa signora recitava il rosario e sembrava perdersi in deliquio ma era prontissima a risvegliarsi all’approssimarsi di ogni nuovo fiume.
Il viaggio è stato scandito dalla suoneria di un cellulare che riproduceva il verso del gallo (no comment).

Mentre osservavo scorrere dal finestrino la nostra piatta, monotona, acquosa pianura avvolta in un clima particolarmente grigio – una terra ormai rovinata perché tutta quanta costruita e lavorata dall’uomo, senza più uno spazio in cui lo sguardo possa perdersi senza incontrare fabbricati, campi delimitati, cumuli di auto demolite, azienducole e centri commerciali – mi sentivo così piccola rispetto a tutto; in questi casi mi viene sempre in mente una delle mie frasi-mantra: il mondo può fare benissimo a meno di me, sono io che non posso fare a meno del mondo; una certezza, questa, che mi mette sempre di buon umore (della serie: Sono viva! Yuppiii!), mi fa sentire sempre al posto giusto, anche di prima mattina, in uno scompartimento occupato da un gentile compulsivo e da una fervente religiosa, mentre attraversiamo nella nebbia una pianura puzzolente di odori industriali e solcata da vari fiumi di cui non conosco il nome.

Spero che anche voi abbiate trascorso una buona Pasqua, cari amici.

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25 commenti on “Come si fa a non essere felici?”

  1. latendarossa ha detto:

    Quant’è vero, il mondo può fare benissimo a meno di me, sono io che non posso fare a meno del mondo… 🙂
    La mia Pasqua è stata piovosa, fatta di Bach, letture piacevoli e qualche film che non rivedevo da tempo. La storia dell’uomo molto gentile e quello che ti è successo in viaggio mi ha fatto pensare ad Achille Campanile… 🙂

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  2. commediorafo ha detto:

    Il vecchio diceva guardando lontano
    “Immagina questo coperto di grano…”

    Ti mancavano le mie citazioni gucciniane, eh? 😉
    Sempre belli i tuoi racconti di viaggi in treno tra la via Emilia e il west!
    Un bacione!
    Massimo

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  3. lauraetlory ha detto:

    Alle volte ho il dubbio che sia io che il mondo si possa vicendevolmente fare a meno l’uno dell’altra. Pasqua casalinga, causa anche un clima da inverno inoltrato. Comunque è passata. Oggi il sole sembra tornato su Roma.
    A me signori così gentili in treno, in aereo, in nave non sono mai capitati. Io credo che sia tu a catalizzare le buone qualità della gente.
    Laura

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  4. Jedredd ha detto:

    Nessun bagaglio, neanche Spinoza appresso? Strano, non è da te.;-)
    Bellissima la frase mantra, ma non buttiamoci troppo a terra, come scriveva Kipling, nessuno è indispensabile, ma siamo tutti importanti.
    Un bacione

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  5. flalia ha detto:

    Sapete una cosa, ragazzi? Lo devo proprio dire, sono troppo felice, in questo momento son proprio felice, anche se ho appena saputo che devo cominciare a prendere una nuova medicina (6 compresse al giorno!!! Mi sembra uno sproposito visto che mi sento bene, ma mi fido ciecamente del mio caro e dolce medico) mi sento lo stesso felice e soddisfatta come un’allodola delle fiabe (di quelle che non muoiono mai e non hanno un pensiero al mondo!). E domani lo sarò ancora di più! Domani prendo un treno e vado a lavorare, sapete dove? A Rimini! Presto vi racconterò tutto! Ma per ora mi godo questa bellissima sensazione e scusate lo sfogo ma non riuscivo proprio a tenermela dentro, tutta questa gioia non del tutto giustificata! :-)))))

    Bene, tornando a noi (scusate ancora il raptus entusiastico):

    Marcello: be’, io penso sempre che quando si è in cerca di qualche ispirazione o curiosità, basta salire su un treno e aguzzare occhi, orecchie e cuore: difficile rimanere delusi!
    P.S.: che divertente quando t’incrocio su altri blog! 😉

    Massimo: in effetti se non mi fai una citazione ogni tanto, sento che mi manca qualcosa… 😉 Dico sul serio, perché le tue citazioni mi piacciono un sacco! Sono sempre appropriate, io invece per i versi delle canzoni non ho memoria, cioè non mi viene mai la citazione giusta! Un bacio

    Laura: per incoraggiare la gentilezza anche nei più ritrosi basta fare un bel sorriso e fissarli negli occhi, ho notato. Il gentleman di domenica non necessitava di alcun aiutino, invece! ;-))
    Oggi mentre bevevo il tè ho acceso la tv e ho visto un tuo servizio a “La vita in diretta” (sulla maternità a quarant’anni)! 🙂

    Jedredd: per star via un giorno solo non vale la pena scomodare Spinoza… ma avevo la fida Scassona (la bici brutta che anche se me la rubano pazienza) che mi aspettava in stazione a Bologna, per tornare a casa…
    Quella frase non l’avevo mai intesa nel senso negativo che mi hai fatto notare tu… hai ragione, potrebbe sembrare un po’ troppo avvilente, ma io la intendo solo in positivo!
    Un bacione 🙂

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  6. melchisedec ha detto:

    Ma che bello leggere il tuo resoconto, che in realtà ha il sapore di una pagina letteraria.
    Credimi, mi sono trovato, leggendo, su quel treno tra il lui compulsivo e la signora curiosa di fiumi.
    A tal proposito l’ignoranza in geografia è caratteristica di molti Italiani. Le rare volte in cui la cattedra al biennio contempla geografia… me la vedo bruttina. Sto il pomeriggio a ripassare e studiare.
    Immagino la tua espressione al canto del gallo tecnologico!

    La mia Pasqua ok, tra gli affetti.
    🙂

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  7. aleike ha detto:

    Felice per la tua felicita’, ti dico che il tuo compagno di viaggio e’ delizioso,e posso confermare che spesso ho trovato maschi pronti a dare una mano a me o ad altre donne a mettere su bagagli realmente pesanti, e in quei momenti ci si tira su’ il morale su come vanno le cose nel mondo, c’e’ ancora gentilezza!
    Io Pasqua super casalinga, sono tornata nella mia Roma per stare con mio fratello e i miei splendidi nipoti. Che bello, Rimini non d’estate mi piace assai!:o)

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  8. latendarossa ha detto:

    Allora che beeeello, questo entusiasmo è contagioso. Davvero. Saluta Rimini da parte mia, ci sono passato col treno, dev’essere divertente viaggiare con te, cara Flalia 🙂
    Concordo, bello incrociarsi su altri blog, sempre quasi di incontrarsi per strada, di essere vicini di casa 🙂

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  9. latendarossa ha detto:

    Dimenticavo. Il corrispettivo al femminile di Bogart, potrebbe essere Rita Hayworth in Gilda:

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  10. caterinapin ha detto:

    Questo tuo viaggio in treno narrato con la tua consueta sublime soavità, mi pare una scena di un film di Frank Capra e ti fa venir voglia di sapere che succede dopo e come va a finire…
    Ballissimo!
    Un grande bacio :*

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  11. flalia ha detto:

    Melchisedec: eh eh, è vero, finché si tratta di regioni e capoluoghi di provincia me la cavo anche (forse) ma se si comincia con i fiumi e i monti… l’ignoranza dilaga!! ;-))

    Aleike: infatti, è proprio così, sono quei piccoli gesti di cortesia che ti sollevano tantissimo il morale! Ciao!

    Marcello: oddio, che modello inarrivabile… non ce la posso fare, sarei davvero come Woody di fronte a Bogart (be’, tutto sommato non sarebbe niente male, adesso che ci penso… :-D)

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  12. caterinapin ha detto:

    Se non mi tolgono presto questa stecca al dito, rischio davvero l’incidente diplomatico, uff!
    Ovviamente era bEllissimo e non con la A… O_o
    Sorry darling!

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  13. flalia ha detto:

    Cate: grazie, Cate, vedo che i post sui treni hanno sempre successo! Un bacione 🙂

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  14. Jedredd ha detto:

    Come ho potuto dimenticare la Scassona??? Argh… che smemorato che sono!;-)
    Un bacioide
    PS=Sono contento per te e curioso di conoscere presto queste novità.:-)

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  15. Lockwood ha detto:

    La gentilezza, che sia da treno o da blog, è spesso finta: c’è chi pregusta un incontro in privato e chi mira a tener su un blog ingraziandosi visitatori.
    Trovo però, se non ingenuo, corretto concedere una possibilità iniziale e ammettere che un’azione possa essere in parte disinteressata.
    Il fatto è che quando conosci “qualcosa in più” rispetto ad altri vorresti avvisare quelli che non sanno.
    E credo che tu possa fraintendere perché non intendo né fare un piacere a te mettendoti in guardia da altri, né ritenere questi altri più in buona fede di quanto non sia tu.

    Un filosofo per il quale puoi andare in brodo di giuggiole come niente – e che non è detto si desideri venga nominato – sostiene che anche se si è confutati continuamente dalla realtà permane un’irrazionale volontà di credere ad ogni costo, per fede.
    Penso che il modo più vero per far fronte alle difficoltà del mondo non sia tanto quello di ridimensionare uno yuppi-yuppi usato per illudersi che viviamo in un mondo meraviglioso (sennò acculturati come siamo mandiamo a monte il lavoro nei nostri adoratissimi predecessori), quanto accettare appunto la dura fatica (di dare un senso al caos del mondo dopo che sono morte e sepolte antiche certezze & vecchie fedi).

    Nutro dei sospetti nei confronti dei facili entusiasmi, sarà che sono le persone più leste a lasciarsi andare a stati emozionali di vario tipo quelle che tendono più facilmente a dimenticare, quando è loro conveniente, come fossero protese a farlo.

    Che non sia ora di darsi una svegliata?

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  16. flalia ha detto:

    Grazie, Jedredd, un bacio a te 🙂

    Lockwood: la gentilezza e i facili entusiasmi possono essere superficiali, certo, ma non necessariamente. A me personalmente piacciono. Riguardo a me, io non racconto tutta la mia vita su questo blog, soprattutto le cose più intime e felici non le metto in piazza qui sopra, dunque forse certi entusiasmi possono sembrare ingiustificati o eccessivi ma per me non lo sono, dato che ne conosco i motivi.

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  17. listen ha detto:

    Credo non sia un bel vivere –mi riferisco al commento 15- quello di vedere con sospetto ogni sorriso che incontriamo durante le nostre giornate. “perché mi ha sorriso …c’ è qualcosa sotto…”
    “perché mi ha detto buongiorno? Bisogna indagare”, “Perché mi vuole aiutare a compiere questa azione? Qualcosa non quadra….”.Ripeto, non è un bel vivere, ma chi ha il diritto di sindacare sulla vita altrui? Però non è corretto nemmeno contaminare con i propri pensieri negativi chi sta vivendo
    momenti di positività.Domanda all’ autore del commento 15: non è che sono proprio i gatti neri a toccarsi mentre li incroci?

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  18. Lockwood ha detto:

    Chissà quali cose straordinarie ci vengono taciute, sono così preso dalla curiosità da scordarmi di metter in piazza le dimenticanze a cui eo faceo riferimento.
    E’ come se una ghiotta bambina, colta in flagrante per aver rubato nel mio chioschetto una caramellina, si giustificasse raccontandomi la sua storiellina, che temea di rivelar d’esser povera in canna (che avea tanta fame poverina!), ma non s’accorge che in tra vasche di liquorizia sfruscia e sfruscia la bella sottanina (rivelandola figlia dei ricchi – nonché gran bricconcellina).

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  19. flalia ha detto:

    Listen: sono d’accordo con te. Comunque Lockwood ce l’ha con me ed è per questo che scrive commenti un po’ strani 🙂

    Lockwood: non capisco cosa vuoi dire. Credevo di averti già ampiamente risposto sia privatamente, sia pubblicamente su questo blog.
    Comunque, niente di straordinario, ovviamente, solo piccole cose mie. Era per dire che non vivo in un blog.

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  20. Lockwood ha detto:

    Scrivo schiettamente quello che penso in base a quello che leggo, divertendomi a bacchettare virtualmente il “peccato” più che il singolo peccatore (da una supposta minima conoscenza del quale però dovrò pur partire per riferirmi coerentemente agli atteggiamenti che riconosco comuni e vedere se vado a segno, infatti quella del portare la discussione sui piani personale o del non detto è a mio avviso una timorosa scappatoia per sfuggire il confronto chiarificatore): se non vuoi che lo faccia più – argomentare liberamente sui temi del tuo blog intendo – non hai che da esplicitarmelo ora, in modo non ambiguo, senza rimandarmi a un privato passato di comodo e senza invitarmi gentilmente a scrivere solo interventi compiacenti. Se ho l’autorizzazione a commentare critico quello che voglio come sempre (nei limiti della decenza e senza togliere libertà di espressione a nessuno, mi pare, visto che di spazio ce n’è per tutti e le voci non si sovrappongono o possono essere ignorate alla grande), se invece chiaramente mi fai sapere qui che l’accesso non mi è più consentito allora tolgo il disturbo da ‘sta bacheca pubblica, senza problemi. Il general punto è questa volta: quanto le nostre fondamenta argomentative sono di roccia?

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  21. flalia ha detto:

    Lockwood, mi chiedo da dove deduci che non voglia che tu argomenti liberamente i miei post; ti rispondo sempre tranquillamente come a tutti gli altri e continuerò a farlo. Solo, mi sembrava che fossi tu a volerla buttare sul personale (e neanche in quel caso ti avrei mai impedito di esprimerti); in ogni caso, non mi dispiacciono affatto i tuoi interventi, come quelli di chiunque altro (non sei il primo che mi critica e mi va benissimo così). Ciao 🙂

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  22. Lockwood ha detto:

    Mi spiace ma non mi sento affatto a casa fuori delle mie moor dove ho un bellissimo blogwood che mi aspetta. In futuro potrai venire però sempre tu a trovarmi, lasciandomi caramente dei commenti come hai già dolcemente fatto tante volte in questi anni (lo tengo sempre superaggiornato sai) e il portoncino del recinto – se ne avessi uno – per te rimarrebbe sempre spalancato. Con tranquillità, squisita disponibilità, bontà e tanta gentilezza Lockwood e i suoi cagnacci ti salutano sinceramente e serenamente, ciaooo :-))))

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  23. diegodandrea ha detto:

    Sono giunto sul post ascoltando casualmente la marcha turca.
    Leggo e ascolto leggo e ascolto leggo e ascolto.
    Giungo alla fine e risalgo i commenti.
    Uno dopo l’altro, mentre Mozart, nel frattempo, mi si esalta nelle cuffie fino a giungere a quel finale terribilmente sbagliato che non potendo oramai più essere riscritto mi costringe a schiacciare il rewind. E quindi riparto con la marcha e anche coi commenti, fino al punto in cui, incredibilmente, accade anche a me di avvertire il verso molesto di un gallo. Interrogato sulla vicenda, Mozart sostiene (o avrebbe sostenuto, per i più pignoli) che lui, stavolta, non c’entra.
    Notte Ilaria 🙂

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  24. lauraetlory ha detto:

    Aspetto notizie sul lavoro di Rimini e comunque IN BOCCA AL LUPO, te lo meriti, così come meriti il sorriso e la gentilezza delle persone che incontri.
    Lory

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  25. flalia ha detto:

    Lockwood: eh eh, guarda che io ogni tanto vengo a dare un’occhiata (e in effetti non sono ancora stata sbranata), ma tu non lo coltivi il tuo blogwood, va bén che si tratta di brughiera selvaggia, però… 😉

    Diego: mi hai fatto sorridere! Ciao 🙂

    Lory: Crepi, Lory, grazie, devo solo trovare il tempo di aggiornare (ho passato tutto il giorno alla Fiera del libro per ragazzi!). Un bacione 🙂

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