Malati terminali di gioventù

Oggi ho aperto un libro e ho letto questa cosa, questa nota introduttiva:

Questa è l’espressione di un punto di vista sull’universo giovanile. E per “giovani” qui si intende l’arco di vita fin verso i trent’anni, infanzia e adolescenza comprese, in un’accezione quindi un po’ particolare.

Chi scrive ha trentaquattro anni, al congedo dall’età giovanile ma probabilmente non ancora adulto, cioè a una distanza critica, per certi aspetti ideale, nell’osservare i fenomeni.

(Neretto, sottolineature, corsivo, ingrandimento sono miei…)

Vi risparmio tutte le considerazioni horror-sociologiche che mi vengono in mente, dico solo che mi ha un po’ turbata.
Ma voi (tranne chi anagraficamente lo è) vi definite ancora “ragazzi”? Io ho smesso di definirmi tale poco dopo i vent’anni e non mi è successo niente di terribile (non mi sono incartapecorita tutta d’un tratto né dentro né fuori, per intenderci).


P.S.: l’autore, tra parentesi, ha un curriculum, una professione e una scrittura di tutto rispetto, non è il bamboccione sfigatello da cui certe dichiarazioni te le aspetti.

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26 commenti on “Malati terminali di gioventù”

  1. commediorafo ha detto:

    Io a volte lo sono, a volte no.
    Essere definito un bravo ragazzo mi fa piacere, se qualcuno mi definisse un brav’uomo mi piacerebbe meno.
    E ricorda che per molti tu sei e sarai la ragazza della porta accanto, di quelle che non ci sono più (ragazze intendo, non porte accanto). Non credo che “ragazza” in questo senso sia un diminutivo, o che peggio ancora ti sminuisca no?
    (Si dice “sminutivo”?)
    Un saluto a te e a tutti i ragazzi e ragazze di tutte le età! 😉
    Massimo
    PS
    Credevo avresti parlato d’altro…

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  2. diegodandrea ha detto:

    Boh, a me affascina l’adolescenza a oltranza :-))

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  3. latendarossa ha detto:

    Ehi ehi fermi tutti.
    Come sarebbe a dire?
    Io compio fra poco 33 anni e non sarei più un ragazzo?
    Che corbellerie son queste?
    Flalia! Proprio da te non me lo sarei mai aspettato!!!!

    :)))))

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  4. lauraetlory ha detto:

    Io credo che a dispetto dell’età si debba conservare sempre il ragazzo/a che è dentro di noi. E’ a lui/lei che dobbiamo il piacere della vita nel senso più puro del termine. Ovviamente bisogna sapere miscelare bene le nostre due essenze, al bando gli eterni “giocherelloni”.
    Buona domenica
    Lory

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  5. Masso57 ha detto:

    Mi taccio, io ormai potrei essere il padre dello scrittore -e tuo- e comunque, più che bimbo, rimbambito……

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  6. flalia ha detto:

    A tutti: ciò a cui mi riferisco (e non è detto che abbia ragione, è solo la mia opinione) non è il rapporto che ognuno di noi può avere con se stesso e nel quale magari percepisce, nella propria complessità di persona, il “fanciullino” o l'”adolescente” che è in lui. Però quando ci si continua a definire “ragazzi” in rapporto alla società, per me è deprimente, è un autoescludersi, un tarparsi le ali. Non ci lamentiamo, poi, se viviamo in un Paese gerontocratico e se in ogni professione ai posti di comando troviamo i vecchi, non lamentiamoci se siamo governati da settantenni mentre altrove al potere ci sono i quarantenni, perché obiettivamente se a trenta/quarantanni ci si definisce ancora “ragazzi” allora è logico che il nostro destino sia il trastullo eterno e le persone “affidabili” (o considerate tali) siano altre… non so se mi sono spiegata. Poi ben vengano i fanciullini da coltivare ma per preservare il fanciullino bisogna appunto non esserlo più… o forse ragiono in modo troppo severo? 🙂

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  7. flalia ha detto:

    Massimo: riguardo al P.S., credevi bene, ma sono stata colta da un attacco di umiltà… ;-)) Ma mi sa che non mi tratterrò a lungo! :-))

    Lory: sono d’accordo, infatti quando dico che pur non definendomi più “ragazza” non sono incartapecorita, intendevo proprio quello…
    Un bacione 🙂

    Masso: be’, tu da quel che scrivi mi sembri un buon esempio di come si possa crescere e assumersi le proprie responsabilità mantenendo un sentire “giovane” (cioè non imbalsamato) 🙂

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  8. diegodandrea ha detto:

    Non so… giusto qualche anno fa abbiamo avuto come presidentessa della Camera di appena 31 anni. Dopodiché, non esagererei. A ben guardare,anche negli altri Paesi (europei) non c’è quest’enorme affollamento di governanti (ministri e presidenti) giovani. E ti dirò di più, a parte alcune (anche se rilevanti) ecceazioni, la cosa in realtà mi conforta, perché l’affidabilità di cui parli credo vada a braccetto con l’esperienza che in linea di massima è conseguenza dell’età!
    E poi non so glia altri, ma io né coltivo fanciullini e né mi “definisco”… in linea di massima mi sento in un certo modo e basta… e francamente benché stia oramai entrato nei tranta mi sento felicemente ragazzo 🙂
    Ciao D

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  9. diegodandrea ha detto:

    Ops !!! ho fatto un sacco di refusi 🙂

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  10. utente anonimo ha detto:

    Da un annetto non mi sento più inquadrabile tra i ragazzi, sebbene gli altri spesso mi inseriscano in questa fascia. Sereno comunque.
    🙂

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  11. utente anonimo ha detto:

    Ero io, Mel. 🙂

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  12. flalia ha detto:

    Diego: è vero, il fatto dell’esperienza l’hanno detto anche a me al lavoro, quando temevo di esser troppo “vecchia”… 🙂 Be’, in un certo senso mi sento anche un po’ rassicurata dal tuo e dagli altri commenti… forse ragiono così a causa di mio padre che mi ha inculcato certi “dogmi” e poi invece spesso mi accorgo che la “realtà” è molto più flessibile… O forse anche perché educare comporta sentirsi adulti rispetto agli educandi (deformazione professionale).
    Un bacio 🙂

    Melchisedec: eh eh, anche a me per es. attribuiscono sempre meno anni di quelli che ho… forse questa è un’ulteriore ragione che mi spinge a mettere i “puntini sulle i”! Ciao 🙂

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  13. listen ha detto:

    Io ho pensato d ‘essere diventato adulto all ‘ età di 18 anni, perchè potevo votare, assumermi i miei obblighi e far valere, quando serviva, i miei diritti.Ho la curiosità di un ragazzo ma le mie resposabilità non sono quelle di un ‘adolescente. Credo che questo si possa definire essere adulti.Condivido il tuo stupore, perchè a 34 anni si è adulti, anche se non può farci piacere.

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  14. BarbaraProvenzi ha detto:

    Secondo me le cose sono cambiate rispetto venti-trent’anni fa. Ora i trenta-quarantenni si possono chiamare ragazzi… trent’anni fa no. Spesso la differenza tra una persona di 25 anni e una di 40 (almeno dal punto di vista fisico) non si nota molto. Per il resto certo, è bene che ci sia.
    In effetti spesso non ci si pensa finchè qualcuno non ti pone il problema. Ho trentaquattro anni, cosa sono? Non mi importa poi molto, ma al mio ragazzo direi (come dice la canzone)…”La tua ragazza sempre!”

    Barbara

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  15. flalia ha detto:

    Listen: ecco, hai detto meglio di me ciò che intendevo, soprattutto il fatto che questo post mi è nato spontaneo dopo aver letto quella frase… scritta così, nero su bianco, mi è parsa un po’ fuori luogo… 🙂

    Barbara: ciao, benvenuta 🙂
    E’ vero quello che dici sulla differente percezione dell’età a seconda delle epoche… E’ vero, la vita si allunga e a quarant’anni le persone sembrano ancora giovani ma… è per l’appunto apparenza… 😉

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  16. girliegirl ha detto:

    sino a qualche settimana fa, lavoravo a tempo perso. uno, due giorni alla settimana, quel tanto che bastava a non dover dipendere (pesantemente) dal babbo per il mantenimento di vizii e capricci. adesso ho un progetto mio tutto mio solo mio che seguo da mane a sera come un cucciolo bisognoso d’affetto, una casa (circa), un milione di responsabilità (tre, o quattro, ma sembrano di più), un sacco di paura di fare casino e mi sento adulta. però continuo a usare ragazza. donna mi sembra eccessivo 😀

    baci bella 🙂

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  17. caterinapin ha detto:

    E’ una cosa che colpisce sempre molto anche me!
    L’altro giorno ad un Tg ho sentito di un brutto fatto di cronaca e mi ha colpito la voce fuori campo della giornalista che spiegava della ragazza di 39 anni aggredita…
    Non so, a me ha colpito sentire definire ragazza una donna di quasi 40 anni…
    Mica perché ci sia nulla di male, ma perché mi è sembrato un controsenso, ecco tutto!
    Concordo pienamente con te, finché non ci sarà la consapevolezza della maturità interiore, difficilmente ci troveremodi fronte dei “ragazzi” affidabili.
    Conosco molti che NON vogliono crescere, che hanno l’angoscia dell’entrata nel mondo degli adulti e hanno già passato abbondantemente i 30 anni!
    Quando ho letto la frase introduttiva che hai riportato, ho pensato si trattasse di Fabio Volo emblema della corrente dei Peter Pan nostrani, l’uomo che si sentirà un ragazzo anche a 90 anni…ma magari mi sbaglio…
    Sarei curiosissima di sapere chi è!
    Un bacione :***

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  18. diegodandrea ha detto:

    una volta leggevo un articolo sulla sindrome di Peter Pan dove c’era un antropologo che sosteneva che si trattava di un fatto prettamente maschile perché le donne, in realtà, tendono ad invecchiare molto prima degli uomini (benché, in media, vivano di più).
    Prima di leggere questo post, e alcuni dei commenti a seguire, ero sempre stato convinto che l’antropologo avesse torto
    ;-))

    Ciao D

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  19. diegodandrea ha detto:

    Eih Ilaria, ma sei piombata in un’altra bolla creativa?
    🙂
    Va beh, volevo lasiarti i miei auguri, sono in partenza.
    BAcio D

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  20. diegodandrea ha detto:

    Ah, ok, ho letto da Laura e ho visto che ci sei 🙂
    Bene, mi stavo un pò preoccupando, meglio così 🙂
    Pensa che combinazione, io sono intervenuto sulla medesima faccenda, ma sul bolg della Montanelli… attualmente sono ancora in moderazione :-))
    Ciao ciao
    D

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  21. flalia ha detto:

    Alice: complimenti! Mi mancano i tuoi post ma, date tutte queste novità, non mi stupisco se non hai tempo! La paura di fare casino credo ci accompagnerà più o meno sempre… ;-))
    Un bacio e in bocca al lupo per il tuo progetto 🙂

    Cate: sì, anche a me colpisce sempre molto sentir definire “ragazzi/e” dei quarantenni. Se ci fai caso, sui giornali capita spesso… E’ vero, non avevo pensato a Fabio Volo ma in effetti lui è proprio un caso emblematico!
    Un bacio 🙂

    Diego: ti confesso che dopo aver ricevuto i primi commenti, mi son detta: “Guarda caso, son tutti uomini!”… 😉
    Ci sono, ci sono, ma nei giorni scorsi ho avuto troppi impegni per dare segni di vita. Sarà per questo che oggi mi sono inserita in una polemica (cosa che di solito evito come la peste)? ;-)) Buona Pasqua e un abbraccio 🙂

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  22. biancac ha detto:

    Parto fra poco, quindi Buona Pasqua! A rileggerti presto!

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  23. lauraetlory ha detto:

    Ma tu una ragazza lo sei, Ilaria!
    Buona Pasqua.
    Laura

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  24. caterinapin ha detto:

    Tanti auguri di buona Pasqua Ilaria!!!!
    un grande abbraccio e un bacione 😉

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  25. barbara34 ha detto:

    mia cara, io mi ritengo una peterpan ossimorica, a volte troppo vecchia per il carico di tutte le cose tristi che osservo. Cependant chi vuol esser lieto sia e

    un bacione

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  26. flalia ha detto:

    Bianca: grazie! Spero che anche tu abbia trascorso giornate serene. A presto 🙂

    Laura: eh eh, grazie 😉 Pasqua ormai è passata ma spero sia andato tutto bene. Un bacio 🙂

    Cate: grazie, carissima 🙂 Un abbraccio forte!

    Barbara: un bacione a te, cara Barbara (forse sono proprio gli ossimori a permettere di superare certe impasse?)

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