Gentlemen canterini

Oggi ho pensato che se anche, per caso, ne avessi l’opportunità, non sposerei mai un cantautore, per un milione di buoni motivi ma soprattutto perché, in caso di tradimento da parte sua (atto già in sé terribile, atroce, ferale e umiliante – non so se mi sono spiegata! – ) non vorrei poi vedermi anche svergognata davanti a tutto il Paese; perché non so se avete notato l’esistenza di questa curiosa regola: ogni comune marito è pronto a negare fino all’inverosimile l’avvenuto tradimento, e di certo non lo pubblicizza; il cantautore invece ci scrive su una canzone, ufficialmente per chiedere perdono ma nella quale, tra le righe, si giustifica e si glorifica, presentandosi alla fine come uomo sensibile, romantico e innamorato. Il cantautore sente questo incoercibile bisogno di informare il mondo della sua spregevole azione, facendola passare per il contrario di ciò che è, e così facendo si sente anche particolarmente buono e meritevole in automatico di perdono, se non di santificazione. Che la povera moglie venga in tal modo ulteriormente tradita e umiliata non gli passa neanche per la testa; del resto lui sarà troppo occupato a rilasciare interviste sull’argomento e scalare posizioni in classifica (di solito questo tipo di canzone piace tantissimo, soprattutto alle donne – vai a capire perché – e quindi stravende). Alla fine pretenderà pure di essere ringraziato

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16 commenti on “Gentlemen canterini”

  1. anyamydesire ha detto:

    GRAZIE PER ESSERE PASSATA A TROVARMI
    UN’ABBRACCIO
    ANYA

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  2. diegodandrea ha detto:

    Ommamma, non c’avevo mai pensato!!
    :-))
    E va beh: “oh ma dama, rinuncerò per voi ad ogni ambizione da menestrello e cantastorie; narrerò solo di quel desiderio immenso che spinse forte ogni nota alla prigionìa ‘si dolce del vostro orecchio”
    (vado peggiorando, eh? :-))) :-)))

    @ANYA
    sai che c’è? mi sa che passo a trovarti anch’io ;-))

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  3. listen ha detto:

    D ‘accordo per i cantautori, ma devi eliminare anche i gruppi musicali…prendi ad esempio i Pooh:
    C’ è una loro canzone, ascoltatissima da generazioni di giovani che la dedicano alla loro metà, e fa così…
    Mi dispiace di svegliarti
    forse un uomo non saro’
    ma ad un tratto
    so che devo lasciarti
    fra un minuto me ne andro’
    E non dici una parola
    sei piu’ piccola che mai
    in silenzio morderai le lenzuola
    so che non perdonerai
    Mi dispiace devo andare
    il mio posto e’ la’
    il mio amore si potrebbe svegliare
    chi la scaldera’

    (Tanta voglia dei lei) Insomma, lui la sveglia pure per avvertirla che se la svigna, “in silenzio morderai le lenzuola” (pure stronzo!) Ecco è una cazone romantica che gli innamorati senza capire cosa dice se la dedicano da anni…l ‘amore è cieco –si dice- ma qualche è volta pure sordo.

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  4. listen ha detto:

    si prega di immaginare una “n” sulla parola “cazone”

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  5. commediorafo ha detto:

    Per non parlare della Francesca di Battisti…
    Per fortuna che c’è ancora qualcuno che mette in musica Cyrano e che dice
    “dev’esserci lo sento,
    in terra o in cielo un posto
    dove non soffriremo
    e tutto sarà giusto…”
    Massimo

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  6. melchisedec ha detto:

    Dipende da che cantautore; il problema è che cantautore o meno la pelle brucia col tradimento. Eppure non vedo un De Gregori che tradisce, per esempio.

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  7. Masso57 ha detto:

    Insomma, dalla pelle al cuore, per capirci….
    Pensa a quelle poverette che si sentirono dire da Iglesias ” se un uomo tradisce, tradisce a metà”, oppure da Battisti “era un gioco, non un fuoco, lo sai ch t’amo veramente” che peraltro perdona “anche quando tornasti vestita di pioggia”. Puoi però sempre sperare in un Cocciante (“io ti avrei trattata come un fiore, non ti avrei strappata alle radici”) o su DeGregori (“Bellamore bellamore, non mi lasciare”) nell’ipotesi opposta.

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  8. nonnacarina ha detto:

    Ti trascrivo il commento di
    di Yzma:splinder.com
    sulla canzone
    Dalla pelle al cuore di Venditti:

    -Il sesso fa partire
    +Della serie: ma vai, ma vieni?!

    -l’amore fa tornar da te
    +Sei sicuro che sia l’amore? Perché non mi stupirei se lei ti avesse rispedito al mittente con un bel vaffanculo.

    -e dalla pelle al cuore
    che adesso sto davanti a te
    +No, eh, non starmi davanti che sto guardando la televendita delle padelle antiaderenti, spostati immediatamente.

    -so che mi perdonerai
    mi devi perdonare
    so che tu ce la farai
    +Scusa, ma adesso non ho tempo, devo rinvasare il filodendro e tagliare le castagne.

    -e dalla pelle al cuore
    che devo ritornare
    senza più parole
    senza farti male
    +Ecco, appunto, senza più parole mi pare un’ottima idea, cosa sarà mai tutto questo cianciare. Anzi, scusami un attimo, devo andare a portare fuori la spazzatura (appena si accorgerà che ho buttato nel cassonetto tre sacchi neri pieni di cianfrusaglie sue tenterà di spezzarmi un braccio, altro che senza farti male, ma è un rischio che intendo correre)

    -e tu lo capirai
    solo da uno sguardo
    +(Ma questo deficiente cosmico mi ha presa per un cane addestrato?)

    -non cerco comprensione
    e lacrime che tu non hai
    +Non avrò nessuna comprensione, quando avrai esaurito le tue (da coccodrillo) ti userò per farmi una borsetta.

    -è stata un’emozione
    che mi ha rubato l’anima
    +Ma non era solo sesso quello che ti ha fatto partire?
    Ah, ci sono! l’anima che scalpita sotto la cerniera dei tuoi pantaloni!!

    -dolcissimo mio amore
    +Dolcissimo un cazzo, ho più veleno di un cobra.

    -si apre il tuo portone
    +Beh, per forza, altrimenti come faccio a prenderti a calci negli stinchi?

    -in fondo al buio andiamo
    cadendo giù per sempre liberi
    +Evitiamo il plurale, please. Forse non l’hai ancora capito, ma la mia intenzione è quella di far rotolare per le scale solo te. Devi farti di testa tutte e sette le rampe (e il buio calerà subito, c’è il timer che ha una regolazione di merda).

    -amore mio ti amo
    spaccami il cuore piano
    +Il cu…ore? Piano??

    -solo uno sguardo prima di andar via basterà
    +Beh, uno sguardo te lo potrò anche dare, dalla tromba delle scale, mentre sarai accasciato là in fondo, sullo zerbino dell’androne. Con tutti i telefilm di Fox Crime che mi sono dovuta sciroppare per amore tuo, sai com‘è, il sangue ormai non mi fa più impressione.

    -ci troverà la sera
    +No, ti troverà la portinaia, e il 118 lo chiamerà lei, adieu!

    Penso che potrebbe essere un’adeguata risposta per una moglie tradita o no?

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  9. Jedredd ha detto:

    Condivido. M’immagino di essere il fratello della moglie del cantautore e andare a fargli una bella cravatta con la sua chitarra.
    C’è anche la versione al femminile, immaginati quanto deve essere stato poco piacevole avere i panni del marito di Patty Pravo, quando lei cantava “Pazza Idea”… Sgrunt! Ma statevi zitti almeno!
    Un bacioide

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  10. flalia ha detto:

    Anya: io passo sempre a trovarti, ma non commento ogni volta per non lasciarti troppi “predicozzi”! 😉 Un bacione 🙂

    Diego: eh eh, vedo che fai progressi! 😉

    Listen: grrr! E’ verooo! Ricordo che al liceo, alla festa di carnevale e di fine anno, quando si cantavano le canzoni preferite, quella era una delle più gettonate (con tutto che i Pooh sono ormai “preistoria”, eppure la canzone resiste ancora!) e le ragazzine erano le più appassionate nel cantarla… mah! 😉

    Massimo: è vero, qualcuno che si salva c’è, e il buon Guccini è uno di questi… 🙂

    Melchisedec: è vero, De Gregori, come il già citato Guccini, sono tra quelli che “si salvano”, forse perché sanno cantare anche d’altro oltre che di pelle, cuore e compagnia bella 😉

    Masso: insomma, ogni generazione ha la sua simpatica canzoncina all’uopo… 😉
    Come hai intuito, questo post è implicitamente “dedicato” ad Antonellone Venditti, sai, di questi tempi ogni volta che accendo la radio mi tocca sentirlo… ;-)))

    Nonnacarina: ciao, benvenuta e grazie mille per avermi segnalato questo post di Yzma! Sono andata a rintracciarlo direttamente sul suo blog e ho trovato spiritosissimi anche i suoi commenti! 🙂

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  11. flalia ha detto:

    Jedredd: bravo, mi piace questo commento risoluto! 🙂 Certo, qualche volta anche voi maschietti potete avere qualcosa da ridire ma facendo due conti mi sa che le più tartassate siamo noi… ;-)) Un bacione :-*

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  12. latendarossa ha detto:

    A me vengono in mente 2 simpatici controesempi: De André (con La canzone dell’amore perduto) e Paolo Conte (con Sono qui con te sempre più solo). Io le ritengo 2 meravigliose canzoni, di quelle che proprio adoro con tutto me stesso. La prima dice, tra le altre cose:

    l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,
    non resta che qualche svogliata carezza
    e un po’ di tenerezza.

    La seconda:

    Sono qui con te sempre più solo
    sento crescere tutta l’estraneità
    di due messi li
    in un brutto tinello marron

    Eppure entrambi, De André e Conte sono riusciti a restare lungo gli anni con le rispettive partnersss.
    Comunque hai ragione, neanche io vorrei una cantautrice nella mia vita sentimentale (pensa che brutto scoprire un giorno che preferisci canticchiare le canzoni di altre piuttosto che le sue)! 🙂

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  13. flalia ha detto:

    Marcello: grazie per le citazioni (la prima la conoscevo, la seconda no)!
    Eh eh, in effetti sarebbe imbarazzante non sentirsi liberi neppure di canticchiare in pace… ;-))

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  14. utente anonimo ha detto:

    A consolazione resta sempre Riccardo Cocciante “adesso siediti su quella seggiola…” 😉
    Un bacio
    Lory

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  15. Jedredd ha detto:

    Buona domenica…
    naturalmente è il mio saluto/augurio del sabato e non la canzone di venditti!!!;-)
    Un bacioide:-)

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  16. flalia ha detto:

    Lory: eh eh… meno male, insomma! Ciao e un bacione 🙂

    Jedredd: be’, allora io ti auguro buon lunedì! Un bacione 🙂

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