Concludere l’anno depressi è il modo migliore per iniziarne un altro allegri

[questo non è un post triste; è umoristico (meglio precisare…)]

L’ultimo giorno dell’anno mi son svegliata depressa (per alcuni motivi ben precisi che nulla hanno a che vedere con lo snobismo da ricorrenze; sono favorevole ai festeggiamenti nelle “feste comandate”!).

Be’, magari porta fortuna essere tristi l’ultimo giorno dell’anno, mi son detta, e su questa ondata d’ottimismo (l’unica della giornata) ho trovato la spinta per alzarmi dal letto.
Ho cominciato a ricevere telefonate d’auguri e mi sono sforzata di risultare allegra e positiva, con scarsi risultati, credo (chiedo scusa agli sventurati interlocutori). L’unica persona da cui desideravo essere sommersa di messaggini non me ne mandava. In compenso ero travolta da Timspot giornalistici riportanti orribili notizie su eccidi in Kenya o donne fatte a pezzi in Italia.

Nel corso della mattinata i miei familiari sono partiti chi per Piacenza chi per Reggio Emilia, dove avrebbero festeggiato l’arrivo del nuovo anno. Sono così rimasta sola in casa e mi sono esibita in alcuni monologhi consolatorii passeggiando per il corridoio.
Poi mi son messa a cucinare il mio dolce, immersa in varie recriminazioni tra me e me.

Mi sentivo anche obbligata a pubblicare un post d’auguri: mi son messa a scrivere e mi veniva fuori un augurio più triste dell’altro; alla fine ci sono più o meno riuscita e l’ho postato (sostituendo all’ultimo momento la parola “orrore” con la parola “dolore”).

A questo punto, dovevo prepararmi per uscire. E non ne avevo voglia. L’unica cosa che mi andava di fare era accasciarmi sul divano del salotto e restare lì immobile fino a ora indefinita, lasciando che attorno a me calassero dolci le ombre della sera, portando via il giorno, l’anno e la mia coscienza. Ma non potevo farlo: il divano è completamente cosparso di reperti africani – tutti duri e appuntiti, tra l’altro – portati e abbandonati lì da mia sorella; e anche le poltrone.

Per un fugace istante una sbornia solitaria mi è parsa un’alternativa non disprezzabile; il necessario l’avevo. Mi è bastato però ricordare come sono stata male l’unica volta che mi sono pesantemente ubriacata in vita mia (purissima vodka) per rinsavire immediatamente dall’insano proposito.

Precipitando ulteriormente, ho dato un’occhiata alla programmazione televisiva della serata: trasmettevano “Il diario di Bridget Jones”.
Non ho mai visto Il diario di Bridget Jones. – mi son detta – Conosco un sacco di giovani donne che vanno pazze per questa Bridget Jones e io non so neanche chi sia. Adesso do buca alla festa e resto a casa a guardare Il diario di Bridget Jones, anche se presumo che non mi piacerà e forse mi verrà anche voglia di suicidarmi.
Infatti l’unica cosa che sapevo di Bridget Jones era che si trattava di una tipa imbranata (e non immaginavo quanto) e a me, di tutti i film che ho visto, con protagoniste giovani donne imbranate e anche un po’ isteriche, finora non me n’è piaciuto neanche uno.

Sinceramente, mi sembrava davvero un’idea vomitevole, restare a casa a guardare “Il diario di Bridget Jones”.

Alla fine, le mie mani ustionate mi hanno riportata alla realtà e ho deciso di andare alla festa; se no, perché cavolo avrei dovuto passare il pomeriggio a ustionarmi le mani?

Perché – piccola parentesi – dovete sapere che questo dolce che so fare io comporta che la cuoca nell’impastarlo si ustioni le mani, ma quante cuoche conoscete al giorno d’oggi che siano disposte a ustionarsi le mani la sera di S. Silvestro? (per cuoche intendo giovani donne magari con le mani tutte ben curate, e perfino un po’ schizzinose, non le massaie come mia nonna che tiene sempre in cucina Foille, la soccorrevole pomata contro le ustioni). Ed è questo il segreto per cui il mio dolce viene così bene, perché non sarebbe la stessa cosa impastarlo aiutandosi con qualche utensile, come ha fatto chi ha provato a cucinarlo dopo che le ho dato la ricetta. E c’è un momento, quando tengo le mani sollevate al di sopra dell’impasto bollente e fumante e mi preparo psicologicamente a sentire il bruciore quando le calerò, che è un momento divertentissimo, secondo me, perché mi sembra davvero ridicola questa attività dell’ustionarsi le mani pur di fare un buon dolce (ed è poi un metodo inventato da me, non c’è scritto su nessuna ricetta) ed è ancor più ridicolo il modo da me escogitato per sopportare il dolore: cantare a squarciagola le tre sillabe Lallallà in tutte le possibili variazioni, finché le mani si abituano al calore e allora diventa piacevole modellare l’impasto. 

Perciò, per rispetto alle mie mani doloranti, mi sono vestita, ho impacchettato il mio dolce, buttato nello zaino pigiama e accessori varii (il giorno dopo, senza tornare a casa, sarei andata a Piacenza), preso la bici e pedalato fino a casa del mio amico, dove si è tenuta una simpatica e semplice festicciola tra amici intimi che alla fine, come sempre, si è rivelata divertente.

Per curiosità, però, ho registrato “Il diario di Bridget Jones” e ieri l’ho guardato, in compagnia di mia nonna, poveretta (ero a casa sua): se fossi rimasta a casa a guardare quel film sarebbe stato il modo peggiore per concludere l’anno.

Bridget Jones è odiosa. Il fatto che parecchie trentenni o giù (o su) di lì si identifichino in lei (ogni giorno incappo del tutto casualmente in blog ispirati a questa tipa, per non parlare di certa devozione al personaggio udita con le mie orecchie in varie circostanze) mi deprime, anzi mi spaventa. Non vorrei avere un’amica uguale a Bridget Jones e se scoprissi di somigliarle avrei un valido motivo per suicidarmi. Bridget Jones è un’inetta per eccellenza: l’unica cosa che le interessa è farsi portare a letto da un uomo possibilmente mascalzone (usiamo un eufemismo). Per il resto: non sa parlare, non le interessa il suo lavoro (eppure lavora in una casa editrice e potrebbe gustarselo molto di più), è imbranata, goffa, impacciata e incapace di migliorarsi (anzi, non può neanche proporsi di migliorarsi, perché non sembra molto consapevole del suo stare al mondo). E in più, non fa neanche ridere, con tutti i suoi comportamenti stupidi; perché anche per far ridere di sé occorre una certa consapevolezza. Boh, capisco che qualcuno possa trovarlo un film divertente, ma farne quasi un ideale di vita mi pare un po’ degradante.

E voi, amici? Passato bene l’ultimo dell’anno?

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25 commenti on “Concludere l’anno depressi è il modo migliore per iniziarne un altro allegri”

  1. commediorafo ha detto:

    Mi spiace che ti sia sforzata per sembarre allegra…
    Il mio veglione è stato ok. Pure io da amici per una serata tranquilla.
    Massimo

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  2. PaoloFerrucci ha detto:

    Ilaria, io mi sono annoiato in casa, quest’anno non avevo nessun posto dove andare. O meglio, non mi sono interessato ad andare in nessun posto, pensando che non facesse differenza; invece la sera avrei voluto essere a una festa, magari a quella dov’eri tu.
    E’ curioso: anch’io durante la giornata mi son sentito un po’ abbandonato, mi sarebbe piaciuto ricevere un sacco di sms (o almeno qualcuno) e invece niente, nessuno si curava di me. Avrei voluto mandarne qualcuno io, ma uno strano ritegno mi tratteneva. Una giornata strana, brutta anche per me.
    Interessante il tuo giudizio su Bridget Jones: mi sembra un post un po’ amaro e disincantato, mi ricorda la Ilaria vecchia maniera, pungente e arguta. Una ragazza di cui innamorarsi, insomma.
    Buon anno, Ilarietta. :-*

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  3. melchisedec ha detto:

    La vena depressiva, ma depressione è parola grossa assai, perciò meglio usare melanconia, coglie un po’ tutti. Qualcuno la caccia via assorbito dagli impegni e dal traccheggio di capodanno, altri ne diventano vittime, altri ne sono colti,ma si riprendono presto. Cara Flalia, è normale per chi è abituato a porsi in atteggiamento riflessivo rispetto alla vita, al mondo.
    Io l’ho trascorso bene tra gli affetti familiari e “amiciari”. Alle 2 ero a letto.
    Quanto a Bridget… mi rifiuto. E ho detto tutto. Ottima giornata!

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  4. listen ha detto:

    L’ umorismo e l‘autoironia ( non il vittimismo)
    non è così diffuso come ci si aspetterebbe.Con le tue oscillazioni tra l’ipotesi di una sbronza, il film da vedere sì-o-no, la nonna, i reperti africani della sorella, il dolce che richiede una cuoca pronta al martirio… sinceramente: ho riso di gusto leggendo questo post.

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  5. barbara34 ha detto:

    io ho trascorso l’ultimo dell’anno a letto, in una crisi di rigetto psicosomatica delle feste e delle fatiche che mi tocca fare per vedere il parentado (e poi mica ci riesco con tutti, quindi, frustrazioni a gogo!)
    niente volevo fare, ma il concerto in piazza a napoli ve lo volevo vedere, a Na non c’è bisogno di far nulla di particolare, è già bello scendere in strada (con l’elmetto antiproiettile sembra) e vedere i fuochi a mare. manco quello!
    ma curiosità mi punge, o meglio mi brucia! di che dolce si trattava? forse sarà la tua carne che lo insaporisce tanto, eheheh?? 🙂

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  6. caterinapin ha detto:

    Io l’ho trascorso benissimo!!! Sono stata fantasticamente…
    Bridget Jones è odiosa, con quella vocetta e quelle mossettine! Figurati che me lo sono DOVUTO vedere al cinema! Pur non essendo tirchia, ancora ci piango su quei € 7,50…
    Hai ragione, nemmeno io riesco a provare trasporto per quell’imbranata ed inetta!
    L’unica cosa decente del film è la colonna sonora, ma è ben poca cosa da sola….
    Hai visto che neve? Uff!
    Io ooooodio la neve!!! Ci ho fatto pure un post…
    Bacio cara 😉

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  7. edi ha detto:

    io ADORO bridget jones. E’ consolatorio guardare qualcuno (anche il personaggio di un film, il che può sembrare vagamente aristotelico) che è palesemente più imbranata di me. 🙂

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  8. lauraetlory ha detto:

    Alla fine sei riuscita a buttarti alle spalle la malinconia ed è questo quello che conta. Io di solito allo scocare della mezzanotte devo ricacciare indietro le lacrime. Non c’è un motivo particolare, forse è solo la nostalgia per un anno che se ne va e non tornerà più… siamo ben strani noi esseri umani.
    Un bacio
    Lory

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  9. lefty333boy ha detto:

    E c’è un momento, quando tengo le mani sollevate al di sopra dell’impasto bollente e fumante e mi preparo psicologicamente a sentire il bruciore quando le calerò, che è un momento divertentissimo, secondo me, perché mi sembra davvero ridicola questa attività dell’ustionarsi le mani pur di fare un buon dolce (ed è poi un metodo inventato da me, non c’è scritto su nessuna ricetta) ,,,,

    mi hai fatto sorridere (
    quell film và bruciat0 😉

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  10. latendarossa ha detto:

    All’epoca, fine anni ’90 primissimi anni del nuovo secolo, Bridget Jones poteva essere anche simpatico, perchè era un personaggio femminile “nuovo”, che raccontava in maniera fresca e ironica le avventure di una single un po’ imbranata [e ammetti che Renée Zellweger è brava suu]. Poi col passare del tempo è diventata una specie di silhouette che ha perso parte del suo fascino, un po’ come la protagonista de Il favoloso mondo di Amelie: non conosco donna che non ne parli bene, e ci sono tanti blog che lo citano – ma a mio parere il film, di per sé carino, aveva tanti aspetti e lati “grotteschi” che, guarda caso, non sono stati rilevati.
    Va beh tutto questo per dirti alla fien che sono contento che tu abbia passato tutto sommato un buon capodanno! 🙂
    E poi…
    Be’, magari porta fortuna essere tristi l’ultimo giorno dell’anno, mi son detta, e su questa ondata d’ottimismo (l’unica della giornata) ho trovato la spinta per alzarmi dal letto.
    A me sembra una frase che avrebbe potuto scrivere Achille Campanile!!! 😀

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  11. latendarossa ha detto:

    *Simpatica*, non simpatico.

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  12. flalia ha detto:

    Massimo: be’, non volevo contagiare nessuno con la mia malinconia di fine anno! Meno male alla fine le nostre serate sono state divertenti 😉

    Paolo: allora eravamo nella stessa situazione! Be’, l’importante è che sia passata la giornataccia. Adesso è arrivato un anno nuovo di zecca… godiamocelo al meglio. Un bacio 🙂

    Mel: è vero, e comunque ci sono affezionata, alla mia malinconia (presa a piccole dosi, magari…). Eh eh, in effetti neanche tu mi sembri tipo da apprezzare Bridget “svitata” Jones! 😉

    Listen: grazie! Era proprio ciò che speravo di suscitare… se no a che servono le piccole “disgrazie”? 😉

    Barbara: che soluzione drastica! 😉
    E’ un dolce di riso soffiato e cioccolato (ma senza pelle, eh?) 🙂

    Cate: Oh, Cate, vedo proprio che abbiamo gusti simili (pure Bridget Jones!). Neanche a me piace la neve in città, questa di oggi poi non è neanche una neve con un minimo di personalità, insomma, troppo incerta! Sono felice che tu abbia iniziato l’anno così bene!

    Edi: ciao, che piacere rivederti! Buon anno! In effetti penso che gran parte del successo di questo personaggio sia dovuto al fatto che ci si sente “giustificate” per le proprie debolezze…

    Lory: infatti… anche se è solo una convenzione, c’è sempre un po’ di malinconia quando qualcosa finisce… meno male al tempo stesso qualcos’altro rinasce! Un bacio

    Lefty: eh eh, addirittura al rogo? Quasi quasi… 😉 Buon anno nuovo 🙂

    Marcello: sì sì, l’attrice è molto brava. Sì, forse ormai, vista oggi, Bridget Jones risukta un’accozzaglia di stereotipi ambulanti, magari anni fa poteva sembrare già più “rivoluzionaria”… comunque non mi piace lo stesso! 😛
    Grazie per il complimento finale 🙂

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  13. diegodandrea ha detto:

    Boh… anche se non è il mio genere, quel film (preso per quel che è) non mi dispiace affatto; e neanche il personaggio di Bridget Jones… le donne un pò imbranate e impacciate che non hanno problemi a mostrarsi per come sono (debolezze incluse) e che non amano prendersi troppo sul serio mi piacciono moltissimo!
    Un caro abbraccio Ilaria, e sappi che il tuo dolcetto bruciamani mi incuriosisce molto 🙂
    Ciao D

    P.S. (per Ferrucci, qualora ripassi)
    Ferrucci, ma chi sarà lo stolto che non ha sommerso la nostra Ilaria di messaggini? Vuole vedere che alla fine, come in certi romanzi d’appendice, tra i due litiganti il terzo gode?
    :-)) :-))

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  14. utente anonimo ha detto:

    Bridget Jones è un personaggio satirico, naturalmente.

    Ti suggerisco, se posso, un proposito per l’anno entrante: finisci una buona volta di leggere “Mistero etrusco” (P.Ferrucci)
    “Le pratiche del disgusto” (U.Cornia)
    “Il male oscuro” (G.Berto).

    Cavarica

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  15. flalia ha detto:

    Diego: il film, preso come film, è simpatico! Anche a me piacciono le persone imbranate ma più che imbranata Bridget mi sembra stupida e molto omologata… è solo la mia impressione, comunque 😉
    Un abbraccio a te 🙂

    Cavarica: eh eh 🙂 Finalmente qualcuno se n’è accorto! E dovrei aggiornare anche la musica ma sono pigra e non ne ho mai voglia, leggo troppo velocemente e dovrei star sempre ad aggiornare, tra un po’ mi farò forza e rimedierò… ;-))
    Riguardo alla satira, spesso satira e ironia vengono tirate in ballo per giustificare vuoti di senso non voluti. Comunque, pazienza Bridget, è il prenderla a modello che mi turba un po’… tutto qui 🙂

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  16. edi ha detto:

    buon anno a te ilaria. Ti auguro che il 2008 porti con sé doppia dose d’ironia.

    credo sia molto più terrificante l’assenza di risate – sul mondo, ma soprattutto su sé stessi – della tendenza (?) a prendere Bridget Jones come modello di vita (del resto, chi è così insano di mente? D’altro canto, se penso a Hugh Grant e Colin Firth …una mezza idea mi viene).

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  17. PaoloFerrucci ha detto:

    Diego, come vedi sono ripassato: e come, non ripasso dalla mia Ilarietta?
    Lo stolto che non ha sommerso Ilarietta di messaggini avrà a pentirsi: mo’ metto mano io al mio cell e vedrai che la conquisto!

    p.s.: diamoci del tu, ecchecaspita. Hai visto che ho messo anche il tuo avatar nel mio post di fine anno?

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  18. diegodandrea ha detto:

    @Paolo
    Ma no Paolo, il mio era un “lei” da palcoscenico 🙂

    Per l’avatar non me n’ero accorto. In questi giorni giro poco per blog e inoltre il mio account technorati funziona malissimo (non mi segnala i link o lo fa a singhiozzo) … e comunque grazie, ne sono assai onorato (lo sai che il collage che ne è venuto fuori è bellissimo? Anche esteticamente, intendo, c’è un’armonia cromatica bella e inconsueta).

    è chiaro, poi, che per quel che riguarda Ilaria, piuttosto che del terzo intruso (che come si disse, è anche un pò stolto) preferirei di gran lunga la tua di conquista :-))
    Per quel che mi riguarda, lo confesso, sono un pò rinunciatario, la “nostra” non mi considera un gran ché… rimarrò ad osservare in disparte 😉
    (se continuo così prevedo, per me, un luminoso futuro come autore si soap opera :-)) :-))

    Saluti a tutti
    D

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  19. flalia ha detto:

    Diego: come, non ti considero? Se sono una tua grande ammiratrice! ;-))

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  20. diegodandrea ha detto:

    “Non m’illudete ma dama,” disse lui appasionato, con occhi che avrebbero trapassato i ghiacci “altrimenti, lo giuro” aggiunse “correrò or ora sin da voi in sella al mio destriero, affonderò le dita tra i vostri capelli e sostenendovi il capo giù, dalla nuca, lascerò che il mondo, per un istante, sfumi via come nuvole di borotalco”

    ;-))

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  21. utente anonimo ha detto:

    Bridget stupida e omologata?!mah,è la prima volta che lo sento…
    Bridget è una donna “normale”, con qualche chilo di troppo, in perenne lotta con la bilancia, simpaticamente goffa e imbranatella, vittima del “super-figo-stronzo di turno” (Hugh Grant), ma che finisce per amare l’eterno bravo-ragazzo dal cuore d’oro (Colin Firth)…una donna che sa ridere dei suoi piccoli difetti e delle sue piccole debolezze…tanto lontana dalle ragazze-copertina o dalle femmine rampanti mangia-uomini, “perfette regine del mondo”, che tutto possono o credono di potere…come non trovarla irresistibile Brigdet,e come non identificarsi nella sua naturale e spontanea imperfezione.
    IO ADORO BRIDGET JONES!!!!
    Ps. Ilaria, scusa, ma non sarai mica una “perfettina”??Da quello che scrivi non mi sembra, ma questo giudizio su Bridget Jones mi stupisce un po’…
    Lumi

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  22. flalia ha detto:

    Diego, altro che fiction! Qui siamo in pieno poema cavalleresco! ;-))

    Lumi: ciao, benvenuta 🙂 Non so se sono una perfettina, credo di no, se leggi i miei post vedrai che anch’io tendo a prendermi in giro per i miei difetti, per esempio. Però non ne vado neanche fiera e, personalmente, sono contraria all’uso dell’autoironia come alibi per giustificare difetti presentandoli come virtù, soprattutto visto che questo tipo di ironia va molto di moda (ecco perché parlo di omologazione). Ma queste considerazioni esulano da Bridget Jones… Ho solo detto che a me non piace per quei motivi, mica ho detto che tutto il mondo la deve pensare come me! Questione di gusti, puramente soggettivi… 😉

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  23. edi ha detto:

    “sono contraria all’uso dell’autoironia come alibi per giustificare difetti presentandoli come virtù, soprattutto visto che questo tipo di ironia va molto di moda”

    oh mamma.

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  24. flalia ha detto:

    Edi, praticamente tutto il mio blog si basa sull’ironia. Pensi che sia seria quando racconto le mie varie avventure o disavventure? Anche questo specifico post è chiaramente ironico, compreso il giudizio su b.J. Bisogna usare l’ironia anche quando si legge.

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