Istruzioni per rendersi infelici

Avete mai letto Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick? È un simpatico librino che spiega in modo umoristico alcuni meccanismi psicologici in cui a ognuno di noi capita di incappare nella vita di tutti i giorni e suggerisce anche alcuni esercizi per rendersi infelici, appunto. Per esempio:

Sedetevi in una comoda poltrona, tenete gli occhi chiusi; concentrate la vostra attenzione sulle vostre scarpe. Ben presto vi accorgerete di quanto scomodo sia portare delle scarpe. Per quanto comode vi sembrassero finora, comincerete a sentirle strette in qualche punto e immediatamente diverrete consapevoli di altri fastidi, come bruciori, sfregamenti, dita ricurve, caldo o freddo e cose del genere. Esercitatevi finché il portare scarpe, cosa finora ovvia e banale, divenga per voi particolarmente spiacevole. Acquistate poi delle scarpe nuove e notate come esse, che in negozio calzavate alla perfezione, divengano dopo un po’ scomode quanto le altre. 

Tutti converrete, credo, che un simile esercizio può avere infinite variazioni, tutte quelle che la nostra mente stuzzichina può partorire… io ormai sono un’esperta (modestamente, è da anni che mi alleno e non solo su questo esercizio…).
Ieri sera, per esempio, ho trovato per caso una nuova variante.

Dovete sapere che quando, verso mezzanotte, mi apprestavo a concedermi il meritato riposo, proprio mentre sbrigavo gli ultimi riti pre-sonno nella casa ormai silenziosa, mi è parso di udire come un rumore in sottofondo, una sorta di vibrazione continua e fastidiosa.
Non riuscirò mai ad addormentarmi con questo rumoraccio!, mi son detta con disappunto. A un certo punto, a forza di ascoltare, non sapevo più se il rumore c’era veramente o se nel frattempo era finito ma le mie orecchie continuavano a sentirlo. Perciò ho aperto la porta della mia camera e ho chiesto ai miei genitori, che si erano coricati da poco e avevano spento la luce del tutto ignari di qualunque rumore, con mio padre già in procinto di russare:
– Ma non sentite anche voi questo rumore di fondo? –
– No, che rumore? – ha risposto mia madre con voce assonnata (la risposta di mio padre è stata un mugugno).
– Ma non sentite? Una vibrazione… – ho insistito io.

Silenzio. I due ascoltano.

Poi…

– Ma sì, lo sento! Non salterà mica per aria la casa? – ha esclamato mia madre (la cui preocuppazione, qualunque minima cosa accada, è sempre questa) e poi, rivolta a mio padre:
– Mario, vai a controllare! -.
– Ma cosa controllo… E poi non c’è nessun rumore… Ah, no… Aspetta… Sì sì, lo sento anch’io! -.

E fu così che nessuno riuscì più a prendere sonno…

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14 commenti on “Istruzioni per rendersi infelici”

  1. Jeanette ha detto:

    Carino (il blog)!
    Angosciante (l’esperienza)!

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  2. PaoloFerrucci ha detto:

    Ilaria, sei tremenda! Dovrò farti io un corso di “pensiero positivo”… :-)***

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  3. caterinapin ha detto:

    Alla fine che avete fatto tutti svegli?
    Sei davvero diabolica… :))))

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  4. lauraetlory ha detto:

    Ma come si fa?! Dovrebbero interdirti la lettura di libri di questo genere. Io di solito mi esercito in senso contrario!
    Laura

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  5. lauraetlory ha detto:

    Potenza della suggestione!
    Lory

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  6. Jedredd ha detto:

    Paul Watzlawick è una simpatica canaglia che usa il paradosso come grimaldello per ottenere dei cambiamenti, in maniera molto simpatica, t’insegna come renderti infelice, come la mente riesce a costruire dei problemi che non esistono, e comprendendo questi meccanismi ti lascia intendere com’evitare di procurarsi l’infelicità di troppo.
    Un bel libro, mi era piaciuto tanto. Sono molto contento di questa tua lettura. Ti andrebbe di provare a leggere, sempre di Watzlawick, “Di bene in peggio”, poi di Nardone, “Cavalcare la propria tigre”? Spero di sì, m’interesserebbe sapere cosa ne pensi.:-)
    Un gran Bacioide.:-)

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  7. flalia ha detto:

    Jeanette: ciao, benvenuta. Perché “angosciante”? Io lo trovo umoristico… 🙂

    Paolo: accetterei molto volentieri! :-)*

    Cate: grazie per l’immagine, mi fa ricordare quando ero piccola e la mia “dada” mi chiamava Diavolessa! Cos’abbiamo fatto? Ognuno, steso nel suo letto, ha cercato inutilmente di prendere sonno… alla fine ci siamo riusciti! 🙂

    Laura: be’, prendendolo in senso umoristico è divertente quel libro… fa riflettere su tanti piccoli meccanismi della vita!

    Lory: esatto! Un bacio 🙂

    Jedredd: grande, Jedredd! Sono una fan di Watzlawick… quindi ho letto parecchi altri suoi libri, tra cui anche “Di bene in peggio”. E’ appena uscita una raccolta di saggi curata da Nardone che ha un titolo bellissimo: “Guardarsi dentro rende ciechi”. L’ho preso proprio ieri in biblioteca. Mi colpisce la varietà delle tue letture… Di Nardone non ho letto nulla se non cose collegate a Watzlawick. Ciò che mi piace di Watlawick è, oltre al senso dell’umorismo, la sua fiducia nella capacità della mente umana di modificare le proprie esperienze negative senza doversi impelagare nelle paludi del passato. Al tempo stesso ciò non significa che lui sia uno di quei pragmatisti che alla fine si appiattiscono solo sul fare o sul risolvere. Secondo me si muove bene tra profondità e leggerezza, tra io e mondo esterno… Sei d’accordo? oppure no? Un bacio

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  8. Masso57 ha detto:

    Beh, se vuoi, nel mio condominio, ho degli specialisti del ramo insonnie…..

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  9. Jedredd ha detto:

    A me colpisce piacevolmente che tu condividi con me gran parte di questa varietà di letture. Watzlawick si muove benissimo tra profondità e leggerezza. Ormai sono entrato nella linea di pensiero dei fondatori della scuola di palo alto, certo che sono d’accordo con te. Ho letto della raccolta, “Guardarsi Dentro Rende Ciechi”, ero indeciso se acquistarlo, poi ho optato per “Coaching Strategico”, di Mordazzi & Milanese, “Le Astuzie Dell’Occidente”, di Matteo Rampin, allievi di Nardone e Watzlawick.
    Un abbraccio alla mia compagna di danza sul ghiaccio.;-)

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  10. cristinabove ha detto:

    Credete sia possibile ai pesci avere sete?
    Simpaticissimo blog!
    cri

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  11. melchisedec ha detto:

    Una simpatica gag, ma sei monella però.
    🙂

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  12. flalia ha detto:

    Masso: noo! Ci mancano solo quelli! 😉

    Jedredd: un abbraccio al mio compagno di letture 🙂

    Cristina: ciao! Grazie e benvenuta qui 🙂

    Mel: eh eh… un po’ sì, per fortuna! :-))

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  13. latendarossa ha detto:

    Ho capito. Se vivete nel condominio dove vive Flalia, non apritele mai la porta verso mezzanotte… 😉

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  14. flalia ha detto:

    Marcello: già… ed evitate rumori o vibrazioni moleste… ho l’udito fine! ;-)))

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