L’uomo con la rosa in mano

Stamattina, mentre tornavo, come al solito un po’ abbacchiata, dalla messa; mentre percorrevo solitaria il mio quartiere silenzioso immerso nel riposo domenicale e sommerso da foglie dolcemente decedute in questi giorni freddi e bianchi; mentre mi ponevo sconsolata deprimenti interrogativi esistenziali del tipo: Perché do valore alla mia vita solo quando la pongo in relazione con quella degli altri? e mentre nel contempo deploravo il mio gesto sconsiderato di uscire senza cappuccio in testa solo perché non volevo assimilarmi alle vecchie gracidanti che affollano la messa delle 11,30 (tutte rigorosamente munite di cappelli o cappucci ben saldati al capo, quasi un marchio di fabbrica), entrando nel cortile che collega diversi palazzi tra cui il mio, ho notato un uomo con una rosa in mano.  

Un uomo vestito con una giacca a vento lucida di colore marrone sopra un abito grigio, con i capelli bianchi – non cortissimi ma ben pettinati – che spuntavano da sotto un bel cappello. E quest’uomo teneva saldamente in una mano una lunga rosa rossa protetta dalla carta con cui il fioraio l’aveva confezionata e nell’altra mano un pacchettino e guardava in su, verso le finestre del palazzo di fronte al mio.

Di fronte a tale visione, ogni lugubre pensiero in me si è dissolto mentre mi si attivavano un po’ in ogni organo senziente le antenne della curiosità. Una curiosità molto allegra; non so perché ma mi sentivo improvvisamente scoppiettante di gioia.

L’uomo faceva qualche passo incerto, un po’ in tondo un po’ avanti e indietro, poi si fermava e guardava in alto; poi riprendeva a passeggiare e dopo due secondi di nuovo contemplava quelle finestre mute.

Il mio entusiasmo cominciava a vacillare.
C’era qualcuno che non voleva aprire, dietro quei vetri?
Oppure si trattava di una visita improvvisata non riuscita?
E in questo caso, lei dov’era andata? E perché?

Dopo un po’ l’uomo ha cominciato a incamminarsi verso l’uscita del cortile ma malvolentieri, fermandosi di continuo per riguardare ancora e ancora quelle benedette finestre.
Poi, rassegnato, ha chinato il capo e si è incamminato lentamente per la sua strada senza voltarsi più. La rosa pendeva rassegnata anche lei; a malapena tenuta stretta, quasi toccava terra.

Doveva farsi perdonare qualcosa?
Tornava a casa sua?

Avrei voluto seguirlo ma ho preferito osservarlo sparire lontano, tra un turbine di foglie secche, e immaginare.

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38 commenti on “L’uomo con la rosa in mano”

  1. PaoloFerrucci ha detto:

    Ilaria, uno dei prossimi giorni guarda sotto le tue finestre: potrei esserci anch’io in quel cortile, con una rosa rossa in una mano e un pacchetto nell’altra! ;-)*

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  2. commediorafo ha detto:

    Perché do valore alla mia vita solo quando la pongo in relazione con quella degli altri? è quello che ti chiedi. Probabilmente perchè hai un grande cuore e degli altri ti importa parecchio. Ma non sottovalutare ciò che sei. Se tu non fossi quello che sei da sola, non saresti quello che sei con gli altri…
    Riguardo l’uomo con la rosa in mano, mi spiace un sacco per lui. Chissà dove sarà questa sera…
    Massimo

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  3. flalia ha detto:

    Paolo: guarda che ti prendo in parola, eh? 😉 Però prima devi trovarmi… 🙂

    Massimo: chissà dove sarà e con quale stato d’animo! Be’, io spero che alla fine sia riuscito a consegnare la sua rosa… era così sconsolato… 😦

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  4. caterinapin ha detto:

    Ho cercato di immaginarmi la scena e ho visto un uomo desolato che non ha consegnato il suo dono…
    Che peccato!
    Sono d’accordo con Massimo, chissà dove sarà questa sera…
    Mi piace leggere i tuoi post Ilaria, riesci a trarre anche dalla quotidianità spunti di riflessione profonda.
    Ti auguro una spelndida settimana!
    Un bacione 😉

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  5. lauraetlory ha detto:

    Dai valore alla tua voita solo ponendola in relazione con quella degli altri… e te ne fai un cruccio? E’ lo stesso che farsi un cruccio della propria umanità. L’unico consiglio che mi sento di darti però, è di non dimenticare te stessa… sarebbe un imperdonabile errore.
    Un abbraccio
    Lory

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  6. aleike ha detto:

    Anche io faccio sempre cosi’!Se delle persone mi incuriosiscono, mi colpiscono, le seguirei in capo al mondo per saperne di piu’.Ti capisco bene, l’uomo con la rosa e il suo strano atteggiamento,erano assai affascinanti, chissa’ cosa c’era dietro e perche’. Io voglio pensare che qualsiasi cosa si sia risolta, che magari in tarda serata, quella rosa sia arrivata a destinazione.:o)

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  7. melchisedec ha detto:

    SPLENDIDO il tuo racconto! Mi pare di essere lì, a guardare te e lui e mirare quella rosa. Forse voleva farsi perdonare, però a volte i fiori non bastano.
    🙂

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  8. barbara34 ha detto:

    qui mi giunse una rosa

    Perché sempre io vi baci
    O dolcissime rose
    in voi tutto ripose

    (è Gesualdo da Venosa)

    sarà giunta, questa rosa, anche alla destinataria del tuo racconto? 🙂

    baci

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  9. flalia ha detto:

    Caterina: il piacere è davvero reciproco 🙂
    Buona settimana! Un bacio 🙂

    Lory: grazie… infatti è lì il problema. Non voglio certo trascurare gli altri ma neanche me stessa… Un bacio

    Aleike: anch’io lo spero. La curiosità, quando ci avvicina al prossimo, è sempre una buona cosa, secondo me… e poi così non ci si annoia! 🙂

    Melchisedec: già. Speriamo non l’abbia combinata troppo grossa! 😉

    Barbara: ma grazie per la citazione, vedo che qui ci muoviamo sulla scia di romantici madrigali… e speriamo che abbiano portato un po’ di fortuna a quell’uomo e alla misteriosa destinataria della rosa! Ciao!

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  10. barbara34 ha detto:

    flalia, i romantici madrigali sono regali di uomini romantici :), cia!

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  11. utente anonimo ha detto:

    Onestamente ritengo che una cosa abbia valore solo ed esclusivamente se viene confrontata con un’altra.
    Il confronto è alla base di noi stessi.

    Senza confronto, ogni cosa non avrebbe valore.

    Cristian

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  12. utente anonimo ha detto:

    molto bello questo blog. Ti ho scoperta per caso, girovagando. Hai una scrittura fina. Mi piace.

    http://demoniopellegrino.blogspot.com

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  13. diegodandrea ha detto:

    Lo confesso, in principio ho pensato seriamente che l’uomo con la rosa fosse Ferrucci… poi ho letto il suo commento :-))
    Ciao D
    P.s.
    Ferrucci, scherzo eh 😉

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  14. utente anonimo ha detto:

    flalia, i romantici madrigali sono regali di uomini romantici 🙂

    Gesualdo ha fatto accoppare la moglie in letto con l’amante.

    Hanslick

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  15. barbara34 ha detto:

    cos’è, un sillogismo aristotelico????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  16. barbara34 ha detto:

    ahahahah, se il mio donatore ha queste intenzioni omicide spero non sprechi tanti soldi in dischi, anonimo coraggioso 🙂

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  17. ZiaPetunia ha detto:

    Il tuo post mi ricorda una vecchia canzone di Domenico Modugno… l’uomo in frac…
    Un bacino
    Petunia

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  18. PaoloFerrucci ha detto:

    Diego, che dici, prima o poi cederà ‘sta ragazza?
    Io, intanto, continuo a martella’… (me piace ‘na cifra!!) 😉

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  19. diegodandrea ha detto:

    A Ferrù, che te devo di’ … martella, martella, magari le piacciono stagionati :-))
    A parte scherzi, caro Ferrucci, vedrà che a lungo andare la sua galanteria pneumatica farà cadere la dolce pulzella dalla torre. Lei, però, tenga le braccia ben salde per acchiapparla, che se poi si dovesse far male mi arrebbierei moltissimo!
    😉

    Saluti D

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  20. Jedredd ha detto:

    Ho spesso avuto la fortuna di andare a certi appuntamenti con una singola rosa, un gesto sempre ricompensato con uno splendido sorriso, forse mi sbaglio, ma credo che a voi donne piaccia ricevere dei fiori, evidentemente in questo caso, o non interessava la persona, o questo signore aveva qualcosa da farsi perdonare, ed un semplice reciso non sarebbe bastato.

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  21. PaoloFerrucci ha detto:

    Diego, sono tre mesi che vado in palestra per prepararmi all’evento!
    Son già cresciuto tre chili…

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  22. flalia ha detto:

    Ciao Cristian, benvenuto qui 🙂 Sì, hai ragione. Solo che, appunto, per confrontare due cose occorre che esistano entrambe mentre a volte per me è difficile dare forma alla mia vita (quindi per es. fare progetti e cose del genere) di per sé, perché la metto in relazione con le altre e mi sento come se mi perdessi. Poi mi ritrovo.

    Grazie, Demonio, anche tu sei il benvenuto se talvolta nei tuoi pellegrinaggi vorrai sostare qui 🙂

    Hanslick: eh eh, infatti non bisogna fidarsi troppo né delle sole parole romantiche né delle rose… è meglio assicurarsi anchedi altre cose… Dietro un romanticismo di facciata potrebbe nascondersi un mostro! 😉

    ZiaPetunia: bentornata! Mi fai venire in mente il nostro comune amico Massimo-Commediorafo che quest’estate incappava in libri che iniziavano tutti con “L’uomo che…”! 😉

    Jedredd: sì, piacciono i fiori ma come diceva Hanslick (e come gli rispondevo io) non bastano!! 😉

    Diego e Paolo: eh eh, dovevo proprio aprire un blog per assistere a certe scaramucce!;-)
    Ma io non voglio cadere da nessuna torre (che già soffro di vertigini) e su questo blog c’è posto per tutti 😉
    Un bacio a entrambi :-* :-*

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  23. diegodandrea ha detto:

    Eh no!
    I maschi scaramucciano, gli uomini si sfidano a duello.
    Caro Ferrucci, la sfido a singolar tenzone.
    Io impugnerò un boccale di birra ben ghiacciato, lei brandirà un calice di rosso dal bouquet complesso (so che è amante dei particolari;-)
    Dopodiché, tutt’al più, interverrà anche la “nostra” Ilaria e ci faremo tutti delle gran risate.

    Ma solo uno, ne sono certo, a fine serata riuscirà a portarla a casa.

    Il tassista!

    :-)))

    Saluti D

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  24. caterinapin ha detto:

    :))))))))))))
    Ilaria, il tuo blog si sta tramutando nel baretto sotto casa, troppo divertente!!!
    Caspita che pretendenti!
    Vedi chi tanto e chi niente…
    Un bacione e buona serata
    :))))

    Cate 😉

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  25. PaoloFerrucci ha detto:

    D’accordo, accetto la sfida: boccale di birra vs/ calice di rosso.
    E vedremo chi preferirà! ;-))

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  26. Jedredd ha detto:

    Lo so. Regalare un fiore per farsi perdonare qualcosa, una, due, tre volte, diventa un gesto sgradevole, è piacevole, quando frutto di uno slancio di sentimenti spontanei e disinteressati.
    Un abbraccio

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  27. latendarossa ha detto:

    Era un gesto bello, e l’ometto molto poetico. Ma voler donare un fiore o qualcosa a qualcun altro di per sé (ahimé) non è sufficiente, occorre che la persona voglia accettare il nostro dono, che sia bendisposta nei nostri confronti e non sempre accade. E’ la vita.

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  28. flalia ha detto:

    Diego: sarebbe proprio una bella serata 🙂

    Cate: eh eh, ho dei commentatori simpatici, sì. E anche delle commentatrici simpatiche. Buonanotte 🙂

    Paolo: ma sì, beviamoci su che fa sempre piacere e risolve tante cose 😉

    Jedredd: è verissimo… Buonanotte 🙂

    Marcello: già è proprio così, infatti certe volte mi scervello sul come sia in fondo incredibile questa sintonia che a volte si crea tra il donare e il gradire il dono, soprattutto quando si tratta di dono di sé. Eeh, che pensieroni a quest’ora di sera! Buonanotte 🙂

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  29. Jedredd ha detto:

    Visto che ci sei, ti scrivo due righe.:-)
    Mi sto coricando. Sono a pezzi.
    Buonanotte.
    Un bacioide.:-)

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  30. flalia ha detto:

    Weirde: grazie 🙂

    Jedredd: buonanotte, infaticabile lavoratore… Ti auguro di sognare quel certo podere… 🙂

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  31. Masso57 ha detto:

    Sarà l’ambientazione petroniana, sarà la tua vena descrittiva, sarà il tono dei commenti e delle tenzoni amorose scatenatevisi, ma ho chiesto un parere a Lucarelli che ha scritto:
    “E’ domenica, una domenica fredda. Un cortile, una rosa, un uomo deluso, una ragazza curiosa. Chi è, quella ragazza? Perchè legge nelle foglie morte il suo destino? Chi tra i cavalieri bevitori saprà carpirne i segreti? Chi se ne abbevererà, delle sue grazie? E l’uomo con la rosa in mano, saprà mai quale inferno abbia mai scatenato? Ed in quell’inferno, chi saranno le vittime e chi i carnefici? Ma questa è un’ altra storia, un mistero che si infittisce nelle strade illuminate dalla fioca luce di un monitor del computer, nell’inverno bolognese”.

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  32. stefanomassa ha detto:

    molto delicata…stef

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  33. PaoloFerrucci ha detto:

    Masso, sei grande! :-))
    (ho un desiderio d’abbeverarmi che non ti dico…)

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  34. latendarossa ha detto:

    Bellissimo il commento di Masso.
    Mi verrebbe solo da aggiungere:

    “…pauura eh?”

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  35. flalia ha detto:

    Masso: grazie! Questo commento è veramente un bellissimo regalo, mi sembra quasi di sentire la voce di Lucarelli mentre racconta questo mistero con me protagonista… 🙂 E’ vero… quell’uomo non ha idea di cos’ha scatenato su questo blog! Un bacio, grazie!

    Stefano: grazie 🙂

    Paolo e Marcello: è vero, il commento di Masso è proprio super 🙂

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  36. cappelliavolute ha detto:

    Che storia triste, però…a me piace pensare al lieto fine… quindi, continuerò a credere che il giorno dopo, quel vecchietto sia tornato in quel cortile, con la sua rosa ancora in mano, e abbia trovato la finestra aperta.
    Probabilmente, se il protagonista della storia fosse stato un giovanotto, non mi avrebbe fatto così effetto. Leggere il tuo post è stato come rivedere mio nonno.

    Ps: mi associo: è bellissimo il commento di Masso!

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  37. flalia ha detto:

    Grazie, CaV: è bello averti involontariamente fatto ricordare tuo nonno 🙂

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