Il drago e la lucertola

drago2Amici, sapete una cosa? Volevo scrivere un post intelligente oggi, è da un po’ che scrivo dei post un po’ sciocchini, soprattutto per mancanza di tempo (vedete, faccio tre cose contemporaneamente, tra studio e lavori; e poi ho anche quel minimo di vita privata che mi preserva dal diventare monaca o eremita). Mi son messa davanti al computer con le più serie intenzioni, dunque, ho pensato a qualcosa di brutto e poi a qualcosa di più brutto ancora. Niente. Allora ho pensato a qualcosa di umoristico e mi sono venuti in mente tanti pensieri a forma di post, dovevano solo essere trascritti. Ma la verità è che in questo momento ho dentro me quel tipo di felicità straripante che mi impedisce di scrivere e di parlare. Sono felice, non so cosa farci! Insomma, ho un caratteraccio. Negli ultimi giorni, non è che non fossi felice, ma ero anche preoccupatissima; uscivo di casa al mattino come uno che va ad affrontare un drago e all’ultimo momento si accorge di aver dimenticato la spada e poi si ricorda anche di non averla mai avuta. Allora stranamente si rincuora e va avanti lo stesso, dicendosi: Sarà quel che sarà. E quando arriva il momento fatidico, scopre che non esiste nessun drago, bensì una lucertolina facilmente affrontabile. Sono circondata da innocue lucertoline, insomma. Mi succede sempre così. Sono un po’ insicura e tendo a sottovalutarmi.

Anche a voi capita di prefigurarvi certe situazioni peggiori di quello che poi realmente sono? Io tendo automaticamente a immaginare il peggio del peggio; la cosa bella è che, dato che nessuna situazione si rivela mai così disastrosa come l’avevo immaginata, quando mi ci trovo, per quanto possa essere realmente complicata, la supero sempre facilmente perché rispetto all’incubo che avevo previsto mi sembra a quel punto un gioco da ragazzi! Bello, no?

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17 commenti on “Il drago e la lucertola”

  1. utente anonimo ha detto:

    Molti anni fa era così per me. Maturando, affronto con più serenità. Ti succederà prima o poi. Carinissima l’immagine.
    (Io adoro le lucertole, non i draghi).
    Mel sloggato

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  2. caterinapin ha detto:

    Si cara Ilaria, mi succede spessissimo!
    Credo che sia una gran fortuna ragionare così perché poi ci si solleva…
    E’ un po’ come la pubblicità di quella puntura, Pic Indolor:
    – Già fatto?-
    😉

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  3. commediorafo ha detto:

    Je suis très content pour toi, mon petite San George

    Maxime

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  4. PaoloFerrucci ha detto:

    Io, invece, non ho più paura di nulla, Ilaria: ho messo su una tale scorza che considero superabile ogni situazione. Ho smesso di sopravvalutare gli altri, e mi son reso conto che ogni cosa è gestibile, anche per piccol pezzi. Un pezzetto alla volta, si può risolvere tutto.

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  5. latendarossa ha detto:

    Ooh ma guarda, anche iooo. Anche iooo. Parto dal principio che la realtà è solita non coincidere con le nostre aspettative e previsioni. Per cui, se prevedo qualcosa di catastrofico, un tonfo, una sconfitta, un “no”, ecc. la realtà perlomeno non sarà esattamente così… :))
    Fai male a sottovalutarti, sei una bella persona con un sacco di qualità. Oooh :***

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  6. Doriannn ha detto:

    Crescendo sto imparando a farmi meno problemi, paure inutili, ad affrontare con un po’ più di fiducia e “spirito d’avventura” le nuove situazioni che si presentano.
    Sul blocco dello scritore per eccessiva felicità, non mi è mai capitato (non di essere eccessivamente felice, ma di non riuscire a scrivere per questa ragione…). Attualmente riesco a scrivere poco, ma solo per stanchezza…
    Ciao! 🙂

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  7. flalia ha detto:

    Mel: anche a me piacciono le lucertole! Be’, spero proprio di imparare a essere più sicura, è faticoso angosciarsi per niente! 🙂

    Cate: è vero! Giustissimo il paragone, e quel tipo di sollievo è davvero speciale!

    Maxime: merci beaucoup, mon cher ami 😉

    Paolo: già, un pezzetto alla volta! Io invece tendo a vedere tutto assieme e soccombo!! Voglio fortificarmi…

    Marcello: grazie… 🙂
    E in effetti è davvero un buon metodo (oddio, involontario, perché a volte vorrei essere come quegli “schiacciasassi” che tirano dritti e non vedono neanche gli ostacoli!). Una mia amica è esattamente così.

    Doriannn: ehm, pensa che io, rispetto al passato, sono già un po’ migliorata (pensa com’ero prima!).
    Non è proprio un blocco dello scrittore (be’, “scrittore”, poi…) ma un senso di piccolezza di ogni altra cosa che mi riguardi (simpatica o triste che sia) di fronte alla serietà di una felicità così potente!

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  8. diegodandrea ha detto:

    Mah, evidentemente devo essere particolarmente sfortunato! Rispetto a quel che ho letto in alcuni commenti, a me è capitato di prefigurarmi cose come terribili e poi scoprirle effettivamente tali.
    La realtà, secondo me, può essere anche più terribile (proprio perché imprevedibile) del peggio che si riesce a ipotizzare.
    L’unica, secondo me, è rendersi solidi. Molto solidi.
    Come si può pensare di affrontare con serenità (che è diversa dalla sicurezza, dalla tranquillità e dalla “freddezza”) situazioni che poi, a conti fatti serene non sono? Secondo me può essere persino controproducente!
    Ma forse è solo questione di indole.
    D

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  9. lauraetlory ha detto:

    Ingegnoso sistema di affrontare la vita, proverò a prenderlo in prestito. Ma se poi invece della lucertolina trovo il drago?
    Un saluto
    Lory

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  10. Masso57 ha detto:

    Beh, vabbè. io sono seguace assertore della Legge di Murphy (“se qualcosa puo’ andare male, lo farà”) per cui qualunque cosa un puntino più in alto assume i caratteri del trionfo spettacolare.

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  11. flalia ha detto:

    Diego: per quanto riguarda me, io non affronto con serenità le situazioni… la serenità mi arriva dopo, quando mi accorgo di averle superate nonostante prima ritenessi quasi impossibile riuscirci. Ma non è matematico che accada. Cioè, finora, quasi sempre, è successo così ma può benissimo accadere anche il contrario… 😦 E infatti, come dici tu, l’unica “soluzione” sarebbe lavorare su se stessi per fortificarsi…

    Lory: finora a me è capitato il contrario… ma appunto, potrebbe capitare il drago, e allora… aiuto!

    Masso: ecco, più o meno è questo che volevo dire 🙂

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  12. utente anonimo ha detto:

    Bentornata! 😉

    Alberto

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  13. flalia ha detto:

    Alberto: grazie (anche se non me n’ero mai andata!) 😉 Benvenuto qui 🙂

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  14. fgfp ha detto:

    Capita, praticamente sempre, anche a me. Nel mio caso, credo si tratti di “sfiducia” nei confronti del mondo esterno in generale. M ci sto lavorando… 😉

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  15. flalia ha detto:

    Fgfp: nel mio caso, invece, si tratta di sfiducia in me stessa. Anch’io ci sto lavorando… non con grandissimi risultati, per ora, ma insomma… 🙂

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  16. ClarinetteM ha detto:

    Bello sì, altrochè!
    Ed anche se ci si dovesse ritrovare di fronte a draghi veri e propri, anzichè lucertoline, non sarebbe poi questo grande problema.
    Gli ostacoli ci fanno uscire dalla monotonia quotidiana, sempre che non siano tragici&co. , non credi?

    Il sale della vita.
    Basta affrontarli proiettandosi un po’ verso il futuro.

    Bacini!

    .Clara.

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  17. flalia ha detto:

    Ciao Clara, benvenuta! Concordo con te, anche sull’utilità degli imprevisti o dei problemi non troppo gravi, ovviamente! Ciao 🙂

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