Dove ti trovi

Sono qui al mare da due giorni e il fatidico adattamento mi ha raggiunto. Dedico qualche ora al lavoro, per il resto me la spasso. Vado in giro, in bici e a piedi, aguzzando occhi e orecchie e notando i cambiamenti rispetto all’anno scorso. Pensate che è da quando sono nata che vengo qui a Riccione, sempre nella stessa casa, sempre dallo stesso bagnino, che mi ha vista neonata. Lo so che può apparire ridicolo o patetico, rispetto alle vacanze mirabolanti che ormai chiunque può permettersi, ma a me piace così. Ho semplicemente bisogno di rilassarmi un po’ dopo un anno intenso e qui ci riesco, perché abito in una zona tranquilla e silenziosa, lontana quanto basta dal fracasso turistico. Poi mi piace rivedere di anno in anno le persone di qui, che mi conoscono e mi vogliono bene. Sono i luoghi in cui ho passato tutte le mie estati, i vialetti in cui ho imparato a pedalare, in cui ho passato pomeriggi interi a giocare a calcio o a nascondino, il mare (brutto, è vero) in cui ho imparato a nuotare… mi piace stare qui, è la mia terra.

Intanto mia sorella si prepara a partire per l’Africa, dove resterà fino a fine dicembre, un po’ per lavorare come volontaria (fino a settembre) e poi per studiare (all’università di Dar es Salaam). Medicinali anti-malaria, shampoo contro i pidocchi, zanzariere, farmaci di ogni tipo… la maggior parte del suo bagaglio consiste in questo, perché andrà in zone povere e abbandonate, dove non potrà comunicare con l’estero e dovrà arrangiarsi da sola. Prima di raggiungere la missione in Kenia dalla Tanzania, affronterà, sola con la sua amica, un viaggio attraverso villaggi dispersi e zone “selvagge”, senza avere punti di riferimento precisi e senza neanche sapere ogni volta dove andrà a dormire (cosa che a me sembra molto pericolosa).

Vedete come siamo diverse: io fin troppo sedentaria, lo riconosco, lei perennemente in viaggio (spesso completamente sola e in posti non molto raccomandabili) fin da quando aveva tredici anni (adesso ne ha venticinque).

Ovviamente, per tutti, solitamente, la persona più affascinante della famiglia è lei, e non hanno tutti i torti. A me invece piace soprattutto il nostro essere così diverse, il nostro completarci a vicenda, il condividere gli stessi valori, esprimendoli in modi diversi, io qui, lei altrove.

Intanto, in questi giorni ci facciamo delle gran nuotate, ed entrambe abbiamo notato una cosa: quasi nessuno nuota sul serio. La maggior parte della gente si limita a stare a mollo nell’acqua, o tutt’al più a passeggiare avanti e indietro. Quasi nessuno, a parte me e lei, si spinge al largo, dove non tocca, e nuota per bene e a lungo. Invece mi ricordo come mi è sempre piaciuto, fin da piccola, osservare le persone che nuotavano bene, ammirandone lo stile, e c’era quasi la gara a chi si spingeva più lontano e resisteva di più. Io continuo a spingermi al largo, più lontano che posso (compatibilmente con le mie forze), dove, da sola nel grande mare, con lo sguardo all’orizzonte, trovo la gioia di sentirmi parte di qualcosa di immenso, di incommensurabile, infinitamente più grande di me, ma non completamente altro da me. È questa la grande forza consolatrice che può dare il rapporto con la natura, che avvenga nella super attrezzata Romagna o negli spazi quasi incontaminati dell’Africa remota. E in questo perfino mia sorella è d’accordo con me!

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21 commenti on “Dove ti trovi”

  1. barbara34 ha detto:

    hai ragione, sono poche le persone che nuotano sul serio,io quando posso mi faccio anche le nuotate di ore.
    invidio tua sorella, faccio ricerca in luoghi troppo “civilizzati” e a volte questo mi fa sentire un po’ in colpa… prima o poi mi spingerò più giù…
    che bello, finalmente vedo una scritta con l’allitterazione, dar essalam intendo…
    buone nuotate! 🙂

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  2. commediorafo ha detto:

    Sul mio blog ho descritto cos’è per me il mare e come lo vedo.
    A presto!
    Massimo

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  3. cappelliavolute ha detto:

    …Oh, come capisco… anch’io ogni anno, da quando ero una piccolina con le treccine, sbarco ogni anno in Romagna, stesso albergo, stesso bagno, stesse persone. La calda, familiare sensazione di casa. E, se mi offrissero di sostituire questi 15 giorni con un viaggio dall’altra parte del mondo, probabilmente rinuncerei. Penso che ci siano pochi posti in cui una persona si senta a casa propria, noi che abbiamo i nostri così vicini siamo fortunate! =)

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  4. utente anonimo ha detto:

    Sto partendo anch’io, al mare andrò domani, sempre solo per un giorno la settimana, lunedì sarò nuovamente qua. Spero di passare una buona domenica. Buon week end.:-)
    Jedredd

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  5. caterinapin ha detto:

    Anch’io ho notato questo stare a mollo senza quasi muoversi o al massimo giocare a palla spruzzando tutto intorno quelli che camminano nell’acqua “perchè fa tanto bene alla circolazione”…
    Buone nuotate allora!!!!!!!!
    Cate 😉

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  6. utente anonimo ha detto:

    La sensazione di completezza, che si prova, quando sei in armonia con la natura, è molto piacevole, qualcosa d’unico. La cosa che preferisco fare, quando sono al mare, è nuotare sul fondo, sfiorando la sabbia, ma non lentamente, veloce, soprattutto con un paio di pinne, e quando ho raggiunto una buona velocità, stringo le mani in avanti e ruoto su me stesso, esco per respirare solo all’ultimo istante.
    Jedredd

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  7. lauraetlory ha detto:

    A quanto pare questa è la settimana delle sorelle… ho letto con piacere il tuo post e condivido l’idea che hai della forza consolatrice della natura. Mi rendo conto che nel tempo io ho perso un po’ di questo rapporto ma si può sempre rimediare e visto che ad agosto me ne vado in Trentino… ci proverò
    Un bacio
    Lory

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  8. ZiaPetunia ha detto:

    Io sento la forte necessità di stare un po’ nella natura… magari in acqua ma anche in un bosco… ah…

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  9. utente anonimo ha detto:

    Buona domenica, Ilaria, dovunque ti trovi, spero ti stia divertendo, o almeno rilassando.:-)
    Jedredd

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  10. Doriannn ha detto:

    Ehehe, io certo non nuoto sul serio, non mi piace mettere la testa sott’acqua 😉 Però non mi accontento di restare a mollo “dove si tocca” (anche perché nei luoghi dove vado di solito l’acqua diventa profonda dopo pochissimi metri…).
    E’ bello quando tra fratelli/sorelle c’é questo affiatamento, al di là di qualche differenza nello “spirito d’avventura” o in altre scelte. Purtroppo non per tutti è così, d’altronde i fratelli non si possono scegliere, come gli amici… Anch’io sono stato molto fortunato, in questo senso…
    Un caro saluto, buone vacanze!

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  11. OzzyRotten ha detto:

    Pensa se, ti trovassi in mezzo all’acqua del mare ed un Poseidone qualsiasi o un Efesto, decidessero di riemergere dai fondali, e t’incontrassero, innamorandosi di te.

    Magari potrebbe darsi che succeda quel che successe a quella povera Rea Silva che addormentatasi lungo le rive del Tevere, venne resa incinta, senza nemmeno accorgersene, da Marte.
    Allora lei partorì due pargoli che poi fondarono una città e tutti sappiamo come andò a finire.

    E se capitasse a te invece?
    Che città dagli “ignoti destini” saresti destinata a creare?

    Benediko

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  12. GiacominoLosi ha detto:

    A me Riccione fa pensare a Jovanotti. Da oggi prometto che cambio.

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  13. diegodandrea ha detto:

    Ciao Ilaria…
    🙂
    D

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  14. flimsy ha detto:

    Buon riposo cara .. te lo auguro di cuore

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  15. flalia ha detto:

    Barbara: a giudicare dai tuoi post, andresti molto d’accordo con mia sorella. Nel frattempo il suo viaggio è cominciato, le comunicazioni sono difficili e a volte nulle, ma per ora sta andando tutto bene. L’ultima volta che l’ho sentita, ci ha detto di avere passato un sacco di tempo su un’isola frequentata solo da gente del luogo, semideserta! E siccome sa parlare bene lo swahili viene accolta molto benevolmente dai locali. Ciao!

    Massimo: adesso vado a leggermi gli arretrati!

    Ma… CaV: pure la Romagna ci accomuna!? Mi chiedo cos’è che ci divide! 😉

    Jedredd: Buon mare domenicale, e poi grazie per la bella descrizione delle tue nuotate sul fondale: bellissime!

    Cate: sì sì, la “scusa” è proprio quella! Ciao 🙂

    Ciao, Lory, buone vacanze. Io amo il mare ma anche la montagna, e in quanto a potenza consolatoria, è una bella gara!

    Zia Petunia: esatto, secondo me, il contatto con la natura è sempre gratificante (ovviamente non quando la natura si manifesta sotto forma di tsunami o cose simili, è natura anche quella, cioè non vorrei cadere nell’idillio a tutti i costi, è molto da “cittadini” l’idea esclusivamente paradisiaca della natura, secondo me).

    Doriann: un salutone a te, neanch’io sono una nuotatrice provetta, ma quel che conta è lo spirito, giusto? (classica consolazione di chi non è bravo in qualcosa…) 😉

    Ma… Ozzy! Che pensieri fai? ;-)) Efesto proprio no, non mi sembra il mio tipo, non tanto per il brutto aspetto fisico ma per il carattere troppo focoso e irascibile. Poseidone, forse nella versione kafkiana, cioè un Poseidone stanco di essere il Signore dei mari e di svolgere quel “lavoro”, per lo più burocratico, che se ne sta triste su un’isoletta ad attendere, chissà, il senso della vita (che sia l’Amore?). Ma cosa mi fai dire! 😉 Comunque, essendo ormai tornata, posso dire di avere scampato il pericolo o forse avere il rimpianto di non averlo vissuto.
    Comunque, se da me dovesse discendere una città, vorrei fosse una città pacifica, abitata da persone di diversissima origine e lingua, ognuna delle quali si sentisse a casa sua, e nella quale ogni straniero che vi arrivasse non avesse più voglia di andare via se non ogni tanto per chiamare altri a raccolta e ritornarvi, trovandola più bella di prima. Dove lo spazio non finirebbe mai, ma non a scapito della natura circostante! Mi piacerebbe molto! Ciao, carissimo 🙂

    Giacomino: Jovanotti?? Ma un’associazione migliore no? Allora, piuttosto, Casadei! 😉

    Diego: ciao Diego! Son stata un po’ assente, eh? 🙂

    Flimsy: grazie, carissima. Auguro lo stesso a te 🙂

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  16. utente anonimo ha detto:

    Ciao, devo dire che ammiro Tua sorella. Sai anche io ho un sogno nel cassetto: andare e forse stabilirmi in Africa, almeno provare. Ma non posso, mi sono sposato ed ho 2 bambini, quindi rimarrà solo un sogno però chissà forse almeno un viaggio me lo potrei fare, chissà ….
    Certo ammiro Tua sorella che và nei posti più disagiati, che fà del volontariato, io certo non sarei proprio capace, veramente ammirevole. Chissà ci farai sapere il seguito? Salutoni Fernj.

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  17. flalia ha detto:

    Ciao Fernj: ciao! Proprio pochi giorni fa mia sorella mi ha scritto le prime mail, in cui racconta quel che ha fatto finora, e dato che sono cose avventurose e interessanti penso che le riporterò in parte sul blog (per ora sta facendo la turista spericolata…). Be’, trasferirsi in Africa è una scelta radicale di vita ma ci sono anche intere famiglie anche con bimbi piccoli che lo fanno… certo, bisogna essere tutti d’accordo… ciao 🙂

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  18. utente anonimo ha detto:

    Ciao Ali d’Argento, solo oggi leggo la tua risposta, ma leggo che tua sorella fa la turista e non si è ancora stabilita. Facci avere sue notizie, che fa, dove si è stabilizzata,come si trova,quando pensa di tornare …..
    Tu a proposito cosa fai nella vita?
    Un salutone,by,Fernj.

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  19. flalia ha detto:

    Ciao Fernj, mi chiamo Ilaria.
    Mia sorella ha girato un po’ all’inizio; adesso è in una baraccopoli di Nairobi a lavorare come volontaria. Magari tra un po’ posterò qualcosa su questa esperienza. Io faccio tutt’altro: lavoro per una casa editrice di fumetti…

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  20. utente anonimo ha detto:

    Ciao Ilaria, è “bello” che Tu rispondi velocemente; in questo modo sembra come se ci conoscessimo da tempo,non so, mi fa questa sensazione. Quindi leggo che è in Kenia,bè è già tanto che è in una città ……. Io viaggio ogni giorno con la mia mente pensando e sognando l’Africa,sarò “malato” ? Cordialmente,fernj.

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  21. flalia ha detto:

    Sì, è in città ma la situazione era migliore nei villaggi… pensa che nella baraccopoli non hanno neanche le fogne.
    Be’, se davvero hai questo pensiero “fisso”, potresti provare ad andare, contattando un’associazione missionaria (ce ne sono tante: sia laiche sia di orientamento religioso). Ok, hai una famiglia. Ma noi conosciamo molte famiglie in cui per es. il marito si assenta anche per due o tre mesi per andare in Africa a lavorare (un amico dei miei genitori ha costruito, coinvolgendo i locali, una cattedrale più tante case, proprio in un villggio del Kenia). Ci sono anche intere famiglie, anche con bambini piccoli, che si trasferiscono in Africa, alcune per anni, altre anche solo per un anno o due, e i bambini si trovano bene. Voglio dire che le possibilità sono tante, e se davvero hai questo “mal d’Africa”, puoi provare a concretizzare i tuoi desideri.

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