Tragedia comica dal parrucchiere-padrone [Eccessi emotivi incontrollati]

Cari amici, questo post è troppo lungo e racconta insignificanti fatti miei, io però avevo bisogno di scriverlo per via del trauma subito, voi al massimo non leggetelo, e siamo tutti felici.

Quando sono entrata nel negozio del parrucchiere ero già provata dalla solita ansia che mi prende in questi casi, riassumibile principalmente nella domanda: di cosa parlerò col parrucchiere mentre lui armeggerà con la mia testa? Di solito infatti esiste questo problema. Ma ieri ero anche abbastanza tranquilla; da due mesi (cioè dall’ultima volta che avevo messo piede in quel luogo ostile) mi ripetevo ogni tanto nella mente un nome, per poterlo ricordare al momento opportuno: Andrea. Era stato lui a tagliarmi i capelli l’ultima volta e il risultato era stato un taglio perfetto e una conversazione abbastanza fluente; era stato gentile, simpatico e premuroso.
E invece, appena entrata, non ho fatto neanche in tempo a cercarlo fiduciosa con lo sguardo; mi si è parato davanti il titolare del negozio (che porta il suo nome e che è famoso a Bologna): un omone alto, largo e massiccio, che le altre volte ero sempre riuscita a evitare accuratamente, avendolo visto all’opera ed essendone rimasta parecchio terrorizzata (se leggete, capirete che avevo ragione).

Le prime parole che ha pronunciato, accompagnate da una smorfia a esse intonata, sono state di disprezzo per i miei poveri capelli; neanche avesse uno sguardo a raggi x ha cominciato a elencarmi che cosa non andava e che tipo di capelli ho e quali prodotti occorrono e così via. Fin qui, tutto bene. So che i parrucchieri cercano di demolirti l’autostima per poterti vendere i loro shampoo costosissimi. Però quel tipo parlava con un po’ troppa sicumera e soprattutto con un tono aggressivo; quando ho provato a dirgli che se ho i capelli fragili è a causa di una medicina che sto prendendo lui mi ha fatto una sfuriata urlando che invece sbaglio tipo di balsamo. Ho provato a ripetere che, oltre al balsamo (ma figuriamoci!), era la medicina; macché, l’ha presa come una cosa personale, ha alzato la voce ancora di più. Allora sono stata zitta e mi sono sorbita docilmente una predica su come lavare i capelli e sui danni del balsamo, dopo la quale l’ho pure ringraziato con un sorriso mite guardandolo da sotto in su. E va bene…

Dopo il lavaggio, praticatomi da una signora gentile, mi sono di nuovo ritrovata tra le grinfie di lui, benché avessi cercato di scappare alla ricerca di Andrea o di chiunque altro. Mi ha fatto sedere (anzi, mi ha spinto giù, premendomi le sue manone sulle spalle) sulla poltroncina e ha cominciato a tagliarmi i capelli senza chiedermi come li volevo. Ho iniziato gentilmente a parlare per spiegarglielo, ma mi ha subito interrotto:
– No no no! – ha detto appena ho pronunciato la prima sillaba – Ti farò un taglio delizioso, vedrai, zitta lì e fidati di me! –
E ha ripreso a trafficare con i miei capelli.
Ho riprovato due volte a parlare e me lo ha sempre impedito, la seconda volta con impazienza.
– Sono il titolare qui! – ha esclamato sbuffando – Ti farò un taglio che ti invidieranno tutte, così ti chiederanno dove sei stata e tu mi farai una bella pubblicità. Quindi lasciami fare!

Vedrai che bella pubblicità che ti faccio!, ho pensato mentre cominciavo a sentire un certo magone formarsi in fondo al cuore.

Lui nel frattempo, mentre sforbiciava, parlava di tasse con un signore e ogni tanto, arrabbiato, urlava qualche parolaccia contro il governo.
Cercavo di guardarlo, tramite lo specchio, volevo affrontarlo, ma mi sentivo già scoraggiata, mi sembrava una situazione assurda e poi, non potendo tenere indosso gli occhiali per non ostacolarlo nelle sue operazioni, non riuscivo a vederlo bene e questo accresceva la mia impotenza.

A un certo punto un’inserviente si è accostata e gli ha detto che la Contessa Balanzoni (cognome inventato, titolo nobiliare vero) esigeva di essere pettinata solo e soltanto da lui.
Oh, ti prego, vai da lei, è una contessa! Che da me venga un altro!, ho implorato interiormente. Ma niente.
– Falla accomodare nella poltroncina qui di fianco, me ne occupo dopo che ho finito qui. Intanto comincia a metterle il trattamento –

Il magone, ormai consistente, ha cominciato a risalire un po’ dal fondo del cuore.

La contessa Balanzoni, con la sua bella chioma tinta del color biondo-altoborghese e il suo bel vestito intonato, si è seduta accanto a me, con un’inserviente che le sbrodolava della roba in testa e un’altra che le faceva la manicure.
Così, oltre al parrucchiere che parlava di tasse strattonandomi nei momenti di particolare indignazione, ascoltavo anche il monologo della contessa, tutto incentrato sulla sua fatica di vivere (Eh, la mia vita! Entro in sala per prendere un documento e mi suona il telefonino, rispondo al telefonino e mi arriva una mail, leggo la mail, mi sono dimenticata dove ho messo il documento, torno a cercarlo, mi si rompe un tacco…) e, soprattutto, sulla sua eterna dieta (pensate che crudeltà: siccome lei è a dieta, costringe alla dieta anche il marito che non ne ha bisogno! Poverino. E osava lamentarsi del recente nervosismo di lui!). Proprio perché a dieta, non ha fatto altro che evocare con tono nostalgico manicaretti di tutti i tipi e io, che non sono a dieta anzi ho bisogno di mangiare, e avevo fame (erano le 13,30), ho cominciato a sentire un secondo magone all’altezza dello stomaco. Senza contare che continuavo a non capire cosa stesse combinando con la mia testa il parrucchiere-padrone.

Ormai comunque parlare mi sembrava impossibile, mi sentivo impotente e così ho cominciato a sentire il magone sciogliersi in un fiume in piena che risaliva inesorabilmente dalle profondità del cuore, la voce blaterante della contessa e quella infuriata del parrucchiere erano ormai confuse tra loro e lontane, cercavo disperatamente di resistere, di ricacciare tutto in fondo, di aggrapparmi a qualunque pensiero potesse aiutarmi ma niente, e così, quando l’omaccione, per tagliarmi i capelli sulla nuca, mi ha fatto chinare il capo (spingendolo giù con la sua manona), gli argini si sono rotti e, mi spiace ammetterlo so che non si dovrebbe fare, mi sono messa a piangere, silenziosamente ma con i lacrimoni che gocciolavano e qualche sussultino del corpo.

Piangevo perché quel comportamento mi sembrava violento e ingiusto e perché non sono capace di farmi rispettare. Ho cominciato a pensare che sono in grado di affrontare calma e intrepida le peggiori calamità naturali (dalle trombe d’aria alle malattie anche gravi ai sentimenti più devastanti) ma non gli esseri umani nelle loro manifestazioni anche minimamente irrispettose/aggressive. Solo sul lavoro riesco a farmi valere – pensavo piangendo – e ci riesco solo perché l’amore per la lingua italiana in me supera perfino la mia timidezza/fragilità (non recedo mai dalle mie posizioni quando si tratta di difendere l’adattamento di un testo o una determinata correzione) e solo perché ho dei forti pregiudizi positivi verso gli adolescenti (il che mi permette di affrontare platee bellicose senza insicurezza); ma per il resto, il primo che passa può prendermi a calci o impedirmi di parlare alzando la voce, e io non riesco a reagire (anzi, mi sento in colpa).

Ecco cosa pensavo, e più lo pensavo più piangevo, logicamente.
Così, quando Mister Arroganza mi ha tirato su la testa e mi ha guardato allo specchio, ha visto un viso inondato di pianto. E quando io stessa ho intravisto (senza occhiali…) il mio viso allo specchio, mi è venuto da ridere (obiettivamente c’era da ridere oltre che da piangere).
E quando lui mi ha chiesto (con un tono di voce un po’ più tenero) cosa succedeva, sapete cosa ho risposto (avevo il cervello in tilt, non capivo più niente, mi vergognavo, non sapevo neanche più parlare)?
– Oh, niente. Sono allergica –
E lui ha detto:
– Un’allergia potentissima, vedo. E a cos’è che sei allergica? –
Panico! Io non so neanche a cosa si può essere allergici e poi non so dire le bugie, divento rossa se le dico, perciò, non sapendo cosa dire, nell’angoscia in cui mi trovavo, ho detto la prima cosa che mi è venuta in mente – una cosa stupidissima, però un po’ vera – e cioè:
– Ai parrucchieri –
Allora lui si è messo a ridere con una risata da Mangiafuoco, e io pure, sbirciando allo specchio me col viso disperato, lui che si sganasciava agitando pericolosamente le forbici in aria, la contessa Balanzoni attonita e un po’ seccata, le inservienti anche loro immobili, mi sono semplicemente messa a ridere e sapete come succede, tutto il corpo, fino allora contratto, mi si è sciolto e all’improvviso tutta quella situazione assurda da disperata mi è parsa irresistibilmente comica. Mi sono sentita felice e capivo di avere sbloccato la situazione senza offendere nessuno.

Dopo è andato tutto bene; lui mi ha preso il viso tra le sue manacce finché non mi sono calmata (e mi sono calmata istantaneamente, dato che non ci tenevo a essere coccolata da uno che due secondi prima mi aveva fatto piangere) e voleva anche offrirmi un gelato – il suo negozio ha una convenzione con la gelateria vicina – che ho stoicamente rifiutato (sempre per il motivo di cui sopra).
Alla fine, pur con questi eccessi emotivi, la tortura è finita benché il taglio non sia affatto così delizioso, ma pazienza.

Uscita di lì, sono corsa in pasticceria a divorare due paste ripiene di crema, cioccolato e panna (alla faccia della contessa Balanzoni e in onore di suo marito, augurandogli che fosse anche lui alle prese con qualche antidietetico manicaretto alle spalle della crudele moglie).
Ristabilito così l’equilibrio psicofisico mi sono recata in libreria per trovarvi il conforto risolutivo e ne sono uscita con un libretto di Hrabal adatto a risollevarmi il morale.
Poi, con il mio taglio tanto sudato e lacrimato, ho pedalato verso casa ripensando all’accaduto e ridendo della sua assurdità. Adesso per altri due mesi almeno, non se ne parla più!

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51 commenti on “Tragedia comica dal parrucchiere-padrone [Eccessi emotivi incontrollati]”

  1. Decano ha detto:

    via è passata!santo cielo sei davvero sensibile come una signorina d’altri tempi, mi viene in mente una pianticina di capelvenere.
    io vado da un vecchietto in pensione che mi tosa nella sua cantina e vado solo quando mi scambiano per un cespuglio.Una notte serena :)***

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  2. utente anonimo ha detto:

    Mi sono talmente immerso nel tuo racconto che ho immaginato di tirare una testata a mangiafuoco e di averti portato via da lì. 🙂
    Mi dispiace ma ho sentito dire che sono molti i parrucchieri, soprattutto quelli per donna, che si comportano così, credono di sapere cosa sia meglio per te e non vogliono sentire il contrario.
    Sentire che eri felice di aver sbloccato una situazione pesante senza offendere nessuno è stata una bella sensazione. 🙂
    Jedredd

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  3. PaoloFerrucci ha detto:

    Racconto da antologia: rispecchia i miei traumi da barbiere-parrucchiere che subivo da ragazzino. Quel parrucchiere era ritenuto il migliore, ed era convinto di essere il modello ideale di uomo: quindi faceva tagli e pieghe identici al suo, usando pure la lacca. Ogni volta, cadevo nella disperazione.

    Ma che bel post, mia Flalietta! Mancava solo che mentre tornavi a casa una nuvoletta fantozziana ti rovesciasse addosso una catinella d’acqua!

    (The game of life di Jack Vettriano)

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  4. flalia ha detto:

    povera stella, ti capisco, ogni volta che vado dal parrucchiere mi viene una gastrite, con l’aggravante del fatto che ci vado tanto raramente che mi squadrano come una tapina (o sono i miei sensi di colpa…). Quando cominciano a tacchinarmi sui prodotti per i capelli io dico che ho già quelli MIEI particolari a casa.Bisogna dirlo con tono sostenuto q.b. e un po’ nonchalant. Poi in casi estremi si può sempre ricorrere al rescue remedy per tenersi calmi, mi ha aiutata ad affrontare convegni in situazioni di panico totale, buonanotte 😉

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  5. cappelliavolute ha detto:

    Decano: vado solo quando mi scambiano per un cespuglio è bellissima, mi fai ridere! Be’, anche mio padre va da un barbiere anziano e molto mite, purtroppo io sono una donna e devo subire i parrucchieri 😦
    Un bacio :-*

    Jedredd: sì, lui essendo il titolare di un negozio rinomato si sente in diritto di comportarsi così, ma come può decidere lui che taglio voglio io? E soprattutto, è stato violento… brrr, meno male che è finita! Grazie per la solidarietà 🙂

    Paolo: Ah ah! Questo è il colmo! Tutti i clienti pettinati uguali al barbiere!! Be’, mi consolo un po’, anche se comunque per gli uomini (adulti, magari) è più facile essere rispettati da certi prepotentoni! :-)*

    Barbara: meno male mi capisci! Credevo di essere l’unica stupida a farsi questi problemi! Invece tu hai proprio descritto bene la situazione. Anch’io invento delle scuse per non acquistare prodotti. Quell’uomo però non mi lasciava parlare (ma non gli ho comprato niente comunque!). Ciao! Grazie! :-)))

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  6. melchisedec ha detto:

    Oddio, ti capisco…io lo stesso problema ce l’ho con gli automobilisti aggressivi. Appena uno mi dice una parolaccia di qualche (qualunque) genere, approfittandosi del fatto che sono:
    A.femmina
    B.bassina
    C.guido una Punto centenaria…
    io apro le dighe e giù a piangere, il che, se sei al volante, proprio non è il massimo!

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  7. diegodandrea ha detto:

    Flalia, razionalmente siamo “vocati” ad essere tutto d’un pezzo, ci sforziamo in tal senso in ogni modo; ma nessun essere umano vi riesce, neanche se ha le “manazze” del tuo parrucchiere o blatera come la Balanzonessa. Tutti abbiamo dei “buchi” neri, da cui trae linfa la nostra fragilità. Il tempo, le esperienze, il distacco autentico dagli altri ti insegnerà a educare le tue emozioni, a conciliare la tua fragilità con le meschinerie degli altri, anch’esse frutto di fragilità.
    🙂

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  8. lauraetlory ha detto:

    Non pensavo che andare dal parrucchiere potesse diventare una storia così avvincente! Brava Ilaria, mi è piaciuto moltissimo 😉
    Baci D
    P.S.
    mentre ti leggevo mi son tornate alla mente tutte le volte che ho visto delle donne piangere senza minimamente capirne il perché… mi sa che sono troppo insensibile, dovrò rimediare :-))

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  9. flalia ha detto:

    posso? volevo dire che mi è piaciuto molto molto il commento di melchisedec 🙂

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  10. Mariadiavola ha detto:

    Intanto chiariamo un punto: i parrucchieri, maschi o femmine, sono tutti così. Io ho una cognata parrucchiera ed è lei a prendersi cura dei miei capelli, puntualmente una volta al mese viene a casa mia e mi sottopone ad un trattamento intensivo di coiffeure e chiacchiere. Parla talmente tanto che, tutte le volte quando lei ha finito con i miei capelli io ho il mal di testa per cui sono costretta a prendere una pillola e a sdraiarmi sul letto. Risultato: quando mi alzo della messa in piega resta ben poco. Da un po’ di tempo a questa parte l’analgesico lo prendo prima che arrivi, cos’ mi evito il letto e non butto i miei soldi dalla finestra! Anche lei tende a fare di testa sua. Tu le dici di spuntare e lei taglia via cinque centrimetri di frangia, le dici che vuoi una piega spazzola e phon e lei ti passa la piastra e via dicendo. Ogni volta che mette mano ai miei capelli mi fa l’analisi impietosa di crine e cuoio capelluto e intanto inframmezza consigli e pettegolezzi a raffica. Ultimamente riesco ad assumere una specie di trance ( la fortuna di fare i capelli a casa è che non ho uno specchio davanti quindi posso chiudere gli occhi senza che lei se ne accorga) ma non basta. Accade che dopo dieci minuti in cui parla “senza sputare mai” spenga il phon e mi dica: “Senti un po’, ma com’era quella storia del…” e allora vorrei avere un telecomando per “farla risalire” ( hai presente i telefilm di Star Trek?). Fino ad oggi sono riuscita a trattenere le lacrime, ma ho di che sperare…
    Buona domenica
    Lory
    p.s. forse il commento è un po’ troppo lungo…

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  11. Lockwood ha detto:

    CaV: meno male che io non guido se no farei sicuramente come te! 😉
    Certo che questi nostri pianti per noi che li viviamo sono tremendi ma visti dall’esterno fanno ridere; adesso se penso a te che scoppi in lacrime alle offese degli automobilisti… 😉
    Insomma, siamo personcine “leggermente” sensibili…

    Grazie, Mel… mi hai capito perfettamente. Sì, lo so che tutti hanno le loro fragilità e che col tempo posso migliorare nel disciplinare le mie… però certe volte mi sento sopraffatta e non vorrei… Grazie :-*

    Diego: certo che devi rimediare, finché sei in tempo, non vorrai mica diventare come il mio parrucchiere! ;-))
    E poi fa molto piacere sentirsi comprese in quei casi. Purtroppo questi pianti quando arrivano è praticamente impossibile fermarli… Baci e buon weekend :-*

    Barbara: certo che puoi! Anche a me è piaciuto molto il commento di Mel (dolce e saggio).

    Lory: Ah ah! Dai vostri commenti vedo che non sono la sola vittima dei parrucchieri 🙂
    Mi hai fatto troppo ridere quando hai scritto che a causa del mal di testa causato dalla parrucchiera dovevi sdraiarti a letto vanificando il tutto (sì, meglio prenderlo prima l’analgesico)!
    Buona domenica anche a te e non scusarti per il commento; mi piacciono i commenti lunghi, inoltre era proporzionato alla lunghezza del post… 🙂

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  12. flalia ha detto:

    ha funzionato cosa, cantare nel sonno?
    non lo so xkè non me lo ricordo…era un sonniloquio, non ero cosciente X°D

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  13. utente anonimo ha detto:

    commento a un commento:
    >> purtroppo io sono una donna e devo subire i parrucchieri 😦
    > In tutta sincerità per me il tuo comportamento più che essere un segnale di altruistica sensibilità denota bisogno di essere snobisticamente al centro dell’attenzione, anche più della principessa. Conoscevo una timida ragazza di Noale (provincia di Venezia) che si faceva tagliare economicamente i capelli a casa. Ciao.
    Lockwood (per favore non fare riferimento al mio vero nome, grazie)

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  14. utente anonimo ha detto:

    Mariadiavola: intendevo dire se poi l’esame era andato bene grazie al “rito propiziatorio”!

    Lockwood: ciao! Che piacere leggere un tuo commento 🙂
    Anche mia nonna di Piacenza si fa tagliare i capelli a casa, ma solo perché non sta bene e farebbe troppa fatica a muoversi. Io sinceramente non ci ho mai pensato e poi qui non conosco nessuno che lo faccia, tutte le donne che conosco si recano dal parrucchiere… come continuerò a fare io, magari cambiando parrucchiere! Ciao!

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  15. flalia ha detto:

    A proposito del non essere capace di farsi rispettare.
    Io sono incapace di farmi rispettare da chi mi conosce fin da piccolo, parente, amici di famiglia, vicini di casa, fuori di questa cerchia non faccio fatica, ricevo elogi, vedo andar via chi parla con me sempre soddisfatto, ma con i conoscenti sono un disastro, possono dirmi di tutto ed anche se sono ho delle buone ragioni, idee, opinioni, non riesco mai ad esprimerle con sufficiente forza. Uffh!:-(
    Jedredd

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  16. Lockwood ha detto:

    Dimenticavo…
    Buona Domenica.
    Jedredd

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  17. flalia ha detto:

    Che strano, Jedredd… Secondo me è più facile sentirsi a proprio agio con i familiari ed essere più timidi con gli estranei. In ogni caso, si soffre a essere così timidi, vero? Però meno male che tu con gli altri che non siano familiari te la cavi bene! Anch’io sono fortunata perché in genere le persone sono sempre gentili e affettuose con me, ho questa grande fortuna!
    Buona domenica 🙂

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  18. Lockwood ha detto:

    commento a un commento di un commento:
    >> Che piacere leggere un tuo commento 🙂
    > Ho detto che il tuo pianto era fasullo dandoti della snob e tu sei contenta che scriva? Il tuo buonismo non mi ripaga dello sforzo fatto, avrei preferito l’ammissione o una controreplica. Ma quando mai tutti i nodi vengono al pettine?
    Bye-Lock

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  19. flalia ha detto:

    Be’, intanto snobismo non è sinonimo di falsità. Non posso ammettere di essere qualcosa che non penso di essere e ho controreplicato al tuo commento dicendo che mi pare più snob far venire la parrucchiera in casa anziché andarci io come fanno tutti. Io non sono buonista, semplicemente non sono permalosa. Ciao

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  20. commediorafo ha detto:

    commento a un commento di un commento di un ecc ecc
    >> mi pare più snob far venire la parrucchiera in casa anziché andarci io come fanno tutti
    > Vai dove sai che entrano le contesse con la puzza sotto il naso, vai dove sai che c’è l’omone cattivone che ti fa tanta paurona, ma soprattutto godi nel riferire la disavventura in cui ti sei cacciata…ammetterai che uno possa dubitare della tua buona fede nel dar conto dell’emotività. Se facessi una figuraccia di questo tipo preferirei non raccontarla come storiella da salotto, cercherei con discrezione di riconsiderare le mie capacità…chiamiamole decisionali. Ma evitiamo, questo forse è il punto, ciò di cui non possiamo fare a meno? ByeLock

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  21. bez ha detto:

    Lockwood: ti rispondo qui per onestà, ma dato che non è corretto monopolizzare un blog pubblico con un dialogo privato a due, se hai qualche altra cosa da replicare, ti sarei grata se lo facessi in privato, a meno che non sia un discorso nel quale possano inserirsi anche altri, visto che i commenti nel mio blog dovrebbero essere una conversazione che includa tutti.

    Comunque: tu puoi avere tutti i dubbi che vuoi sulla mia sincerità, mi pare logico, cosa vuoi che si capisca da un blog? Ecco perché non ti ho risposto in modo particolareggiato, per rispettare i tuoi dubbi.
    Ma dato che insisti a pormi la domanda, ecco la mia risposta, che sarà fin troppo esauriente, almeno per i miei gusti:
    quando ho cominciato a scrivere su questo blog, a dicembre (perché negli anni scorsi avrò pubblicato saltuariamente tre post all’anno, che quindi non contano) l’ho fatto perché come sai mi sentivo sola e soprattutto con tanti pensieri in testa che mi facevano soffrire e che non riuscivo a confidare nemmeno ai pochi amici che ho (li ho confidati a te, un amico di mail, fidandomi di te): sulla mia inadeguatezza, sulla mia timidezza, sui miei fallimenti in tutti i campi (compresa la tua amicizia) e così via.
    Ora quando uno si sente un relitto ambulante ci sono diversi modi di reagire: il mio modo, quello che mi viene naturale, consiste nel riderci su, perché di lacrime ne ho già versate fin troppe e non risolvono niente, mentre il riso sì, aiuta ad aprirsi, a condividere con un sorriso che accoglie gli altri, anziché a buttare lì un dolore in un modo angoscioso che farebbe fuggire tutti, me compresa se potessi fuggire da me. Siccome chiudermi a riccio non mi ha portato nulla, ho scelto di essere sincera, cioè completamente aperta, anche sulle mie imbranataggini e sulle mie fragilità, però col sorriso sulle labbra. Il blog mi ha semplicemente aiutato in questo, un raccontarmi ridendo che però ho sempre praticato (ne sa qualcosa chi mi conosce personalmente nella realtà). Poi, nel frattempo tante cose sono cambiate: ho trovato un lavoro migliore in cui sono apprezzata e dove mi vogliono bene; lo stage idem, esperienza meravigliosa dove ho conosciuto tante persone e mi sento amata; e mi sono presentata a queste persone (sul lavoro e dovunque) senza vergognarmi più di come sono fatta, figuracce e emotività comprese; e incredibilmente mi sento estremamente benvoluta nonostante questo. E sul blog accade lo stesso. Nel caso specifico che ti disturba tanto: è stato un piccolo trauma per me essermi messa a piangere lì in mezzo; poi mi sono calmata e ne ho visto l’aspetto ridicolo, come mi accade sempre perché sono fatta così. Avevo bisogno di comunicarlo a qualcuno e qui ormai mi sento a mio agio tra gli amici che mi leggono e l’ho fatto; l’ho fatto sottolineando gli aspetti comici perché “mettermi a piangere” perfino sul blog per quella che in effetti, e qui hai ragione tu, è una quisquilia mi sembrava troppo. Inoltre sono affezionata alle persone che mi leggono, e mi piace scrivere qualcosa che possa far sorridere o rilassare perché questo è il mio piccolo spazio e desidero che sia accogliente e sereno come piace a me.

    Non credo che ti dovessi pubblicamente tutte queste spiegazioni, ma eccotele, visto che mi scrivi qui.
    Adesso, però, per favore, rispettami: se vuoi discutere ancora di questo, lo facciamo fuori di qui, dato che sei arrabbiato con me.
    Per il resto, i tuoi commenti, se non troppo personali, saranno sempre i benvenuti qui. Ciao.

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  22. maggicatrippy ha detto:

    Mara, la mia parrucchiera, è uno dei miei miti. Adoro farmi fare lo shampoo da lei chieccherando degli argomenti più disparati. Per prendere appuntamento non telefono mai, ma passo direttamente, sperando che il salone sia vuoto e abbia tempo per un lavaggio veloce che scaccia i pensieri e allontana le tensioni.
    Ieri sono stato al matrimonio di una carissima amica pettinata da lei. La sposa era bellissima, la pettinatura splendida. E Mara ha guadagnato ancora qualche punto.
    Mi spiace Flalia che tu abbia un rapporto così conflittuale col salone del tuo parrucchiere. Ma mi auguro che quello non sia più il tuo…
    Massimo

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  23. flalia ha detto:

    oddio mi si è stretto il cuore…

    sarà che io di fronte all’aggrssività altrui mi blocco e resto a boccheggiare come un pesce, e sarà che i miei capelli lunghi lunghi per me sono come la coperta per linus, sarà che quando leggo mi immedesimo un sacco…

    mi viene da piangere anche a me!

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  24. ilBarlengo ha detto:

    ero passata prima,
    ho letto la discussione…
    quasi quasi mi sentivo in colpa.
    grazie del saluto, ricambio e ti strizzo l’occhio!

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  25. lauraetlory ha detto:

    Massimo: ciao carissimo! Deduco che il matrimonio di ieri è andato molto bene 🙂
    A dire il vero, io fino a qualche tempo fa sono sempre andata dalla mia parrucchiera storica (Natalina) con la quale ho un rapporto quasi di amicizia, tipo quello che tu hai con Mara. Ultimamente ho provato un po’ a cambiare perché volevo qualcosa di nuovo, ma credo proprio che tornerò da lei… Ciao 🙂

    Bez: benvenuta! Ma non metterti a piangere perché è già passato tutto! ;-)) Ora resta solo una figuraccia su cui fare quattro risate :-)))

    Cara Trippy, non preoccuparti. Un salutone ;-D

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  26. Higurashi ha detto:

    Hai stile, eh sì…

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  27. flalia ha detto:

    Adoro i post lunghi, soprattutto quando ho tempo di leggerli. Sono qui, nel giorno del mio compleanno. Lory sta poco bene, mia sorella è fuori Roma, io sono appena tornata da un pantagruelico pranzo a base di pesce con mia mamma e mi aspetta una cena a sorpresa con il mio ex che, quando eravamo insieme, non si ricordava il mio compleanno e adesso non solo mi ha chiamato per farmi gli auguri, ma addirittura mi invita a cena… che giornata! Dunque, si parla di parrucchieri. Io li odio, senza remissione né distinzione. Perché ho i capelli riccissimi, ribelli, apparentemente mai troppo lunghi perché si comportano come molle e si ritraggono, tantissimi. I parrucchieri li odiano e ogni volta (capita non più di una volta l’anno) che mi affido alle loro grinfie trovano il modo di dirmi che: a) i capelli fanno schifo, b) io faccio schifo perché ho sempre lo stesso look, lo stesso colore e la stessa faccia, c) sbaglio shampoo e balsamo, d) forse sarebbe meglio una parrucca, e) perché non un bel taglio alla soldato Jane, tanto per svecchiare?
    L’unica volta che sono andata da un parrucchiere famoso, Michel di via Sistina, a Roma è considerato alla stregua di Aldo Coppola, è stato perché lui ha insistito dopo che l’avevo intervistato. Ti risparmio la vestagliatta leopardata stile Versace, l’invito a far uscire (scusa il termine) la mignotta che c’è in me e varia psicologia spicciola. Voleva tagliare i capelli, gli spiego che un proditorio taglio di capelli all’età di 4 anni mi ha traumatizzata a vita per cui preferisco tagliarmi un dito piuttosto che i capelli e lui si ammorbidisce. Mi ha tenuto lì quattro ore quattro per fare: taglio a scalare nature, tre colori diversi di meches prendendole capello per capello, decotto vegetale per uniformare, balsamo per ammorbidire, spuma per regolare, asciugatura a raggi infrarossi con manipolazione con costosissimo gel dal nome impossibile. Risultato: sono uscita di lì con dei bellissimi capelli ma con l’autostima sotto i tacchi. Ancora oggi, a distanza di anni, mi chiedo: come si fa a far uscire la signorina di facili costumi che è in noi? E poi, perché dovremmo farla uscire? Solo Michel lo sa, credo, ma per dirmelo credo vorrebbe una parcella da non meno di 600 euro (però messa in piega compresa!)
    Laura

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  28. flalia ha detto:

    Splendido questo post.

    Non so esattamente quali siano i motivi della tua insicurezza.
    Ma davanti al modo in cui sai scrivere e a quello che mi trasmetti, io faccio profondi inchini di ammirazione.

    Per quanto valore possano avere fatti *virtualmente* da una persona *virtuale*

    Un saluto, è sempre un piacere venire qui a leggerti

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  29. utente anonimo ha detto:

    IlBarlengo: ciao, benvenuto e grazie… 🙂

    Laura!! Che bello, il giorno del tuo compleanno! Ti ripeto gli auguri anche qui (buona digestione, anche).
    Ecco, l’utilità di questo post è stata immensa perché ho capito di non essere sola nella mia “lotta” contro i parrucchieri. Grazie!
    Comunque, dalle nostre esperienze si evince che quelli alla moda e superfamosi è meglio evitarli perché magari ti fanno anche un bel taglio ma ti massacrano l’autostima (e il portafoglio) sentendosi in diritto di umiliarti dall’alto della loro posizione… ;-D Ehm… io però almeno la vestaglietta leopardata me la sono risparmiata… ;-D
    Grazie di questo commento!
    Mi spiace che Lory non sia ancora guarita…
    E a te, carissima, auguri per stasera e buona cena :-)*

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  30. utente anonimo ha detto:

    Grazie, Higurashi… Per me è un piacere leggere te, qui e sul tuo blog, e i tuoi apprezzamenti hanno per me un grande valore. Grazie 🙂

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  31. AlexS58 ha detto:

    Povera Ilaria!
    Avevi ragione a piangere.. bistrattare così i capelli di una donna è come trattarla con violenza, insultare la sua femminilità..
    Ti capisco benissimo perchè anche a me a volte capita di non riuscire a reagire -soprattutto per timidezza ma anche perchè certe situazioni ti colgono di sorpresa perchè non ti aspetteresti mai certi comportamenti.
    A me è capitato di piangere (lo so che è tremendamente brutto piangere per queste cose, ma tu che sei donna puoi capire!) perchè magari il parrucchiere aveva esagerato con le forbici, così da una chioma lunga mi ritrovavo ad avere un taglio quasi maschile..
    La prossima volta di’ all’omone che la tua allergia si scatena solo nei confronti dei parrucchieri grandi e grossi! 😉
    buona domenica, cara!

    Ps: hai un’ottima capacità affabulatoria.. riesci a interessare il lettore parlando di qualsiasi cosa! :-))

    Ellee

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  32. ondalungablu ha detto:

    In genere ti leggo fra i commenti da Laura & Lory. Sono contenta di avere avuto, finalmente, tempo e curiosità di venirti a trovare. Interessante il blog. Bello questo post che, inevitabilmente ci coinvolge tuttE (escludo i maschietti che hanno un rapporto diverso con il proprio scalpo, salvo le angoscianti perdite di capelli eccellentemente sostituite dalla tendenza a raparsi degli ultimi anni).

    Francamente non ho questo tipo di problemi da molti anni. Esattamente da quando, a diciassette anni, sono uscita in lacrime (quindi ti capisco benissimo) dalla parrucchiera più “in” (allora era di moda dire così), una tale Rosanna che non solo mi ha trattata malissimo perché (a diciassette anni!) non avevo abbastanza soldi con me per permettermi di dare sfogo ai suoi preziosi consigli in materia di trattamenti e lozioni, ma mi ha mandata fuori con un taglio che assolutamente non sentivo mio, né mi faceva sentire a posto.

    Il mio rapporto col parrucchiere è piuttosto intenso da quando (circa un anno) ho tagliato i miei lunghissimi capelli e quindi ho bisogno di aggiustare il taglio almeno una volta al mese. Ecco, io “interagisco” col parrucchiere (nonstante vada da Coppola) e guido forbici, mani e gel. Lo so come voglio uscire di là, solo che non so farlo da sola, e allora l’unica cosa possibile è “guidare” chi sa farlo. Se una frangia è troppo lunga chiedo che mi venga accorciata, se il peso dei capelli è eccessivo (ne ho tanti e li ho tagliati proprio per levarli di mezzo) lo faccio presente. E quando mi pettinano se non mi piace la piega che tentano di dare, infilo le mani fra i capelli e l’aggiusto. “Preferisco così, magari mettici il tuo tocco da professionista e rendilo un capolavoro!”. Un modo come un altro per ottenere quello che voglio cercando di non offendere chi sta lavorando.

    Certo è che non esco dal parrucchiere se non mi piace quello che vedo sulla mia testa. In fondo non ci vado per fare quattro chiacchiare ma per mettere a posto taglio e piega, altrimenti spenderei diversamente tempo e danaro.

    Ritornerò a trovarti. Mi piace come scrivi.

    A presto
    ASSU

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  33. flalia ha detto:

    Oh, è già stato detto tutto :o)) Ho fatto per andare dal parrucchiere ieri, dovevo farmi sistemare la barba che mi fa apparire un’incrocio tra il Mullah Omar ed un cespuglio.
    Era chiuso!!! Oggi mi sono tagliato completamente la barba.
    Mannaggia!

    Ciao

    Alex

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  34. OzzyRotten ha detto:

    (l’orco parrucchiere) meravigliosa descrizione, divertentissima e ricca di sorprese minime, ma almeno il taglio com’era?

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  35. flalia ha detto:

    Cara Ellee, come potrei non capire quel tuo pianto? 😉 Meno male non sono l’unica. Tra l’altro, ammettiamolo, è raro vedere una donna uscire dal parrucchiere soddisfatta al 100%, di solito c’è sempre qualcosa che non va!
    Un saluto e buon inizio settimana 🙂

    Assu: Ciao, benvenuta! Complimenti per la sicurezza che hai raggiunto col tuo parrucchiere! Tra l’altro hai pienamente ragione sul fatto che dato che paghiamo dobbiamo essere poi soddisfatte.
    E’ vero, ci incrociamo da Laura e Lory, il tuo blog lo leggo spesso ma non ho mai il coraggio di lasciare un commento… adesso ci proverò! 🙂
    Grazie, e ciao!

    Alex: benvenuto! 🙂
    Be’, dai, il bello di barba e capelli è che poi… ricrescono! 😉

    Ondalungablu: grazie, speravo proprio di non annoiare! Be’, alla fine il taglio non era male, me lo vedo abbastanza bene… be’, dopo tutto quel che ho penato! ;-))
    Ciao!

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  36. utente anonimo ha detto:

    Guarda non ci credo. Se è una storia debbo farti i miei complimenti, è molto bella e ben strutturata.
    Se è una storia vera, che hai vissuto veramente, allora devo porti la solita domanda: “Che cazzo ci vai a fare da Mangiafuoco?” E soprattutto: “Ti fai mettere sotto da un frocio di parrucchiere?”.

    Io l’avrei preso a testate, o comunque gli avrei risposto sgrabatamente ed avrei fatto valere i miei diritti. A pagare l’hai pagato tu, e dunque avevi il sacrosanto diritto di incazzarciti e zittirlo, o in alternativa di prenderlo a calci e frantumargli i denti davanti ad uno specchio.

    Dio bastone! Ci fossi stato io! Altro che mangiafuoco! Gli avrei fatto mangiare un phon intero, filo elettrico compreso…

    Ma questa non è una storia vera, dico bene?

    Benediko

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  37. utente anonimo ha detto:

    Ciao Ozzy! Ehm, sì è andata proprio così, comunque a mia “discolpa” ti dirò che era solo la terza volta che andavo lì e le prime due volte ero riuscita a evitare quel tipaccio… credevo di riuscirci anche stavolta. E sì, mi faccio mettere sotto da un erculeo parrucchiere, però se leggi gli altri commenti vedrai che non sono l’unica… e ciò mi ha un po’ rincuorato. Ciao 🙂

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  38. flalia ha detto:

    carino il riferimento a “quel frocio di parrucchiere”. ozzy, evidentemente e fortunatamente tu appartieni alla schiera dei maschioni…

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  39. utente anonimo ha detto:

    @Flalia: sono appena tornato a casa, vado a mangiare qualcosa poi torno per scriverti, lascio gli auguri per Laura prima che arrivi la mezzanotte.
    @Laura: non ho mai letto nulla di tuo ma auguri lo stesso!:-)
    A dopo Fla
    Jedredd

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  40. flalia ha detto:

    Jedredd: buon appetito, a dopo 🙂

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  41. utente anonimo ha detto:

    Grazie per il buon appetito ma ho preso solo uno yogurt leggero tanto per rinfrescarmi un pochino, non volevo mica svuotare il frigo. 😉
    Mi credi che con questo caldo sto divorando yogurt, gelati, frutta, acqua e bevande fresche come non ho mai fatto durante l’anno, e non ricordo più che sapore ha la pasta! Scherzo.
    Sai Fla, non mi sento a mio agio con i familiari non per timidezza, ma perché mi viene istintivo comportarmi come se tutto quello che dicono è incontestabile per me, non riesco mai ad essere spontaneo con loro, ho sempre paura di dire qualcosa di sbagliato, , è in questo che sento di non sapermi far rispettare.
    Jedredd

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  42. flalia ha detto:

    Ah, ho capito. Purtroppo secondo me certi meccanismi familiari innescatisi ormai da anni è quasi impossibile modificarli, almeno non di molto. Può darsi che sia troppo pessimista, però. Io col tempo ho imparato a capire che certe cose (tipo il rapporto con mia madre) non posso modificarle e devo accettarle come sono, e in un certo senso vivo meglio. Una cosa simile a quella che dici tu la vivo abbastanza con mio padre…

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  43. ZiaPetunia ha detto:

    Si, anch’io sono arrivato alla stessa conclusione, solo che quando mi accorgo che devo comportarmi in maniera diversa da come vorrei un po’ mi dispiace, tutto qui.
    Sto crollando. Oggi è stata una magnifica giornata, con tanti svaghi ma alla fine mi sono stancato parecchio.
    Buonanotte
    Jedredd

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  44. latendarossa ha detto:

    Buonanotte, Jedredd e buon lunedì! :-*

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  45. PaoloFerrucci ha detto:

    Che tenera! E’ un piacere avere scoperto il tuo blog!

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  46. flalia ha detto:

    Che stronzo – scusa per la parolaccia, ma quando ci vuole, ci vuole. Detesto queste persone arroganti che poi, quando si rendono conto di aver ferito qualcuno, assumono anche atteggiamenti paternalistici. Mi spiace davvero che tu abbia dovuto subire un trattamento simile, penso che se non eri soddisfatta del taglio – che comunque dovrai portare volente o nolente per un po’ – ciò è dovuto al fatto che lui non ti ha chiesto niente all’inizio. Ti capisco perché anche il mio barbiere, al quale ogni volta dico di tagliarmi i capelli “corti ma non cortissimi”, prende la macchinetta e in men che non si dica me li ha tagliati moltomoltomoltocorti. Un abbraccio dolcissima ragazza con gli occhiali 🙂

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  47. fgfp ha detto:

    Ilaria,andiamo a fare una scampagnata? 🙂

    (John Singer Sargent, Group with parasols)

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  48. flalia ha detto:

    Ciao, Zia Petunia! Benvenuta da queste parti 🙂

    Marcello: grazie per la solidarietà (quando ci vuole ci vuole!). Comunque dai commenti (compreso il tuo) ho scoperto che è un fenomeno abbastanza comune. Insomma, sono tremendi i parrucchieri! :-O
    Un bacio :-*

    Paolo: ah… che relax… certo che ci verrei! Già vederlo rincuora. Grazie! :-*

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  49. Anonimo ha detto:

    Spero perdonerai il mio egoismo, ma mi sono sentita per un attimo sollevata a leggere questa storia, nel senso che io sono un’altra vittima di parrucchieri-padroni…
    Per par condicio, se ti può consolare, ti dico che, a differenza del tuo, il mio è stato un taglio orrendo (tra l’altro, post-mutilazione della mia LUNGA chioma), che sto cercando invano di correggere da un anno esatto…

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  50. Anonimo ha detto:

    fgfp: ciao e benvenuta! In realtà quello che tu chiami “egoismo” mi rincuora, cioè voglio dire, non sono l’unica a cui succedono queste cose… e se leggi gli altri commenti (soprattutto quelli femminili) be’, sembra che il parrucchiere autoritario e punitivo sia la regola! Mal comune mezzo gaudio? :-))

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  51. […] Sono su di giri perché forse ho superato il trauma del parrucchiere. Ricordate quella straziante esperienza di cui vi avevo reso partecipi più di un anno fa? Be’, ammetto che da allora il mio rifiuto […]

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