Consiglio appassionato

Mentre aspetto di trovare il tempo per scrivere un post, vi segnalo intanto che uno dei miei film preferiti sarà trasmesso domani notte all’1,30 (in teoria) su Italia 1. Si intitola Ghost world (potete cliccare qui per le informazioni di base, ma non fatevi influenzare!) e mi piace perché è un film malinconico ma non deprimente, anzi in realtà è allo stesso tempo un film umoristico; è realistico ma anche lievemente surreale, nonché poetico pur non avendo pretese artistiche; racconta, tra le altre cose, la fine impercettibile di una di quelle amicizie nate durante l’adolescenza (e che sembrano eterne) che, alla soglia dell’età adulta, si sciolgono e muoiono senza quasi accorgersene (vi è capitato, forse? A me sì, purtroppo). Poi parla dello spaesamento che a volte tutti proviamo e dei modi per uscirne. Parla di arte, musica, solitudine, follia, giovinezza, adultità, speranza, cinismo, amore, amicizia, famiglia, lavoro; si ride, si pensa, si immagina, si ricorda; a me quel film lascia sempre una certa carica, una voglia di fare e di vivere, dopo che lo guardo.

Poi: c’è uno Steve Buscemi meraviglioso, che sa dare vita al personaggio che interpreta, rendendolo così vero, con i suoi tic, le sue incertezze, il suo modo obliquo ma perfettamente coerente e integro di stare al mondo (se vedrete o conoscete il film: Seymour sarebbe l’Uomo della mia vita, se esistesse o se lo trovassi! E Steve Buscemi è uno dei miei attori preferiti).
Poi c’è una Scarlett Johansson quindicenne e una Thora Birch splendida interprete della protagonista, Enid, in cui mi identifico (o meglio, mi rivedo abbastanza per com’ero a quell’età e mi ci sento tuttora in sintonia, pur con la necessaria evoluzione).

Nonostante le protagoniste principali siano due ragazze all’inizio dell’età adulta, questo non è né un film adolescenziale né tantomeno giovanilistico, anzi, è da adulti che lo si comprende e ci si immedesima di più.

So di non essere brava a promuovere ciò che mi piace (non sarei tagliata per fare la pubblicitaria, credo!) ma se provate a puntare il videoregistratore all’1,30 su Italia 1 domani notte (notte tra sabato e domenica), male non può farvi (al massimo se il film poi vi annoia lo piantate lì e ci registrerete sopra qualcos’altro!).

 

Già che siamo in tema televisivo, non so se vi capita a volte, quando guardate la tv, di ascoltare qualcuno che parla e di provare vergogna per lui/lei e di cambiare canale o spegnere la tv perché vi immedesimate in lui/lei e provate imbarazzo (imbarazzo del tutto ingiustificato perché se non lo prova la persona in questione non si capisce perché dovreste provarlo voi). Tipo quando vedete gente che fa confessioni private o piange o litiga urlando o dice cose troppo volutamente sensazionalistiche o si presenta in modo da risultare patetico senza però accorgersene… cose così. Io mi imbarazzo tanto che addirittura divento rossa come se a parlare fossi io.

Be’, ieri mi è successa questa cosa vedendo Isabella Santacroce a Otto e mezzo (versione estiva), intenta a promuovere il suo ultimo romanzo (perché, comunque, lo scopo era quello). Mi ha molto impressionata il fatto che si prendesse tanto sul serio e parlasse per frasi fatte e luoghi comuni, credendoci veramente; cose tipo: io vivo da sempre nel sacro; i grandi santi e i grandi peccatori vivono da sempre agli estremi di quel punto mediano che io con la mia arte voglio scardinare, infatti Dio è mio marito; il bene non è creativo e non serve a niente mentre il male sì; la morale nasce dalla paura (e, a un’obiezione di una tipa peraltro odiosa convocata lì in veste ufficiale di moralista, ha saputo solo rispondere ossessivamente: Lo ha detto Nietzsche! – Ipse dixit – che poi, con tutto il rispetto: Nietzsche riletto dalla Santacroce e mischiato anacronisticamente al povero De Sade – dico “povero” perché sempre tirato in mezzo a giustificare qualunque cosa, soprattutto se scritta male). E poi non era quello che diceva, ma come lo diceva, recitando frasi a memoria e mettendosi in posa. Ho cercato di convincermi che lo facesse consapevolmente, come forma – che ne so – di rivolta estetica subliminale… Ma mi è sembrato invece che non scherzasse affatto, e comunque sarebbe anche questa una cosa vecchia, come ha detto Davide Rondoni, altro ospite, già vista un secolo fa. Per questo, mi è sembrata patetica.
Poi, un po’ per l’imbarazzo e soprattutto perché dovevo finire di lavorare a un fumetto, ho spento senza rimpianti. Ma siccome mi ha colpito vedere un’immagine così infelice (mi sembrava infatti terribilmente infelice e poco in salute; non che sia un obbligo essere felici), ho pensato di dirvelo (se non l’avete vista, meglio per voi).

Scusate se ho scritto molto male e molto in fretta questo post un po’ di servizio.

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38 commenti on “Consiglio appassionato”

  1. Ellee ha detto:

    Carissima,
    purtroppo domani all’1.30 non potrò vedere il film che ci proponi e,avendo il videoregistratore guasto, non potrò nemmeno registrarlo..

    Mi incuriosisce molto l’intervista della Santacroce (ho sentito un altro commento mooolto negativo!). Credo che alcuni atteggiamenti nascano soprattutto dall’esigenza di creare un personaggio per fini commerciali..Magari se posso cerco l’intervista in Internet, poi ti dico cosa ne penso.
    Hai letto qualcosa di suo? Io ancora niente, però mi piacerebbe avere un tuo parere sui suoi scritti (sperando che scriva meglio rispetto a come parla! ;-)) ).

    Per ora ti mando un abbraccio, a presto! 🙂

    Ps: il mio uomo ideale sarebbe Roberto Benigni (fisico a parte, naturalmente!!)

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  2. lauraetlory ha detto:

    Non conosco la Santacroce, ma vedo spesso scrittori assumere questo atteggiamento. Pare che non si possa scrivere se non si e’ saccenti, antipatici, un po’ malaticci e con qualche tentativo di suicidio e tuffo nell-anoressia alle spalle. Bah!
    Laura

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  3. utente anonimo ha detto:

    pieno di cose questo tuo post, flalia, procediamo con ordine, per usare un linguaggio giornalese 😉
    il film, mi vedrò hotel ruanda di cui ho letto il libro, anche se per entrambi avrei preferito la versione francese; i temi di cui discuti attirano, ma in questa casa da tempo immemore non si trova il manuale d’uso del rec di dvd né si ha il tempo o la voglia per cercarlo.
    le amicizie adolescenziali le ho smaltite, mi restano sul groppone quelle intense che sono svanite per malesseri esistenziali o lontananza.

    Isabella Santacroce: o ci fa o ha serie turbe psichiche e sarebbe il caso che qualcuno l’aiutasse. ma il vero mistero é perché qualcuno la pubblica.
    ehm, dovrei lavorare, vado…

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  4. utente anonimo ha detto:

    Cast e trama di Ghost world sembrano molto interessanti ma non posso ne vederlo ne registrarlo, penso di noleggiarlo più avanti, ormai, sono curioso di capire meglio cosa c’è nel film.
    Certe volte, guardando la tv, provo qualcosa di simile anch’io, quando sento parlare di cose private, molto simili alle mie, vederle esposte alla luce dei riflettori, con superbia e/o vittimismo, no, non so a voi, ma, a me non fanno arrossire, provo dispiacere e rabbia perché la troppa esposizione, toglie forza, credibilità, non solo ai loro ma anche ai miei pensieri più intimi.
    Per la Santacroce, idem come Laura
    Jedredd

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  5. flalia ha detto:

    Non conosco il film che citi, ma cercherò di ricordarmi di registrarlo 😉
    Anch’io ieri sera ho provato una sensazione simile per la Santacroce (ma è un cognome d’arte, o é l’ironia della sorte ad attribuire cognomi così… stridenti…?), tanto che ho sentito il bisogno di condividere il mio sgomento… Vedo che non sono l’unico 😉
    Sono convinto anch’io che non recitasse, e mi ha riempito di tristezza vedere una persona così “alienata”…
    Questo blog mi piace sempre di più 😉 A presto!
    Dorian

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  6. flalia ha detto:

    Ellee: esatto, “personaggio” e “fini commerciali”; nonostante lei neghi di essere un personaggio costruito, la cosa è evidente, ed è qui che è patetica. Poi, se ti dai arie (e vesti) da “dandy goticheggiante” dei nostri tempi, e te ne vanti, come puoi dire di non essere costruita? I veri dandy si rivolterebbero nelle tombe: per loro l’artificio era tutto (o quasi).
    Sui libri: ho provato a leggere qualcosa di suo anni fa (“Fluo”, per es.) ma non son mai riuscita ad andare avanti più di tanto, intanto per lo stile che personalmente non mi piace: frasi spezzate, a volte solo nominali (senza verbi), paratassi a tutt’andare… e poi perché mi dava l’idea di un’autrice preponderante sul testo, come se stesse sempre a dire: Io scrivo così perché penso così, mai invisibile insomma, e allora: meglio leggersi un’intervista (o meglio ancora: niente). L’ultimo romanzo l’ho sfogliato un po’ in libreria, poi ho letto una stroncatura di Conchita de Gregorio su Repubblica e… sono felice di non leggerlo (da quel che ho capito consiste in un elenco di torture sadomasochistiche tra fanciulle collegiali. Ispirato a Sade – e allora, nel caso, mi leggo l’originale – e improntato a un nichilismo da supermercato).

    Benigni? Lo adoro 🙂

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  7. melchisedec ha detto:

    Laura: ecco, sottoscrivo ogni tua parola… quando vedo uno scrittore che preferisce anteporre se stesso (nei modi che dici tu) al suo romanzo, penso che nel suo mostrarsi come “personaggio” (perdipiù scontato) abbia già detto tutto quel che ha da dire… quindi non mi va poi di leggere il suo romanzo!

    Barbara: Hotel Rwanda l’ho visto e fai bene a guardarlo! 🙂
    Sulla Santacroce: mi fa “piacere” che anche tu la pensi così… ieri sera ho pensato la stessa cosa (o ci fa o ha problemi seri).
    Buon lavoro (allietato da una “dolce” compagnia, eh?) 🙂

    Jedredd: Ah! Nessuno può guardare il film e la Santacroce invece la conoscete tutti!!! 😉
    Noleggialo, quando potrai/vorrai… 🙂 Buon weekend

    Dorian: è il suo cognome vero, credo (ironia della sorte). Sì, “alienata” è ciò che ho pensato anch’io… proprio una triste impressione.
    Grazie per l’apprezzamento! 🙂

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  8. utente anonimo ha detto:

    Me lo riservo per un’altra occasione. Ci crederesti? Non ho videoregistratore.
    🙂

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  9. cappelliavolute ha detto:

    Si può citare la Santacroce per uso improprio di De Sade, Nietzsche? Forse no, peccato!;-) Sono contento che ti piacciano i weekend passati in quel modo. 🙂
    Jedredd

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  10. flalia ha detto:

    Oh, io l’avevo visto!! Non ricordo più se mi era piaciuto o meno, ma ho questo flash di loro due in questa casa piena di cd…

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  11. ByronCorner ha detto:

    Mel: ma, dico io (e non solo a te): siamo tutti bloggers, internettari eccetera e non abbiamo videoregistratori funzionanti??? ;-)))
    (scherzo!)

    Jedredd: forse la cosa migliore è non parlarne e basta… e godersi invece la natura!

    CaV: Oh! Ecco, almeno qualcuno che forse ha una vaga idea di cosa sto parlando! ;-D
    Be’, molto vaga, ma insomma… 🙂

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  12. ondalungablu ha detto:

    Io scrivo da circa 20 anni, soprattutto poesia, ma non ho mai creduto e non crederò mai che l’arte migliore, compreso il fatto di scrivere, debba necessariamente esprimere sentimenti di lacerazione o di dolore o cose simili. In realtà i più grandi artisti della storia hanno sempre lavorato in termini di trascendenza dal dolore, e non per niente il quadro più famoso e apprezzato del mondo è la Monna Lisa. Di quel quadro si può dire quel che si vuole tranne che esprima un sentimento di dolore. La stessa cosa vale per la scrittura. Parlare del dolore, o della sofferenza è un’impresa semplice poiché tutti la conoscono, ma è altrettanto vero che è anche un’impresa sterile perché una volta che ne hai parlato come fai a risolvere il problema? Ecco allora che serve uno sforzo in più, e questo sforzo consiste nel saper distruggere gli aspetti più difficili della vita trascendendoli perché l’artista è esattamente colui che distrugge e che trascende. Prova ad applicare questo principio alla storia dell’arte e alla letteratura. Vedrai quante teste famose fai cadere 🙂 ciao, e buon divertimento.

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  13. 403 ha detto:

    al contrario! sei convincente sul film, e Buscemi è una garanzia, il regista invece non lo conosco…se ci riesco lo guardo…sei convincente, ma qua non ci voleva molto, sulla Santacroce che si porta un nome che è come l’acqua santa, quindi, con le velleità diaboliche….povera!

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  14. PaoloFerrucci ha detto:

    Per domani spero proprio di riuscire a vederlo il film (dovrei rientrare a casa in tempo) anche Ipofrigio me ne parlò molto bene all’epoca…
    Di mio apprezzai molto il fumetto da cui è tratto (e di Clowes ho appena letto, e mi è piaciuto, Ice Heaven il che mi ha un po’ riconciliato con lui perché David Boring l’avevo trovato, come dire… proprio noioso 🙂

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  15. PaoloFerrucci ha detto:

    Flalia, io non antepongo me stesso al mio romanzo, vero?

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  16. commediorafo ha detto:

    (opere di Jack Vettriano)

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  17. utente anonimo ha detto:

    Il videoregistratore è pronto!
    Massimo

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  18. OzzyRotten ha detto:

    Ghost World è tratto da un fumetto: ha qualche limite, ma è in fondo una commedia carina, con due attrici al tempo promettenti… oggi affermate!

    Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!

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  19. flalia ha detto:

    Non temere. L’erba cattiva non muore mai.

    Ah…. Isabella Santacroce…. No comment….:|

    benediko

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  20. flalia ha detto:

    Caro Byron (non ti offenderai se abbrevio il tuo nick così… 😉 ), benvenuto.
    Sull’arte e la scrittura la penso esattamente come te. L’arte, in qualunque forma, secondo me deve comportare uno scarto dalla realtà, lieve o pesante, sfumato o deciso che sia. Una sorta di ponte (o trampolino) tra realtà e possibilità (nelle sue infinite forme). 🙂

    Ondalungablu: anche a te piace Steve Buscemi? Che bello! Sei il primo che mi trova convincente! Grazie! 😉

    403: Ipofrigio te ne ha parlato bene? 😀 Ciò mi conforta perché temo i giudizi di Ipofrigio. A me Daniel Clowes come fumettista piace molto (tra l’altro, lui ha collaborato alla sceneggiatura ed era sempre presente sul set assieme al regista e agli attori). “Ghost world” fumetto è piaciuto molto anche a me (il film se ne discosta un po’, ma lo spirito resta intatto). E’ vero che “David Boring” è un po’ noioso, ma… come poteva non esserlo? A dire il vero a me piace la prima parte, quella in cui lui vive la sua squallida vita nel suo noioso minimalismo, tutta la seconda parte la trovo un po’ assurda e noiosa…

    Paolo: non mi pare proprio, anzi! Tu sei esattamente come un autore dovrebbe essere: scrivi il tuo romanzo, lo pubblichi e ti metti il cuore in pace (più o meno) o almeno non imperversi in tv vestito come la strega di Biancaneve! 😉

    Massimo: Oh! Qualcuno che mi dà soddisfazione: sei l’unico che afferma con sicurezza (senza se e senza ma) che registrerà quel benedetto film! ;-D Che responsabilità (comunque, anche Ipofrigio, che è un intenditore, ha detto che è un buon film)! Se non ti piace, dimmelo, eh? 😉

    Amosgitai: benvenuto! Sì, non ho detto che è un capolavoro ma non è neanche un film trascurabile, secondo me. Poi mi emoziona molto, mi “parla”…
    E come fai notare tu è anche interessante vedere come già erano brave due attrici oggi famose. Mi piacciono molto entrambe… 🙂

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  21. utente anonimo ha detto:

    Ozzy! Meno male… che spavento mi hai fatto prendere! :-)))

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  22. flalia ha detto:

    Buona Domenica. 🙂
    Jedredd

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  23. ByronCorner ha detto:

    Grazie, Jedredd, buona domenica anche a te! 🙂

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  24. marioloconte ha detto:

    Visto che nei commenti si vedono fotografie di quadri di Vettriano colgo l’occasione per render noto, a chi non lo sapesse, che nessuna galleria d’arte italiana ha mai ospitato una personale di Vettriano. Questo per la semplicissima ragione che l’arte, per chi non lo sapesse, è evidentemente l’ambito di espressione meno libero che esista. Lo dimostra il fatto che le quotazioni di Vettriano battono fior di record in tutte le case d’asta internazionali, mentre i musei d’arte contemporanea sono pieni di autentiche schifezze che farebbero senso pure dentro una discarica. Chiediamolo un pò a Bonito Oliva perché ci si preoccupa di organizzare le mostre sul New Dada anziché pubblicizzare Jack Vettriano? Può anche darsi che la domanda giustifichi l’offerta, ma a volte sarebbe il caso riconoscere il potere della bellezza visto che questo mondo, a quanto pare, fa già abbastanza schifo.

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  25. utente anonimo ha detto:

    resta il fatto che la santacroce è una delle scrittrici italiane più interessanti… per me è un genio

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  26. flalia ha detto:

    Diciamo che la Santacroce sta alla letteratura come Vettriano all’arte: surrogati mediocri e facili destinati alla massa dei semicolti, a chi di letteratura e arte nulla sa ma agogna tuttavia un’esperienza “estetica” che non costi conoscenza né impegno: insomma la Santacroce, proprio come Vettriano, è un esempio di Kitsch da manuale: che poi l’una sia “demoniaca”, un’Asia Argento dei libri, e l’altro un illustratore da baci Perugina, non fa alla fine nessuna differenza, come differenza non esiste fra gli ammiratori dell’una e dell’altro.

    Ernani il Bandito

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  27. Mario: ciao e benvenuto 🙂
    Non la criticavo come scrittrice, ma per la messinscena in tv. A me sembrava patetico (e molto scontato) il suo comportamento a Otto e mezzo. A te, che la apprezzi come scrittrice (ho visto dal tuo blog che stai anche leggendo il suo ultimo romanzo e che le hai perfino scritto), non dà fastidio una simile messinscena, o al contrario ritieni faccia parte della sua genialità? E senza quelle messinscene (cioè se si presentasse come una normale persona educata) ne apprezzeresti allo stesso modo gli scritti?

    Byron ed Ernani: vi rispondo insieme, dato che la pensate in modo opposto riguardo a Vettriano. Sicuramente concordo con Byron sulla bruttezza ospitata da tanti musei d’arte contemporanea. Per es. dubito che quest’anno riuscirò a recarmi ancora alla Biennale di Venezia date le delusioni e i disgusti passati. A Ernani (che nickname impegnativo e romantico hai scelto, complimenti!): io della Santacroce criticavo in questo post soprattutto il comportamento, cioè il non limitarsi a essere “scrittrice” ma anzi il voler essere “personaggio”. Poi, la qualità delle sue opere, scarsa o meno, non è affar mio: non la apprezzo ma capisco che possa avere i suoi ammiratori e li rispetto. Vettriano almeno non fa il personaggio! E se vende quadri ed è popolare, buon per lui. Poi, saranno i posteri a giudicare. Vi segnalo questo link (comunque non molto autorevole, dato che l’autore è Luca Sofri che non mi risulta sia un critico d’arte!) in cui è riportato un dato: in una di quelle noiose e credo discutibili classifiche, uscita su una rivista d’arte, Vettriano occupa la centesima posizione, la quarta è occupata da… Cattelan! Questo sembra dare ragione a Byron…
    Il link è:
    http://www.wittgenstein.it/html/vf241204.html

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  28. cappelliavolute ha detto:

    In effetti, se uno è uno scrittore e va in tv, non ha senso che vada lì a parlare di sé. Dovrebbe andarci semmai a parlare del suo libro, che è l’unica cosa che conti (peraltro, alcuni fanno esattamente questo: mi viene in mente il caso di Augias).

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  29. latendarossa ha detto:

    Niente… alla fine ieri sera ero indecisa, perchè in contemporanea, su un altro canale, davano l’Edipo re di Pasolini, che ho studiato approfonditamente per l’ultimo esame, quindi sono rimasta lì indecisa su quale dei due registrare per parecchio tempo. E alla fine, per la par condicio, non ne ho registrato nessuno!! =)

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  30. latendarossa ha detto:

    Mi è capitato qualcosa di simile al convegno di questi giorni. Un tipo giovane, con occhiali da intellettuale, giacchetta da intellettuale, erre moscia, tono di voce scazzatissimo, vagamente snob/scontento di tutto e di tutti. Oddio, ho pensato questo qui non prova piacere dalla vita. Diceva frasi banalissime, ma con profonda convinzione; era incapace di sorridere; credo che i termini ‘ironia’ e ‘autoironia’ gli siano totalmente estranei. Tristezza.

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  31. flalia ha detto:

    Dimenticavo: per me andare a ‘Otto e mezzo’ come ospite è di per sé segnale che c’è qualcosa che non va. In te.

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  32. flalia ha detto:

    Davide: esatto. Non ce l’ho con gli scrittori che vanno in tv a presentare i loro libri (perfetto l’esempio di Augias) ma con quelli che vanno in tv a parlare di sé o a “scandalizzare” presentandosi in un certo modo perché è come ammettere che il loro libro da solo “non ce la fa”…

    CaV: presente l’asino di Buridano (che poi Buridano, poveretto, non ha, credo, mai parlato di questo asino grazie al quale ancora oggi viene ricordato pure su un blogghetto!)?
    Poi di fronte all’ “Edipo Re” di Pasolini non facevi un torto a Zwigoff scegliendo Pasolini! Vabbè, dai… si vive lo stesso! ;-D

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  33. latendarossa ha detto:

    Marcello: bentornato anche qui 🙂
    Eh, sì, anche a me capita di incontrare persone così, e purtroppo negli ambienti “intellettuali” ne circolano abbastanza… Anche a me paiono proprio tristi e prive di un sano senso dell’umorismo. In più costruiscono la loro vita su un grosso equivoco (che l’intellettuale o l’artista debba essere o almeno apparire triste, musone e maledetto).
    Su Otto e mezzo non so dire perché ne ho solo visto qualche spezzone ogni tanto… ma fortunatamente non sarò mai invitata in una trasmissione televisiva quindi non avrò dilemmi simili.

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  34. flalia ha detto:

    Non immagini quanto sia d’accordo. Faccio mia, sul blog come nella vita, una frase di Palazzeschi: Se credete che sia profondo ciò che comunemente s’intende per serio siete dei superficiali 🙂

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  35. utente anonimo ha detto:

    Marcello: sono proprio d’accordo con te e con Palazzeschi 😉

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  36. Ellee ha detto:

    Ehm..ho seguito il tuo consiglio e mi è piaciutto un sacco..tant’è che mi sono vista anche il film a seguito…
    Mercì
    (SpleenC – Sloggata)

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  37. flalia ha detto:

    Ciao carissima!
    incuriosita dal tuo post mi sono scaricata la puntata incriminata di Otto e mezzo e l’ho ascoltata sull’I-pod.
    Premetto che non ho potuto vedere il gesticolare della Santacroce, nè ho potuto “ammirare” il suo lugubre look, ma da quel che ho sentito mi ha fatto l’impressione di un’adolescente che vuole fare la ribelle a tutti i costi e che impara a memoria la parte. Perchè è certo che stava recitando! Lo confermano tutti quei discorsi imparati a memoria e ripetuti anche quando la domanda chiedeva tutt’altro; lo confermava quella cadenza da omelia di pretino di campagna, che voleva essere ieratica ma risuonava ridicola; e poi tutte quelle frasi a effetto, gettate là senza alcuna argomentazione, volte ad attirare l’attenzione del pubblico.
    Per il resto, anche io ero un po’ imbarazzata, perchè il livello del programma in versione estiva è calato di molto.. Le uniche cose sagge le ho sentite dall’On. Luxuria, gli altri ospiti e i giornalisti mi sono sembrati un po’ superficiali.
    Ti abbraccio! 🙂

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  38. Anonimo ha detto:

    SpleenC: davvero? Che bello, sono felice di averti fatto scoprire un bel film! Grazie per avermelo detto 🙂

    Ellee: vero? Anche a me la persona più sensata e normale in tutta la trasmissione è parsa proprio l’on. Luxuria! E anche com’era vestita: in modo semplice ed elegante. Sulla Santacroce, è proprio come hai detto tu (se poi l’avessi pure vista gesticolare…). Ciao 🙂

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