Fino a quando nell’anima mia proverò affanni? [Ancora 40 anni, almeno]

Attenzione! Questo non è un post vero e proprio. I post veri e propri ricominciano da domani sera!

Questo è un post che non avrebbe motivo di esistere ma che esiste invece solo perché nel caso vi sia qualcuno sofferente come me o di più nelle circostanze che ora dirò, questo qualcuno possa sentirsi un po’ confortato. Sì, questo è un post di sfogo e lamentazione ed è l’unico che trovate su questo blog. Del resto anche i nostri esimi padri, profeti e patriarchi non ci hanno risparmiato lamentazioni e sfoghi perfino blasfemi, quindi sarà concesso anche a me di poter elevare un grido di dolore. Voi eventualmente non leggetelo.

Bene, ho hotato che quando arriva il venerdì le persone, sia nella vita normale sia in quella virtuale, cominciano ad augurarsi un buon weekend o buon w.e. o buon fine settimana (che poi secondo me dovrebbe essere “buona fine settimana”). E anch’io mi adeguo, cioè auguro questa cosa a tutti, pur con scarso entusiasmo. Perché esistono anche lavori o attività che non hanno orari e che uno si porta sempre dietro. Io per esempio la maggior parte del lavoro me lo trovo da svolgere a casa durante il fatidico w.e.
In questi ultimi due giorni, per esempio, non ho avuto neanche il tempo per pensare (anche solo un pensierino stupido) perché sono sempre stata agganciata a questo computer per adattare un fumetto. Devo consegnarlo domattina alle nove e prevedo di passare anche stanotte in bianco. E tutti i weekend io li passo così. Se non lavoro studio e viceversa (contravvenendo, in parte, pure al terzo comandamento, l’unico veramente gradevole). Anche gli amici li vedo molto più, magari di sfuggita, durante la settimana che non il sabato o la domenica.

Sarà anche per questo che o il venerdì sera o il sabato mi sale una tristezza devastante che mi avvolge tutta e cresce finché, senza neanche accorgermene perché sto lavorando, mi ritrovo a un certo punto un groppo in gola, non respiro più e mi si affacciano agli occhi delle lacrime che però raramente scendono, mentre tra l’altro penso anche che dovrei essere, se non a divertirmi, almeno a Piacenza, al capezzale della mia prozia morente (io sono la sua nipote preferita); e così nel cuore del sabato sera io mi metto a piangere e non posso neanche farlo in pace perché devo andare avanti col lavoro e così mi do qualche schiaffetto in faccia e mi rimetto da capo a fare quel che devo. L’apice dello sconforto lo raggiungo di solito la domenica mattina durante/dopo la messa (commettendo quindi un gravissimo peccato, dato che è l’occasione in cui si dovrebbe gioire, benedire ed esultare più che mai). Poi pian piano miglioro (adesso per esempio sono già a posto) e il lunedì mattina io sono la persona più felice di questo mondo.

Ma la tristezza cosmica e il senso di solitudine, abbandono e vuoto che provo in questi due giorni sono una cosa sconvolgente. Kierkegaard confronto a me era un uomo felice.

Poi mi vengono delle idee brutte. Ieri per esempio mi è venuta in mente una cosa banalissima ma a cui finora non avevo mai pensato in questo modo quantitativo: per arrivare a 70 anni (età per la quale nutro grande ammirazione) mi mancano ancora QUARANTA anni. Qua-ran-ta. Cioè tutta la mia lunghissima vita finora più altri interminabili dieci anni. È abbastanza impressionante come prospettiva (anche se ovviamente mi auguro di vivermela tutta, sia chiaro). Ancora quarant’anni prima di andare a spaparanzarmi al circolo Arci a giocare a briscola con le amiche, a bocce con gli amici, fare gite e mangiate, ballare il liscio e flirtare finalmente in libertà come solo i/le settantenni (con un minimo di salute) sanno fare.
Poi ho pensato a quanto da piccola mi piaceva disegnare le nuvolette di fumo che fuoriuscivano da camini o ciminiere e oggi invece so che è tutto veleno e se vado sui colli e guardo il panorama invece di vedere Bologna vedo tutta una nuvola grigioazzurra che è lo smog creato da quelle nuvolette falsamente innocenti.
Poi ho pensato a tutta una serie di cose abbastanza orribili su me stessa e sul mio precario futuro e che non ce la farò mai e cose del genere (cose di cui resto comunque abbastanza convinta in generale).
Poi mi sono accorta che il traduttore coreano si è dimenticato di tradurmi un bel po’ di frasi e ho dovuto scannerizzargli un sacco di pagine e mandargliele in Corea.
E adesso finalmente questo weekend sta per finire e stanotte non dormo e domani starò a perdere tempo a quella stupida mostra vuota (tutti i pomeriggi di questa settimana tranne giovedì…) ma almeno domani è lunedì!

Bene, fine della Lamentazione, ciao a tutti e a domani con un post serio (sugli Snob, credo).

P.S.: naturalmente non fatevi scrupoli e continuate pure ad augurarmi buon weekend (o b.w.e.) perché non mi offendo mica!

Piccola precisazione:
rileggendo il post mi sono accorta che può essere frainteso. Ovviamente non sto dicendo che mi metto a piangere a causa del lavoro (se no sarei davvero scema, considerando anche che mi piace) ma che probabilmente il tipo di situazione che si crea mi scatena delle angosce e del dolore che normalmente, durante la settimana, sono più sotto controllo e, ormai per abitudine, si liberano nel weekend…

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21 commenti on “Fino a quando nell’anima mia proverò affanni? [Ancora 40 anni, almeno]”

  1. Titolare ha detto:

    Che post leopardiano!
    Credo che se il weekend è dedicato al lavoro l’augurio di trascorrerlo bene dovrebbe essere particolarmente gradito!
    Comunque… buona settimana!
    Massimo

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  2. 403 ha detto:

    Non so se ti può consolare, ma anche io questo finesettimana lo sto passando davanti al computer ad aggiustare la sceneggiatura di un fumetto (che non ho scritto io) che proprio non mi piace e che devo consegnare domattina 🙂

    Mi spiace davvero saperti così cicliacamente triste, però la prospettiva che hai davanti non è certo quella di passare quarant’anni così, che diamine!
    Tu adesso sei sicuramente molto sotto pressione, stai facendo troppe cose, tutte assieme e con ritmi troppo serrati. Non sarà sempre così, non avrai bisogno di aspettare la pensione per avere dei ritmi più umani, per avere qualcuno vicino… so per esperienza diretta (e reiterata) che la vita (lavorativa, affettiva…) in un istante può diventare un posto felice, perfino meraviglioso, e lo fa senza preavviso…

    perché a te non dovrebbe capitare?

    almeno per un po’ 🙂
    e magari ben prima dei 70 🙂

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  3. ondalungablu ha detto:

    chissà magari tutti o quasi augurano buon fine settimana come se si apprestassero ad andare sul cervino o sulle dolomiti o chissà che…mentre invece….ho letto il tuo post che racconta la solitudine e quanto proprio le giornate di festa che dovrebbero essere occasione di compagnia coi propri cari al contrario accentuino la sofferenza di quel sentimento…che devo dirti? un saluto affettuoso e a domani

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  4. silvii ha detto:

    Dai, che è passata… Buona settimana
    Silvia

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  5. biancac ha detto:

    Fla,
    prima di tutto ti posso dire che a me per arrivare ai 70 anni ne mancano molto meno di 40 e questa cosa mi fa girare parecchio le palle, anche perché io non ho nessuna voglia di morire, ma di arrivare a 70 anni mezza canuta e con la dentiera al circolo arci a flirtare con cardiopatici e incontinenti non è il mio massimo. Ma così è al vita e spero solo che fuori di melone come sono già adesso potrò diventare un’anziana bizzarra che ancora si diverte a farsi detestare.
    In quanto ai fatidici we, io stessa non ho orari nè spesso fine settimana liberi, ma faccio gli auguri a tutti soprattutto perché la lamentazione dei più è quella del lunedì (che palle con sta gente che il lunedì è di cattivo umore) e il venerdì fanno tutti gli e altati con un guizzo di energia e un malato sbalzo ormonale.
    Quindi, continua così, sappi che le lacrime fanno benissimo soprattutto alla pelle e se per domttina incontri uno con la pencetta, ricordati che invece quello con il ventre da tartaruga è il mio!!!
    Baci

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  6. PaoloFerrucci ha detto:

    Flalia, quello che mi convince meno nella tua geremiade (che comprendo, naturalmente) è la frase: “non ce la farò mai e cose del genere”.

    Questa la ritengo la cosa meno fondata.

    :-*

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  7. flalia ha detto:

    Massimo: ma infatti mi fa piacere l’augurio… compreso quello, ben più corposo, di buona settimana, però 😉
    Buona settimana anche a te, allora 🙂

    403: hai difeso la “causa” con tanta passione che mi hai quasi convinto… 😉 A parte gli scherzi, lo so che hai ragione (almeno, spero) ma a volte mi piomba addosso lo sconforto e c’è poco da fare. Però grazie, davvero 🙂 E buon lavoro, allora!

    Ondalungablu: un saluto anche a te e grazie per la tua sensibilità…

    Silvia: sì, è andata. Ho anche finito il “lavoraccio”. Buona settimana! 🙂

    Bianca: Bianca, il tuo commento è troppo simpatico, nonostante l’ora tarda sto ridendo. Ok per la spartizione-uomini, intanto… ;-D
    Poi con quella tua visione tragicomica della vecchiaia quasi quasi mi fai cambiare idea…
    Ma soprattutto il “continua così” è fantastico! Davvero piangere fa bene alla pelle? Allora vedrò di rattristarmi un po’ di più anche durante la settimana! ;-))
    Seriamente: grazie 🙂

    Paolo: ecco, hai scelto proprio l’immagine giusta, mi rappresenta proprio… Mi sento cadere, certe volte! :-/
    Quando scrivo qualcosa di scoraggiato mi “rimproveri” sempre un po’. Grazie 🙂 Io ci provo a crederti, eh? Anche perché ci spero. Ciao 🙂

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  8. lauraetlory ha detto:

    Benvenuta nel club. Io quando ero piccola mi rattristavo il sabato e la domenica perché non si andava a scuola (si, lo so che era malattia mentale e, come dice Cristicchi, non esiste cura…), oppure perché ero subissata di compiti, oppure perché ero consapevole di un’altra settimana della mia vita trascorsa senza grandi cambiamenti. Adesso invece mi rattristo perché spesso mi tocca lavorare, realizzando interviste nei backstage dei programmi del sabato sera, rincorrendo presunti Vip che adorano dirti: ma, non so… magari la facciamo dopo (l’intervista), senza mai specificare il dopo, lasciandoti ore in attesa davanti alla porta chiusa di un camerino. E lì io, tutta in ghingheri come si presuppone sia un’inviata della V.I.D:, guardo il nulla, ascolto il mal di piedi e penso che non è giusto. Alle volte, io che odio gli snob, sono snobissima pensando che la persona al di là della porta, spesso una sbarbatella ventenne con il sederino alto, le poppe siliconate, le gambe chilometriche e i denti ricoperti di “faccette” candide da trecento euro l’una, ha si e no la terza elementare e che, se solo volessi, una volta ottenuta udienza, potrei metterla alla berlina con un paio di domande di quelle difficili tipo: chi è l’attuale presidente del consiglio? E quello della Repubblica? e il governatore della Banca d’Italia? Se poi volessi esagerare potrei chiederle (o chiedergli, ci sono anche i ventenni con la stessa dotazione di cui sopra, a parte le poppe siliconate… credo) il significato di alcune parole a caso. Che so: platonico, utopico, occaso, mass media, summit…
    Fortuna che oggi è lunedì. Buona settimana Ilaria.
    Laura

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  9. flalia ha detto:

    Laura! che descrizione dei tuoi sabato sera! Non mi lamento più… ;-)) Però ho pensato che stiamo meglio noi di quelli che invece soffrono tutta la settimana in trepida attesa dell’agognato weekend! Meglio stare male due giorni su sette che non cinque…
    Buon lavoro, allora, e buona settimana (sai che l’entusiasmo per il tuo lavoro traspare anche quando, come in questo caso, ne descrivi gli aspetti meno piacevoli? E non lo dico solo io perché anche leggendo i commenti altrui al tuo post sul giornalismo, è una cosa che hanno notato tutti. Questo sì che tira su il morale…)
    Ciao, grazie 🙂

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  10. diegodandrea ha detto:

    Questo post mi dispiace un pò… ma visto che oggi è lunedì, per ora non ci si pensi più, e ti auguro un buon (finalmente) inizio settimana 😉
    Ciao D

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  11. utente anonimo ha detto:

    beh giusto giusto pochi giorni fa mi sono ricordata di quando avevo … boh, 10 forse 12 anni e facevo i conti che sarei arrivata alla fine del secolo, 1999, con ben 39 anni! ma ci pensi??? 39!!! ma quanti sono, mi dicevo, tantissimi, continuavo fra me e me. e ora che ne ho 46 mi sembra che a pensare a questa cosa fosse poco poco solo ieri o ieri l’altro. passa, passa, e quasi non te ne rendi conto. sia ben inteso che 46 non me li sento proprio, e anche d’essere in un altro secolo num me pare proprio.
    sorrisino e sorrisone, bye bye, mari

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  12. MariaStrofa ha detto:

    Ciao Ilaria, hai presente la battuta di “Amici miei” quando Tognazzi parla parla e parla e dice che lui è troppo anziano e non può ecc… e parla e parla.

    Hai presente che cosa gli dice lei?
    🙂

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  13. SignoradiAvalon ha detto:

    Non c’entra nulla con il tuo post ma commento qui, perchè essendo l’ultimo post è più probabie che leggerai…

    Ciao! Non ci conosciamo e sono capitata sul tuo blog per caso.
    Devo confessarti che stavo cercando notizie su uno scritto di Faeti “Il crepuscolo dell’orco pedagogico” e così eccomi qua…
    Ero anche io alla conferenza di Magnus e Faeti è il mio prof. di Grammatiche della Fantasia…è sempre splendido sentirlo parlare, anche se a volte un po’ difficile…
    Quindi…quindi niente…solo un saluto.. X D
    Oriana

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  14. melchisedec ha detto:

    Ci sono momenti in cui uno necessita di “lamentazioni”, è nella nostra natura. Ribaltando la situazione, dovresti sentirti fortunata per il fatto di poterti occupare di cose che altre banalissime persone neanche si sognano, trascorrendo il wend perdendo solo tempo.
    🙂

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  15. flalia ha detto:

    Ciao Diego, grazie! Tu invece mi sembra di capire che il weekend cerchi di godertelo, e fai benissimo! Non ti preoccupare, oggi tutto è tornato in regola! Grazie e buona settimana anche a te! Un bacio :-*

    Mari: be’, si sa, il tempo è relativo… Insomma, cercherò di godermelo passo passo… Grazie, ciao 🙂

    Maria: Uhm… non mi ricordo, adesso però sono curiosa e indagherò! Grazie! Ciao 🙂

    Signora di Avalon: che nick impegnativo! Che bello il tuo messaggio! Ci saremo sicuramente viste. Ti ho mandato un mp che parla de Il crepuscolo dell’Orco pedagogico.
    Ciao 🙂

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  16. flalia ha detto:

    Ciao Mel! Hai ragione, è normale avere voglia di lamentarsi a volte, ma prometto che non lo farò quasi mai qui sul blog… E poi, certo, hai ragione sul fatto che impiego bene il tempo.
    Grazie 🙂

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  17. latendarossa ha detto:

    Sai che mi ci hai fatto pensare? Non avevo mai preso in considerazione questa cosa. Per arrivare a 70 anni a me mancano ancora 38 anni. Cavolo, e nel frattempo che faccio? 😉

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  18. flalia ha detto:

    Latendarossa: oh, tu mi capisci! Anche per me, come ho scritto, è risultata una constatazione proprio spiazzante. Ci tocca ingegnarci, ne abbiamo (fortunatamente) di tempo da occupare…
    Ciao 🙂

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  19. Ellee ha detto:

    Anche per me LA (sai che non ci avevo mai pensato al fatto che si dovesse coniugare al femminile? 😉 ) fine della settimana è sempre oberata di impegni cui non riesco a dedicarmi negli altri giorni, così magari la passo asserragliata in casa, mentre fuori magari c’è un bel sole e tutti i miei concittadini si concedono una gitarella al mare. La domenica, poi, è un vero strazio: tutta la stanchezza accumulata mi fa diventare insofferente, così pure io spesso mi faccio assalire da un’effimera tristezza.

    Ti occupi di fumetti? Da piccola era il mio sogno!!! 😉
    un abbraccio!

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  20. flalia ha detto:

    Ellee: benvenuta nel club dei “depressi del weekend”, allora!
    Sì, lavoro in una casa editrice di fumetti, e mi piace molto (quindi non mi lamento affatto del mio lavoro, anche quando pare che lo faccia!).
    Davvero era il tuo sogno fare fumetti? Dato che ti interessi di arte, ci sono alcuni fumetti che si possono tranquillamente considerare una forma d’arte, a mio parere.
    Un abbraccio 🙂

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  21. 403 ha detto:

    ci sono alcuni fumetti che si possono tranquillamente considerare una forma d’arte, a mio parere.

    e non solo a tuo parere 🙂

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