Tra antiche memorie bolognesi, contagiata da un Mistero etrusco

[Sempre per la serie Vi porto sui miei luoghi (e nei miei libri)]

Nell’atmosfera liquida del mattino di questo marzo novembrino, mentre il profumo di fiori agonizzanti si confonde con l’eterno smog, ho pedalato verso la sede mattutina del mio inutile lavoro di custode di mostre ignorate da tutti. In queste mattine dunque il dovere mi porta qui:

Si tratta della bellissima villa settecentesca Aldrovandi Mazzacorati, residenza estiva delle nobili famiglie da cui ha ricevuto il nome che porta anche ora che, appartenendo al comune, è aperta al pubblico. La sala della mostra è al piano terra, nella parte laterale dell’edificio, in una zona appartata.
Mi accomodo su una sedia e la prima cosa che faccio è restare immobile e godermi il silenzio. Un silenzio assoluto e meravigliosamente riposante. Poi estraggo un libro dalla borsa e leggo beatamente (di visitatori neanche l’ombra). Non leggo tutto il tempo, però, perché l’ambiente che mi ospita non merita indifferenza.
Oggi guardandomi intorno ho cominciato a pensare a quando un tempo l’intera villa e il terreno intorno appartenevano a questi nobili, per i quali era la loro casa. Mi sono vista, con gli immaginari occhi del passato, passeggiare per quelle grandi stanze o recitare e ballare nel grande teatro privato nel quale i padroni di casa inscenavano divertenti commedie, recitate in un misto di francese e bolognese.
Ho sostato a lungo vicino alla porta finestra che immette nel grande parco, ordinato e ricco di varia vegetazione, che si estende tutt’intorno alla villa allungandosi poi fino a congiungersi con i colli sovrastanti. Sul davanti, invece, c’è (e c’era, ai tempi) un bel giardino all’italiana, con alberi e siepi tra cui anche delle bellissime rose. Di fronte a me – sono uscita nel verde perché non potevo proprio resistere – una vecchia quercia mostrava due grossi rami distesi come in un abbraccio. Mi dispiace saper riconoscere per nome solo pochi alberi, dato che gli alberi mi piacciono molto (e da tempi non sospetti, pre pre pre new-age, per intenderci). L’aria umida, satura di pioggia, e il cielo grigio, opprimente, regalavano al tutto quella patina di morbida malinconia che ottunde e allontana ogni impellente preoccupazione.

Ma cos’è questo raptus descrittivo che oggi si è impossessato di me? Esistono miei post nei quali descrivo così puntigliosamente e liricamente ciò che mi circonda? No, perché non è nel mio stile. E però oggi, mentre indugiavo tra una quercia e un leccio, queste descrizioni mi si formavano da sole nella mente.

E io so perché! Descrizioni accurate… una villa settecentesca (con inquilini molto interessanti)… un grande parco, stridii di uccelli… ragazze riflessive in procinto di preparare tesi di laurea… l’arte e la cultura che ci parlano dal passato… questo e molto altro è presente nel libro in cui sono stata immersa tutta la mattina… e cioè (rullo di tamburi) Mistero etrusco, di Paolo Ferrucci!

Finché non l’avrò finito di leggere non ne parlerò, però intanto vi dico che:

potreste forse identificarvi in una giovane donna alle prese con l’ingresso nella vita vera (tra amori sbagliati e scelte importanti);

oppure vi trovereste meglio negli elegantissimi panni dell’affascinante professore gallese Lester Howe, diviso tra la sofferenza per un amore finito e l’attrazione per una solare direttrice di museo?

Forse siete curiosi di conoscere un raffinato gioco da tavola dal nome esotico che personalmente proporrò a mia nonna e alle sue amiche snob al posto del solito bridge;

o potreste scoprire che invece di una banale bicicletta preferireste possedere un ecologico manipede;

magari vi chiedete che cosa gli etruschi abbiano (ancora) da dirci;

può darsi che vi interessino quei romanzi in cui viene rappresentato con maestria un piccolo microcosmo in cui ogni personaggio acquista vita e spessore tanto da risultarci presto familiare;

potreste rimanere sorpresi dalle possibili implicazioni del fotografare il cielo o da quanto un cassonetto dell’immondizia possa svelare su di voi più verità di quante non ne diciate apertamente;

o forse siete lettori che amano andare al sodo e vi interessa capire chi è l’assassino.

In tutti questi casi, questo romanzo potrebbe darvi interessanti risposte (o ulteriori domande?).
Ah! Non posso parlarne adesso che sono solo a metà!
Ma mi sta piacendo e penso che, di questi tempi, mostri abbastanza bene la differenza che c’è tra un blogger che pubblica un libro e uno scrittore che tiene un blog.

(Qui potete trovare le prime pagine con gli incipit dei vari capitoli e sottocapitoli)

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23 commenti on “Tra antiche memorie bolognesi, contagiata da un Mistero etrusco”

  1. biancac ha detto:

    NON MI DIRE altro che me lo devo comprare domani!
    😉

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  2. flalia ha detto:

    Tranquilla! Sono stata attentissima a non anticipare niente! 😉
    Le mini-notizie che ho dato si trovano tutte nelle prime 5/6 pagine.
    Ciao 🙂

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  3. PaoloFerrucci ha detto:

    senza parole

    :-)***

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  4. diegodandrea ha detto:

    Non è il mio genere, ma faccio un “in bocca al lupo” editoriale a Ferrucci
    D

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  5. Titolare ha detto:

    Faccio un “in bocca al lupo” pure io.
    Meno male che dovevi pubblicare un post corto oggi, ma per Paolo hai fatto bene a fare un’eccezione! 😉
    Massimo

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  6. flalia ha detto:

    Paolo: 🙂

    Diego: non è neanche il mio genere, in teoria, ma secondo me quando un libro è bello lo è indipendentemente dal genere, cioè non si può non apprezzarlo (è da un po’ che mi sto “sganciando” dall’idea di genere, in realtà…). E poi ci sono romanzi che è difficile racchiudere in un solo “genere”. Ciao 🙂

    Massimo: hai ragione! Ma ieri non potevo prevedere che il libro mi sarebbe piaciuto tanto da avere voglia di scriverne subito! Domani scriverò un post corto… ehm… forse… ;-D

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  7. ondalungablu ha detto:

    ” ho pedalato verso la sede mattutina del mio inutile lavoro di custode di mostre ignorate da tutti. Mi accomodo su una sedia e la prima cosa che faccio è restare immobile e godermi il silenzio. Un silenzio assoluto e meravigliosamente riposante. Poi estraggo un libro dalla borsa e leggo beatamente (di visitatori neanche l’ombra).”
    quanto mi sono piaciute queste frasi che ti descrivono prendere “possesso” del tuo spazio…mi sembra di vederti assorta nella tua lettura…sollevare appena lo sguardo all’ingresso dell’improbabile visitatore…ciò mi è capitato nel visitare mostre sperdute o poco frequentate…e mentre mi aggiravo, la ragazza o la donna, era li che leggeva il suo libro e pareva dicesse: che ci fa lei qua!? guardi pure intanto io leggo!

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  8. diegodandrea ha detto:

    non sono d’accordo sulla tua precisazione, ma non importa… ciao!
    D

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  9. flalia ha detto:

    Diego: be’, meno male che almeno ogni tanto la pensiamo in modo un po’ diverso, se no sarebbe troppo noioso… 😉 Ciao! 🙂

    Ondalungablu: grazie per la tua sensibilità… be’, infatti non mi dispiace poi tanto essere sola col mio libro. Domani però dovrò illustrare la mostra a una scolaresca! Ciao 🙂

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  10. vinavil ha detto:

    è andata bene… 🙂

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  11. Alicesue ha detto:

    bellissimo posto! e poi d’estate fanno anche le rassegne di teatro!

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  12. lauraetlory ha detto:

    WoW! Deve essere eccezionale questo romanzo! Speriamo che a Roma arrivi presto. Io tanto ancora arranco sulle pagine di Lorenzo Corvino… mi rifarò con Cuore di Tenebra in attesa del Mistero Etrusco di Ferrucci.
    Laura

    p.s. @ Diego, ti sento spesso dire che un romanzo non è il tuo genere. Senza alcuna polemica chiedo: qual è il tuo genere? Un bacio

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  13. utente anonimo ha detto:

    Descrivere e osservare quanto ci circonda, immaginando e ricordando ciò che è vissuto prima è forse un esercizio della mente capace di raccontare qualcosa di noi.
    Un caro saluto
    Andare lontano

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  14. Masso57 ha detto:

    Capisco la tua immedesimazione parziale col romanzo: rientra nelle grandi suggestioni artistiche e letterarie. Avendo passato abbastanza del mio tempo al cinema, ho vissuto un momento di particolare riflessione, diciamo così, vedendo in un film la stessa sala nella quale lo stavo guardando. Non so se ho reso l’idea…….

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  15. diegodandrea ha detto:

    Laura: visto che mi hai posto lo stesso quesito (non polemico) sul mio blog, ti risponderò lì!
    D

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  16. vuotopieno ha detto:

    come nessuno viene le mostre???..ora che cosa si può vedere?? namastè

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  17. lo_struzzo_nero ha detto:

    sembra un bel posto…

    buon pomeriggio

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  18. flalia ha detto:

    Vinavil: bene 🙂

    Alicesue: è vero! Ciao 🙂

    Laura: ancora con Corvino?? Ma queste 150 pagine sono scritte in caratteri minuscoli, per caso? ;-D Scherzo, posso intuire la “pesantezza” dal piccolo brano che hai postato… Coraggio che Conrad e poi Paolo ti aspettano! 🙂

    Andare lontano: ciao, benvenuto 🙂

    Masso: bentornato, Masso! Hai risolto i tuoi problemi di tempo? Hai reso benissimo l’idea, mi sono anche un po’ impressionata… 😉

    Vuoto pieno: ciao,benvenuta 🙂
    Be’, considera che le “mie” mostre non sono dedicate né a Piero della Francesca né a Chagall… è per questo che sono vuote! Ciao 🙂

    Struzzo: ciao! Buona serata!

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  19. caterinapin ha detto:

    Dentro alla Villa Mazzacorati c’è un meraviglioso teatrino settecentesco, meravigliosamente conservato!
    Io ci sono stata e avrei dovuto recitarci ma poi abbiamo optato per un teatro più grande.

    Cate 😉

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  20. caterinapin ha detto:

    Uff, ti avevo inserito la foto…
    Hum, riprovo!

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  21. caterinapin ha detto:

    Ma che pasticci ho fatto????
    Ora c’è due volte…
    Sorry!

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  22. flalia ha detto:

    Caterina: :-)) Be’, ti ringrazio per l’accanimento… Io il teatrino settecentesco l’ho visto, mi dispiace che non possano vederlo i lettori almeno in foto ma pazienza… però GRAZIE per l’impegno profuso. 🙂

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  23. utente anonimo ha detto:

    Play texas hold em in.[..] Play texas hold em in. [..]

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