Mi piace…

Mi piacciono i treni come mi piacciono le biblioteche. Non ci si sente soli su un treno, si incrociano storie e facce, ci si siede lasciandosi trasportare (anche se oggi, leggendo il giornale, ho scoperto che si può morire su un treno senza che qualcuno se ne accorga).
Mi piace guardare fuori dal finestrino riconoscendo paesaggi ben noti.
Mi piace sapere che all’arrivo c’è un amico che mi aspetta e mi piace molto camminare con lui per una graziosa cittadina romagnola, ammirare la piazza e poi sedermi a un tavolino in un bar bevendo del tè e conversando con lui.
Mi piace molto ascoltare cose interessanti e non banali e scoprire che, nonostante un po’ di timidezza mi accompagni sempre, sto migliorando in socievolezza (considerando che sono partita da sottozero).

[Mi prende un po’ in giro perché faccio molte domande. Ha ragione! È verissimo, ma è perché sono curiosa e poi mi piace ascoltare cose che non so.]

Mi piace molto condividere la sua emozione per la gara importante cui parteciperà l’indomani.
Mi piace uscire dal bar e vedere che nel frattempo è diventato buio e ha cominciato a piovere, e la piazza ora, con i suoi monumenti, appare più luminosa e romantica per i riflessi della pioggia che bagna il terreno (so che nei film creano apposta questo effetto per aumentare la suggestività di certe scene, e ieri questa bellezza è accaduta senza effetti speciali).
Infine mi piacciono i saluti alla stazione e il pensiero di quando ci si rivedrà.

Tutte queste cose molto belle e piacevoli ieri mi sono accadute, quindi avrete già capito che il mio umore è tornato nei ranghi che gli convengono, anzi un pizzico più su.
Salita sul treno per tornare a casa ero sorridente e questo sorriso mi è rimasto appiccicato per tutto il viaggio. Mi sentivo così tranquilla che non ho neanche cominciato a chiedermi se avessi detto qualcosa di sbagliato o noioso, o se potevo dire qualcosa di più intelligente o più simpatico, o ridere di più o di meno (brutto vizio, lo so).
A Bologna diluviava e a me, che non amo la pioggia, è sembrata invece una benevolenza del cielo.

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15 commenti on “Mi piace…”

  1. latendarossa ha detto:

    Bellissimo questo post. Spesso basta poco per sentirsi bene…e sorridere. E per continuare a farlo…le piccole cose, già.
    Davvero complimenti per il post su Palazzo d’Accursio!! :))

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  2. PaoloFerrucci ha detto:

    è bello sapere che hai ritrovato il sorriso, Ilaria.
    ciao

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  3. melchisedec ha detto:

    I treni sono unici per chi ama osservare gli esseri umani. Li adoro, sebbene la scomodità.
    🙂

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  4. Ellee ha detto:

    così però non vale: devi trovare qualcosa che non ci metta d’accordo!!
    Anche io amo i treni, malgrado qui in Sardegna siano indicibilmente lenti. Mi piace leggere e, ogni tanto, trovare qualche persona interessante con cui conversare (anche io pratico i miei esercizi anti-timidezza: pare che stiano dando i loro frutti!). Poi adoro la stazione: tanta gente che si muove, ciascuno con una vita racchiusa in una pesante valigia; le risate degli amici che si rivedono dopo molto tempo; il vociare trepidante di due amanti che si incontrano anche solo per un giorno.
    Sono contenta che il tuo umore sia risalito, anche per me è tornato il sereno! 🙂
    Un abbraccio, buona notte!

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  5. flalia ha detto:

    Tendarossa: grazie, anche per gli apprezzamenti all’altro post. Già, le famose piccole cose, che poi sono grandi e però a volte difficili da riconoscere… Ciao 🙂

    Paolo: grazie! Quell’immagine somiglia proprio al mio stato d’animo attuale. Hai visto che ho imparato a scrivere in grassetto nei commenti? Be’, non è che ci volesse molto. Ma non voglio copiarti, era solo una prova giusto per vedere se sono capace. Ciao :-*

    Mel: già. Scomodi e poco puntuali ma così piacevoli nonostante tutto… Ciao 🙂

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  6. flalia ha detto:

    Ellee: allora: i treni e anche il contemporaneo ritorno di buonumore… be’, prima o poi qualcosa che NON abbiamo in comune salterà fuori… ;-))
    E’ vero anche quel che dici sulla stazione: tante piccole “scenette” ricche di vita (triste o felice) e persone piene di storie che per lo più possiamo solo immaginare.
    Un abbraccio e buona notte anche a te 🙂

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  7. lauraetlory ha detto:

    Sono troppo timida per fare amicizia sui treni, nonostante il lavoro che faccio. E tutti i luoghi deputati alla partenza mi danno la sensazione dell’addio, della perdita di qualcosa. Quando sei in una stazione, in un aeroporto sei in un limbo. Non sei ancora partito, non sei ancora arrivato, ti hanno già diviso dalla persona che ami, oppure non te l’hanno ancora fatta raggiungere… il treno mi mette sonnolenza, ne approfitto per leggere e quindi difficilmente alzo gli occhi dalla pagina. E se li alzo per lo più vedo gente che smanetta con i computer o blatera al cellulare dei fatti propri. In aereo la cosa è ancora più estraniante… però in uno scalo a Doha, qualche anno fa, ho conosciuto una ragazza nepalese (che abita a Bologna) della quale sono diventata amica. Adesso le sto dando una mano con il permesso di soggiorno e sono felice che, per una volta, un viaggio abbia portato non un addio ma un arrivederci.
    Laura

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  8. ondalungablu ha detto:

    hai passato una bellissima domenica…e anche io che non ti conosco sono contento…cercherò di passare un buon inizio settimana e lo auguro anche a te…ciao

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  9. flalia ha detto:

    Laura: io odio viaggiare o anche solo spostarmi da una città a una vicina. Il treno paradossalmente mi dà un senso di calore e protezione nell’accogliermi e agevolare l’odiato spostamento. Neanch’io (al contrario di mia nonna) faccio in genere amicizia sui treni, parlo solo se mi rivolgono la parola (a meno che non veda qualcuno in difficoltà o spaesato) ma osservo e ascolto molto. E sorrido, già che ci sono. Quelli che telefonano o smanettano al pc danno fastidio anche a me. Preferisco quelli che leggono. Io di solito leggo, ma passo anche molto tempo a guardare fuori dal finestrino. Però è vero: stazioni e simili sono luoghi di passaggio, non-luoghi (come direbbe Augé) e possono creare quel disagio di cui parli tu. Ciao 🙂

    Onda: grazie. Infatti una cosa strana dei blog è che anche non conoscendosi di persona si gioisce l’uno per l’altro. Ti auguro davvero un ottimo inizio di settimana! 🙂

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  10. lauraetlory ha detto:

    Io è da anni che non prendo un treno, amo viaggiare ma preferisco spostarmi in macchina. Per una vita però ho preso l’autubus tutte le mattine. Sarà che ero insieme a Laura ma non ho fatto molte amicizie, piuttosto ho ascoltato molte vite. La curiosità è sempre stata il mio punto debole ( o di forza a seconda dell’ottica con cui si giudica) quindi mi piaceva starmene lì con l’orecchio teso ad ascoltare la gente raccontarsi senza pudori, con una facilità che non mi era propria. Ricordo che ai tempi del liceo c’era una donna che saliva tutte le mattine alla mia stessa fermata insieme a due bambini piccoli. Io facevo di tutto per starle accanto perchè la signora era solita attaccare bottone con gli estraneri e sciorinare particolari della sua vita in una maniera che non saprei definire ma che mi divertiva molto. Non era tanto quello che diceva ma il modo in cui regalava brandelli della sua vita a perfetti sconosciuti dai quali riceveva preziosi consigli sui figli, sul rapporto di coppia, sulla moda… chissà se li avrà mai messi in pratica?
    Sono felice di condividere il tuo buon umore. Ti auguro una piacevole settimana.
    Lory

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  11. biancac ha detto:

    mi sembrava di averti lasciato un commento ma devo essermi rincoglionita 😉
    dicevo comunque se lo conosci questo blog?
    http://intreno.wordpress.com/
    purtroppo è fermo da un po’

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  12. lo_struzzo_nero ha detto:

    Il treno per Te è come la metro per me…

    un bacione e buon lunedì

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  13. diegodandrea ha detto:

    Per me il treno è stato il primo viatico per viaggi lunghi, avventurosi e incredibili… avevo solo 16 anni quando ho fatto il primo (di numerosi) interail… dopodiché non ho più smesso di viaggiare, e con ogni mezzo… oggi (come sai) lo faccio possibilmente in moto, ma non disdegno altre forme di sostamento… sublime poetica dei luoghi!
    Bacio D

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  14. flalia ha detto:

    Ciao Diego, che bello che sei tornato! Quando non ci sei sento la tua mancanza (anche sul tuo blog, intendo). Ciao!

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  15. flalia ha detto:

    Scusate, non mi ero accorta di non aver risposto a tutti, ieri:

    Lory: anch’io ascolto i discorsi altrui stupendomi di come certe persone raccontino tranquillamente i fatti propri in mezzo a completi estranei… Però forse per te che sei una scrittrice può essere anche stimolante, vero?
    Ciao e buona settimana anche a te! 🙂

    Struzzo: hai ragione, Struzzo. Ciao!

    Bianca: grazie per la segnalazione, Bianca, non lo conoscevo in effetti 🙂

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