Realismo e iperrealismo

Mia zia, che è sempre stata vanitosa, possiede uno specchio tondo, enorme, che ingrandisce la faccia di trenta volte. Lo tiene sul comò e lo usa ogni mattina per truccarsi. Se parte per le vacanze lo porta con sé, e perfino ora che è in ospedale con le vene rotte dalle flebo non ha rinunciato al suo prezioso specchio.
Capirete che anche il minimo difetto, ingrandito in quel modo, risulta mostruoso. Anche un viso perfetto non appare più tale tramite quel malefico strumento. Se considerate che mia zia (che poi è la mia prozia) è ottantacinquenne e ovviamente ha qualche ruga, potete facilmente immaginare cosa la poveretta debba vedere quando si specchia. Il risultato è che ogni volta che lo fa scoppia a piangere disperata e maledice la vecchiaia.  

L’ironia è che mia zia è convinta che quello specchio le restituisca un’immagine assolutamente obiettiva e veritiera della realtà; per me è esattamente il contrario: quando si pretende di scrutare le cose troppo da vicino, senza la giusta distanza, enfatizzando dettagli che in una visione d’insieme nessuno noterebbe, si è immersi nella falsità e non ce ne si rende neanche conto. Quando le pretese di “realismo” superano il segno, non si ottiene altro che l’effetto opposto. Se questo nell’arte funziona, nella vita può essere devastante.
E mia zia continuerà a piangere.

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13 commenti on “Realismo e iperrealismo”

  1. maggicatrippy ha detto:

    concordo. è quello che gli psicologi chiamano il terzo pianeta…
    a proposito di visi oggi ho visto una donna che aveva una specie di malformazione al volto, con una specie di grugno verde al posto del naso…allucinante…sembrava tarabas quando si trasformava…poverina…

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  2. flalia ha detto:

    Come… verde? Meglio per lei che non si specchi mai nello specchio di mia zia, allora… povera…

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  3. PaoloFerrucci ha detto:

    Questa immagine sulla bruttezza della pelle vista troppo ingrandita mi va tornare in mente le considerazioni di Gulliver quando visitò il paese dei giganti:
    anche le donne belle, viste così da vicino, erano ripugnanti.

    ciao, piccola. 🙂

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  4. flalia ha detto:

    Ciao Paolo! :-))
    Hai ragione, giusto il paragone con Gulliver. Io mi ci sono specchiata qualche volta e mi sono spaventata. Ciao, un bacione,
    Ilaria

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  5. diegodandrea ha detto:

    Ci sono persone che, poverine, talvolta amano guardarsi in specchi che superingrandiscono per tutt’altre ragioni… ma questo è un blog per bene e quindi mi asterrò dallo specificare 😉
    Ciao D

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  6. maggicatrippy ha detto:

    verde, verde…
    davvero tremendo.
    la genetica può fare brutti scherzi a volte…

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  7. flalia ha detto:

    Ih ih… Diego, ma come potrei stare senza le tue immancabili battute e senza i tuoi particolari punti di vista? ;-))) Non mi sarebbe mai venuto in mente…
    Grazie e un bacio,
    ciao 🙂

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  8. melchisedec ha detto:

    Ammirato. Mi hai fornito una splendida similitudine per la rappresentazione dei concetti di realismo e iperrealismo.
    🙂

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  9. GiacominoLosi ha detto:

    buttate giù le mani dal mio specchio
    ho anche messo un apposito sostegno sulla cintura

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  10. flalia ha detto:

    Grazie, Mel: la stessa ammirazione che provo spesso io di fronte a molti tuoi post 🙂

    Giacomino: anche in un periodo in cui fai riflessioni “tetre” (come le hai chiamate tu), riesci sempre a strapparmi una risata con i tuoi commenti. Grazie 🙂

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  11. davidormi ha detto:

    Che storia triste…sembra una storia di Tim Burton!!! buon fine settimana e soprattutto…lontani dagli specchi!!!!

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  12. estivaneve ha detto:

    mi è venuto in mente uno dei Racconti Notturni di Peter Hoeg, in cui una donna costruiva lo specchio perfetto: chi si rifletteva ne aveva l’esistenza sconvolta per sempre. è un po’ la stessa cosa no? 😉

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  13. flalia ha detto:

    Davide: ciao, benvenuto. Amo Tim Burton! Ma questa storia non è poi così triste… in fondo mia zia sarebbe più infelice senza il suo specchio, anche se non avendolo piangerebbe di meno. Buona domenica anche a te e complimenti per quel tuo avatar beatamente addormentato!

    Estivaneve: non ho letto quei racconti, mi hai incuriosito. Anche in Cechov c’è un racconto angosciante su uno specchio e sulla bellezza. Mi sa che da Biancaneve in poi l’argomento è piuttosto ricorrente… 🙂

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