Intermezzo lirico

Oggi molte di noi avranno ricevuto o riceveranno un fiore, un bacio, un augurio gentile.
Anche se questa è una festa che a molte dà fastidio, io penso che faccia sempre piacere ricevere un’attenzione in più, anche l’8 marzo. Dico questo perché mi ha molto colpito la reazione inviperita di alcune quando oggi un collega ci ha fatto trovare un piccolo, grazioso rametto di mimosa per ognuna di noi. Per una volta che uno ha un pensiero gentile (lui, poi, non è gentile solo l’8 marzo)…

Io non festeggio questo tipo di ricorrenze (ma accolgo con entusiasmo gli auguri) però, come ho fatto per San Valentino, voglio dedicare alle mie lettrici e anche ai miei lettori (dato che sta anche a voi farci sentire amate e, soprattutto, rispettate) due poesie. Una, scritta da una donna che potrebbe essere un esempio per tutte noi, perché non si è mai lasciata ingabbiare (né dalle imperfezioni del suo corpo, né dai pregiudizi altrui, né dalle mura di un manicomio) pur continuando ad amare appassionatamente la vita e gli uomini; l’altra è una poesia d’amore, dolce e intensa, che un uomo dedica a una donna.

Secondo me infatti la festa della donna va condivisa con gli uomini.

[Chissà perché ci tengo a precisare che non amo le liriche d’amore, che tanto male han prodotto nella nostra cultura, ma oggi non riesco a esimermi, ohibò…]

 

E quando scende senza luce un velo
E distingue i contorni della sera
Quando si chiude sulla luna il cielo
E quando ogni paura sembra vera

Prendimi se mi vuoi, tienimi dentro,
Restami intorno come una coperta,
Non lasciarmi da solo senza centro
Come una stanza, una finestra aperta;

Fa in modo che non resti più sospeso
Al gancio del dolore, senza fiato
Signora mia mentre mi togli il peso
Di tutti i desideri del passato.

                          (Riccardo Held)

 

Ascolta, il passo breve delle cose
– assai più breve delle tue finestre –
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
È fatta di ombra e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c‘è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.                                                          

                              (Alda Merini)

                                                                                                     

Secondo voi queste poesie, tra loro, si parlano? Battibeccano? Vanno a braccetto? Si cercano? Si trovano? Sono come le famose parallele che non s’incontrano mai?
Vi dicono qualcosa? Non vi dicono niente?

In ogni caso, i miei auguri alle donne e un bacio agli uomini che le amano.

 

P.S.: io il mio regalo più bello, per oggi, l’ho già ricevuto: ho acquistato l’ultimo romanzo dell’amato Ugo Cornia (Le pratiche del disgusto, ed. Sellerio), per merito di una tempestiva segnalazione del lettore Yari, che ringrazio davvero tanto!

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18 commenti on “Intermezzo lirico”

  1. neronda ha detto:

    Non sono una gran lettrice di poesia, non ho la pazienza di lasciare che mi permei e mi si sveli….però la prima mi è piaciuta molto, e quanto al tuo quesito….diciamo che mi sembra un confronto all’americana….due punti di vista dello stesso desiderio….

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  2. diegodandrea ha detto:

    Le due poesie non mi dicono nulla perché parlano per Loro e non certo per me… se battibeccassero, poi, ne potrei dedurre che siano uccelli e quindi (sempre per me, s’intende) meglio che volino via libere dove dicono Loro e non certo dove pretendo io…

    Auguri alle donne e anche no… il bacio, invece, lo prendo perché le amo!

    Saluti D

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  3. Masso57 ha detto:

    Sono un cultore di poesia, e le tue scelte sono di assoluta eccellenza. In quanto alla giornata, come maschietto devo sempre porgere le mie scuse, a nome dell’intera categoria: l’esperienza insegna che la giornata passa, ma i problemi restano.
    Auguri!

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  4. melchisedec ha detto:

    Si cercano le due poesie, tentano di lanciare ognuna il proprio “grido”. l’essere inascoltati… forse questa è la magia di un dialogo possibile.
    🙂

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  5. utente anonimo ha detto:

    Io non festeggio l ‘8 marzo tra donne da quando ero adolescente. Se posso preferisco fare qualcosa insieme all’uomo che amo che, se pure con qualche perdonabile defaillance, riesce a farmi sentire donna tutti i 365 giorni dell’anno. Ma non ho nulla in contrario che siano le altre a farlo. E’ una questione di scelte e di punti di vista, tutti rispettabili a patto che siano sentiti. Per cui accetto i tuoi auguri e li ricambio con sincerità.
    Lory
    P.S. La poesia non è proprio il mio genere ma se vuoi un giudizio preferiscola prima alla seconda…

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  6. utente anonimo ha detto:

    Dio, che bella la poesia di Riccardo Held! Non la conoscevo… Giusto un paio di giorni fa il mio fidanzato mi diceva che la vera poesia è quella che riesce a darci un’emozione anche non essendo autobiografica, anche essendo lontana dalla nostra esperienza. Io sono una donna, Held parla dell’amore di un uomo che per noi donne, credo, è così difficile da comprendere ed interpretare. Gli uomini e le donne sono figli di pianeti diversi, di questo sono più che convinta, e sono bravissimi a farsi del male. Ma quando riescono ad elaborare un difficile linguaggio comune… allora il paradiso scende sulla terra.
    Grazie Ilaria.
    Laura

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  7. flalia ha detto:

    Allora intanto vi propongo la mia lettura. Ognuna delle due poesie mi piace molto presa singolarmente (soprattutto quella di Held). Lette insieme, però, mi fanno uno strano effetto: improvvisamente, è come se lui fosse concentrato solo su di sé (nonostante le apparenze), mentre lei lo richiama alla realtà. Impressionante il ricorso alla stessa metafora (la finestra aperta). A volte un uomo può dire delle cose bellissime su quello che una donna (spesso idealizzata) rappresenta per lui, e quella donna può però non sentirsi affatto riconosciuta per quello che è (non “una lunga schiera di segni che si chiamano rime”, ma “presenza vera di foglie”). Un’altra cosa triste che m’ispira il confronto tra le due poesie è che la donna sembra essere infinitamente più sola di un uomo. Un uomo può perdersi (anche fisicamente) in una donna; una donna non può perdersi in un uomo, non può tornare all’origine, è sempre separata. Una cosa che mi fa molto soffrire.
    Ora purtroppo ho fretta, più tardi risponderò ai vostri commenti. Ciao!

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  8. flalia ha detto:

    Eccomi! Allora…

    Neronda: grazie per avere letto, pur non essendo appassionata, e per la tua interpretazione.

    Diego: per fortuna che almeno il bacio lo hai gradito! 😉 Allora te ne mando un altro. Ciao! :-*

    Masso: grazie per l’apprezzamento e per gli auguri. E per il tuo bel post di oggi.

    Mel: grazie per la tua interpretazione, sono abbastanza d’accordo… 🙂

    Lory: anch’io non festeggio l’8 marzo, e mi guardo bene dalle uscite con sole donne in questo giorno. Ho solo voluto dare il mio augurio ai miei lettori/trici con una piccola riflessione. Grazie per avermi risposto. vedo che ci troviamo tutte d’accordo sulla prima poesia…

    Laura: che bello! Sono contenta che ti sia tanto piaciuta! E grazie per il tuo commento, come al solito pensato e mai banale. Ciao 🙂

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  9. diegodandrea ha detto:

    Guarda che ho gradito le poesie (ci manacherebbe)… mi sa che mi hai frainteso… ma rileggendomi la colpa è solo mia, non mi sono spiegato affatto bene :-))
    Però il doppio bacio me lo prendo lo stesso… 😉
    …e ricambio!
    D

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  10. flalia ha detto:

    Grazie 🙂

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  11. biancac ha detto:

    Mi piace molto la prima, un po’ meno la seconda.
    La prima mi piace perché riesce a trasmettere quello che credo sia il sentimento sincero di un uomo quando si “perde” in una donna, quando si sente avvolto dal suo corpo e dal suo calore, quel desiderio che la donna che ami sia tutto, amante, compagna ma anche madre e protettrice.
    La seconda la trovo triste, e a me l’amore triste non piace… 😉

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  12. MariaStrofa ha detto:

    Ciao, posso segnalarti questo post?

    http://senzaqualita.splinder.com/1173340556#11266009

    un caro saluto

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  13. lo_struzzo_nero ha detto:

    Buon w.e. e grazie per la visita, davvero gradita.

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  14. flalia ha detto:

    Bianca: a tutte le donne che hanno commentato (me compresa) è piaciuta più la prima. Ma la seconda, per quanto triste, forse è più vera. Chissà, non è che io sia una grande esperta… 😉

    Maria: grazie per la segnalazione; immagine molto bella, come tutto quel blog del resto. Ciao 🙂

    Struzzo: che bello ricevere un tuo saluto! Buon week end anche a te!

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  15. estivaneve ha detto:

    ciao! la prima certo è molto bella, è musicale, ma suona come una supplica, come se la donna con il suo corpo, con il suo amore, dovesse cancellare tutti i dolori del poeta.. e a me l’idea della donna “à la Beatrice” non è che piacia molto… quella che veramente può “salvare” ( se questo potrà mai succedere) è la compagna di vita, in carne e ossa, che non è riducibile ad un idea…una che credi di conoscere ma è anche piena di misteri… e poi io adoro la Merini! 🙂

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  16. flalia ha detto:

    Estivaneve, benvenuta! Se leggi il mio commento (n. 7) vedrai che la tua interpretazione coincide in pieno con la mia (siamo le uniche, però, almeno tra chi ha commentato…). L’accostamento delle due poesie per me aveva proprio il senso che ci hai visto tu. Ma è anche vero che la poesia parla a ognuno in modo diverso.
    Ciao e grazie 🙂

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  17. estivaneve ha detto:

    E vero 🙂 e sono d’accordo: ognuno la sente a modo suo. Infatti so che la mia interpretazione è stata condizionata da delle esperienze ben precise. La poesia non racconta che la vita no? 🙂

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  18. flalia ha detto:

    Già. Anch’io ci ho ritrovato esperienze mie…

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