Il moto non esiste e anche il tempo non si sente tanto bene…

Avete presente Zenone, il filosofo che con i suoi paradossi pretendeva di negare che la realtà sia molteplice e che esista il movimento?
Ecco, son passati duemilacinquecento anni ma nel mondo c’è ancora qualcuno che quotidianamente lo pensa, e quel qualcuno sono io quando sono in ritardo.

Intanto dovete sapere che ogni giorno devo fronteggiare i seguenti impegni: lavoro; stage meraviglioso presso una struttura da me adorata; università; studio; volontariato (due volte a settimana); aggiornamento; varie ed eventuali. Perciò capita che in alcuni momenti io debba trovarmi contemporaneamente in due o tre posti diversi, o debba trasferirmi da un luogo all’altro alla velocità della luce. Considerate poi che il mio mezzo di trasporto è la bicicletta.
Nonostante riesca a ottemperare con serietà a tutti questi doveri, capirete che il mio problema è il tempo e la rapidità dei trasferimenti.

E qui casca l’asino, cioè, scusate, Zenone.

Proverete anche voi quella sensazione di non essere in ritardo anche quando siete in ritardo. Per esempio: alle ore sedici dovete essere nel luogo X. Sono le sedici meno cinque e voi siete ancora ben lungi dall’arrivare a destinazione: ci vorranno ben più di cinque minuti. Eppure, in quel momento non siete in ritardo. Siete ancora in perfetto orario, anzi in anticipo. Nessuno che vi stia aspettando nel luogo X potrebbe, in quel momento, accusarvi di essere in ritardo.
Questo è già un pensiero consolante. Se poi consideriamo, come sostiene Zenone, che per arrivare in un punto occorre prima arrivare alla metà del percorso, e prima ancora alla metà della metà e così via all’infinito (perché esisterà sempre la metà di uno spazio, per quanto infinitesimamente piccolo questo sia) capirete che la meta è irraggiungibile per tutti, anche per quelli che si credono in orario, anche per quel tipo che, sfrecciandovi a fianco con una rombante macchina da corsa, vi affumica di gas (senza considerare che comunque se Achille pié veloce non riuscirà mai a raggiungere una tartaruga partita anche solo un attimo prima di lui, non vedo come una porsche possa essere più veloce di me in bicicletta, nonostante le puzzolenti apparenze). Insomma se qualunque sia il luogo da raggiungere non ci arriveremo mai, è inutile affannarsi troppo. Tanto varrebbe fermarsi e stendersi sull’asfalto a prendere il sole.

Ora, il potere che questi pensieri hanno su di me non consiste nell’istigarmi al menefreghismo (dato che comunque, pedalando come una forsennata, riesco a essere puntuale) ma nel rilassarmi la mente mentre le gambe macinano chilometri. Cosa che, nonostante tutto, mi permette di arrivare a destinazione serena e di buon umore, e dunque a lavorare meglio, rendendo soddisfatti i vari capi e tutor cui devo rendere conto.

Vi ho convinto? Che ne dite, non vi sembro un’ottima “motivatrice”? Potrei mandare il mio curriculum a qualche azienda che necessiti di tale misteriosa (ma esistente) figura professionale anziché fare chilometri nel traffico ogni giorno…


PS: cari amici, nel post non ho esagerato, ho davvero così tanto da fare che dormo cinque ore per notte, perciò perdonatemi se in questi giorni scriverò post più brutti e noiosi del solito e se non sarò solerte nel commentare sui vostri blog, che comunque leggo sempre. Ciao!

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16 commenti on “Il moto non esiste e anche il tempo non si sente tanto bene…”

  1. biancac ha detto:

    “nel rilassarmi la mente mentre le gambe macinano chilometri”: bé, anche io quando sono sotto pressione in effetti mi sento quasi rilassata…
    sembra un controsenso, lo so 😉

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  2. MariaStrofa ha detto:

    gaurda, questo post mi è così piaciuto che ti lingo il blog: e più non dimandare 🙂

    ciao

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  3. marcosoriano ha detto:

    e in effetti arrivare in ritardo non è mai da considerarsi un problema, esistono vari modi (piani sequenza) per risolevere l’impaccio, ad esempio si può portare indietro la lancetta dei minuti nell’orologio, oppure sistemarsi nella giusta direzione del corso, e non fare altro che aspettare, il luogo dove dovevamo andare verrà da noi.

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  4. PaoloFerrucci ha detto:

    sei un’ottima motivatrice.
    (pure io ti ho linkata, sai?)

    a presto :)*

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  5. flalia ha detto:

    Bianca: è una bella sensazione. Mi ricordo invece, per es. ai tempi del liceo, quando ero in ritardo e mi veniva un prurito dentro il cervello dal nervoso! Ecco perché ho cercato di liberarmi da quell’ansia!

    Marco: ciao, benvenuto! Anche i tuoi consigli sono molto utili!

    Maria e Paolo: grazie per il link ma sopratutto per i vostri commenti che mi fanno sempre molto piacere… Ciao 🙂

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  6. Masso57 ha detto:

    Promossa come motivatrice, indubbiamente!
    Pero’,usando la terminologia corrente, non considerarti mai in ritardo, ma al massimo “diversamente puntuale”.

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  7. diegodandrea ha detto:

    mmmhh… più che motivatrice, in questo caso direi… furbetta 😉 … ma tant’è, se si deve ritardare che lo si faccia con stile, e soprattutto senza gastriti (escluso per chi aspetta, ovviamente 🙂
    Ciao D

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  8. neronda ha detto:

    Mioddio!! Pure io quando sono matematicamente in ritardo ma il ritardo non è ancora in atto penso proprio come te…. infatti vivo in ritardo e non ho assolutamente la nozione del tempo…. una parte di me è convinta di riuscire a fermarlo, forse, chissà. Chissà se è una malattia il non credere nell’orologio….: )

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  9. flalia ha detto:

    Masso, mi dai sempre degli ottimi suggerimenti! Terrò presente…

    Diego: eh eh, un po’ di furbizia per sopravvivere in questo mondo difficile… 😉

    Neronda: più che malattia, adotta anche tu il consiglio di Masso: siamo “diversamente puntuali”… 😉

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  10. melchisedec ha detto:

    Zenone… sempre ostichino per me, ma geniale. Tu molto chiara nel rendere il concetto. Buona giornata!

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  11. utente anonimo ha detto:

    Io ho sempre l’impressione che gli impegni mi corrano dietro, anzi, spesso mi sorpassano lasciandomi con l’ansia e il fiato grosso. Credo che non riuscirei a venirne fuori neanche con il teletrasporto… ma a Zenone non avevo mai pensato e dire che ho fatto il classico!
    Buona giornata…
    Lory

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  12. briciolanellatte ha detto:

    Va bene, ti si perdona…

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  13. biancac ha detto:

    ti linko!

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  14. flalia ha detto:

    Mel: grazie, a te buona serata, data l’ora…

    Lory: ciao, benvenuta! Eh, il teletrasporto è tra i miei sogni irrealizzabili…

    Briciola: Benvenuta e grazie… 🙂

    Bianca: grazie, e ricambio. Ciao!

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  15. commediorafo ha detto:

    Ma se Achille non raggiungerà mai la tartaruga, io come farò a raggiungere i ciclisti in fuga?
    Massimo

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  16. flalia ha detto:

    Tu, Massimo, a differenza di me, devi dimenticarti di Zenone e dei suoi paradossi e pensare solo a pedalare… ;-)))

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